Earwicker ha scritto:
Perch`scegliere Marco Bode come nickname e non Dieter Eilts?

Le mie solite domande
1) il calcio italiano attuale è nel punto più basso della sua storia? Cosa ci aspetta nei prossimi 5 anni?
2) Il formato di Serie A/B/Primavera va bene così com'è o c'è bisogno di cambiare? Se sì, cosa cambierebbe? E' proprio impossibile ritornare ai fasti degli anni '90?
3) progetto, pensa che Napoli, Fiorentina e Roma vinceranno uno scudetto nei prossimi 5 anni? Ed in Europa, cosa manca alla Juventus per poter competere? Inter e Milan riusciranno a rinascere dalle loro ceneri o saranno costrette ad anni di mediocrità dalla situazione finanziaria dei due proprietari? L'Udinese e l'Atalanta verranno mai premiate per l'eccellenza nei loro campi (scouting e giovani) ?
4) tattica, dopo il ritorno in auge delle difese a 3/5 in Italia pensa che il trend si consoliderà o è una tendenza passeggera? C'è una variabile tattica attuale che la appassiona?
5) protagonisti. Come giudica il quarto Pallone d'Oro a Leo Messi? Pensa che la classifica finale (Leo CR7 Iniesta e poi più sotto Pirlo, Drogba) sia condivisibile? Dove va Mou? E Tiziano? E chi prende il Real? I destini di Ferguson e Wenger: rivoluzioni epocali anche nel Regno Unito?
6) Italia. Balotelli, Verratti, El Shaarawy, Insigne, Destro. Come giudica la nuova generazione di talenti nostrani? C'è qualcuno che la ispira particolarmente? Cosa attendersi dagli Azzurri nei prossimi anni?
grazie
Bode mi piace perché si è ritirato dal calcio perché ne aveva basta del sistema e si rese conto che un calciatore oggi è troppo pagato, troppo viziato, troppo incensato. Gli hanno proposto un paio di panchine, mi pare, ma lui ha preferito starsene in disparte.
1) da un certo punto di vista sì, anche se come nazionale il punto più basso fu il post Superga (decennio 50-60). Oggi, a mio avviso, c'è però una crisi strutturale e per certi versi è ancora più grave: mancano determinati insegnamenti nelle scuole calcio, manca un progetto generale di rilancio dei vivai, la cultura adeguata per iniziare a costruire stadi moderni, polifunzionali e di proprietà. Il futuro, per ora, non è roseo: dobbiamo fare come i tedeschi, che nel 2000 toccarono il fondo e poi iniziarono una politica di rilancio partendo dal basso, a partire dallo sviluppo dei settori giovanili. Nulla si improvvisa. L'Italia per tornare a essere un punto di riferimento nel calcio deve mettere da parte certi teatrini e investire dalle fondamenta. E' un discorso che tra l'altro si può applicare anche alla situazione generale del Paese.
2) io ridurrei il numero di squadre. In A ma soprattutto in B. Farei piazza pulita (in modo graduale forse per evitare botti) di tutte quelle società che sono oberate dai debiti. E poi renderei club professionistici solo quelli di A e B. Il vero problema, a gurare bene, è in basso: troppi soldi e troppo caos già a partire dalle leghe minori. Quanto alla primavera, forse si potrebbe adottare la poltica spagnola e tedesca: le seconde squadre dei grandi club possono giocare nelle leghe minori e salire di categoria fino alla soglia del professionismo.
3) Napoli, Roma e Fiorentina potrebbero anche vincere, uno perché stanno investendo con criterio (Napoli e Fiorentina mi sembrano più avanti da questo punto di vista), due perché il livello generale si è abbassato e le tre big storiche (Juve, Milan, Inter) a oggi non hanno quello strapotere che avevano qualche anno fa.
In Europa alla Juve manca un big in attacco. E sarebbe ora che si sbrighi a prenderlo perché i due totem della squadra (Buffon e Pirlo) sono Over 30. Il giorno in cui loro caleranno, bisognerà sostituirli adeguatamente (e non è facile trovare giocatori di quel livello...) e quindi acquistare un solo fuoriclasse in attacco potrebbe non bastare più. Il momento della Juve è adesso, non bisogna aspettare.
Inter e Milan hanno intrapreso una politica giusta, a mio avviso: basta spese folli, sì a investimenti sui giovani (meglio ancora se quelli del vivaio). Il campionato italiano purtroppo va verso anni di ridimensionamento, è lo specchio dell'Italia e dell'Occidente in generale. I Paesi emergenti e che possono spendere sono altri (la Russia, ad esempio). I nostri club non sono (non saranno a breve) più in grado di tenere certi prezzi delle società russe o in mano ai magnati stranieri. Quindi, se vogliono restare competitivi, devono "crearsi" i campioni in casa. Roma ha dominato il mondo, ma dopo 800 anni è caduta. Cadrà anche l'Occidente. E' solo questione di tempo. Non siamo i più ricchi per partito preso. Siamo diventati i più ricchi perché abbiamo potuto diventarlo. Verrà il turno di altri. E' una questione di cicli. Il calcio, lo sport in generale, riflettono l'andamento del mondo, non sono mai concetti slegati.
Quanto all'Udinese e all'Atalanta, forse sì sarebbe il caso di premiarle per far capire a tutti gli altri che quella deve essere la politica da seguire. Sono due club da prendere ad esempio. Per loro, vincere non conta. L'importante è valorizzare dei giovani e farli crescere. Giusto.
4) purtroppo la tattica segue le mode. E' sempre stato così. Oggi forse tutti fanno la difesa a tre perché ha iniziato Conte e ci ha vinto uno scudetto. Non si capisce che a rendere una tattica vincente è la qualità degli interpreti. Quando il Grande Torino vinse con il Sistema, i nostri club - fino a quel momento fedeli al Metodo - iniziarono a usare il Sistema: fu un fallimento perché nessuno di loro aveva i giocatori del Grande Torino. Lo stesso è capitato quando l'Olanda di Cruyff mostrò al mondo la zona e il calcio totale, o dir si voglia. Le squadre italiane copiarono subito il nuovo verbo, ma nessuna riuscì naturalmente a raggiungere neanche in minima parte i successi degli orange. Luis Enrique ha tentato di ripercorrere alla Roma la stessa filosofia del Barça (almeno in parte): abbiamo visto i risultati. Io quindi dico che non bisogna tentare di imitare nessuno, anche se fortissimo, ma proseguire per la propria strada e adattare il modulo tattico in base alle caratteristiche e alle doti dei propri giocatori.
5) il pallone d'oro a Messi l'ho trovato sbagliato, come quello del 2010. L'avrei dato certamente a INiesta.
Io avrei messo Iniesta, Messi e Drogba nei primi tre. Poi C. Ronaldo e Pirlo a pari merito.
Mou torna in Inghilterra, credo: o Chelsea o Man City.
Il Real non so chi possa prendere, forse Falcao. Ronaldo magari resta. Altrimenti potrebbe seguire Mourinho.
Ferguson resta al Man Utd. Non ho elementi per dire se Wenger andrà via dall'Arsenal o meno.
6) El Sharaway è quello che mi ha stregato finora di più. Balotelli non ha il cervello: senza quello nel calcio si fa poca strada. Gli altri a livello internzionale sono ancora acerbi: vanno provati con continuità per capire di che pasta sono fatti.