Il complesso di inferiorità dei """""""""laureati"""""""" nella materia è sconvolgente, ovvio che non reggerebbero un giorno le pressioni del mio lavoro (o di un qualunque lavoro vero, anche meno complesso e impegnativo), l'esame più difficile che hanno affrontato era "Kinder Delice vs Fiesta: il dilemma". Io non voglio essere loro accostato, abbiamo titoli e siamo di categorie diverse, il fatto che vengano qui a rispondere avvelenati conferma la loro attitudine al nulla, io sì, mi occupo di bambini, di gente che va in carcere, dei soldi con cui una famiglia può sopravvivere etc
Loro frequentano
un Grest e vogliono essere presi sul serio, ma basta dai, non gli affiderei una cannuccia usata, che si dividano fra gialli, rossi e azzurri e giochino a bandierina.
Comunque che le nazionali siano più importanti è una balla cosmica, i mondiali sono importanti e affascinanti, il resto è il nulla: la Champions la seguiamo tutti, anche qui, con interesse, passione. Discutiamo e ci azzuffiamo perché lì dentro c'è il sale del calcio, la competizione più alta, il succo di tutto il discorso. Le nazionali, soprattutto nelle amichevoli (noiose e brutte come una laurea al DAMS) o nelle partite di qualificazione, sono veramente la morte del calcio, una roba imbarazzante. La Champions è il fulcro, specie dagli anni '90 ad oggi. Nessuna nazionale in questo lustro è accostabile alle migliori squadre della Champions: il Barcellona è meglio della Spagna, il Bayern è meglio della Germania, Milan, Ajax e Juventus negli anni '90 erano superiori a tutte le nazionali coeve. Insomma, è un no contest.