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 Oggetto del messaggio: Re: I mali dell'Italia
MessaggioInviato: gio 20 feb 2020, 16:43 
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Reg. il: sab 18 ago 2007
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Detto questo, qualsiasi previsione a 30/40 anni ha valore prossimo a zero.
Ma il problema rimane


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 Oggetto del messaggio: Re: I mali dell'Italia
MessaggioInviato: gio 20 feb 2020, 17:04 
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Ovviamente il lavoro non è una quantità finita immutabile ma tu continui a non tenere conto della realtà attuale italiana.

Mi vuoi dire che l'Italia abbia una offerta insufficiente di lavoro manuale generico?
Se fosse così quelli che offrono tale lavoro verrebbero pagati bene e subito occupati, invece fanno la fame o vengono supportati dallo stato.
Importare 165000 persone senza competenze (oltre che da integrare) non crea 165000 posti di lavoro anche se il lavoro non è una quantità finita.

Per non essere una piccola Cina l'Italia deve orientarsi ai lavori di alta specializzazione, mentre invece chi offre queste competenze va altrove.
Non orientarsi al lavoro massificato a basso costo e bassa produttività che comunque non c'è e ci sarà sempre meno.

odisseo ha scritto:
Detto questo, qualsiasi previsione a 30/40 anni ha valore prossimo a zero.
Ma il problema rimane


Quella sicuramente ha valore prossimo allo 0 se si esclude il dare percezione dell'eccessiva spesa pensionistica visto che mette dati assurdi e non conciliabili.
Poi ripeto, che con molta più gente giovane che lavora e paga le tasse le casse dello stato starebbero meglio ripeto, grazie al #@*§.
Il problema è come generare quella situazione e quella previsione volontariamente non lo considera, sei tu che non si sa perché volevi utilizzarla come dimostrazione della necessità oggettiva di una grossa quantità di forza lavoro da aggiungere.


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 Oggetto del messaggio: Re: I mali dell'Italia
MessaggioInviato: gio 20 feb 2020, 17:12 
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odisseo ha scritto:
JC ha scritto:
E secondo te nel mondo reale (in questa Italia!!!) è conciliabile quell'aumento di produttività (da ottenere come?) con un tale aumento della popolazione?
Lo sarebbe solo a condizioni schiavistiche a vantaggio solo delle casse dello stato.



Ma che stai dicendo? La schiavitù, quella vera, è stata abbandonata proprio perché poco produttiva.
Dici che l'Italia non deve essere una piccola Cina - giustamente - e poi te ne esci con 'sti discorsi?
Non capisci che sono in contraddizione?

Nella tua visione - e in quella di enri, vedi tu :asd - il lavoro è una quantità finita. Se entra uno, deve uscire un altro.
Bravo, peccato che non funzioni proprio così, altrimenti non si capisce dove sono andati a finire gli altri 11 che servivano a tirare l'aratro prima che inventassero il trattore e ne bastasse solo uno (prima che andiate a cercare, ho messo giù due numeri a caso).

Questo è il grafico della popolazione italiana dall'unità ad oggi.

Immagine

Mi spiegate tu e quello che il Giappone ha il pil in crescita (- 6,3% dati di 2 giorni fa https://www.ilsole24ore.com/art/forte-c ... e-ACoGlvJB) come sarebbe stato possibile un simile aumento se tutto funziona come dite voi due?

Insomma, la schiavitù non sarà quella di 100 anni fa ma negli ultimi 20 anni le condizioni di lavoro sono nettamente peggiorate.
Non funziona che "se entra uno esce un altro", ma molto peggio: con la tecnologia in continua evoluzione ne entra uno ne usciranno 100. Infatti è stato creato apposta il reddito di cittadinanza (stan licenziando pure i bancari, vedi un po'te). Pistono nei suoi libri spiega molto bene la faccenda.
Il giappone sta perdendo pil proprio perchè sta facendo austerità (hanno aumentato l'iva come noi, ma te lo dimentichi :asd ) invece che misure espansive. Infatti quando lessi che aumentarono le indirette perchè non aumentavano i consumi mi aspettavo un guaio del genere.
Ma il concetto precedente non cambia, loro anche negli ultimi 20 anni hanno aumentato più pil di popolazione, il che è come aumentare più muscolo del grasso. Quindi sono migliorati, e senza bisogno di immigrati come qualche radicalchic vuol far credere...
Come al solito tiri l'acqua al tuo mulino, ma hai ragione quando dici che le previsioni a lungo termine non sono affidabili


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 Oggetto del messaggio: Re: I mali dell'Italia
MessaggioInviato: gio 20 feb 2020, 17:15 
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La bassa natalità e l'invecchiamento della popolazione comunque sono "problemi" di tutte le economie del primo mondo, perchè ovviamente quando si alzano gli standard di vita si muore più in là e si fanno tendenzialmente meno figli.

