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.Cantona ha scritto:
A parte l'aforisma, il quale contrasta apertamente con il parallelo tra qualità dell'arte e impatto sui bambini, ritengo assurdo, sebbene comprendo la necessità di farlo, il postare opere di basso impatto visivo. L'arte al giorno d'oggi è ovviamente conservata ad ogni livello, mentre di quella del passato abbiamo solamente tracce, presumibilmente le più meritevoli, in quanto erano queste quelle tento maggiormente in conto e conservate. Insomma: anche qua molta mistificazione, sarebbe come prendere un cesto di mele marce e, mostrando solo quelle, sostenere che tutte le mele siano una schifezza.


Il fatto è che nell'arte pre-contemporanea non ci sono mele marce, poichè giustamente non si basava su "Communication, conoscenze, relazioni" (cit.) e cene a casa di qualche snob radical chic che non sa come sperperare i propri soldi.
Oggi l'arte è un sottoprodotto del marketing e delle pubbliche relazioni, l'opera in sé infatti non conta, non vale e non rappresenta nulla.
Per capirlo è sufficiente entrare in qualunque museo di arte contemporanea, o vogliamo negare anche l'evidenza?




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MessaggioInviato: mer 23 dic 2015, 17:35 
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Non mi esprimo sulla citazione di Schopenhauer, che ritengo cronologicamente inadatto al dibattito.

Riguardo al video di Pif: esso dimostra che vi sia una parte di speculatori nell'arte contemporanea, e ciò è sicuramente vero, ma è legittimo punire anche quegli stessi artisti per questo? L'arte stessa è riflesso della società dell'artista, in modo più o meno diretto: va da sè che in una società come la nostra, basata principalmente sul guadagno, sia inevitabile che anche l'arte inizi a rispondere alle logiche di mercato. Ma anche considerando la risposta alle logiche di mercato come negativa, ci sono dozzine di esempi che dimostrano che non è sempre piegata a tali logiche.

Riguardo alla corrispondenza tra arti visive e letterarie, propongo anche una differente interpretazione (in origine ero indeciso fra questi due esempi): sarebbe come dire che i cartonati per l'infanzia sono meglio degli altri libri perchè le lettere più grandi permettono a chi ha difetti visivi di leggere ugualmente avendo delle lettere molto più grandi. Va da sè che tale posizione sia totalmente assurda.

Mi trovo poi in completo disaccordo sul fatto che l'arte debba essere espressione anche per quanto riguarda il fatto che l'arte visiva debba essere comprensibile anche a chi non ha i mezzi culturali: questo poteva essere valido qualche secolo fa, quando l'arte aveva anche un compito istruttorio (ad es. le storie della Bibbia nelle Chiese citate prima): esse avevano lo scopo di istruire il popolo illitterato su quanto contenuto nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, ma nella società moderna, con una alfabetizzazione praticamente totale, questa funzione è ovviamente stata rimpiazzata da altri mezzi.

Passando poi sul conformismo degli artisti odierni, mi viene quasi da sorridere: per secoli l'arte è stata una forma di celebrazione del potere, in quanto gli unici in grado di finanziare gli artisti stessi erano figure di spicco e di grande potere economico, politico e sociale su varia scala (la Chiesa, re, signori cittadini), questo però (ovviamente) non squalifica centinaia di anni di produzione artistica, quindi perchè dovrebbe farlo oggi? Anche i passati artisti avevano, spesso, una maggiore notorietà quanto più grandiosamente riuscivano a rappresentare i loro committenti od a portare lustro e splendore presso di questi, ma non mi pare che nessuno si indigni perchè la Cappella Sistina ha portato dei guadagni a Michelangelo (anche perchè risulterebbe un mentecatto :asd).

Così come mi fa sorridere che tu sottolinei che non ho replicato nel merito al video di Pif: non hai replicato nel merito alla maggior parte delle mie affermazioni a tua volta, in quanto esse stesse sono veritiere: mentre nella pittura e, soprattutto, nella scultura, si può argomentare che vi sia un calo qualitativo sotto certi aspetti, stessa cosa non si può dire dell'architettura (che è sempre un arte visiva, e che negli ultimi anni ha prodotto vere e proprie Meraviglie, come ad esempio la Dubai Tower, le Petronas Towers in Malesia oppure l'Opera House a Sydney. Perchè queste strutture dovrebbero essere snobbate e non paragonate a grandiose strutture architettoniche del passato, se non in base ad un (quello sì, estremamente conformista) feticismo per il passato? (azz, hai fatto una serie di post, mo' di tutto questo che faccio? mannaggia a te woppe :asd )

wop82 ha scritto:
.Cantona ha scritto:
Vi è anche in questo post una eclatante rivisitazione della realtà. Intanto perchè, grazie alle moderne tecnologie digitali, la grandissima parte di queste opere può essere conservata in rete o su un hard disk (e anche se non ci fossero questi mezzi, la fotografia potrebbe comunque ovviare al problema). Internet è la più grande collezione di arte al mondo, e non vedo perchè non si debba tenere conto di questo fatto.




