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 Oggetto del messaggio: Re: Ucraina - vogliamo parlarne?
MessaggioInviato: ven 25 feb 2022, 20:47 
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La Russia è la prima potenza nucleare. Hanno 6800 testate. Una guerra nucleare distruggerebbe la Russia ma distruggerebbe anche gli Stati Uniti e l'Europa.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ucraina - vogliamo parlarne?
MessaggioInviato: ven 25 feb 2022, 21:44 
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Solo i folli come Romeo possono parlare di intervento Nato in difesa dell'Ucraina. Per cosa poi? Per i criminali ucraini?


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 Oggetto del messaggio: Re: Ucraina - vogliamo parlarne?
MessaggioInviato: ven 25 feb 2022, 21:52 
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Russia: «Finlandia e Svezia non entrino nella Nato o gravi conseguenze»


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 Oggetto del messaggio: Re: Ucraina - vogliamo parlarne?
MessaggioInviato: ven 25 feb 2022, 22:05 
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epico ha scritto:
La Russia è la prima potenza nucleare. Hanno 6800 testate. Una guerra nucleare distruggerebbe la Russia ma distruggerebbe anche gli Stati Uniti e l'Europa.


Mi sembra abbastanza chiaro che se ci si mette a "giocare" con le varie bombe e armi nucleari non ci sia un posto nel mondo che possa dirsi sicuro e tranquillo (almeno per noi comuni mortali). Uno scenario di guerra nucleare vorrebbe dire morte e distruzione per il mondo intero.


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 Oggetto del messaggio: Ucraina - vogliamo parlarne?
MessaggioInviato: ven 25 feb 2022, 22:44 
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Ah mo pure Svezia e Finlandia devono obbedire a Putin :rofl

Mi sa che lo zar vuol fare la fine di Bin Laden e Gheddafi


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 Oggetto del messaggio: Re: Ucraina - vogliamo parlarne?
MessaggioInviato: ven 25 feb 2022, 22:54 
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Le perdite ucraine sarebbero circa 300, tra cui, secondo la Difesa di Londra, almeno 57 civili. Per la stessa fonte, sono circa 450 i combattenti russi uccisi, mentre Kiev evoca bilanci ben più pesanti (oltre un migliaio), in una guerra di propaganda senza fine. Il Pentagono parla di oltre 200 missili piovuti in tutto il Paese, e l'Ucraina si affida a quello che può, invitando i cittadini a respingere "gli invasori con le molotov", con tanto di istruzioni per realizzare il cocktail incendiario. Le truppe di Mosca e le milizie paramilitari filo-russe avanzano però da tutti i fronti, con manovre a tenaglia: in Donbass, dove continua l'attacco alla città portuale di Mariupol anche con un assalto anfibio e il sindaco evoca una battaglia "non solo per l'Ucraina, ma per tutta l'Europa"; dalla Crimea verso l'oblast di Cherson, via privilegiata per la presa di Odessa e lo sbarramento degli accessi al mare; e a nord, tutt'intorno a Kiev, nel quartiere di Oblonsky e all'aeroporto militare di Gostomel, a 30 km dalla capitale, dove a conclusione di feroci combattimenti sono sbarcati i parà di Mosca.

E nella notte Kiev è ancor più stretta d'assedio, con esplosioni a intervalli di pochi minuti nei pressi della centrale elettrica CHP-6, a 14 km dal centro. In queste ore drammatiche, mentre l'Onu parla di oltre 50 mila rifugiati e teme una situazione ingestibile, l'Occidente continua a battere la strada delle sanzioni. Usa, Ue e Regno Unito colpiscono direttamente Putin e il suo ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, congelandone gli asset, e Bruxelles studia un terzo pacchetto "urgente", cercando di comporre le posizioni dei 27 intorno al nodo dell'esclusione di Mosca dal sistema Swift per i pagamenti bancari. La Russia viene intanto estromessa dal Consiglio d'Europa e dall'Eurovision di Torino. Mentre la Nato ha invitato al suo vertice Finlandia e Svezia, scatenando la reazione del Cremlino. Tutte misure per isolare Putin e trasformarlo, come ha minacciato Biden, in un "paria sulla scena internazionale".


https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/02/25/ucraina-kiev-putin-biden_f4ab4b32-7cfe-4256-b5d8-e5f2fab6b307.html


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 Oggetto del messaggio: Re: Ucraina - vogliamo parlarne?
MessaggioInviato: ven 25 feb 2022, 23:00 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
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Vediamo se ci azzecca...

Luttwak adesso rivela: "Vi dico perché Putin cadrà..."

In Ucraina Vladimir Putin si è avventurato in un'operazione militare senza avere i mezzi necessari e, prima o poi, è destinato a cadere. È questa l'analisi tagliente di Edward Luttwak, secondo cui i russi "sono destinati ad inciampare" perché non hanno ancora truppe sufficienti per lanciare una conquista su larga scala.

