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Reg. il: mar 20 set 2016
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Caos arbitri, Abbattista: "L'inchiesta della procura di Milano mi risarcisce moralmente"

"A chi pensa che questa inchiesta mi renda felice dico che mi risarcisce moralmente, ma sono sempre stato e sono mosso solo da senso di giustizia”. Eugenio Abbattista, l'unico direttore di gara che in quasi 115 anni di storia dell'Aia (Associazione italiana arbitri) si è dimesso “per valori non negoziabili”, si limita - contattato dall'Adnkronos - a poche parole mentre il suo nome compare tra quelli dei testimoni sentiti dal pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione. Il tono è di chi sa di aver ragione da due anni e ora quella lettera d'addio, del marzo 2024, suona profetica nei confronti di un'associazione (l'Aia) “stuprata da mestieranti della poltrona e del voto”, dove "il 'nuovo' significa reati certificati, sportivi e non e minacce più o meno velate. Le ho subite in prima persona e non mi ci sono mai piegato." E continuava all'epoca: "L'olezzo non lascia nessuno se non si scende in tempo, ma ci vogliono attributi e moralità, merce rara me ne rendo conto. Non è per tutti. Anzi. Nell'Associazione attuale stuprata da mestieranti della poltrona e del voto servono quelle per essere veramente liberi di essere se stessi e esprimersi".

https://www.gazzetta.it/Calcio/29-04-20 ... etta.shtml

Emerge in maniera sempre più evidente come l'AIA sia diventato un ambiente completamente marcio. Tra l'altro è notizia di oggi che il suo presidente, Zappi, ha visto confermata la sua squalifica di 13 mesi da parte del Collegio di Garanzia del Coni. La squalifica è legata alle pressioni esercitate su Ciampi e Pizzi, finalizzata a favorire l'ascesa di Orsato e Braschi.

https://www.eurosport.it/calcio/serie-a ... tory.shtml


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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Non è tra le 5 partite sotto indagine, eppure si parla tanto di quell'Inter-Roma: ecco perché

Nel mirino il fallo da rigore di Ndicka su Bisseck. L'errore del Var Di Bello è condizionato da Gervasoni che all'esterno della Var Room fa segno di non richiamare il direttore di gara all'on-field review?

Ufficialmente non fa parte delle cinque partite che attualmente sono nel mirino della Procura di Milano e che sono diventati capi d'accusa con l'ipotesi di reato "concorso in frode sportiva", ma gli inquirenti vogliono capire bene cosa è successo anche in Inter-Roma 0-1 di un anno fa, per la precisione del 27 aprile 2025. In particolare c'è un episodio che ha fatto molto discutere in quei giorni ovvero il contatto a due minuti dalla fine in area giallorossa tra Ndicka e il nerazzurro Bisseck. L'audio incriminato (con al centro il dialogo tra l'arbitro in campo, il Var e l'Avar) è stato fatto sentire a Open Var solo qualche settimana dopo e questo ha creato ulteriori dubbi. Un altro caso di mal funzionamento della Var Room di Lissone che creerà strascichi?

la denuncia di rocca— A riportare sotto la luce dei riflettori il mancato rigore per l'Inter la lettera-denuncia dell'ex collaboratore Rocca che ha scritto: "Perché Rocchi si alza per 'bussare' per richiamare Paterna Var e Sozza Avar in Udinese-Parma e invece in Inter-Roma, Gervasoni, supervisore di giornata, non 'bussa' ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto (dove la Commissione al raduno ammette pubblicamente davanti a tutti arbitri e assistenti che abbiamo perso un rigore netto) a favore dell’Inter? Errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli". Rocchi a Dazn aveva spiegato: "In campo non dai rigore, perché non vedi e valuti male. Di Bello al Var sbaglia su una cosa ovvero non concentrarsi su come inizia la trattenuta. Ndicka con il suo atteggiamento si disinteressa del pallone e per me in questo caso la punibilità è al 100%. La trattenuta è leggera? Sì, ma per noi è sicuramente un rigore da concedere. Meglio un on-field review in più". Il Var Di Bello, invece, era stato netto e nelle immagini mostrate a Open Var, parlando con l'arbitro Fabbri, aveva sentenziato: "Velocità zero. Lui (Bisseck, ndr) cade nel momento che (Ndicka, ndr) lo molla. Ci sono le braccia attorno al bacino, ma quando lui lo molla, (l'altro, ndr) va giù. Check completato". Niente rigore.

