fuzz77 ha scritto:
Continui imperterrito a non capire un caxxo, non conosci la realtà italiana di quel tempo e continui a riempirti la bocca di letame.
Storia di che? Il numero esatto dei partigiani non lo sa nessuno.
Erano 200.000, 500.000, un milione? Chi può dirlo con esattezza, e soprattutto cosa cambierebbe?
Vatti a studiare le Quattro Giornate di Napoli, dove per la prima volta in Europa i nazisti trattarono alla pari con l'avversario e fuggirono dalla città a gambe levate.
Come puoi provare piacere nello sparare minchìate lo sai solo tu.
Non conosco bene la vicenda di Napoli.
Il numero dei partigiani è proprio invece il punto della cosa.
E ti riporta qui un trafiletto del Foglio:
Cita:
In base al conto di Bocca, infatti, il 18 settembre 1943 i partigiani erano in tutto 1.500, di cui un migliaio di “autonomi”: bande di militari nate dallo sfasciarsi del Regio esercito, che si collegheranno poi in gran parte con la Democrazia cristiana o il Partito liberale. Nel novembre del 1943 sono 3.800, di cui 1.900 autonomi. La sinistra diventa maggioritaria nel 1944: al 30 aprile ci sono 12.600 partigiani, di cui 5.800 delle Brigate Garibaldi, organizzate dal Pci; 3.500 autonomi; 2.600 delle Brigate Giustizia e Libertà del Partito d’Azione; 600 di gruppi più o meno esplicitamente cattolici. Per il luglio 1944 c’è la stima ufficiale di Ferruccio Parri che per conto del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (Clnai) stima 50.000 combattenti: 25.000 garibaldini, 15.000 giellisti e 10.000 autonomi e cattolici. Bocca vi aggiunge un 2.000 tra socialisti delle Brigate Matteotti e repubblicani delle Brigate Mazzini e Mameli. Nell’agosto del 1944 si arriva a 70.000 e nell’ottobre a 80.000, che però calano a 50.000 in dicembre. Giorgio Bocca poi conta 80.000 uomini ai primi del marzo 1945, cita una stima del comando generale partigiano su 130.000 uomini al 15 aprile, e calcola che “nei giorni dell’insurrezione saranno 250.000-300.000 a girare armati e incoccardati”. Anche di questa massa i garibaldini, ammette Bocca, “sono la metà o poco meno”.
https://www.google.com/amp/s/www.ilfogl ... 51421/amp/Che è in sintesi quello che ho detto io.
Cioè che all'inizio i partigiani erano pochi, poi quando i tedeschi hanno cominciato a ritirarsi e a perdere la guerra, sono casualmente diventati sempre di più.
Il Foglio risponde anche alla tue baggiante sulla mancanza di rispetto:
Cita:
Ma al di là della polemica interna sul peso delle varie componenti, il dato interessante è che stando a questa stima appena un partigiano su 23 ha combattuto per almeno un anno; 5 su 6 hanno preso le armi negli ultimi 4 mesi; quasi 4 su 5 negli ultimi 2 mesi; e addirittura uno su due negli ultimi 10 giorni! Insomma, la tesi secondo cui in Italia nel 1945 ci fu una gran massa di eroi della sesta giornata, come si diceva a Milano dopo le cinque giornate del 1848, non è calunnia, ma verità storica acclarata. E che corrisponde d’altronde a una precisa logica militare: sono sempre i finali aggregarsi di masse alle élites guerrigliere a segnare il trionfo delle rivoluzioni.