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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: ven 5 giu 2026, 14:12 
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O Futeboleiro ha scritto:
Più che altro c'è da chiedersi cosa spinga nel 2027 un essere umano ad alzarsi la mattina il giorno delle elezioni, recarsi alle urne, impugnare la matita e votare ancora per Forza Italia.

Mi sembra ovvio: se sei ricco, soldi, tutele patrimoniali, vantaggi fiscali, condoni, abolizione o prescrizioni brevissime di reati e compagnia bella....
Se sei della classe media o povero, tante belle parole...


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: ven 5 giu 2026, 14:51 
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O Futeboleiro ha scritto:
Più che altro c'è da chiedersi cosa spinga nel 2027 un essere umano ad alzarsi la mattina il giorno delle elezioni, recarsi alle urne, impugnare la matita e votare ancora per Forza Italia.


Questo discorso puoi farlo per più o meno tutti i partiti. Forza Italia da par suo (con o senza Zio Silvio) è una forza moderata, tendente al democristiano e in Italia di democristiani di centrodestra ce ne sono tanti.
Poi c'è anche quello che dice Sandro, tra l'altro.


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: ven 5 giu 2026, 14:54 
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Sandro ha scritto:
O Futeboleiro ha scritto:
Più che altro c'è da chiedersi cosa spinga nel 2027 un essere umano ad alzarsi la mattina il giorno delle elezioni, recarsi alle urne, impugnare la matita e votare ancora per Forza Italia.

Mi sembra ovvio: se sei ricco, soldi, tutele patrimoniali, vantaggi fiscali, condoni, abolizione o prescrizioni brevissime di reati e compagnia bella....
Se sei della classe media o povero, tante belle parole...


O quello di cui sopra che è il tuo datore di lavoro e ti ha convinto che è meglio votare per questi


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: ven 5 giu 2026, 19:38 
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Meloni assente al vertice Ue-Balcani: era alla presentazione di un francobollo. Conte: “Siamo caduti così in basso?”

La premier avrebbe dovuto volare in Montenegro dopo la festa dei Carabinieri a Reggio Calabria, ma ha scelto di partecipare all'annullo filatelico in Prefettura

Giorgia Meloni salta un vertice internazionale per partecipare alla presentazione di un francobollo. Venerdì la premier ha dato forfait al summit Ue-Balcani occidentali a Tivat, in Montenegro, dove i capi di Stato e di governo europei si sono incontrati alle 15 per discutere dell’allargamento dell’Unione agli stati balcanici e delle sorti dell’Ucraina. Meloni avrebbe dovuto volare oltre l’Adriatico dopo la festa per l’anniversario dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria, terminata verso le 13. Dopo la cerimonia, però, la leader di FdI ha voluto recarsi in Prefettura – insieme ai ministri Guido Crosetto, Matteo Piantedosi, Paolo Zangrillo e Marina Calderone – per l’annullo filatelico di un francobollo celebrativo dell’anniversario, evento non previsto nel programma originario. Così, intorno alle 14, palazzo Chigi ha comunicato che “a causa del protrarsi della cerimonia“, la premier non avrebbe più partecipato al vertice, decollando invece direttamente per Roma. Meloni, informa il suo staff, “ha informato personalmente il presidente montenegrino Milatović e il presidente del Consiglio europeo Costa esprimendo il proprio rammarico per l’impossibilità di raggiungere in tempo la riunione, la cui conclusione è prevista per le 15:30″.

Sulla vicenda si scatenano le opposizioni. “Io non finisco di sorprendermi. Meloni ha cercato di accettare tutte le richieste di Trump ed è stata mollata da Trump. Poi si è associata alla scommessa e sulla vittoria militare dell’Europa e della Nato sulla Russia e ieri hanno fatto il vertice Germania, Regno Unito e Francia e non l’hanno invitata. Adesso l’ultima è che non è riuscita a prendere l’aereo e a raggiungere un vertice Ue-Balcani importantissimo. Mi chiedo, ma l’aereo lo guidava Salvini? Ma è possibile che l’Italia sia caduta così in basso?”, attacca il presidente M5s Giuseppe Conte a margine di un evento elettorale a Molfetta (Bari).

Anche il leader di Italia viva Matteo Renzi ironizza sui social: “Tutti i leader europei sono nei Balcani a discutere del futuro dell’Europa e della pace in Ucraina. Unica assente: l’Italia. Giorgia Meloni non è andata, dice che ha fatto tardi con l’aereo a Reggio Calabria”. Per il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, il forfait è “Un’immagine plastica dell’irrilevanza in cui questo governo sta trascinando l’Italia. Non è una gaffe di protocollo: è un fatto politico. Meloni parla ogni giorno di patriottismo, ma nei tavoli in cui si decidono gli equilibri europei e il ruolo dell’Italia il governo non c’è”, accusa.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/0 ... e/8410159/

queste sono le priorita del nostro governo di estrema destra...


