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MessaggioInviato: sab 16 gen 2016, 15:07 
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Io avevo proposto di finire sia perché è rimasto aperto solo questo, sia perché mi pare ci si stia iniziando a ripetere. Wop batti un colpo


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 Oggetto del messaggio: FF1 - 1. Turno - wop82 vs .Cantona
MessaggioInviato: sab 16 gen 2016, 15:36 
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Leggo ed eventualmente ribatto per l'ultima volta, poi da lunedì si possono pure aprire le votazioni.


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MessaggioInviato: sab 16 gen 2016, 18:21 
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.Cantona ha scritto:
Ma che cosa stabilisce cosa sia nel profondo l'opera d'arte? Essa non è semplicemente la somma dei colori, delle forme e dei materiali usati per costruirla, quanto piuttosto il concetto che essa stessa trasmette: se così non fosse non sarebbe possibile studiare l'arte attraverso i libri (cosa invece universalmente accettata, e pure per forza!).


L'opera d'arte è un'espressione estetica derivante dalla creatività umana e realizzata attraverso strumenti, tecniche ed abilità non comuni, quindi non è un concetto e tanto meno un concetto esprimibile da chiunque indifferentemente.
Coloro che esprimono dei concetti sono definiti storicamente come dei filosofi e degli intellettuali, non degli artisti!
La stortura culturale derivante dall'arte (?) contemporanea ci porta spesso a ricercare un concetto più o meno nascosto in un'opera, dimenticando in realtà che quest'ultima è un mezzo utile per trovare semplicemente una soluzione estetica nuova/migliore ed unica rispetto a quelle già esistenti.
Inoltre si dovrebbe basare su un linguaggio che prescinde dalle epoche e dagli stili e che dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti, vale a dire l'esatto contrario delle opere (?) d'arte (?) contemporanea.
Sui libri non si studia l'arte, bensì la storia dell'arte e delle correnti artistiche, altrimenti basterebbe saper leggere per essere un artista.
Un'arte (?) che rischia di non lasciar traccia delle sue opere (?), per i motivi già descritti, potrebbe (giustamente) rimanere esclusa dalla storia dell'arte che verrà scritta nei prossima secoli o millenni, o eventualmente potrebbe anche accadere che:

.Cantona ha scritto:
a meno che si formino nuove interpretazioni col passare dei secoli, ma qua si passa alla divagazione totale :asd


Un'arte (?) dalle fondamenta solo o prettamente concettuali corre questo enorme rischio, anche perchè già capita con opere di mille anni fa che sono decisamente più intelligibili di una roba del genere:

Immagine


.Cantona ha scritto:
Inoltre, anche volendo ignorare questa argomentazione, molti graffiti ora vengono commissionati da enti per decorare i muri grigi delle città (senza andare tanto lontano, è capitato a Santarcangelo, un paese vicino a Rimini, che l'amministrazione comunale lo facesse): in che modo questo è differente dagli affreschi che venivano commissionati per decorare le cattedrali 400 o 500 anni fa? Siamo davvero così snob verso il presente (e/o fisimati con il passato) da scartare il frutto della espressione artistica moderna in questa folle ossessione passatista? E cosa ci da il diritto di esserlo? Il fatto che in Italia abbiamo un vasto patrimonio artistico?



Non è una questione di essere passatisti, fisimati o snob, bensì sussistono delle problematiche tecniche reali e concrete che ne impediscono o complicano enormemente la possibilità di conservare e restaurare.
Molte opere (?) contemporanee vengono fatte o sono state fatte con o su dei supporti con un elevato tasso di deteriorabilità e ciò implicherebbe dei costi ricorrenti e quindi molto elevati, in alcuni casi sono composte da oggetti o componenti industriali già adesso non più in produzione ed in commercio, in altri casi ancora la distruzione dell'opera stessa è parte integrante dell'installazione, ecc.
A partire dal XX secolo gli artisti (?), a differenza dei loro predecessori, hanno iniziato ad utilizzare una varietà infinita di materiali non tradizionali, questo è un fattore che complica notevolmente sia l'aspetto formativo, sia quello pratico per gli addetti del settore.
Non comprendere tali problematicità è da visionari completamente scollegati dalla realtà!