I limiti russi in Ucraina
Luttwak ha acceso i riflettori su quello che secondo lui sarebbe il vero problema di Putin. Il capo del Cremlino ha invaso l'Ucraina, ovvero un Paese che, per estensione, è più grande della Francia. E lo ha fatto sguinzagliando un numero di truppe molto basso, addirittura "quasi irrisorio", visto che "parliamo di 120mila truppe". Putin, insomma, si sarebbe "imbarcato in un'avventura su larga scala senza mezzi e credo che alla fine cadrà". "È stato un bravo giocatore di poker, ma ora sta giocando alla roulette", ha aggiunto Luttwak.

Scendendo nel dettaglio, a detta del politologo una discreta quantità di zone dell'Ucraina non saranno controllate dai russi. Al contrario, gruppi di soldati russi cadranno vittime delle imboscate degli ucraini in un Paese dove ci sono centomila fucili. Nel frattempo, nella parte ovest del Paese, si creerà lo spazio per creare una sorta di governo in esilio. "Ci sarà forte resistenza contro i russi per questo credo che l'intera invasione di Putin sia avventuristica", ha aggiunto lo stesso Luttwak. Per il quale, ormai da settimane, Putin sta ripedendo due bugie.

L'esito dell'operazione di Putin
La prima bugia, ha proseguito Luttwak, "è che doveva intervenire per fermare il genocidio nel Donbass". La seconda "mega-balla" è che se l'Ucraina entrasse nella Nato il giorno dopo ci sarebbero missili nucleari in territorio ucraino puntati contro Mosca. "Tutti sanno che questo tipo di missili si installa il più lontano possibile dagli obiettivi per evitare sabotaggi. In Italia solo gente a livello di Grillo può pensare qualcosa del genere, ma nessun rappresentante di un partito serio", ha chiosato il politologo. In merito al grande gioco delle alleanze, Luttwak ha spiegato all'Adnkronos che per l'Amministrazione Biden, relativamente alla crisi ucraina, "l'Italia è l'alleato buono e la Germania quello cattivo". Inoltre, restando negli Stati Uniti, il cambiamento principale tra Trump e Biden è che "quest'ultimo vuole procedere con gli alleati importanti ovvero Francia, Germania e Italia. Questo vuol dire che si va molto lentamente" nel decidere le sanzioni contro la Russia, in particolare sulla questione dell'esclusione di Mosca dallo swift, il sistema internazionale di transazioni.

Insomma, per Luttwak la Russia non avrebbe uomini sufficienti per far crollare definitivamente l'Ucraina. "I russi non hanno ancora truppe sufficienti per conquistare Kiev, Leopoli a ovest, Odessa a sud fino ai territori a est da tempo sotto il loro controllo. Da lì potrebbero avanzare verso ovest per conquistare il resto delle due regioni, ma questo è tutto", ha evidenziato, ancora, lo stesso Luttwak. È pur vero che, secondo quanto riportato dalla Cnn, che ha citato un alto dirigente del Pentagono, la Russia ha "circa un terzo del suo potere di combattimento" in Ucraina sul totale delle forze ammassate al confine per l'invasione. "Questo non significa che non ne impegneranno di più", ha precisato la fonte.


https://www.ilgiornale.it/news/mondo/lanalisi-luttwak-ecco-perch-putin-inciamper-ucraina-2013365.html


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 Oggetto del messaggio: Re: Ucraina - vogliamo parlarne?
MessaggioInviato: sab 26 feb 2022, 0:23 
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Reg. il: sab 9 feb 2019,
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Ho paura di Vladimir Putin e ho paura anche della NATO e di Mario Draghi, sinceramente, che espongano l'Italia a situazioni di pericolo. L'Italia non ha responsabilità in questa situazione. Di gente che ha portato al massacro gli italiani ne abbiamo già avuto uno. Stessero attenti tutti a quello che fanno.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ucraina - vogliamo parlarne?
MessaggioInviato: sab 26 feb 2022, 2:51 
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Reg. il: dom 12 mar 2017
Alle ore: 12:24
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Una lezione che si dovrebbe imparare da sta storia.
E che le chiacchiere(alla luce dei fatti) pacifiste sul disarmo, sono pericolose. Un paese disarmato è un facile bersaglio e la fuori esistono stati canaglia che non ragionano come gli occidentali. Stati da cui bisogna difendersi, armandosi.

Insomma più cannoni e meno pensioni. :stord


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 Oggetto del messaggio: Re: Ucraina - vogliamo parlarne?
MessaggioInviato: sab 26 feb 2022, 2:59 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
Alle ore: 9:23
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Un po' lunga ma estremamente interessante...

