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 Oggetto del messaggio: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: mer 1 gen 2014, 16:06 
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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: mer 1 gen 2014, 21:36 
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Reg. il: gio 29 dic 2011
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Questo era un grande attaccante, purtroppo patì le difese italiane oltremodo.

A sua parziale discolpa finì nella Juve più scarsa del dopoguerra (per me in quanto a scarsità tecnica se la gioca con quella di Delneri) .


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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: mer 1 gen 2014, 21:45 
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Leviathan ha scritto:
Questo era un grande attaccante, purtroppo patì le difese italiane oltremodo.

A sua parziale discolpa finì nella Juve più scarsa del dopoguerra (per me in quanto a scarsità tecnica se la gioca con quella di Delneri) .


Non era un giocatore adatto al calcio italiano, perchè era il classico aruiete britannico che stava in area ad aspettare i rifornimenti dei compagni, tuttavia sono convinto che nella Juve di Platini avrebbe fatto la sua onesta figura....


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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: mer 1 gen 2014, 21:49 
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Reg. il: gio 29 dic 2011
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ciccio graziani ha scritto:
Leviathan ha scritto:
Questo era un grande attaccante, purtroppo patì le difese italiane oltremodo.

A sua parziale discolpa finì nella Juve più scarsa del dopoguerra (per me in quanto a scarsità tecnica se la gioca con quella di Delneri) .


Non era un giocatore adatto al calcio italiano, perchè era il classico aruiete britannico che stava in area ad aspettare i rifornimenti dei compagni, tuttavia sono convinto che nella Juve di Platini avrebbe fatto la sua onesta figura....

Sì, ne sono convinto. In un'intervista recente ha proprio dichiarato il suo rimpianto per non essere riuscito a usufruire degli assist del francese:

DUBAI, 31 dicembre 2013 - È stato un cannoniere formidabile: 346 gol complessivi (47 in tutto - 32 in campionato - nella sola stagione 1983-’84 che gli valsero la Scarpa d’Oro) in 660 partite ufficiali con la maglia del Liverpool. Recordman assoluto nella gloriosa storia dei “Reds” di Anfield con cui ha vinto due Coppe dei Campioni, 5 Premier League, 3 Coppe d’Inghilterra, 5 Coppe di Lega e 6 “Charity Shield”. Ancor oggi, a 52 anni d’età, viene fermato per strada dai tifosi di ogni età che ne reclamano l’autografo. Il gallese Ian James Rush dal 2010 ricopre l’incarico di ambasciatore ufficiale del Liverpool. Gira il mondo per sviluppare il “brand” del famoso club inglese che ha per simbolo il leggendario “Liver Bird”, un cormorano che tiene col becco una felce e che nella mitologia medioevale britannica rappresenta una sorta di araba fenice. Nella scintillante notte di Globe Soccer al Madinat Jumeirah Hotel è stato lui a premiare sul palco Antonio Conte con il prestigioso “Award” come migliore allenatore al mondo del 2013. Erano seduti allo stesso tavolo durante la cena di gala e hanno naturalmente discusso delle Juventus, unico grande cruccio dello spietato killer (in fatto di gol... ) nativo di Saint Asaph. Una sola stagione a Torino, nel 1987-’88, poi l’immediato ritorno all’ovile per struggente nostalgia. Alla fine della fantasmagorica “Audi Football Night” Ian ci ha concesso una lunga intervista esclusiva toccando tutti i temi: dall’Heysel al mercato.

