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(Gazzetta.it)
Ronaldo in tackle sulla Juve
Il Fenomeno del Real: "Sarà la partita della vita. Della Juve ho brutti ricordi, in Italia era impossibile batterla, arrivavano puntuali aiuti dagli arbitri".
MILANO, 21 febbraio 2005 – Pesa più l’alluce di Ronaldo o il suo finto matrimonio? Il dilemma impazza a Madrid alla vigilia della sfida Champions contro la Juve. Una partita che vale la stagione, perché i “galacticos”, cadendo con l’Athletic Bilbao, e tenendo a lungo in panchina il brasiliano, si sono nuovamente allontanati dalla vetta. Dai rivali del Barcellona. E a Madrid non tutti hanno la cieca fede di Mancini nelle rimonte. La vittoria dei baschi, quindi, ha fatto ancora più concentrare attenzioni su questa sfida.
D’altra parte, però, ha anche intaccato la ritrovata fiducia di Zidane e compagni, imbattuti da quando sulla panchina si è seduto il brasiliano Vanderlei Luxemburgo. Sette successi consecutivi, cambio tattico e soprattutto di mentalità: il Real pareva aver ritrovato il proprio equilibrio e la fiducia di essere una “perfetta macchina da calcio”. Fino allo 0-2 casalingo di sabato, che ha riacceso le polemiche. Incentrate su Ronaldo, tanto per cambiare. Il Fenomeno di questi tempi aveva altro a cui pensare: matrimoni simulati, castelli, doveri di buon padrone di casa. Finite le feste, è arrivato due volte in ritardo all’allenamento, prima di scoprire un inedito malanno: artrite all’alluce del piede sinistro. Luxemburgo non ha gradito, lo ha tenuto in panca sabato, e il Real ha perso. “Ronaldo è uno dei giocatori della rosa, e il club non può dipendere da lui – dice il tecnico -. È un giocatore di classe mondiale, ma il Real è più importante di lui o di me”. Luxemburgo non è uno tenero, ma la punizione è finita. Il brasiliano contro la Juve ci sarà, così come tutte le stelle dei galattici. Tutti convocati, compreso il malconcio Salgado, e tutti con il coltello fra i denti.
A suonare la carica ci pensa proprio il numero 9, che con la Juve ha un conto aperto dai tempi interisti: “Bisognerà giocare come una finale. Io della Juve ho brutti ricordi, perché in Italia era praticamente impossibile batterla. Non solo per i suoi giocatori, ma anche perché era puntualmente favorita dagli arbitri. Giocando nell’Inter non si poteva vincere”.
Archiviato così il passato italiano, Ronaldo torna alla gara di domani: “Sarà la gara della vita, è una partita decisiva. Sappiamo che la Juve è una grande squadra e verrà qui per vincere, ma noi non dobbiamo preoccuparcene, coscienti che se non facciamo quello che sappiamo non riusciremo a spuntarla”. Per fare quello che sanno i “blancos torneranno al 4-4-2 a rombo della gestione Luxemburgo, con Gravesen davanti alla difesa e Figo trequartista. Zidane si piazzerà a sinistra (“Dobbiamo ricordarci che siamo il Real, quando giochiamo partite di questo genere possiamo fare grandi cose”), Beckham a destra. Lo Spice è forse quello meno concentrato sulla sfida. Ieri è volato in Inghilterra per la nascita del terzo figlio, chiamato Cruz (sorvoliamo sulla scelta). Ma per ora Luxemburgo non se la prende: “Se domani gioca bene, può fare un figlio alla settimana”. Di nuovi matrimoni di Ronaldo, invece, per ora non se ne parla…
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