Intervista a Sergio Romano: “L’Ucraina sia neutrale come la Svizzera”

Se c’è una persona che conosce come le proprie tasche la realtà russa come quella americana, questa persona è l’ambasciatore Sergio Romano. Nella sua lunga e prestigiosa carriera diplomatica, è stato, tra l’altro, ambasciatore presso la Nato e ambasciatore a Mosca (1985-1989), nell’allora Unione Sovietica. E stato visiting professor all’Università della California e a Harvard, e ha insegnato all’Università di Pavia, a quella di Sassari e alla Bocconi di Milano. Tra i suoi numerosi libri, ricordiamo Merkel. La cancelliera e i suoi tempi (con Beda Romano, Longanesi, 2021); Processo alla Russia. Un racconto (Longanesi, 2020); Atlante delle crisi mondiali (Rizzoli, 2018); Il rischio americano (Longanesi, 2003); Il declino dell’impero americano (Longanesi, 2014); Trump e la fine dell’American dream (Longanesi, 2017). E da poco è nelle librerie il suo libro Il suicido dell’Urss edito da Sandro Teti con prefazione di Luciano Canfora e introduzione di Ezio Mauro.

«Negli ultimi anni l’indipendenza della Ucraina ha un paladino nella persona di Volodymyr Oleksandrovych Zelensky, un attore, regista e comico televisivo, che è presidente dalla Repubblica dal 20 maggio 2019 e ha fatto una campagna elettorale in cui il tono dominante era quello nazionalista. In queste circostanze i Paesi dell’Ue stanno a guardare con sentimenti diversi, dalla prevedibile amicizia per l’Ucraina della Polonia, lieta di accoglierla nella Nato, alla maggiore prudenza di quelli che non vogliono pregiudicare i loro rapporti con la Russia e avevano sperato che l’Ucraina divenisse una Svizzera centroeuropea fra Paesi che hanno appartenuto per molti anni a blocchi contrapposti. È una occasione definitivamente perduta? Neutrale, l’Ucraina sarebbe molto più rispettata e autorevole di quanto sarebbe se la sua politica estera continuasse a essere un interminabile e inutile bisticcio con la sorella maggiore». È un passaggio di uno scritto dell’ambasciatore Romano sul Corriere della Sera del 19 settembre 2021. Cinque mesi dopo, la sua riflessione acquista una valenza drammatica alla luce di ciò che sta accadendo.


Con una mossa a sorpresa Vladimir Putin ha dapprima annunciato il riconoscimento dell’indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, per poi ordinare l’invio di truppe nella regione del Donbass. Ambasciatore Romano, cos’ha in testa lo “Zar” del Cremlino?
Vede, in Occidente si è fatto finta di non sapere quali fossero gli obiettivi di Putin ed erano anche, in un’ottica russa, abbastanza comprensibili. Lui, dopo un lungo periodo in cui la Russia aveva perduto prestigio e autorevolezza nella società internazionale, voleva recuperare ciò che era stata certamente anche durante l’epoca sovietica ma comunque nel corso della sua storia. Non si può sostenere che soltanto il comunismo ha reso la Russia importante. Lo era prima e continuerà ad esserlo. Putin voleva passare alla storia come l’uomo che avrebbe restituito alla Russia quell’autorevolezza che aveva conquistato in passato. E questo significa recuperare una posizione eminente nella sua regione naturale, che è quella dell’Europa centro-orientale. Quello lo avevamo capito fin dall’inizio. Poi le cose dipendono molto dal modo in cui si fanno, dai tempi in cui si vorrebbero fare… Io credo che se avessimo in qualche modo aiutato Putin, per esempio senza insistere per l’allargamento della Nato fino ai confini della Russia e lasciare che l’Ucraina chiedesse di far parte della Nato, mettendola, per così dire, in una lunga sala d’aspetto piuttosto che lasciarla sperare, beh tutto sarebbe stato probabilmente diverso e meno imbrogliato. Le ripeto oggi quanto ho avuto modo di affermare in tempi non sospetti: che la collocazione che intravedevo come desiderabile per l’Ucraina era quella della neutralità, il Paese doveva diventare neutrale. È stato completamente irragionevole prospettare la possibilità dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato. Perché la Nato è un’organizzazione politico-militare congegnata per fare la guerra. Farla quando in gioco sono gli interessi del dominus dell’Alleanza atlantica: gli Stati Uniti. Ora, se Washington punta all’ingresso dell’Ucraina nella Nato vuol dire che la guerra può essere portata alle frontiere della Russia. Questa è comunque la percezione di Mosca di cui non si può non tener conto. Ritengono che si tratti di una preoccupazione in qualche modo fondata e non l’ “ossessione” di Putin.


