Crazy_Horse ha scritto:
Citi i violini e non a sproposito, in fondo involontariamente convieni con me: non è forse vero che la musa ispiratrice delle arti, siano esse musicali, pittoriche o letterarie, sia l'amore? C'è una celebre canzone che definisce meraviglioso "l'amore di una donna che ama SOLO te". E non so se hai notato, ogni volta che viene trasmessa per radio spontaneamente gli ascoltatori iniziano a cantarla, prima con leggerezza e poi sempre con più passione tutti insieme. E perché succede ciò? Perché hanno uno spirito affine col tema della canzone, perché " l'amore di una donna che ama SOLO te" è meraviglioso per tutti. Un sentimento naturale che nasce spontaneamente, non vi è traccia di costrizione.
E ridagli con la retorica!
Mi sembra che tu stia spingendo parecchio il pedale della retorica e del sentimentalismo, perché argomenti ne hai davvero pochi.
Se l’unico che ti rimane è il testo di una canzone (peraltro molto bella)…
Ma visto che la metti su questo piano, che ne dici di consultare il mitico Califfo?
Chi meglio di Franco Califano?
Su questi argomenti sarebbe potuto essere titolare di cattedra all’università, giusto?...
(Lui che ha dato alle stampe l’immortale opera “
Il cuore nel sesso. Libro sull'erotismo, il corteggiamento e l'amore scritto da uno pratico.”)
Ecco gli immortali versi del suo brano “La fedeltà” (
https://www.youtube.com/watch?v=tQgrWoNE7C4):
“La fedeltà cos’è,
l’ illusione di tutti
perchè l’uomo crede ma i fatti…”Ecco dunque il Maestro penetrare (ehm…) con grande acume il comportamento degli esseri umani.
La fedeltà non è che “illusione”.
Noi crediamo, sì… ma poi i fatti sono ben diversi dalle nostre infantili illusioni.
“La fedeltà semmai
ci potrebbe anche stare
se noi, rinunciamo a pensare…
perchè il tradimento vero si nasconde,
nella mente che ogni tanto è assente
è il pensiero che tradirà
uno di noi, chi non si sa.”Insomma, i pensieri e i desideri NON si possono controllare.
La fedeltà “ci potrebbe anche stare”, se loro non ci fossero.
Ma siamo umani… e il tradimento avviene, se non altro col pensiero,
inevitabilmente.
“l’infedeltà coinvolge tutti quanti
non facciamo i finti tonti”In questa recisa conclusione, il Maestro condanna l’ipocrisia della morale comune.
Quella che considera la fedeltà una virtù, e la cosiddetta “infedeltà” una grave, terribile colpa.
Invece è un fatto normale, sano e naturale. Non è sano e nemmeno naturale reprimerlo, negarlo, condannarlo.