.Cantona ha scritto:
E qui mi collego alla seconda parte dell'ultimo commento inerente al dibattito: si critica l'uniformità delle forme architettoniche: ma nell'era della società globale, della comunicazione worldwide in tempo reale è possibile (oltre che lecito) aspettarsi qualcosa di diverso? L'arte è, oltre che espressione personale dell'artista, un riflesso della società in cui l'artista vive: una società oggi che per molti aspetti può appunto essere alienante.


L'arte è un riflesso della società, ma dovrebbe ambire a migliorare quest'ultima e non a replicarne le storture e le brutture.
I capolavori che abbiamo ereditato dal passato ci hanno trasmesso bellezza, armonia, integrità, identità ed unicità attraverso i secoli e gli stili.
Tutto ciò nell'arte (?) contemporanea è stato pervertito, nonostante sia inconfutabile il fatto che sia complessivamente preferibile vivere in quest'epoca piuttosto che nel 1600.



.Cantona ha scritto:
Ultimo appunto sul fatto che il modello culturale sia deciso da pochi: penso che questa critica, portata oggi, sia assurda: mai, nella storia dell'uomo, vi è stato un livello di "consapevolezza culturale" pari a quello di questi anni a mio avviso: già 150 anni fa gran parte del popolo non sapeva nemmeno leggere, figurarsi se potevano dibattere sugli sviluppi artistici (magari pure su un forum di calcio :asd), il progresso culturale è sempre stato un progresso fatto da una minoranza di persone, non è un caso che si parli di èlite intellettuali.



In passato i modelli culturali erano sempre decisi da pochi, ma erano comprensibili ai più, mentre oggi con un livello di "consapevolezza culturale" superiore si può affermare lo stesso?
Pasolini sosteneva che la cultura media è sempre corruttrice, e forse non è un caso che l'arte contemporanea sia quello che sia proprio perchè chiunque pensa di poter essere un artista o di saper giudicare un'opera d'arte?


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MessaggioInviato: dom 17 gen 2016, 19:25 
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Pure io vorrei ribattere ma non riesco oggi, domani pomeriggio lo faccio e facciamo partire le votazioni?


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 Oggetto del messaggio: FF1 - 1. Turno - wop82 vs .Cantona
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Canti, non c'è fretta. Se è attivo ha tutto il tempo che vuole.


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 Oggetto del messaggio: FF1 - 1. Turno - wop82 vs .Cantona
MessaggioInviato: lun 18 gen 2016, 0:05 
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Per me si può pure proseguire senza problemi.


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MessaggioInviato: mar 19 gen 2016, 14:19 
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Se avete finito, rileggo tutto e esprimo il mio giudizio.
Altrimenti, no.


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Allora no. Dopo rispondo.


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Si va x le lunghe qui


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wop82 ha scritto:

L'opera d'arte è un'espressione estetica derivante dalla creatività umana e realizzata attraverso strumenti, tecniche ed abilità non comuni, quindi non è un concetto e tanto meno un concetto esprimibile da chiunque indifferentemente.
Coloro che esprimono dei concetti sono definiti storicamente come dei filosofi e degli intellettuali, non degli artisti!
La stortura culturale derivante dall'arte (?) contemporanea ci porta spesso a ricercare un concetto più o meno nascosto in un'opera, dimenticando in realtà che quest'ultima è un mezzo utile per trovare semplicemente una soluzione estetica nuova/migliore ed unica rispetto a quelle già esistenti.
Inoltre si dovrebbe basare su un linguaggio che prescinde dalle epoche e dagli stili e che dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti, vale a dire l'esatto contrario delle opere (?) d'arte (?) contemporanea.
Sui libri non si studia l'arte, bensì la storia dell'arte e delle correnti artistiche, altrimenti basterebbe saper leggere per essere un artista.
Un'arte (?) che rischia di non lasciar traccia delle sue opere (?), per i motivi già descritti, potrebbe (giustamente) rimanere esclusa dalla storia dell'arte che verrà scritta nei prossima secoli o millenni, o eventualmente potrebbe anche accadere che:

Tutto questo ragionamento mi pare assurdo. Non è che la letteratura esprime concetti e l'arte no, semplicemente i concetti sono variati con il passare dei secoli e così pure il simbolismo inerente all'opera d'arte. Non esiste dire che l'arte non esprime concetti: è ovvio che se oggi chiedo a qualcuno di farmi un ritratto e questo me lo piazza con al centro un uovo è una scelta, per così dire, discutibile, mentre se lo fa Piero della Francesca nel 1472 invece ha un significato preciso. Il fatto che l'arte di un tempo sia più facilmente comprensibile di quella odierna non squalifica quest'ultima: ogni campo dello scibile umano è diventato enormemente più complesso (basti vedere che oggi la "scuola dell'obbligo" con lo scopo di formare l'individuo dal punto di vista delle conoscenze, va avanti fino ai 16 anni, e già 50-60 anni fa non era così), perchè la produzione artistica non dovrebbe subire un simile processo?

wop82 ha scritto:
Un'arte (?) dalle fondamenta solo o prettamente concettuali corre questo enorme rischio, anche perchè già capita con opere di mille anni fa che sono decisamente più intelligibili di una roba del genere: Immagine

Ribadisco quanto sopra e in precedenza: l'arte di mille anni fa era anche volutamente semplice, in quanto aveva scopi ulteriori non più necessari nell'arte (e questo è vero per praticamente tutta l'arte sacra), inoltre esistono moltissimi quadri antichi di cui non siamo certamente a conoscenza dei contenuti, ma di cui possiamo dare solo interpretazioni (un nome a caso: Giorgione, delle cui opere abbiamo solo interpretazioni postume). Quindi? Escludiamo dall'arte tutte quelle opere di cui non abbiamo una interpretazione chiara e concreta senza indugio, invalidando il lavoro che tutti gli storici dell'arte hanno fatto fino ad ora per risalire a queste interpretazioni? :asd

wop82 ha scritto:
Non è una questione di essere passatisti, fisimati o snob, bensì sussistono delle problematiche tecniche reali e concrete che ne impediscono o complicano enormemente la possibilità di conservare e restaurare.
Molte opere (?) contemporanee vengono fatte o sono state fatte con o su dei supporti con un elevato tasso di deteriorabilità e ciò implicherebbe dei costi ricorrenti e quindi molto elevati, in alcuni casi sono composte da oggetti o componenti industriali già adesso non più in produzione ed in commercio, in altri casi ancora la distruzione dell'opera stessa è parte integrante dell'installazione, ecc.
A partire dal XX secolo gli artisti (?), a differenza dei loro predecessori, hanno iniziato ad utilizzare una varietà infinita di materiali non tradizionali, questo è un fattore che complica notevolmente sia l'aspetto formativo, sia quello pratico per gli addetti del settore.
Non comprendere tali problematicità è da visionari completamente scollegati dalla realtà!

Questo è vero in parte, in quanto se da un lato il passaggio a materiali meno tradizionali ciò presenta delle problematiche, al tempo stesso presenta notevoli vantaggi: avere più possibilità in corso d'opera ingrandisce lo spettro delle cose che è possibile costruire grazie alla propria inventiva. Oggi si utilizzano anche materiali che possono resistere maggiormente alle intemperie rispetto a quelli del passato, inoltre non è che questa sia una nuova problematica, chissà come mai dopo un tot di secoli il David è stato spostato agli Uffizi a Firenze dopo un restauro, in modo che non fosse sottoposto alle intemperie (e alla #@*§ di piccione :asd), cosa ci impedisce di pensare che un destino analogo non possa succedere ad opere odierne? Nulla, visto che sta già accadendo. E con questo spero di aver chiuso definitivamente la lunghissima digressione (peraltro come già evidenziato più volte assolutamente fallace) sulla caducità delle opere moderne, di cui si è parlato come se quelle passate non siano a loro volta restaurate periodicamente e se non fosse costoso farlo (ho anche dei dubbi sul fatto che restaurare una tela di 5 o 600 anni fa sia più economico che dare un'altra mano di vernice sull'intonaco :asd)
wop82 ha scritto:
L'arte è un riflesso della società, ma dovrebbe ambire a migliorare quest'ultima e non a replicarne le storture e le brutture.
I capolavori che abbiamo ereditato dal passato ci hanno trasmesso bellezza, armonia, integrità, identità ed unicità attraverso i secoli e gli stili.
Tutto ciò nell'arte (?) contemporanea è stato pervertito, nonostante sia inconfutabile il fatto che sia complessivamente preferibile vivere in quest'epoca piuttosto che nel 1600.