I DUBBI— Spiegazioni postume, successive anche a un confronto andato in scena a Coverciano alla presenza di tutti gli arbitri: errore spiegato e, ammonizione, da non ripetere. Eppure la denuncia di Rocca ha svelato qualcosa che nell'audio mandato in onda a Open Var non c'è. Di cosa si tratta? Repubblica parla del confronto confronto all'interno della Var Room tra l’Avar Marco Piccinini, che avrebbe voluto segnalare a Fabbri il fallo di Ndicka ai danni di Bisseck, e lo stop impostogli dal Var Di Bello ("Fatti i fatti tuoi"). Questa frase il Var Di Bello la indirizza al collega Avar perché Gervasoni gli ha fatto il segno che non è rigore? Peccato che il suggerimento fosse sbagliato e non corretto come la bussata di Rocchi in occasione di Udinese-Parma. Agli inquirenti adesso il compito di decidere se il processo decisionale arbitro-Var Room sia stato condizionato dall'esterno come in Udinese-Parma e Salernitana-Modena. Gli interrogatori ai 29 componenti della classe arbitrale negli scorsi mesi qualcosa hanno chiarito e magari il faccia a faccia di domani di Gervasoni con la procura di Milan chiarirà altro.

https://www.gazzetta.it/Calcio/29-04-20 ... enti.shtml


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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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Inter-Roma e il rigore su Bisseck, mancano 50 secondi dall’audio della sala VAR mandato in onda
L’audio della sala VAR di Inter-Roma, in occasione del possibile rigore su Bisseck, è stato trasmesso in versione parziale dopo un lavoro di editing che non rappresenta un caso isolato.

L'inchiesta sugli arbitri che scuote il calcio italiano continua ad arricchirsi di dettagli e sfumature che aggiungono tasselli a cosa sia accaduto davvero in questa vicenda e nella sala VAR di Lissone. Udinese-Parma a Salernitana-Modena: per ora sono queste le partite emerse nell'inchiesta della Procura di Milano che cerca di far luce sulle presunte omissioni e irregolarità nella gestione degli arbitri, sotto la guida del designatore Gianluca Rocchi.

Nelle ricostruzioni di questi giorni viene tirata in ballo anche Inter-Roma, giocata il 27 aprile 2025 e terminata con il punteggio di 1-0 in favore dei giallorossi, risultato cruciale ai fini dell'assegnazione dello scorso campionato. Si sono riaccesi i riflettori sull'episodio del discusso contatto tra Ndicka e Bisseck, uno dei punti centrali contenuti nella lettera-esposto di Domenico Rocca, l'ex arbitro che ha sollevato tra i primi un polverone sulla gestione tecnica e politica dell'AIA. Rocca si chiede perché in quel caso Gervasoni, supervisore di giornata al VAR, non avesse segnalato il rigore come fatto da Rocchi in Udinese-Parma attraverso il famoso ‘codice dei segni'.

"Perché Gervasoni, super visore di giornata, non "bussa" ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto (dove la Commissione al raduno ammette pubblicamente davanti a tutti arbitri e assistenti che abbiamo perso un rigore netto) a favore dell'Inter? Errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli?". Queste le parole scritte da Rocca sull'episodio. Ma cosa accadde allora davvero nella sala VAR quel giorno?

L'audio dell'episodio fu mandato in onda a Open VAR su DAZN solo a campionato terminato, scelta contestata dai tifosi dell'Inter, con ammissione di colpa da parte dello stesso Rocchi. Nei giorni successivi all'avvio dell'inchiesta, nuovi retroscena hanno arricchito un quadro già misterioso e complesso. Repubblica ha riferito di un presunto dialogo tra il VAR Di Bello e l'AVAR Piccinini, con il primo a stoppare il confronto su un possibile rigore a favore dell'Inter con un perentorio "Fatti i fatti tuoi". Una frase che non è presente nell'audio reso pubblico durante Open Var, così come altri stralci della registrazione originale.

Cosa accadde in sala VAR dopo il contatto Ndicka-Bisseck: la ricostruzione
A Open VAR furono mandati in onda 37 secondi di audio VAR, a fronte di un'azione durata circa un minuto e mezzo, tra il contatto Ndicka-Bisseck e la fine dell'azione. Mancano di fatto tra i 50 e i 60 secondi rispetto alla registrazione originale della sala VAR. L'audio integrale è stato dunque tagliato, prassi che non rappresenta un caso isolato. Le registrazioni dei dialoghi al VAR che vengono poi mostrate su DAZN, secondo quanto appreso da Fanpage.it da fonti vicine all'AIA, sono frutto di tagli e editing per ripulire l'output finale da eventuali termini inappropriati o espressioni sconvenienti. Quale fosse il contenuto della parte di audio rimossa, prima della messa in onda durante Open VAR, non è ad oggi oggetto di indagine da parte della Procura di Milano.