Ed ora? Da un lato c’è la diplomazia che cerca di mantenere aperti degli spazi, e dall’altro c’è chi evoca addirittura una Terza guerra mondiale.
Io non credo nella Terza guerra mondiale e continuo a sperare che non se ne parli perché altrimenti se si continua a parlane si può finire per crederci davvero. Però debbo riconoscere che la situazione è peggiorata in queste ultime settimane. Più passa il tempo e più diventa difficile per i due maggiori protagonisti, che sono gli Stati Uniti e la Russia, Putin e Biden, fare un passo indietro. Perché un passo indietro lo devono certamente fare. Se rimangono fermi su queste posizioni, non si può far nulla, perché non si può convocare nessun incontro che sia produttivo. Tutti e due vogliono andare ad un incontro, ma vogliono andare senza aver rinunciato a nulla e se possibile anche avendo conquistato qualche posizione, qualche riconoscimento. La situazione sta peggiorando giorno dopo giorno, perché quanto più passa il tempo tanto più diventa difficile che queste persone facciano un passo indietro.


E in tutto questo, l’Europa?
L’Europa è anch’essa divisa. Vede, noi abbiamo commesso un errore, un grave errore. Molti lo sapevano e altri non hanno prestato attenzione. Abbiamo ingrandito e allargato l’Unione Europea al di là dei suoi confini naturali. L’Unione Europea funziona se i paesi che la compongono hanno almeno una parte del loro passato storico comune. Cioè se sono tutti paesi che sono stati sconfitti durante la Seconda guerra mondiale e che hanno imparato che la loro sovranità poteva essere un ostacolo piuttosto che un valore per il loro futuro. Questi paesi, anche se con caratteristiche diverse, erano i 6 originari. Noi abbiamo portato dentro paesi, come la Polonia, la Repubblica Ceka, la Slovacchia, l’Ungheria, che erano usciti dalla Guerra fredda ritrovando la loro sovranità e non avendo nessuna intenzione di perderla. Quindi vogliono continuare ad essere nazionalisti e questo è esattamente il contrario dell’essere europeisti. E per di più questi paesi che devono essere garantiti nel loro bisogno di sicurezza, non guardano tanto a ciò che l’Unione europea può fare per loro ma guardano soprattutto agli Stati Uniti. Vogliono l’Unione europea per ciò che può dare in termini di denaro, di scambi commerciali, ma la sicurezza secondo loro, gliela danno solo gli Stati Uniti. L’Unione europea non esiste perché quando si tratta di assumere decisioni politicamente rilevanti, si spacca: con i paesi dell’Est da una parte, che spingono sempre per un confronto duro con la Russia, e i sei paesi originari dell’Ue.

Vorrei tornare ancora sul “pianeta russo” che lei conosce molto bene. Per decifrare tutto ciò che sta avvenendo basta la geopolitica oppure c’è anche dell’altro, ad esempio, il riaffermarsi di un forte spirito identitario, quello della Grande Madre Russia.
Nel momento in cui vogliono recuperare centralità, fanno anche leva sul passato. Questo non mi sorprende. Fa parte di una retorica che la diplomazia non può non usare. Non c’è niente da fare: può piacere o no, ma un ritorno al passato è quasi inevitabile.

Ma la Russia ha la forza, economica e non solo militare, per rivendicare un ruolo alla “pari” con gli Stati Uniti come potenza globale
Non è questa la carta che Putin sta giocando. Quella che sta giocando è una carta molto più pericolosa, perché lui si comporta come se non escludesse la possibilità di un conflitto. Un conflitto non lo vuole nessuno, neanche gli Stati Uniti anche se pensano di poterlo vincere. Putin non esita a dare la sensazione che lui la guerra potrebbe persino farla. La soluzione della crisi esisterebbe: una Ucraina neutrale nello spirito dei suggerimenti del vecchio Bush. Ma è considerevolmente cresciuto il numero di coloro che da una crisi credono di trarre qualche vantaggio; e ci siamo pericolosamente avvicinati al punto in cui ciascuno dei due contendenti crede che spetti all’altro fare un passo indietro. Paradossalmente queste crisi potrebbero rivelarsi più gravi di quelle che scoppiavano durante la Guerra fredda. Vi era allora in ciascuno dei due campi la convinzione che l’avversario avrebbe fatto uso del suo arsenale nucleare. Non possiamo essere sicuri che i giocatori d’oggi siano altrettanto prudenti.


Guardando oltre Atlantico. Lei percepisce l’esistenza di una politica estera dell’amministrazione Biden?
L’attuale è una delle più deboli presidenze di quelle di cui ho avuto conoscenza nel corso degli ultimi venti-trent’anni. Biden è vittima di un elettorato di cui ha certamente bisogno ma nel quale la componente anti russa è molto forte, e lui, in vista delle elezioni di mid term del novembre 2022, non vuole correre il rischio di perdere elettori, essendo già un presidente debole, con un elettorato abbastanza fragile, non aspettiamoci da lui atti di coraggio.


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