Non significa che la situazione sia semplicemente aggiungere giovani, ma per motivi banalissimi:
1) diseconomie di scala
2) un circolo vizioso, perchè alla generazione dopo quando gli immigrati si adegueranno alla natalità del primo mondo che fai? ne prendi altri? e si aggrava il problema di cui sopra

Non si può manco paragonare questa situazione a quella dei primi del novecento o ancora precedente, la quantità di automatizzazione è diversa e il margine di crescita inferiore.
La tecnologia può migliorare le cose ma non è che lo faccia in maniera sempre proporzionale.

Chiaramente a un certo punto ci sarà una generazione per la quale il progresso tecnologico non sarà stato abbastanza veloce a compensare l'invecchiamento ( a maggior ragione in una nazione che ha fatto scelte folli in tema pensionistico), e in generale si starà relativamente peggio di quella prima.
La soluzione è che i vecchi comunque moriranno e se le nuove generazioni fanno meno figli si riavrà spazio, a un certo punto sarà conveniente farne di più.
Un'altra soluzione non c'è, non si può forzare la cosa.

Essenzialmente tu hai dato per scontato l'aumento di produttività e diminuzione della disoccupazione ESTREMO che quella previsione indica.
E in assenza del quale un immissione di poveracci a raffica sarebbe ovviamente controproducente.

MAGARI ci fosse tutta questa offerta di lavoro ben pagato eh, li andiamo a prendere insieme tutti gli immigrati che volete, ma non è la realtà.


Ultima modifica di JC il gio 20 feb 2020, 17:17, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: I mali dell'Italia
MessaggioInviato: gio 20 feb 2020, 17:16 
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JC ha scritto:
Ovviamente il lavoro non è una quantità finita immutabile ma tu continui a non tenere conto della realtà attuale italiana.

Mi vuoi dire che l'Italia abbia una offerta insufficiente di lavoro manuale generico?
Se fosse così quelli che offrono tale lavoro verrebbero pagati bene e subito occupati, invece fanno la fame o vengono supportati dallo stato.
Importare 165000 persone senza competenze (oltre che da integrare) non crea 165000 posti di lavoro anche se il lavoro non è una quantità finita.

Per non essere una piccola Cina l'Italia deve orientarsi ai lavori di alta specializzazione, mentre invece chi offre queste competenze va altrove.
Non orientarsi al lavoro massificato a basso costo e bassa produttività che comunque non c'è e ci sarà sempre meno.




A parte che nessuno ha detto che devono venire solo stranieri illetterati capaci solo di girare bulloni, ma poi secondo te 'sta gente non fa figli e non va a scuola?
Ci puoi andare solo tu all'università?

Italia attuale? Italia attuale cosa? Ma se stiamo parlando da qui al 2070?E secondo te 150 anni fa, come era messa l'Italia?
E dopo la seconda guerra mondiale come stava?

Pensi di vivere in un periodo speciale?

JC ha scritto:

odisseo ha scritto:
Detto questo, qualsiasi previsione a 30/40 anni ha valore prossimo a zero.
Ma il problema rimane


Quella sicuramente ha valore prossimo allo 0 se si esclude il dare percezione dell'eccessiva spesa pensionistica visto che mette dati assurdi e non conciliabili.
Poi ripeto, che con molta più gente giovane che lavora e paga le tasse le casse dello stato starebbero meglio ripeto, grazie al #@*§.
Il problema è come generare quella situazione e quella previsione volontariamente non lo considera, sei tu che non si sa perché volevi utilizzarla come dimostrazione della necessità oggettiva di una grossa quantità di forza lavoro da aggiungere.


Guarda che si dimostra da sola la questione. E' algebra.
Se devi pagare le pensioni a un numero sempre maggiore di pensionati, vuol dire che devi avere un numero sufficiente di lavoratori.
Mi puoi dimostrare matematicamente che non è così? Provaci.

Alternativa? Ce la pigliamo in #@*§ e non pigliamo la pensione
Ed è così che andrà.
Ma mi raccomando: Serve un'altra quota 100.


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 Oggetto del messaggio: Re: I mali dell'Italia
MessaggioInviato: gio 20 feb 2020, 17:25 
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Reg. il: sab 18 ago 2007
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JC ha scritto:
La bassa natalità e l'invecchiamento della popolazione comunque sono "problemi" di tutte le economie del primo mondo, perchè ovviamente quando si alzano gli standard di vita si muore più in là e si fanno tendenzialmente meno figli.

