Calcioscommesse, Ilievski: 'Mauri mi disse di puntare sull'1-1'
Non è un pentito come gli altri. Ma “il” pentito per eccellenza. Per la precisione del suo racconto, per i particolari che fornisce, per come è organico nella spiegazione di tutte le partite dell’inchiesta nelle quali ha avuto un ruolo attivo. Hristyian Ilievski ieri è stato interrogato 5 ore dal pm Di Martino (venerdì e lunedì prossimi nuovi appuntamenti) e con il magistrato ha approfondito (inguaiando non poco per Lecce-Lazio Stefano Ferrario, ex difensore giallorosso) gli argomenti già analizzati la scorsa settimana con il gip Guido Salvini. Proprio di fronte a quest’ultimo l’ex agente speciale della polizia macedone aveva confermato la sua attendibilità e la sua precisione, «maggiore rispetto a quella degli altri pentiti, Gervasoni e Carobbio» ha sottolineato uno degli inquirenti. Il capo degli “zingari” si è detto disposto a testimoniare anche al processo ed evidentemente punta a un patteggiamento vantaggioso. Ecco un’ampia sintesi del suo primo interrogatorio italiano dopo che si è costituito: l’incontro con Mauri e Milanetto prima di Lazio-Genoa, ma anche una partita nuova che vede coinvolto il Livorno.
MAURI E IL 'SALUTO' - Interessante il racconto della combine su Lazio-Genoa 4-2 del maggio 2011. «Mi chiamò alle due di notte Gervasoni e il giorno dopo già volavo verso Roma. Andai in un albergo e venni raggiunto da Zamperini a bordo di un BMW X3. L'ho conosciuto in quel momento. Mi ha detto che poteva farmi combinare la partita Lazio-Genoa e che potevamo andare a Formello, nel ritiro della Lazio. Siamo entrati dentro, all'interno del parcheggio e abbiamo aspettato che arrivasse Mauri. Ero sorpreso del fatto che mi aveva portato nel ritiro della Lazio, cioé in un luogo così importante. E'arrivato Mauri e ci siamo presentati. Io sono un appassionato di Mauri e conoscevo la sua fisionomia. Zamperini gli ha riferito che ero la persona che poteva dargli i soldi per combinare la partita. Mauri gli rispose che andava bene così, che la partita era già stata combinata. Io gli riferivo che ero disposto a dargli 350.000 euro per un Over e la vittoria della Lazio. Mauri mi rispose che ci dava il regalo dell'1-1 a fine primo tempo come risultato sicuro. Mi disse inoltre di essere amico di Zamperini e per tale ragione era disposto ad aiutarci. Chiesi a Mauri come potevo essergli riconoscente e mi rispose di mettermi a posto con Zamperini. Davanti a me Mauri chiamò Milanetto dicendogli che due persone lo avrebbero raggiunto per incontrare i giocatori del Genoa. Andammo all'albergo di Milanetto, lui uscì, parlammo e disse che l'ipotesi Over con la vittoria della Lazio non poteva essere garantita perché il Genoa quel giorno avrebbe giocato non con la sua squadra classica, ma con molti stranieri ai quali non era facile chiedere qualcosa di simile». (...) «Prima di rientrare in albergo io e Zamperini siamo andati in un'agenzia di scommesse che Zamperini conosceva. Alla fine ho guadagnato 150-200 mila euro e ho dato a Zamperini circa 50.000 euro come "saluto" per Mauri e 20.000 per lui. Ovviamente non posso verificare che Mauri abbia avuto il suo. I soldi li ho consegnati in centro a Milano a Zamperini. A Milano ho incontrato anche Gervasoni, a cena con Gegic in un ristorante giapponese di lusso che appartiene a Seedorf. In quel momento ricordo che erano presenti anche Galliani e Cafu seduti ad un altro tavolo».
MAURI E LA FOTO - Ilievski ha continuato: «Quando eravamo dentro al ritiro della Lazio, esattamente nel parcheggio, con il mio cellulare Zamperini ha fatto una foto a me e a Mauri, una delle tipiche foto con i volti vicini, come in segno di ricordo di un incontro. L'ho fatta fare perché è un calciatore assai famoso. In questi anni ho cambiato tanti cellulari, ma non escludo di poterla trovare».
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