Però la Juve fa un bel mercato e rispuntano con i loro cavalli di battaglia Romeo e red. Coincidenze?
E soprattutto, vi prego, non parlate di gente che non ne sbaglia una, visto che sono altri 2 quelli che per davvero non sbagliano mai, anche se non meno autoreferenziali

Romeo ha scritto:
Il calcio oggi si sta "ingegnerizzando" come tutta la società.
Basta correre tanto, avere un buona tecnica, essere funzionale ad una struttura ed è il gioco è fatto. Oggi chiaramente conta molto di più l'allenatore del calciatore. Si può dire che siamo arrivati finalmente al punto in cui l'allenatore fa veramente la differenza.
In passato si è parlato a sproposito dei meriti dell'allenatore. Oggi quei meriti sono reali, soprattutto quando l'allenatore è libero di fare mercato.
Alcune cose vere, altre meno. Prima l'allenatore aveva meriti più estemporanei (l'intuizione di creare soluzioni e misure ad hoc per il singolo match), perché i giocatori erano cresciuti dalle giovanili come esseri pensanti e di cultura generale.
Oggi, invece, le generazioni di calciatori sono tirate su nell'impronta di sacchismo-guardiolismo, con la conseguenza che ci sono pochi giocatori pensanti ma giocatori dal pensiero condizionato. Con la componente atletica e tattica che è più facile coltivare rispetto a quella tecnica non sorprende che è più facile raggiungere risultati curando questi aspetti fin dall'inizio della formazione di un giocatore. Però poi ci si scandalizza di quante lacune possano avere i campioni del momento e di quanto il loro bagaglio culturale calcistico sia poco ampio, tutti super-specializzati in qualcosa ma non speciali in assoluto.
Però lamentarsene e seguire comunque non è sano. Ed inoltre, c'è anche una componente di cambiamento in chi guarda. Sta tranquillo che da adulto sarebbe stato molto meno magico anche il calcio dei '90-'00.