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Campo Testaccio ha scritto:
Supercicciooo ha scritto:
Ma se invece si volesse fare camminata sportiva, che comunque è meno dannosa per ginocchia e caviglie ( e anca), come ci si dovrebbe orientare a livello di tempo?
Un tipo mi disse che bastava raddoppiare i normali tempi di corsa... Ma quali so' sti normali tempi? Da quando si comincia a bruciare grasso, e oltre che soglia non é più "conveniente" correre?
Lo dico perchè ho amici parecchio fissati ma che hanno fisici tutt'altro che belli da vedere... Emaciati e con la tetta cadente...
A me basterebbe levá 'npó de panza


Il metabolismo dei grassi si attiva maggiormente a frequenze cardiache più basse: in sintesi correndo al 50/60% del potenziale cardiaco massimo (quindi più piano) bruci più grassi e meno carboidrati nel mix di macronutrienti che il corpo usa per creare energia.

Mano a mano che sale la frequenza cardiaca (quindi si corre più forte) vengono bruciati più carboidrati e meno grassi.

Quindi la corsa lenta attiva maggiormente il metabolismo dei grassi, certo non devi andare troppo lento: devi correre con il cardiofrequenzimetro e andare circa al 60% del potenziale massimo cardiaco (che puoi calcolare semplicemente con un calcoletto 220-età se non ti va di fare una spirometria che è più accurata).
ho il problema di ska
Non riesco a correre piano. Più che altro perchè non so correre piano... Mi fanno male i polpacci perché non faccio il movimento completo...
Preferisco camminare veloce se devo farlo per questioni puramente di forma fisica...
Ma arrivare a 180 di frequenza camminando, la vedo difficile.


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MessaggioInviato: gio 9 apr 2015, 8:38 
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Nortino, ti piace il mio scarpino?
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MessaggioInviato: gio 9 apr 2015, 9:08 
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Campo Testaccio ha scritto:
Supercicciooo ha scritto:
Ma se invece si volesse fare camminata sportiva, che comunque è meno dannosa per ginocchia e caviglie ( e anca), come ci si dovrebbe orientare a livello di tempo?
Un tipo mi disse che bastava raddoppiare i normali tempi di corsa... Ma quali so' sti normali tempi? Da quando si comincia a bruciare grasso, e oltre che soglia non é più "conveniente" correre?
Lo dico perchè ho amici parecchio fissati ma che hanno fisici tutt'altro che belli da vedere... Emaciati e con la tetta cadente...
A me basterebbe levá 'npó de panza


Il metabolismo dei grassi si attiva maggiormente a frequenze cardiache più basse: in sintesi correndo al 50/60% del potenziale cardiaco massimo (quindi più piano) bruci più grassi e meno carboidrati nel mix di macronutrienti che il corpo usa per creare energia.

Mano a mano che sale la frequenza cardiaca (quindi si corre più forte) vengono bruciati più carboidrati e meno grassi.

Quindi la corsa lenta attiva maggiormente il metabolismo dei grassi, certo non devi andare troppo lento: devi correre con il cardiofrequenzimetro e andare circa al 60% del potenziale massimo cardiaco (che puoi calcolare semplicemente con un calcoletto 220-età se non ti va di fare una spirometria che è più accurata).



in teoria ed in linea generale, quelle frequenze per bruciare molti grassi, le raggiungi abbastanza agevolmente con la camminata in salita (io di solito sul tapit, vado a 6 orari con pendenza attorno al 13% e sto sui 120/130 battiti).
da considerare però che così non fai fiato, ma proprio per nulla


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MessaggioInviato: gio 9 apr 2015, 9:43 
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skawise ha scritto:
Runtastic :sisi

Io uso Runkeeper :sisi


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Campo Testaccio ha scritto:
Supercicciooo ha scritto:
Ma se invece si volesse fare camminata sportiva, che comunque è meno dannosa per ginocchia e caviglie ( e anca), come ci si dovrebbe orientare a livello di tempo?
Un tipo mi disse che bastava raddoppiare i normali tempi di corsa... Ma quali so' sti normali tempi? Da quando si comincia a bruciare grasso, e oltre che soglia non é più "conveniente" correre?
Lo dico perchè ho amici parecchio fissati ma che hanno fisici tutt'altro che belli da vedere... Emaciati e con la tetta cadente...
A me basterebbe levá 'npó de panza


Il metabolismo dei grassi si attiva maggiormente a frequenze cardiache più basse: in sintesi correndo al 50/60% del potenziale cardiaco massimo (quindi più piano) bruci più grassi e meno carboidrati nel mix di macronutrienti che il corpo usa per creare energia.