Ignorare totalmente i rischi correlati alla cosiddetta "Digital Amnesia", derivanti dalla sempre più rapida obsolescenza tecnologica e dalla vulnerabilità dei dati digitali, render ancor più evidente che il problema qui non è quello di rivisitare la realtà, bensì quello di non essere in grado di capirne i suoi meccanismi e soprattutto la sua evoluzione.
Tutto sommato questo è ciò che si merita l'arte (?) contemporanea, cioè di sparire come è giusto che sia.




.Cantona ha scritto:

In seconda battuta non sono convinto della reale necessità di un'opera di "trascendere il tempo" per essere apprezzabile: il famoso Tempio di Artemide ad Efeso fu bruciato dal folle Erostrato per lasciare un'impronta nella storia, ed oggi abbiamo soltanto alcune pietre e i racconti dei contemporanei a raccontarci della sua maestosità. Questo significa che il grandioso tempio greco non era un'opera d'arte, in quanto è stato distrutto? E così pure il Faro di Alessandria (abbattuto da un terremoto), il Colosso di Rodi ecc.
Inoltre alcune di queste opere, come Tuttomondo di Haring a Pisa, possono essere restaurate, così come è necessario farlo con tutte le opere d'arte (lo stesso David a Firenze è stato sostituito da una copia per aiutarne la conservazione), ma questo è un di più, in quanto già da soli la fotografia come mezzo per immortalare l'opera e internet come mezzo per diffonderla sono non solo sufficienti, ma anche ormai necessarie: il video che ho postato ha un valore preso fotogramma per fotogramma, ma ne acquisisce uno ben più profondo quando questi fotogrammi sono messi nell'ordine voluto dall'artista stesso.



Un'opera d'arte è o non è, c'è o non c'è, e se è stata di conseguenza non è più, in quanto ciò che conta nel mondo dell'arte è solo il valore attuale, non quello passato o quello futuro.
Un valore attuale ovviamente perpetrabile, ma attenzione a non confondere il valore con il prezzo, fattore quest'ultimo molto caro agli artisti contemporanei, a differenza dei loro predecessori.
La replica digitale di qualsiasi opera ha la stessa valenza del visitare il Colosseo con Google Maps.
Parlare di restauro per dei graffiti credo che faccia venire l'orticaria a qualunque Soprintendenza delle Belle Arti e del Paesaggio, specialmente in un paese come l'Italia.

Molta retorica, ma pochi, pochissimi concetti, e tutti che vanno proprio nella direzione del feticismo di cui sopra. Ci sono ovviamente rischi nella superdigitalizzazione, ma non è questo l'argomento del topic: io ho ribattuto alla tua affermazione secondo cui non sia possibile mantenere "vive" le opere di certi artisti: ciò è chiaramente falso, al di là di ipotetici rischi: oggi se non ho modo di andare a vedere il Guggenheim a NYC posso comunque vedere le opere in esso contenute al computer: non avrà la stessa valenza di vedere dal vivo tali opere, ma quanta parte dello studio di una materia come l'arte viene fatta tramite, ad esempio, libri? La differenza sostanziale è pressocchè nulla.

Anche il discorso sugli artisti passati disinteressati al denaro è fallace, addirittura questi avevano delle botteghe nel medioevo :asd più commercializzante di così si muore :asd

Se per le Soprintendenze italiane è un problema restaurare i graffiti poi, questo è dovuto al feticismo per il passato di cui parlavo prima: in base a cosa si stabilisce che i mezzi di espressione dell'individuo di oggi non siano degne di essere tramandate, mentre lo sono quelle passate, soltanto perchè sono lì da più tempo? Se hanno l'urticaria per questo è un problema loro. L'idea della damnatio memoriae per l'arte odierna, che piaccia o meno è poi aberrante: si sta dicendo che l'espressione dei nostri giorni non valga nulla, ed è un concetto che mi rifiuto di accettare, così come dovrebbe rifiutarsi chiunque dotato di buonsenso.