Non significa che la situazione sia semplicemente aggiungere giovani, ma per motivi banalissimi:
1) diseconomie di scala
2) un circolo vizioso, perchè alla generazione dopo quando gli immigrati si adegueranno alla natalità del primo mondo che fai? ne prendi altri? e si aggrava il problema di cui sopra

Non si può manco paragonare questa situazione a quella dei primi del novecento o ancora precedente, la quantità di automatizzazione è diversa e il margine di crescita inferiore.
La tecnologia può migliorare le cose ma non è che lo faccia in maniera sempre proporzionale.

Chiaramente a un certo punto ci sarà una generazione per la quale il progresso tecnologico non sarà stato abbastanza veloce a compensare l'invecchiamento ( a maggior ragione in una nazione che ha fatto scelte folli in tema pensionistico), e in generale si starà relativamente peggio di quella prima.
La soluzione è che i vecchi comunque moriranno e se le nuove generazioni fanno meno figli si riavrà spazio, a un certo punto sarà conveniente farne di più.
Un'altra soluzione non c'è, non si può forzare la cosa.

Essenzialmente tu hai dato per scontato l'aumento di produttività e diminuzione della disoccupazione ESTREMO che quella previsione indica.
E in assenza del quale un immissione di poveracci a raffica sarebbe ovviamente controproducente.

MAGARI ci fosse tutta questa offerta di lavoro ben pagato eh, li andiamo a prendere insieme tutti gli immigrati che volete, ma non è la realtà.


Ma ti leggi? Ci fosse un dato, un riferimento alla realtà.
Sono solo tue sensazioni.

Sei diventato futurologo: hai già chiaro quali saranno gli sviluppi della tecnologia dei prossimi anni :asd
Immagino che tu abbia chiaro il panorama di tutta la ricerca scientifica mondiale.
Puoi darmi qualche indicazione bibliografica per arrivare a queste fini conclusioni?


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 Oggetto del messaggio: Re: I mali dell'Italia
MessaggioInviato: gio 20 feb 2020, 17:27 
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Cita:
A parte che nessuno ha detto che devono venire solo stranieri illetterati capaci solo di girare bulloni, ma poi secondo te 'sta gente non fa figli e non va a scuola?
Ci puoi andare solo tu all'università?


Cita:
Che poi, grazie al #@*§ che vengono i baluba diseredati. Chi deve venire nello stato in cui siamo, i norvegesi!?


In effetti si, l'ha detto Nessuno. :asd
Certo che fa figli e va a scuola, ma per una generazione sarebbe un costo ulteriore e bisogna considerare quanti giovani istruiti l'Italia perde già ogni anno, non è che chi va a scuola fa sicuramente la bella vita.

Cita:
Italia attuale? Italia attuale cosa? Ma se stiamo parlando da qui al 2070?E secondo te 150 anni fa, come era messa l'Italia?
E dopo la seconda guerra mondiale come stava?

Pensi di vivere in un periodo speciale?


Starai scherzando spero se vuoi applicare le stesse proiezioni di 150 anni fa all'Italia di oggi, completamente diversa demograficamente, molto più popolata, con un mercato del lavoro estremamente diverso, in un mondo globalizzato, tecnologie completamente diverse.
Ovvio che è un periodo speciale e diverso, altrimenti non ci sarebbe manco il problema della natalità se fosse continuata sempre uguale.


Cita:
Guarda che si dimostra da sola la questione. E' algebra.
Se devi pagare le pensioni a un numero sempre maggiore di pensionati, vuol dire che devi avere un numero sufficiente di lavoratori.
Mi puoi dimostrare matematicamente che non è così? Provaci.

Alternativa? Ce la pigliamo in #@*§ e non pigliamo la pensione
Ed è così che andrà.
Ma mi raccomando: Serve un'altra quota 100.


Io davvero non riesco a capire come ti possa sfuggire l'aspetto chiave.
OVVIO che algebricamente quadra, l'ho detto pure io che grazie al #@*§ che è cosi, lo capisce pure un sasso.
Il problema gigantesco è combinare quell'aumento di forza lavoro con quell'aumento di produttività e diminuzione di disoccupazione.
Sono cose che vanno in controsenso e che tu semplicemente dia per scontati come se non fossero cambiamenti epocali :asd.
In assenza di quei fattori (che non spieghi MAI come dovrebbero avvenire) l'immissione di altra popolazione da mantenere è controproducente.

Ovvio che non prenderemo la pensione probabilmente, come ho scritto prima non c'è mica la bacchetta magica, ma come fai a pensare che semplicemente importiamo gente e automaticamente ci saranno più contribuenti proprio in quella proporzione e con un botto di produttività in più? :asd


Ultima modifica di JC il gio 20 feb 2020, 17:37, modificato 1 volta in totale.

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Ma ti leggi? Ci fosse un dato, un riferimento alla realtà.
Sono solo tue sensazioni.

Sei diventato futurologo: hai già chiaro quali saranno gli sviluppi della tecnologia dei prossimi anni :asd
Immagino che tu abbia chiaro il panorama di tutta la ricerca scientifica mondiale.
Puoi darmi qualche indicazione bibliografica per arrivare a queste fini conclusioni?