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: ven 5 giu 2026, 20:49 
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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: mer 10 giu 2026, 8:24 
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Ponte sullo Stretto, Procura apre inchiesta per corruzione: “Indagati volevano condizionare Corte Conti”

La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina: tre indagati hanno tentato di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera.

La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell'ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

In base a quanto emerge da una nota diffusa dall'ufficio giudiziario, l'ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all'esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone, tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti (in quiescenza dal febbraio scorso), un avvocato 71enne già Consigliere di amministrazione della società "Stretto di Messina Spa" e un imprenditore reggino 65enne, residente a Roma. Le indagini hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell'opera pubblica.

Come sappiamo lo scorso autunno la Corte dei Conti aveva bocciato il progetto, di fatto bloccando l'iter. E il governo è al lavoro per cercare di superare gli ostacoli che hanno portato allo stop: a questo proposito l'ad Ciucci prevede di completare l'iter approvativo del progetto entro la fine dell'estate 2026, per aprire la fase realizzativa "nell'ultimo trimestre dell'anno". E solo pochi giorni fa, dal bilancio della Società è emerso che a causa dei ritardi accumulati la Stretto di Messina è costretta a restituire 12 milioni di euro già incassati dall'Europa, ottenuti dall'Italia grazie a comunicazioni errate e imprecise sui tempi di realizzazione dell'opera.

L’indagine, coordinata dagli inquirenti della Capitale e affidata ai carabinieri del Ros, ha portato oggi all’esecuzione di perquisizioni tra Roma, la provincia di Reggio Calabria e quella di Frosinone. Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati dispositivi elettronici e documentazione che verranno ora analizzati per verificare la consistenza probatoria delle accuse formulate dagli inquirenti.

Chi sono i tre indagati
Secondo quando si apprende i tre indagati dalla Procura di Roma saprebbero Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti ed ex numero uno della sezione giurisdizionale del Lazio; mentre gli altri due sarebbero Giacomo Francesco Saccomanno, componente del Cda della società Stretto di Messina Spa fino a tre settimane fa ed ex commissario regionale della Lega in Calabria – che in passato ha anche collaborato direttamente con Matteo Salvini al ministero dei Trasporti come consulente esperto – e Vincenzo Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell'associazione ‘Accademia Calabria'.

Le indagini della Procura e l'ipotesi corruzione
I reati per i quali si indaga sono corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e rivelazione di segreto d'ufficio. Secondo quanto riferito dalla Procura della Capitale, guidata da Francesco Lo Voi, i tre indagati, l'ex presidente aggiunto della Corte dei Conti in pensione dal febbraio scorso, l'avvocato calabrese e l'imprenditore reggino, avrebbero agito in concorso per influenzare l’esame di legittimità della Corte dei Conti relativo all’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. L’avvocato e l’imprenditore, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero avvicinato il magistrato contabile promettendogli sostegno per partecipazioni ad eventi e future nomine in enti pubblici dopo il pensionamento, in cambio di informazioni e di un intervento favorevole sulla procedura riguardante l’opera.

Gli investigatori contestano inoltre tentativi di contatto con altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo e la diffusione a terzi di informazioni riservate coperte dal segreto d’ufficio.

Il giudice della Corte dei Conti avrebbe infatti fornito aggiornamenti sull’andamento della procedura, dando informazioni sugli orientamenti interni dei colleghi e dettagli sulle discussioni in Camera di Consiglio. Nell'ordinanza della Procura si fa riferimento anche alla decisione sfavorevole adottata il 29 ottobre 2025 dalla magistratura contabile. Dopo quel pronunciamento, il magistrato indagato si sarebbe impegnato a predisporre una memoria tecnica nell’interesse della società Stretto di Messina Spa, manifestando al tempo stesso l’aspirazione a ottenere incarichi di vertice. Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime settimane anche attraverso l’analisi del materiale sequestrato.

Secondo quanto emerge dalla nota diffusa dalla Procura capitolina l"avvocato e l'imprenditore indagati "al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società ‘Stretto di Messina Spa', avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell'esigenza citata".

Secondo l'impianto accusatorio i "due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell'opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest'ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto – si legge nella nota – la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull'andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa".

Inoltre il magistrato contabile, si legge ancora, "avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell'interesse della ‘Stretto di Messina Spa', una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l'interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata".

Miele intercettato: "Situazione critica ma stiamo sul pezzo"
"Ehh… però è una situazione come dicevo… critica!". È quanto afferma l'ex aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele in una intercettazione ambientale citata nelle carte della Procura di Roma.

