Lollo11 ha scritto:
termopiliano ha scritto:
Che poi, sarebbe da capire realmente cosa cambierebbe per noi europei. In tal senso leggo pareri contrastanti.
Nessuna, ché tanto - a prescindere da chi sta alla Casa Bianca - continueremo ad essere lo scendiletto dello Zio Sam nei secoli dei secoli.

Difatti è notizia dell'altro giorno che l'Italia ha dovuto obbedire alla NATO e sborsare oltre 8 miliardi di Euro pubblici per comprare dei carri armati. 8 MILIARDI DI EURO! 8 miliardi delle tasse degli italiani che vanno a finanziare 'sta roba! Con tutte le priorità che avrebbe il Paese, c'è chi pensa solo a riempire le tasche delle lobby degli armamenti. Il che andrebbe anche bene, eh, ma se prima hai messo seriamente mano alle lacune che hanno la sanità, l'istruzione e la sicurezza interna del Paese. E non la si continui a menare con "destra", "centro" e "sinistra", ché tanto chiunque ci sia al governo farebbe lo stesso.
Le industrie delle armi sono tra le peggiori minacce per l'umanità. Anzi, mi sono fatto l'idea che dietro a tante guerre che si sono combattute e si stanno combattendo, c'è quasi sempre un unico burattinaio più o meno occulto che sta al di sopra dei vari governi e che si riempie di soldi pubblici, producendo armi e destinandole a chi più gli conviene. Prendiamo un Paese come gli Stati Uniti. Il governo americano stanzia tot. miliardi di Dollari pubblici che dovrebbero rifornire di armi ad esempio l'Ucraina o Israele. Bene. Le lobby degli armamenti a stelle e strisce cosa fanno, oltre ad aumentare esponenzialmente i loro profitti? Producono armi e le danno a chi vogliono. Cioè sulla carta dovrebbero destinarle ai Paesi amici come appunto Ucraina o Israele, ma in pratica ne danno a questi Paesi solo una parte, mentre l'altra parte di armamenti la regalano a Hezbollah, agli Houthi, agli stessi iraniani, forse anche ad Hamas. In passato fecero lo stesso con i Talebani e quasi sicuramente con gli stessi tagliagole dell'ISIS in anni più recenti.
Così raggiungono il loro scopo: le guerre vanno avanti, i governi stanziano ulteriori miliardi di soldi pubblici e queste maledette industrie belliche continuano a produrre e ad aumentare i loro profitti. È un moto continuo, una catena di montaggio dell'orrore. Non importa se queste armi poi finiscono in mano a cosiddetti "Paesi ostili": alle industrie belliche frega meno di zero: l'importante è creare focolai di guerra. Come gli spacciatori di droga: non importa a chi vendono: l'importante è vendere.
Ora c'è da sperare che con queste elezioni qualcuno finalmente dia un bel giro di vite e riesca a stroncare questo meccanismo. Coi Democratici abbiamo visto che si stava andando verso la Terza Guerra Mondiale. Adesso bisogna vedere se questo governo repubblicano avrà gli attributi innanzitutto per evitare che tale quantità di denaro pubblico venga dirottato alle industrie belliche che poi, come detto, fanno i loro magheggi e creano focolai di guerra dove, come e quando vogliono.
Proprio per questo, però, gli interessi in ballo sono fortissimi, difatti Donald Trump ha già rischiato di essere assassinato e probabilmente rischierà ancora. Negli Stati Uniti ci sono menti raffinatissime e troppe cricche di potere che stanno ancora più in alto della testa dei governanti.
In un mondo ideale i primi che dovrebbero ribellarsi sarebbero i popoli. Ad esempio i cittadini americani che con le loro tasse finanziano, loro malgrado, guerre, disordini, terrorismo (vedi il supporto dato ai Talebani che poi ha portato ad Al-Qaeda e all'11 Settembre, e lo stesso ISIS, che sicuramente si è riempito anch'esso le tasche di Dollari USA). Dovrebbero avere imparato come funzionano le cose lì, invece anche a loro pare tutto sommato andare bene così. Tanto le bombe non cadono su Manhattan o sulla California, quindi gliene frega il giusto anche a loro...