Mano a mano che sale la frequenza cardiaca (quindi si corre più forte) vengono bruciati più carboidrati e meno grassi.

Quindi la corsa lenta attiva maggiormente il metabolismo dei grassi, certo non devi andare troppo lento: devi correre con il cardiofrequenzimetro e andare circa al 60% del potenziale massimo cardiaco (che puoi calcolare semplicemente con un calcoletto 220-età se non ti va di fare una spirometria che è più accurata).



Scusa Campo, sicuramente ne sai più tu di me, ma volevo segnalarti che avevo letto alcuni articoli che contestavano questa questione della corsa a sforzo moderato (60% della soglia) e segnalavano che l'ideale sarebbe superare la soglia dei 40 minuti di attività (per la corsa) mantenendo il ritmo cardiaco a livelli di sopportazione, cioè non andare in affanno (esempio personale: se se sto sui 160 battiti/minuto posso correre per un'ora in relativa tranquillità, quando passo i 170 vado in difficoltà)

Questa teoria ha del fondamento?

Un'altra cosa. Ultimamente ho aumentato i ritmi di corsa e accusato dei problemi legati alla respirazione: dolori all'altezza della scapola, o dolori al fianco destro alto. Da quello che mi hanno detto sono dovuti all'eccessiva espansione dei polmoni. Niente di grave, ma rendono difficoltosa la corsa.

Soluzione suggeritami: tienteli, passano con il tempo e l'abitudine
Voi avete qualche suggerimento per controllarli? Qualche esercizio di respirazione o cose simili?


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chernosamba ha scritto:
Campo Testaccio ha scritto:
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Ma se invece si volesse fare camminata sportiva, che comunque è meno dannosa per ginocchia e caviglie ( e anca), come ci si dovrebbe orientare a livello di tempo?
Un tipo mi disse che bastava raddoppiare i normali tempi di corsa... Ma quali so' sti normali tempi? Da quando si comincia a bruciare grasso, e oltre che soglia non é più "conveniente" correre?
Lo dico perchè ho amici parecchio fissati ma che hanno fisici tutt'altro che belli da vedere... Emaciati e con la tetta cadente...
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Il metabolismo dei grassi si attiva maggiormente a frequenze cardiache più basse: in sintesi correndo al 50/60% del potenziale cardiaco massimo (quindi più piano) bruci più grassi e meno carboidrati nel mix di macronutrienti che il corpo usa per creare energia.

Mano a mano che sale la frequenza cardiaca (quindi si corre più forte) vengono bruciati più carboidrati e meno grassi.

Quindi la corsa lenta attiva maggiormente il metabolismo dei grassi, certo non devi andare troppo lento: devi correre con il cardiofrequenzimetro e andare circa al 60% del potenziale massimo cardiaco (che puoi calcolare semplicemente con un calcoletto 220-età se non ti va di fare una spirometria che è più accurata).



in teoria ed in linea generale, quelle frequenze per bruciare molti grassi, le raggiungi abbastanza agevolmente con la camminata in salita (io di solito sul tapit, vado a 6 orari con pendenza attorno al 13% e sto sui 120/130 battiti).
da considerare però che così non fai fiato, ma proprio per nulla


Verissimo.
A quelle velocitá non si lavora sul fiato, ma 120/130 battiti è l'optimum per il metabolismo dei grassi (anzi 130 per chi ha una frequenza massima sui 190 inizia a essere anche troppo).

Spesso infatti i culturisti, che corrono sul tapis roulant e cercano una frequenza che riduca al minimo il catabolismo proteico e vada invece sul metabolismo dei grassi, vanno a 5-5,5Km/h massimo.