Oggi Gervasoni, supervisore al VAR durante Inter-Roma, viene ascoltato dal pm di Milano per il suo intervento esterno alla sala VAR in occasione di Salernitana-Modena di Serie B dello scorso anno: "Convocati per un solo episodio, risponderemo”. Queste le parole del suo legale di Gervasoni. Non è escluso che si possa presentare l'occasione di chiarire agli inquirenti anche cosa sia accaduto durante quel minuto e mezzo successivo al contatto tra Bisseck e Ndicka nella sala VAR di Lissone.

https://www.fanpage.it/sport/calcio/int ... o-in-onda/


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sai com'è, nel dubbio...


comunque sia ultimi aggiornamenti:

Arbitri "sgraditi" e designazioni "combinate"? Non lo dicono testimonianze o intercettazioni, è la sintesi del pm

Nel fascicolo dell’inchiesta sul sistema arbitrale e sulle frasi di Rocchi i riferimenti all'Inter non risultano pronunciati né riportate in forma letterale

Quattro ore di interrogatorio. Filmati, audio, intercettazioni. Ieri è stato il giorno di Andrea Gervasoni, sentito a lungo dal pm Maurizio Ascione in una sede della Guardia di Finanza a Milano. È arrivato a bordo di un taxi poco prima delle 10.30 ed è uscito intorno alle 15. L’ex supervisore Var, che si è autosospeso sabato scorso insieme a Rocchi, è accusato di aver interferito sul rigore concesso e poi tolto via monitor al Modena durante la partita con la Salernitana dell’8 marzo 2025. Il pm in queste quattro ore avrebbe fatto vedere i filmati degli episodi dubbi e gli avrebbe fatto ascoltare due audio, successivi a quella gara, intercettati: il primo riporterebbe una conversazione tra due persone del mondo arbitrale che menzionano Gervasoni, mentre il secondo racconterebbe di una conversazione tra l’ex supervisore e un’altra persona appartenente al suo stesso settore. I due avrebbero commentato l’episodio del rigore con Gervasoni che avrebbe detto una cosa del tipo: "Ha cambiato la decisione, gli do 8", come a voler sottolineare la bravura del Var in quella circostanza. Bene ricordare che per i varisti i voti funzionano come a scuola: 4 è insufficiente, 10 invece la valutazione massima.

interrogatorio— In quattro ore i discorsi, presumibilmente, saranno stati tanti. Partiamo dall’unico episodio presente nel capo d’incolpazione dell’ex supervisore. "Abbiamo chiarito come Gervasoni non abbia interferito in nessun modo nella circostanza del rigore — ha chiarito il suo legale Michele Ducci — anche perché si trovava in un’altra palazzina. Era a seguire la Serie A e non la B". Una distanza fisica — tra le palazzine corrono alcuni metri, inconciliabili con la presunta ingerenza nella sala Var — che lo renderebbe estraneo, a suo dire, alle polemiche per quel rigore. L’avvocato avrebbe inoltre presentato la planimetria, proprio per giustificare l’impossibilità che Gervasoni si trovasse in quella stanza in quel momento. Ora la palla passa agli inquirenti.

inter-roma— Il pm ha tirato fuori anche l’episodio tanto discusso di Inter-Roma. Quel rigore non assegnato dopo un presunto fallo di Ndicka sul nerazzurro Bisseck. Davanti al pm Ascione, l’ex arbitro avrebbe affermato che è stato un "erroraccio del Var", ma non c’è stata alcuna ingerenza. Anzi, che ci sarebbe stato un “briefing arbitrale” proprio su quel caso, che è stato punito giustamente con votazioni negative per i protagonisti. Nota a margine: quella gara non era nel capo d’incolpazione di Gervasoni, ma era presente nell’esposto dell’ex arbitro Rocca ed è stato uno degli argomenti di cui si è più parlato negli ultimi giorni, così Ascione ha deciso di parlarne. Gervasoni e il suo legale hanno però confermato l’estraneità ai fatti. "Anche qui abbiamo chiarito che non c’è stato nessun coinvolgimento da parte di Gervasoni. E le immagini lo chiariscono. Succede tutto in 15 secondi, non ci sarebbe stato nemmeno il tempo di intervenire. Ci hanno fatto una veloce domanda e niente più", ha spiegato il legale. Poi è intervenuto lo stesso Gervasoni: "Escludo al 100% che l’audio di Inter-Roma sia stato manomesso".