P.S. per i prossimi post per favore dimmelo quando hai finito sennò mi tocca rieditarli in corso d'opera mille volte :asd


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MessaggioInviato: mer 23 dic 2015, 17:39 
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wop82 ha scritto:
.Cantona ha scritto:
A parte l'aforisma, il quale contrasta apertamente con il parallelo tra qualità dell'arte e impatto sui bambini, ritengo assurdo, sebbene comprendo la necessità di farlo, il postare opere di basso impatto visivo. L'arte al giorno d'oggi è ovviamente conservata ad ogni livello, mentre di quella del passato abbiamo solamente tracce, presumibilmente le più meritevoli, in quanto erano queste quelle tento maggiormente in conto e conservate. Insomma: anche qua molta mistificazione, sarebbe come prendere un cesto di mele marce e, mostrando solo quelle, sostenere che tutte le mele siano una schifezza.


Il fatto è che nell'arte pre-contemporanea non ci sono mele marce, poichè giustamente non si basava su "Communication, conoscenze, relazioni" (cit.) e cene a casa di qualche snob radical chic che non sa come sperperare i propri soldi.
Oggi l'arte è un sottoprodotto del marketing e delle pubbliche relazioni, l'opera in sé infatti non conta, non vale e non rappresenta nulla.
Per capirlo è sufficiente entrare in qualunque museo di arte contemporanea, o vogliamo negare anche l'evidenza?



No, infatti si andava nelle case di potenti per glorificarli: se questo è sintomo di libero pensiero, secondo te, ti invito a prenderti un periodo di meditazione. Peraltro chi ti dice che non ci sono mele marce nell'arte passata? Il misero campione di opere selezionate che si sono salvate nel corso dei secoli alla rovina e all'incuria? Peraltro usando la #@*§ D'Artista come primo esempio, hai citato un opera che critica l'arte moderna proprio nei termini in cui lo stai facendo tu :asd


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MessaggioInviato: mer 23 dic 2015, 19:01 
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.Cantona ha scritto:
Qua secondo me è evidente l'inconsistenza delle tue accuse: l'impossibilità è affermata di fronte a un'immagine che afferma l'esatto contrario, cioè che anche la street art, tramite le tecniche che ho citato in precedenza può sopravvivere anche alla gretta ottusità di chi copre i muri di nero.


Sopravvive l'arte (?) ma non l'opera d'arte, soprattutto quella iniziale, quella originale!
Tra qualche anno anche l'epitaffio fatto da Banksy sparirà, quanto ci vogliamo scommettere?
Un'arte (?) senza opere, è questo che rimarrà di questa contemporaneità?



.Cantona ha scritto:
Se non bastassero tutte queste argomentazioni, vorrei sottolineare come poi ci si sia fossilizzati solo su certe forme per così dire canoniche dell'arte, ma nemmeno a tutte quelle canoniche. Ad esempio wop non ha mai parlato di architettura, che pure è uno dei rami principali della produzione artistica di tutti i secoli, e che non credo stia perdendo dignità, per non parlare del progresso nelle tecniche di tatuaggio (la cui imputazione ad arte, riconosco, può essere più ambigua), per non parlare di tutti quei nuovi mezzi di espressione artistica quali, ad esempio, la cinematografia o la fotografia, i quali non sono ovviamente paragonabili a quanto c'era nei secoli precedenti ( :asd ) ma rendono l'idea di come il progresso artistico sia tutt'altro che stagnante o, peggio ancora, in recessione. Semplicemente il progresso tecnologico ha dato all'arte una serie di nuovi mezzi per inventare nuove tecniche di produzione artistica (o, come nel caso dei graffiti, di reinventarne alcune antichissime).

P.S. scusate il wallpost di socratiana memoria, ma non volevo essere interrotto nel mezzo dell'esposizione :asd