Rush, cominciamo dal suo punto debole: quell’anno, il solo, in maglia bianconera...
«Arrivai a Torino animato dai migliori propositi, volevo davvero sfondare all’estero, le proposte di Boniperti e del dottor Giuliano mi avevano convinto sotto tutti i punti di vista: economico e sportivo. Ma non avevo fatto i conti con il profondo rinnovamento della squadra. Quell’anno la Juve acquistò 7 nuovi giocatori. Platini se n’era appena andato, ah quanto ho sognato e “rimpianto” i suoi possibili assist! Il grande Michel fu sostituito da... Magrin, il che è tutto dire, no? E in panchina c’era un gentleman come Marchesi, che però non aveva per niente il carisma di un leader, di un vero motivatore come per esempio adesso Conte o Brendan Rodgers, il nostro attuale manager a Liverpool. Non mi adattai né in campo, soprattutto, e neppure fuori. Non ero felice e chi non è felice non può rendere al meglio. In qualsiasi tipo di lavoro, figurarsi in una squadra di calcio per di più per uno straniero che non parla la lingua ed è alla prima esperienza in un mondo completamente nuovo. Il titolo di capocannoniere lo vinse Maradona con appena 15 gol seguito a 13 dal suo compagno Careca. Io chiusi a quota 7, nulla per uno come me ma comunque miglior marcatore della Juve, e mi consolai col rigore decisivo nello spareggio Uefa contro il Torino».

Tornasse indietro rifarebbe la stessa scelta?
«Bella domanda, ma non si può tornare indietro. Facile ragionarci su col senno di poi. La considero comunque un’esperienza utile e proficua pur nella sua complessiva negatività. E non dimenticherò mai l’incontro con l’Avvocato Gianni Agnelli a Villa Frescot, in collina, non lontano da dove vivevo io con mia moglie Tracey. Un uomo dal fascino straordinario e uno squisito intenditore di calcio. Mi raccontò tanti aneddoti sul grande John Charles, il Gigante Buono, il primo gallese alla corte della Juve alla fine degli Anni Cinquanta di cui io avrei dovuto essere il continuatore delle gesta con la maglia numero 9 bianconera».

Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Massimo Franchi)


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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: mer 1 gen 2014, 22:02 
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Reg. il: mer 18 mag 2005
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7 gol all' epoca non erano neancho pochi ( Bruno Giordano quando vinse con il napoli lo scudetto e giustamente da grandissimo protagonista credo ne abbia fatti anche lui 7 ) piu' che il numero di gol furono le prestazioni oscene con una media del 4,5.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: mer 1 gen 2014, 22:55 
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Non era adatto al calcio italiano,ma era ottimo attaccante,basta vedere anche i suoi record con il Liverpool


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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: mer 1 gen 2014, 23:42 
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epico ha scritto:
7 gol all' epoca non erano neancho pochi ( Bruno Giordano quando vinse con il napoli lo scudetto e giustamente da grandissimo protagonista credo ne abbia fatti anche lui 7 ) piu' che il numero di gol furono le prestazioni oscene con una media del 4,5.



Si anche perché mi pare che 3 dei 7 furono una tripletta al Pescara ultimo in classifica in una partita ininfluente....


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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: gio 2 gen 2014, 0:34 
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Reg. il: gio 29 dic 2011
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Le stagioni di Rush al Liverpool (di fianco anche l'età):

1981-82 (20 anni): 49 presenze, 30 reti
1982-83 (21 anni): 51 presenze, 31 reti
1983-84 (22 anni): 65 presenze, 47 reti
1984-85 (23 anni): 44 presenze, 26 reti
1985-86 (24 anni): 56 presenze, 33 reti
1986-87 (25 anni): 57 presenze, 40 reti

Non ho contato la stagione d'esordio, a 19 anni, dove giocò 9 volte senza mai segnare. Senza considerarla arrivò alla Juve con lo score di 322 presenze e 207 reti, con una ratio gol del 0.64.

Insomma, arrivava nel fiore della carriera e con medie realizzative pazzesche. Alla luce di queste cifre si può dire che fu forse la più grande delusione sportiva della storia della Juve.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: gio 2 gen 2014, 10:51 
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Reg. il: ven 19 lug 2013
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Era un grande attaccante ma si rivelò completamente inadeguato al calcio italiano, senza contare poi che arrivò in una delle Juve più scarse di sempre.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fenomeni parastatali-Ian Rush
MessaggioInviato: gio 2 gen 2014, 12:51 
Era un grande, anche contro le italiane e nelle Coppe. Non si ambientò a Torino, con la squadra in generale, e alle caratteristiche peculiari del calcio italiano. Amava essere servito in velocità o con palle alte e la Juve non era in grado di assecondarlo.

In assoluto rimane fra i primi giocatori gallesi di sempre.


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