Quello che non so di lei di Roman Polanski. (2017)
Dopo “la nona porta” e “L’uomo nell’ombra” Roman Polanski sceglie di nuovo il mondo del libro per raccontare la storia della scrittrice Delphine che racchiude in sé un po’ tutte le ossessioni del talentuoso regista polacco.
Il risultato finale è un film ambiguo, a tratti inquietante, raffinato, sofisticato e interpretato ottimamente da Emmanuelle Seigner ed Eva Green (che come scrissi una volta si trova perfettamente a suo agio nell’interpretare personaggi dal passato oscuro e misterioso), una lo specchio dell’altra.
Un film sulle paure e sulle ossessioni che talvolta possono accompagnare la vita di ogni singolo essere umano.
Dovevi essere morta di Wes Craven (1986)
Ho letto molte critiche negative nei confronti di questo film, critiche che francamente non condivido, certo Craven ci ha abituati a livelli più alti(“Nightmare” e “Scream” su tutti) ma questo film per me non è da buttare via, una rilettura fantasiosa e originale del mito di Frankenstein condito con spruzzate di tipico sentimentalismo teenager che tanto andava di moda negli anni ‘80(basti vedere i vari film con Molly Ringwald e il più esplicativo “La donna esplosiva), spruzzate di sano e genuino splatter(
, spruzzate di sana ironia e spruzzate di metafore e riflessioni varie sulla grettezza della provincia americana e sulla superiorità della natura e della scienza sull’uomo(il monito finale è “non sfidatele mai, potreste ritrovarvi in guai molto seri”).
Il prodotto finale è un film inquietante, visionario e che sa molto di Cronenberg.
Molto bravi gli attori, in particolar modo Kristy Swanson e le sue movenze di robot assassino.
Piccola chicca; il robot Bee Bee non era nuovo al piccolo e grande schermo, era già stato protagonista di una mitica serie degli anni’80, Riptide(chi ha la mia età se lo ricorderà sicuramente).
Un piccolo classico d’autore da riscoprire(certo oggi un po’ datato ma sempre degno di nota).