Per i pm la conversazione "lascia intendere all'interlocutore di avere visionato la documentazione della istruttoria relativa al progetto Ponte". Miele avrebbe definito la situazione "in salita", pur non ritenendosi preoccupato dall'ultimo rigetto della Corte del 17 novembre, considerato "logica conseguenza del rigetto del 29 ottobre", aggiungendo: "Il problema da risolvere è sempre quello…cioè, non cambia una virgola, però se ci scriviamo, ci parliamo, ci vediamo".

Gli inquirenti riportano anche il riferimento a un report riservato predisposto sulla vicenda da consegnare ai privati coinvolti: "l'importante che tu dai comunque il report…. che io sto sul pezzo… noi stiamo sul pezzo". Dagli atti emerge il rapporto tra Miele e l'imprenditore Vincenzo Virgiglio. Secondo l'accusa, il magistrato si sarebbe rivolto all'imprenditore anche per individuare architetti di fiducia per lavori nelle abitazioni dei figli.

Sempre secondo l'accusa Miele, prossimo alla pensione arrivata nel febbraio 2026, era interessato a ottenere "cariche apicali in organismi di diritto pubblico successivamente al pensionamento". In un'altra conversazione Miele avrebbe parlato delle proprie prospettive future: "Quando andrò in pensione ora l'anno nuovo, io dovrei fare il Presidente di non so che ancora… però mi hanno chiesto la disponibilità… io ho sparato alto…c'ho l'imbarazzo della scelta e ti dico la verità… se gli arriva un bell'endorsment… certo che va bene". E ancora: "Avrò avuto una decina di incarichi ma grossi.. uno più grosso dell'altro", con ruoli in Poste e anche in Regione Abruzzo tra gli altri. A questi, Saccomanno avrebbe offerto di aggiungere un incarico nel distretto siciliano del Rotary club.

Saccomanno si difende: "Inchiesta aberrante per colpire Salvini"
"Dal mio punto di vista è tutto aberrante, basta leggere quanto mi contesta la Procura e si vede che sono fatti che non stanno assieme, fuori da ogni logica giuridica e razionale". Si giustifica così all'AdnKronos, Giacomo Francesco Saccomanno. "Non mi risulta di aver mai parlato con Miele del parere della Corte dei Conti, non ho avuto alcun rapporto di questo tipo – dice l'ex commissario della Lega in Calabria – se poi tra amici, come siamo io e Tommaso, commentiamo quanto accaduto e condividiamo i timori di una decisione politica dalla Corte dei conti, – quale è poi stata – non ci vedo alcun problema".

"Tra l'altro – sottolinea – non so se lui ha partecipato all'udienza che ha deciso le scelte finite al centro dell'indagine". Quindi attacca: "Quella messa in campo dagli inquirenti è una ricostruzione ‘politica', vogliono colpire Salvini, il Ponte e anche il povero dottor Miele".

"Non ho sentito il leader della Lega – aggiunge – ma posso capire la sua amarezza, vogliono impedire la realizzazione di un'opera straordinaria, fondamentale per la crescita del sud. Questo va detto, sono queste le scelte politiche che fa la sinistra e gli stessi magistrati".

"Ora bisogna fare chiarezza, io sono certo di dimostrare la correttezza della mia condotta, sono pronto a chiarire tutto, ma poi pensi se uno che ha combattuto la mafia, i criminali, si fa intimorire da quanto sta succedendo. Certo si deve subito fare la legge per la responsabilità civile dei pm che sbagliano".

https://www.fanpage.it/politica/ponte-s ... rte-conti/


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
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Per fortuna mi sono perso Vannacci dalla Gruber. Tra l'altro (per motivi diversi) mi stanno antipatici entrambi.


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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
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Olimpiadi Milano-Cortina, dirigente del ministero dei Trasporti indagata per la cabinovia Socrepes. Salvini: “Piena legittimità degli atti”

È Elisabetta Pellegrini: le è stato sequestrato il cellulare. Si tratta del filone sull’appalto per la costruzione, che vede indagato anche il commissario straordinario Saldini

L’inchiesta sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina arriva nelle stanze del ministero dei Trasporti. La procura di Belluno, guidata da Massimo De Bortoli, ha iscritto nel registro degli indagati Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione da quattro anni e braccio destro di Matteo Salvini. Nella giornata di mercoledì le autorità le hanno sequestrato il cellulare e oggi è stata raggiunta da un avviso di garanzia. Il ministro è subito intervenuto in sua difesa, dicendo che negli anni si è distinta per “impegno e laboriosità”.

Si tratta del filone di indagini sull’appalto per la costruzione della cabinovia Socrapes a Cortina d’Ampezzo, che vede indagate altre tre persone tra le quali il commissario straordinario per le opere Fabio Massimo Saldini. Oltre a Pellegrini e Saldini, nel mirino della Squadra Mobile ci sono Valeria Cepi, dipendente Simico, già responsabile unica del procedimento della cabinovia, e Angelo Redaelli, legale rappresentante di Graffer, la società che si aggiudicò i lavori.