Ma in base a cosa l'arte deve questa ambizione di miglioramento? Non mi pare che in passato vi ambisse (tutt'al più mirava a glorificare i potenti, spesso ad incutere paura nelle stesse popolazioni) l'arte raramente ha assunto i tratti che tu le dai, tranne durante alcuni specifici momenti storici: perchè questi sono i momenti "determinanti" e invece gli altri non lo sono?

L'arte è una proiezione dell'artista... e l'artista è pur sempre un prodotto della società in cui vive. Non si può scappare da questo assioma, e aspettarsi di ottenere qualcosa di diverso dall'arte è pazzesco. Poi è evidente che con la società odierna, l'aumento sia dei possibili artisti (a seguito di quello demografico) ma anche della contaminazione degli stessi (oggi posso vedere Angkor Wat dal computer, o comunque raggiungerlo in una giornata di viaggio, una prospettiva che 150 anni fa era inconcepibile), non può che produrre un linguaggio artistico più complicato. Che poi ci siano a causa di ciò dei ciarlatani che vendono ciarpame non significa che il tutto sia da buttare.

wop82 ha scritto:
In passato i modelli culturali erano sempre decisi da pochi, ma erano comprensibili ai più, mentre oggi con un livello di "consapevolezza culturale" superiore si può affermare lo stesso?
Pasolini sosteneva che la cultura media è sempre corruttrice, e forse non è un caso che l'arte contemporanea sia quello che sia proprio perchè chiunque pensa di poter essere un artista o di saper giudicare un'opera d'arte?

Pasolini sosteneva ciò confrontandola con la cultura contadina, che diceva preferire in quanto più semplice, ma diceva anche che con l'alta cultura si tornava nuovamente alla grazia propria degli analfabeti: poggiando la discussione su questo pilone viene meno la ragione stessa di questo dibattito, dal momento che nè io nè tu (credo) siamo altamente preparati in fatto di arte, questa stessa discussione starebbe svilendo l'arte stessa, seguendo questo filo logico.

In modelli culturali erano forse comprensibili ai più (ci vorrebbe un topi anche per verificare questa affermazione, ma diamola per buona), ma l'intero ventesimo secolo si trova a dover ricostruire l'Uomo da nuove basi in quanto le nuove "scoperte" (su tutte, una di quelle che ritengo abbia maggiore influsso sulla cultura è la psicoterapia di Freud prima e dei suoi allievi poi, specie nella prima metà del secolo, ma c'è anche sviluppo tecnologico: le sonde spaziali, lo sbarco sulla luna, lo sviluppo dei computer ecc.) oltre agli eventi storici traumatici (gli assolutismi di inizio secolo, due Guerre Mondiali e, in seguito, la Guerra Fredda, con tutte le sue ripercussioni in giro per il mondo) danno all'uomo una prospettiva RADICALMENTE diversa della percezione di sè stesso, oltre che modificando il rapporto uomo-società. È evidente che tali ripercussioni e tale cesura con il passato si è riflesso, ed è necessario che sia così, anche nella produzione artistica moderna e contemporanea. Ritenere questa cosa degna di espellere l'arte contemporanea dal continuum della produzione artistica è pretesa folle: l'arte ha sviluppato nuovi mezzi, inevitabilmente, ma è rimasta uguale nell'essere l'espressione dell'artista, e questo legame è quello più intimamente legato all'essenza dell'arte stessa.

D'altronde è evidente che te ne stai convincendo anche tu, e me lo dice proprio una scoperta del XX secolo: hai dimenticato di mettere il "(?)" dopo "arte" nel tuo ultimo post. Qualcuno potrebbe additarlo come una semplice dimenticanza, ma è evidentemente che si tratta di lapsus freudiano, per cui evidentemente vuoi darmi ragione.

In conseguenza, richiedo l'ammissione diretta la prossimo turno in seguito alla rinuncia (inconscia) del mio avversario :sisi


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