Il problema di ciò che menziona Odisseo è che viene detto non solo che dovrebbero arrivare 150000 immigrati all'anno, ma che dovrebbe diminuire pure il tasso di occupazione del 10%.
Ed è quello il problema grosso se forse vi sfugge

.
Facciamo anche che arrivino tutte ste persone, nascano italianissime o vengano plasmate con l'argilla, quello che vi pare perché per me non è una questione identitaria.
Il lavoro (produttivo, perché se è lavoro assistenzialista è una spesa per i conti pubblici, non il contrario) da dove esce? E a quali condizioni?
Cosa deve diventare l'Italia? Una gigantesca fabbrica di sottopagati che devono pagare le pensioni di chi è andato in pensione a 40 anni? E le loro pensioni chi le pagherà?
L'Italia non riesce ad offrire lavori ben pagati e di alto livello nonostante ci siano persone preparate(dal sistema scolastico italiano, ergo dai conti pubblici) per svolgerli, che vanno all'estero ed offrono li le loro competenze convertite in contributi.
magari concentrarsi su quello invece che sullo schiavismo, i disoccupati ci sono già, l'Italia dovrebbe essere o puntare a essere uno stato del primo mondo non una piccola Cina.
Magari abbassare la spesa pubblica e favorire il lavoro privato effettivamente produttivo? Invece di abbattere solo i diritti dei dipendenti e stritolare gli imprenditori (che da par loro spesso evadono alla grandissima) magari abbattere i costi dell'amministrazione pubblica spesso non produttiva.
Che poi una certa quantità (anche alta) di immigrati, scelti con cura non fatti arrivare illegalmente coi barconi confondendoli coi rifugiati possa servire e non debba essere certo semplicemente una questione identitaria non c'è alcun dubbio.
Ma alla politica fa comodo dividere in questo modo l'opinione pubblica.
Mi stupisco anche di te Odisseo, perché uno stato con un carico di 165000 schiavi all'anno sarà anche uno stato ricco, ma non significa che ne siano ricchi i cittadini e a me della ricchezza dello stato italiano in sé non me può fregarne di meno finché non si parla di collasso e quindi compromissione dei privati, certo non con questa distribuzione tra pubblico e privato dove non è che tocca pagare i servizi essenziali ma i lussi sproporzionati del settore pubblico negli anni (ed anche le condotte illegittime dei privati), e del resto anche proprio perché non me ne frega molto delle questioni patriottiche, identitarie ed in generale collettiviste.