Per quanto mi riguarda, la prova di ieri è stata sicuramente positiva: abbiamo scambiato il pallone con molta velocità, attaccato con tanti uomini e prodotto un buon numero di occasioni. Va però constatato come l'Albania per settanta minuti non abbia praticato alcun pressing, difendendosi negli ultimi trenta metri e lasciandoci amministrare la boccia come meglio ritenevamo. Per noi, che storicamente soffriamo quando i ritmi si alzano, questa potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro, come Italia - Inghilterra lo fu con stesso risultato ai Mondiali in Brasile.
Sul piano tattico, ho visto chiare somiglianze con la Nazionale di Mancini, dalla quale abbiamo ereditato un sistema di gioco pressoché identico: una linea a quattro che in fase di possesso si trasforma in 3-2-5, una sorta di moderno WM, con Di Lorenzo che entra dentro il campo a formare il terzetto difensivo, Dimarco (Spinazzola) che sale fino alla linea degli attaccanti, Pellegrini (Insigne) e Frattesi (Barella) che occupano lo spazio al fianco della punta Scamacca (Immobile) e Chiesa (nei panni di se stesso o di Berardi) che occupa l'altra fascia a tutto campo.
E' un sistema che ci permette di attaccare l'area con cinque uomini e che già si è rivelato vincente tre anni fa, possiamo però dire che la mano di Spalletti si sia vista nella fluidità con cui i nostri interpretano le posizioni in campo, laddove invece con Mancini si spostavano molto meno. Addirittura in alcune fasi di gioco si sono visti Calafiori e Bastoni, i nostri due centrali, fraseggiare sulla sinistra in posizione di ala; Frattesi in attacco gioca in appoggio alla punta e in fase di non possesso scende a centrocampo, cosicché sia Barella a portare il pressing; allo stesso modo si poteva spesso vedere Barella o Jorginho occupare la posizione di Di Lorenzo in costruzione per permettere al terzino di gettarsi in avanti.
Questa fluidità, ben rappresentata dal grafico di esser in cui vediamo Barella occupare praticamente tutto il campo, ci consente una buona imprevedibilità di manovra e aggiungerei anche una certa gestione delle energie, visto che ad attaccare non sono sempre gli stessi ma si effettuano continue turnazioni. Inoltre abbiamo giocatori molto dinamici - Jorginho a parte - che con un sistema simile vanno a nozze: i centrocampisti dell'Inter su tutti, ma anche Pellegrini, così come i nostri due centrali dai piedi buoni che in fase di possesso diventano un fattore importante. Non stupisce in questo senso il ruolo da dodicesimo che sta ritagliandosi Cambiaso, giocatore che non a caso è molto bravo nello svariare per il campo. Da notare, inoltre, che a dispetto del senso comune ieri schieravamo solo giocatori dotati di buona tecnica.
Il dubbio che rimane, e che verrà fugato giovedì, è se contro una squadra che alzi i ritmi soccomberemo miseramente o riusciremo invece a sfruttare con successo i maggiori spazi. Nei primi dieci minuti abbiamo infatti sorpreso più di una volta l'Albania con le braghe calate, e forse anche a questo si deve l'atteggiamento eccessivamente accorto che hanno adottato dal pareggio in poi - la mia impressione è stata che non si aspettassero questo modulo ma si fossero preparati per la difesa a tre mostrata in amichevole.
Jorginho - caso pressoché raro di giocatore mai banale ai microfoni - nel post-partita ha dichiarato che la squadra deve migliorare nel collettivizzare le decisioni, poiché tanta libertà di movimento comporta anche tanta confusione, e sebbene sia bello provare a proporre questa specie di calcio totale, non è altrettanto bello rischiare di consegnare palloni sanguinosi a difesa scoperta.
Io ho fiducia in questa squadra e in questa proposta, se non altro perché per una volta non ci stiamo presentando con idee vetuste e antistoriche, ma stiamo adottando un approccio contemporaneo, che ha fatto quest'anno le fortune di squadre come Bologna e Leverkusen e che ben si sposa con le caratteristiche dei nostri migliori giocatori: per cui magari sì, affonderemo, ma se sarà... l'avremo fatto con stile.
