Reg. il: dom 28 lug 2013 Alle ore: 9:23 Messaggi: 48051
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Abbiamo il governo di Bengodi: perché 4 irregolari su 5 evitano il rimpatrioMagari cercate un argomento su cui discutere in queste giornate di pranzi e cene in compagnia. Potreste partire da una dichiarazione del ministro Matteo Salvini: “L'Italia è il bengodi dei delinquenti stranieri". Prima domanda: a quando risale questa frase? Risposta: agosto 2016. E chi era premier allora? Molti di voi se lo ricorderanno: Matteo Renzi. La cosa divertente, si fa per dire, è che questa dichiarazione è come certe parole palindrome: si possono leggere in tutti e due i sensi e il significato non cambia. Infatti la stessa frase potrebbe pronunciarla oggi Matteo Renzi nei confronti di Salvini. Oppure, in virtù della nostra equidistanza verso i partiti, possiamo tranquillamente dire che il governo di Giorgia Meloni - di cui Salvini è vicepresidente del Consiglio - non sta facendo meglio di quanto ha fatto Matteo Renzi dieci anni fa sul tema immigrazione, rimpatri e lavoro. Vediamo i numeri. E anche perché.
Rimpatriato solo un irregolare su cinque Nei primi nove mesi del 2025 il governo Meloni ha effettivamente rimpatriato 3.510 persone (fonte Eurostat, figura sotto): una media di 390 stranieri irregolari riportati a casa ogni mese. Nel 2024 la media mensile si fermava a 373 persone, su un totale annuale di 4.480. E nel 2023, a 275. Nel 2016, quando Matteo Renzi era premier, l'Italia rimpatriava 485 persone al mese. Salite da 533 a 544 nel triennio successivo. Ben poca cosa rispetto al numero annuale di sbarchi. E di stranieri irregolari colpiti da ordine di espulsione. Nel 2025 il ministero dell'Interno registra infatti una media di circa 5.500 persone sbarcate ogni mese (su un totale di 65.906, al 24 dicembre) e di 1.772 decreti di espulsione emessi mensilmente (su un totale nei primi nove mesi del 2025 di 15.955).
Quest'anno è stato quindi rimpatriato un numero di persone equivalente al 22 per cento di quanti sono stati trovati senza documenti in regola. Significa che 4 persone su 5 la fanno franca (sempre nella figura sopra, è drammatico il confronto con Germania, Francia e perfino Cipro). Tra gli irregolari non ci sono soltanto badanti, braccianti, colf, studenti costretti a lavorare in nero dalle complicate norme per la regolarizzazione, molte delle quali sono state introdotte proprio da Salvini quando era al governo con il Movimento 5Stelle: i famosi decreti sicurezza, che hanno nella realtà l'effetto di rendere meno sicuri sia il lavoro, sia la vita di tutti noi. Tra quanti rimangono sul nostro territorio, vi sono infatti anche criminali incalliti e pregiudicati per reati gravi per i quali, durante gli anni di carcerazione, i governi di oggi e di allora non sono mai riusciti a predisporre con i Paesi di origine le procedure di rimpatrio.
Eppure sempre Salvini, durante la campagna elettorale dell'inverno 2018, proponeva addirittura l'espulsione di mezzo milione di clandestini: come molti di voi ricorderanno, considerava fin troppo buonista l'inarrivabile proposta del collega di partito, Attilio Fontana, di rimpatriare “soltanto” 100mila irregolari. Il risultato di questo fallimento - dovuto al continuo approccio ideologico alla questione immigrazione (e lavoro) - lo vediamo nelle nostre redazioni di Citynews, presenti ovunque sul territorio italiano, attraverso i casi di cronaca come furti, rapine, stupri: quelli che hanno come protagonisti pregiudicati che, nonostante i precedenti penali, non erano mai stati rimpatriati.
In molte località italiane - nelle grandi città, ma anche nella provincia più sperduta - si parla molto in questi mesi di maranza: quella forma di criminalità di quartiere e di paese, che sta saldando adolescenti italiani e stranieri, o di discendenza straniera, in fatti di sangue, rapine, stupri. Gruppi armati di coltello e caratterizzati da violenza gratuita, che si ispirano al modello delle banlieue francesi.
Rischio “maranza” e rimedi: cosa fare al più presto Dopo una grave rapina in centro a Milano durante lo shopping natalizio, la mamma di una delle vittime minorenni ha scritto al Corriere della Sera queste parole: “C’è poi il tema scottante, che non posso ignorare: sì, erano tutti ragazzi stranieri, tranne la ragazza. È un’evidenza che cerco sempre di maneggiare con cautela, da donna che rifiuta la discriminazione, che crede nell’accoglienza, nell’integrazione e nell’aiuto dei più fragili. Ma oggi non posso fare a meno di chiedermi se non sia ipocrisia negare che a Milano il fenomeno dei cosiddetti ‘maranza’ stia diventando una vera emergenza sociale”. E non solo a Milano.
Tra qualche giorno i telegiornali ci racconteranno che gli sbarchi sono diminuiti rispetto al 2023 e in linea con quelli del 2024. Ma, come in passato, non sapremo mai se è merito del governo in carica e di altre concause. E comunque 65mila persone da accogliere, in gran parte senza alcuna formazione, né la conoscenza della lingua, rappresentano un onere non indifferente rispetto, ad esempio, vent'anni fa. Quando i 22mila sbarchi del 2005 sembravano ancora un record insuperabile.
Sarebbe invece il momento di azzerare le strategie fallimentari, come gli inutili costi (690 milioni) per i centri di rimpatrio allestiti dal governo italiano in Albania. E ripartire daccapo: con un piano che coinvolga i ministeri di Esteri (per gli accordi con i Paesi d'origine necessari al rimpatrio dei criminali, ma anche alla formazione dei futuri emigranti), Lavoro (per snellire le norme di ingresso regolare e allineare il numero di permessi al reale fabbisogno della nostra economia), Istruzione (per formare i nuovi cittadini, a partire dalla lingua italiana, su professioni e percorsi di studio), Economia (più lavoratori regolari significa anche più contributi per sanità e pensioni). Invece perseveriamo nel considerare l'immigrazione, proprio come fa Matteo Salvini, una questione da ministero dell'Interno. Nonostante, in tutti questi decenni, con tutti i colori al governo, il Viminale abbia dimostrato di non poter avere la cultura e nemmeno le competenze necessarie ad affrontare la questione alla radice.https://www.today.it/opinioni/meloni-salvini-piano-immigrazione-fallito.htmlInteressantissimo e centratissimo articolo di Fabrizio Gatti...
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