Eh no carissimo, io non prevedo proprio un #@*§ se non che andrà come sta già andando, cioè che non c'è lavoro per chi non ha competenze e in Italia manco tanto per chi ce le ha.
Inoltre la diminuzione delle economie di scala è un dato di fatto, o mi vuoi dire che banalmente la terra coltivabile per 70 milioni di persone è la stessa che per 15?

Sei tu che dai fiducia a una previsione (che non è tale, è solo una analisi ad effetto) con dei dati pazzeschi che ci impongono una scelta drastica.
Sei TU che dovresti spiegarmi come si verificherà quell'aumento produttivo e dell'occupazione e perché quindi dovremmo importare tutta quella forza lavoro.

Io non riesco a capire Odisseo come fai a saltare con tutta sta fiducia sul carro di quella previsione che non è manco tale, ripeto grazie al #@*§ che algebricamente funziona, ma come fai a ignorarne l'effettiva applicabilità alla realtà?
Cioè se io dicessi "da domani aumentiamo la produttività del 50%, in più costruiamo tutti un monumento a Ra nel nostro giardino, l'economia si risolleverà!"
Tu ti fideresti del monumento a Ra senza chiederti come aumentare la produttività? :asd
Algebricamente quadra eh, staremmo tutti meglio.


Ultima modifica di JC il gio 20 feb 2020, 17:39, modificato 1 volta in totale.

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Ho detto che ora non vengono Norvegesi e stiamo parlando da oggi al 2070.
Come te lo devo scrivere? Mi dici se hai capito ora, o devo compitare?



Cita:
Sono cose che vanno in controsenso e che tu semplicemente dia per scontati come se non fossero cambiamenti epocali


1. non sono cose in controsenso, perché è già successo in passato
2. io non ho detto che deve andare così. Ho solo detto che andrebbero riformate le pensioni (basta leggere) e rivista la spesa dello stato italiano perché la situazione già ora è insostenibile. I numeri della ragioneria sono FOLLIA e li ho messi proprio per far capire che è inutile sperare che tutto si risolva da solo aspettando il 2070.

E' facile da capire se leggi quello che ho scritto nella pagine precedenti. solo che tu non leggi mai un beneamato #@*§ e inizi sempre polemiche sterili che sviano il discorso. Che ti devo dire, ognuno ha i suoi passatempi.


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 Oggetto del messaggio: Re: I mali dell'Italia
MessaggioInviato: gio 20 feb 2020, 17:43 
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JC ha scritto:
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Ma ti leggi? Ci fosse un dato, un riferimento alla realtà.
Sono solo tue sensazioni.

Sei diventato futurologo: hai già chiaro quali saranno gli sviluppi della tecnologia dei prossimi anni :asd
Immagino che tu abbia chiaro il panorama di tutta la ricerca scientifica mondiale.
Puoi darmi qualche indicazione bibliografica per arrivare a queste fini conclusioni?


Eh no carissimo, io non prevedo proprio un #@*§ se non che andrà come sta già andando, cioè che non c'è lavoro per chi non ha competenze e in Italia manco tanto per chi ce le ha.
Inoltre la diminuzione delle economie di scala è un dato di fatto, o mi vuoi dire che banalmente la terra coltivabile per 70 milioni di persone è la stessa che per 15?

Sei tu che dai fiducia a una previsione (che non è tale, è solo una analisi ad effetto) con dei dati pazzeschi che ci impongono una scelta drastica.
Sei TU che dovresti spiegarmi come si verificherà quell'aumento produttivo e dell'occupazione e perché quindi dovremmo importare tutta quella forza lavoro.

Io non riesco a capire Odisseo come fai a saltare con tutta sta fiducia sul carro di quella previsione che non è manco tale, ripeto grazie al #@*§ che algebricamente funziona, ma come fai a ignorarne l'effettiva applicabilità alla realtà?
Cioè se io dicessi "da domani aumentiamo la produttività del 50%, in più costruiamo tutti un monumento a Rah nel nostro giardino, l'economia si risolleverà!"
Tu ti fideresti del monumento a Rah senza chiederti come aumentare la produttività? :asd
Algebricamente quadra eh, staremmo tutti meglio.


Ti ripeto che non hai capito una mazza del mio discorso. Rileggi e non fissarti sulle parole p
La tua previsione è che la tecnologia non sia in grado di fare un ulteriore balzo in avanti per aumentare la produttività in maniera sufficiente. Ad esempio a proposito di terra coltivabile ti do questa notizia: https://ilfattoalimentare.it/fattorie-v ... farms.html

Non ho idea di come sarà il futuro. Dico solo che dobbiamo attrezzarci da subito.
Capì?


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