Il pubblico si interessa di pittura, di musica, di scultura, di letteratura, di cinema e perfino (o soprattutto) di tatuaggi, ma non di architettura, semplicemente perchè ognuno è padrone di spegnere la radio, di disertare le mostre, di non leggere un libro, di non farsi un tribale sulla fronte, mentre le scelte urbanistiche vengono per lo più subite.
Tuttavia qui ci sono anche degli architetti, quindi entriamo pure nel merito.
L’architettura contemporanea è fondata sulla filosofia decostruttivista e tutte le città più belle del mondo sono ormai distrutte dalle forme aliene derivanti del culto della contemporaneità al fine di renderle tutte diversamente uguali.
Sydney come Singapore, Tokyo come Hong Kong, Dubai come New York, Berlino come Londra e così via, insomma l'architettura moderna volge le spalle al passato, ma non è leggibile in chiave prospettica, non ne sopporta il continuum omogeneo e l'identità culturale, esige l’isolamento dei volumi e la loro visione dinamica.
L’inserimento di un edificio moderno è realizzabile solo mortificando l'armonia della natura, oppure profanando l’antica narrazione pre-esistente e tutto ciò crea inevitabilmente alienazione nell'uomo.
La relazione tra psicologia ambientale ed architettura è ben nota da tempo, poichè quest'ultima è determinante nel formare la nostra identità, i nostri pensieri, le nostre emozioni e al pari dell'arte contemporanea oggi produce disorientamento, vacuità, perplessità, stordimento, rassegnazione e in fine accettazione passiva di un modello culturale deciso da pochi senza capirne nemmeno le ragioni.


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Porca pupazza!!!
Volano mazzate che neanche in un film di Bud Spencer :eek


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wop82 ha scritto:
Con l'acqua Rocchetta in bella mostra, sì proprio quella che fa fare tanta "plin plin", si chiude così il trittico perfetto "merda-piscio-vomito" che di fatto rappresenta l'essenza dell'arte (?) contemporanea.

Almeno ci avessero messo la levissima


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Sto scrivendo il mio post ora :sisi


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wop82 ha scritto:
Sopravvive l'arte (?) ma non l'opera d'arte, soprattutto quella iniziale, quella originale!
Tra qualche anno anche l'epitaffio fatto da Banksy sparirà, quanto ci vogliamo scommettere?
Un'arte (?) senza opere, è questo che rimarrà di questa contemporaneità?

Ma che cosa stabilisce cosa sia nel profondo l'opera d'arte? Essa non è semplicemente la somma dei colori, delle forme e dei materiali usati per costruirla, quanto piuttosto il concetto che essa stessa trasmette: se così non fosse non sarebbe possibile studiare l'arte attraverso i libri (cosa invece universalmente accettata, e pure per forza!). L'opera d'arte non è l'oggetto inanimato, ma l'idea che trasmette: dopotutto, fra qualche secolo, un restauro dopo l'altro, anche i dipinti più famosi si troveranno ad avere poco - quando ancora avranno qualcosa - dei colori deposti sulla tela quando l'opera è stata generata la prima volta, cesseranno allora di avere valore? Ovviamente no, poichè il significato e ciò che l'opera stessa rappresenta resteranno immutati (a meno che si formino nuove interpretazioni col passare dei secoli, ma qua si passa alla divagazione totale :asd). Inoltre, anche volendo ignorare questa argomentazione, molti graffiti ora vengono commissionati da enti per decorare i muri grigi delle città (senza andare tanto lontano, è capitato a Santarcangelo, un paese vicino a Rimini, che l'amministrazione comunale lo facesse): in che modo questo è differente dagli affreschi che venivano commissionati per decorare le cattedrali 400 o 500 anni fa? Siamo davvero così snob verso il presente (e/o fisimati con il passato) da scartare il frutto della espressione artistica moderna in questa folle ossessione passatista? E cosa ci da il diritto di esserlo? Il fatto che in Italia abbiamo un vasto patrimonio artistico?

E qui mi collego alla seconda parte dell'ultimo commento inerente al dibattito: si critica l'uniformità delle forme architettoniche: ma nell'era della società globale, della comunicazione worldwide in tempo reale è possibile (oltre che lecito) aspettarsi qualcosa di diverso? L'arte è, oltre che espressione personale dell'artista, un riflesso della società in cui l'artista vive: una società oggi che per molti aspetti può appunto essere alienante.

Ultimo appunto sul fatto che il modello culturale sia deciso da pochi: penso che questa critica, portata oggi, sia assurda: mai, nella storia dell'uomo, vi è stato un livello di "consapevolezza culturale" pari a quello di questi anni a mio avviso: già 150 anni fa gran parte del popolo non sapeva nemmeno leggere, figurarsi se potevano dibattere sugli sviluppi artistici (magari pure su un forum di calcio :asd), il progresso culturale è sempre stato un progresso fatto da una minoranza di persone, non è un caso che si parli di èlite intellettuali.

Mi scuso con tutti per averci messo così tanto a replicare, ma purtroppo tra feste, parentado e qualche (misera) giornata lavorativa non ho mai avuto il tempo di sedermi e rispondere seriamente fino ad ora.


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