graditi e non graditi— A proposito di Inter, nell’esposto notificato a Rocchi si parla di arbitri “graditi” ai nerazzurri (Colombo) e “poco graditi” (Doveri). Ma sono parole derivate da un’interpretazione del pm. Non ci sarebbe infatti un’intercettazione o una testimonianza in cui siano state pronunciate precisamente queste parole: dunque non sarebbe una trascrizione letterale, ma una sintesi usata per riassumere un concetto. Lo stesso si può dire per le designazioni che Rocchi avrebbe “combinato” e “schermato”: il riassunto di un discorso ampio, utilizzato per sintetizzare il senso. Una precisazione che può avere la sua rilevanza per arrivare a provare l’ipotesi di reato di frode sportiva. Adesso toccherà agli inquirenti mettere ogni casella al proprio posto: intercettazioni e interrogatori aiutano, certo, ma servirà un po’ di luce per illuminare le zone d’ombra.

https://www.gazzetta.it/Calcio/01-05-20 ... soni.shtml

quindi come volevasi dimostrare l'Inter e Marotta non sono mai c'entrati un #@*§, ma guarda un po'... chi l'avrebbe mai detto...


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E Giorgio Schenone? Avete copiato i geniali cugini del Milan con Meani ai tempi del 2006, la cui figura lontana dai vertici dirigenziali risparmió ai rossoneri lo stesso trattamento della Juve? :asd
Ma poi battute e provocazioni a parte che sono divertenti, ma mi chiedo, non solo per l’Inter ma per tutte le società, magari ce l’ha pure il Napoli bho: ma perché le squadre di calcio dovrebbero avere nell’organigramma un “Referee Assistant Manager”?


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MessaggioInviato: sab 2 mag 2026, 11:45 
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Reg. il: lun 27 ago 2007
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Non ho letto molto, ma a me sembra un'inchiesta bislacca persino per gli elevati standard della giustizia sportiva.
Non sto dicendo che nell'AIA non ci sia del marcio (c'è in Danimarca, figuriamoci se non c'è dalle nostre parti), però ci sono alcune domande a cui non ho risposta:
- ci sono prove? Se non ho capito male ( e potrebbe essere) mi sembra che si basi su intercettazioni liberamebte interpretate
- se l'obiettivo era aiutare l'Inter mettendo arbitri graditi, perché all'Inter nessuno ne sapeva niente? Volevano favorire l'Inter senza avere niente in cambio?

Per carità, dormo bene anche senza risposte, però non capisco la situazione.


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MessaggioInviato: sab 2 mag 2026, 12:35 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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DROL ha scritto:
E Giorgio Schenone? Avete copiato i geniali cugini del Milan con Meani ai tempi del 2006, la cui figura lontana dai vertici dirigenziali risparmió ai rossoneri lo stesso trattamento della Juve? :asd
Ma poi battute e provocazioni a parte che sono divertenti, ma mi chiedo, non solo per l’Inter ma per tutte le società, magari ce l’ha pure il Napoli bho: ma perché le squadre di calcio dovrebbero avere nell’organigramma un “Referee Assistant Manager”?


Guarda che ce l'hanno tutte le squadre e non solo di serie A, per giunta sono negli organigrammi dei club da ANNI però tu come al solito caschi dal pero e te ne accorgi solo adesso...


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MessaggioInviato: dom 3 mag 2026, 13:11 
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Reg. il: lun 4 giu 2012,
Alle ore: 15:19
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Rocchi al telefono con Gervasoni: "Loro non vogliono vedere quell'arbitro"

Il gip poi ha valutato che dalle intercettazioni non potesse emergere altro e negato una proroga per dare a quel "loro" un nome e un cognome

"Loro non lo vogliono più vedere": sarebbe questa l’intercettazione dell’aprile 2025 tra il designatore Gianluca Rocchi e il supervisore del Var Andrea Gervasoni, su cui si basa parte dell’accusa di concorso in frode sportiva che il pm Maurizio Ascione ha contestato nell’invito a comparire a Rocchi. Quel "loro" non ha un nome e un cognome, anche se dalla telefonata tra i due, gli inquirenti desumono che gli interisti, in un incontro a San Siro la sera della semifinale di Coppa Italia del 2 aprile, avessero trasferito a Rocchi lo scarso gradimento verso l’arbitro Daniele Doveri. Che però viene designato subito tre giorni dopo per la partita Parma-Inter di campionato (e le designazioni non erano già state decise, perché si era aspettato la Coppa Italia).

la proroga negata— Nel corso del dialogo compare anche un nome proprio, "Giorgio": questo fa ipotizzare la Procura che l’interista ad aver avanzato le proprie lamentele fosse stato Giorgio Schenone, "club referee manager" dei nerazzurri, che però può parlare con il referente Can per i rapporti con le società. Il gip, nell’estate 2025, aveva valutato che dalle intercettazioni non potesse emergere altro e ha negato un’ulteriore proroga.

https://www.gazzetta.it/Calcio/03-05-20 ... refresh_ce




eh niente, ormai bisogna rassegnarsi all'Inter retrocessa viste le prove inoppugnabili che confermano i magheggi della marotta league... vabbè...


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