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odisseo ha scritto:
Campo Testaccio ha scritto:
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Ma se invece si volesse fare camminata sportiva, che comunque è meno dannosa per ginocchia e caviglie ( e anca), come ci si dovrebbe orientare a livello di tempo?
Un tipo mi disse che bastava raddoppiare i normali tempi di corsa... Ma quali so' sti normali tempi? Da quando si comincia a bruciare grasso, e oltre che soglia non é più "conveniente" correre?
Lo dico perchè ho amici parecchio fissati ma che hanno fisici tutt'altro che belli da vedere... Emaciati e con la tetta cadente...
A me basterebbe levá 'npó de panza


Il metabolismo dei grassi si attiva maggiormente a frequenze cardiache più basse: in sintesi correndo al 50/60% del potenziale cardiaco massimo (quindi più piano) bruci più grassi e meno carboidrati nel mix di macronutrienti che il corpo usa per creare energia.

Mano a mano che sale la frequenza cardiaca (quindi si corre più forte) vengono bruciati più carboidrati e meno grassi.

Quindi la corsa lenta attiva maggiormente il metabolismo dei grassi, certo non devi andare troppo lento: devi correre con il cardiofrequenzimetro e andare circa al 60% del potenziale massimo cardiaco (che puoi calcolare semplicemente con un calcoletto 220-età se non ti va di fare una spirometria che è più accurata).



Scusa Campo, sicuramente ne sai più tu di me, ma volevo segnalarti che avevo letto alcuni articoli che contestavano questa questione della corsa a sforzo moderato (60% della soglia) e segnalavano che l'ideale sarebbe superare la soglia dei 40 minuti di attività (per la corsa) mantenendo il ritmo cardiaco a livelli di sopportazione, cioè non andare in affanno (esempio personale: se se sto sui 160 battiti/minuto posso correre per un'ora in relativa tranquillità, quando passo i 170 vado in difficoltà)

Questa teoria ha del fondamento?

Un'altra cosa. Ultimamente ho aumentato i ritmi di corsa e accusato dei problemi legati alla respirazione: dolori all'altezza della scapola, o dolori al fianco destro alto. Da quello che mi hanno detto sono dovuti all'eccessiva espansione dei polmoni. Niente di grave, ma rendono difficoltosa la corsa.

Soluzione suggeritami: tienteli, passano con il tempo e l'abitudine
Voi avete qualche suggerimento per controllarli? Qualche esercizio di respirazione o cose simili?


Di teorie ce ne sono tante nel mondo della preparazione atletica.
Sono stati fatti studi su studi e i risultati a volte sono stati controversi.

Per quanto riguarda la questione della corsa a sforzo moderato dipende: di certo è vero che devi superare i 40' di allenamento (io direi anche 60') per far si che questo 50/60% della frequenza inizi seriamente a lavorare sul metabolismo dei grassi.
Quindi è vero il discorso della durata, ma è altresì certo che se inizi a correre a intensità elevate vicine al max cardiaco e alla soglia della VO2Max il corpo brucerà molti più carboidrati che grassi durante lo sforzo poiché un allenamento di qualità richiede energia di qualità proveniente dai carboidrati.
È anche vero che allenamenti di qualità aiutano fuori dallo sforzo, a riposo, a migliorare la capacità del corpo di bruciare grassi.

I dolori sono spesso dovuti a dolori dei muscoli intercostali, sottoscapolari e altri: con l'abitudine al movimento, migliorando la tecnica di corsa e con l'allenamento scompaiono da soli, ma si possono in ogni caso fare manovre osteopatiche tese a ridurre lo stato di tensione muscolare ed esercizi di respirazione diaframmatica (con una fase inspiratoria normale seguita da una fase espiratoria forzata al massimo quindi buttando fuori tutta l'aria fino in fondo) che di certo migliorano la qualità generale della risposta del fisico all'esercizio.


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A me sti dolori intercostali mi hanno spesso spaventato :asd

Poi, in effetti, giá nelle uscite seguenti scomparivano...
Peró li ho sempre usati come scusa per non correre: "nono, mi piglia un coccolone... Meglio il divano... È più sicuro"


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Ma quindi se cammino a quanto devo andare per dimagrire?


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Comprati un contachilometri


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