L’ipotesi di reato è di turbativa d’asta su presunte irregolarità nell’affidamento. La cabinovia, non ancora collaudata quattro mesi dopo la fine dei Giochi, è costata 35 milioni di euro e l’appalto era stato rifiutato da due colossi del settore come la Leitner di Vipiteno e l’austriaca Doppelmeyr. Il sospetto degli investigatori è che la procedura d’appalto sarebbe stata rallentata per creare le condizioni che hanno portato alla scelta di Graffer.

Nel marzo 2025 una prima gara era stata annullata dopo una fuga di notizie riguardante l’interessamento di Leitner e Doppelmeyr. Nel giugno successivo, una seconda gara era andata deserta. A sorpresa era spuntata Graffer. Saldini voleva rispettare gli impegni con Fondazione Milano Cortina 2026, preparando l’impianto per le gare di sci femminile. Così aveva accettato l’offerta dell’associazione temporanea di imprese tra la bergamasca Ecoedile e dalla bellunese Dolomiti Strade.

A insospettire gli inquirenti – che si sono mossi dopo gli esposti della deputata di Avs Laura Zanella e dei comitati – c’è anche la qualità di un impianto per il quale si sono spesi tanti soldi con risultati discutibili. Il procuratore De Bortoli sospetta “la possibile sussistenza di condotte che, grazie ad accordi collusivi o comunque tramite modalità fraudolente, hanno deliberatamente favorito Graffer”. L’assegnazione sarebbe avvenuta “con la consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi”.

Pellegrini è coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione dal 16 dicembre 2022 e segue dossier strategici, tra i quali il Ponte sullo Stretto di Messina, l’emergenza idrica, le concessioni autostradali e la programmazione e la pianificazione strategica dei progetti infrastrutturali. In passato è stata direttrice del Dipartimento Infrastrutture, Trasporti, Lavori pubblici e Demanio della Regione Veneto e responsabile unica del progetto della Pedemontana Veneta. Funzionaria dell’amministrazione pubblica da anni, è stata anche direttrice generale della Provincia di Verona.

La dirigente ha subito ricevuto una conferma di stima da parte di Salvini: “Le Olimpiadi rappresentano un successo straordinario riconosciuto anche all’estero: sono state il frutto di anni di lavoro mio e di un’intera squadra, di cui ha fatto parte anche Elisabetta Pellegrini, che si è distinta per impegno e laboriosità”. Quindi ha rinnovato “il ringraziamento a tutti per lo straordinario risultato: sono certo che le indagini confermeranno la piena legittimità di tutti gli atti” ed è tornato a sottolineare che “per il momento possiamo ricordare che i Giochi sono stati una vetrina incredibile per tutta l’Italia e ne siamo orgogliosi”.

La deputata Zanella, che è stata autrice dell’esposto avvia-indagine, ha ricordato di aver chiesto a Salvini di rispondere a un’interrogazione di Avs “perché dai fatti emersi durante e dopo la conclusione dei Giochi olimpici invernali sembra che il ministro del Trasporti non abbia mai esercitato i suoi poteri di controllo sulla società Simico, alla quale ha affidato la realizzazione delle opere, e su Ansfisa, la società per la sicurezza dei trasporti che dipende proprio dal suo ministero”. La funivia, ricorda, era stata appaltata “con i poteri commissariali e secondo procedure d’urgenza, perché funzionale” alle Olimpiadi. “A Giochi chiusi -conclude – restano solo le inchieste e Salvini, invece di far finta di nulla, ne deve rispondere”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/0 ... i/8416006/

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 Oggetto del messaggio: Re: [Politica 2022] Il governo Meloni
MessaggioInviato: gio 11 giu 2026, 21:40 
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Reg. il: mar 20 set 2016
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In Italia si è consolidata la tendenza a gestire l'ordinario come se fosse straordinario. Per realizzare opere in tempi accettabili, si ricorre costantemente a commissari straordinari e deroghe al Codice degli Appalti, creando così tutte le condizioni per favoritismi e accordi corruttivi.
Inoltre le Olimpiadi, i Mondiali e altri grandi eventi, vengono sempre presentati come motori di grande sviluppo e occasioni per mettere in mostra l'efficienza del paese. A manifestazioni finite però succede sempre più spesso che ci ritroviamo opere incomplete, vere e proprie cattedrali nel deserto che sono costate una barca di soldi e che hanno molte probabilità di finire abbandonate, con il risultato di un enorme sperpero di denaro pubblico, finito nelle tasche delle imprese appaltatrici.
Alla fine, anche se gli indagati ne uscissero puliti, restano i 35 milioni di euro buttati nel cesso, dei quali Salvini dovrebbe rispondere almeno politicamente.


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