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Lotito: un americano a Roma

Le parole del presidente della Lazio su Carpi e Latina sono la semplice conseguenza della contraddizione di sistemi incompatibili tra loro. Quello basato sui ricavi, e quello di promozione e retrocessione

Neanche il tempo di terminare la lettura del lancio di agenzia, ovvero del tweet o del post su Facebook, e questa mattina già erano partiti gli insulti a Claudio Lotito, il presidente della Lazio, membro del comitato di presidenza della Federazione Calcio, consigliere federale in quota Lega Calcio. Tra le altre cose, Lotito, nei dialogo telefonico con il direttore generale dell’Ischia, Pino Iodice, registrato da quest’ultimo e pubblicato da Repubblica, ha sottolineato il pericolo derivante dall’eventuale promozione in serie A di squadre come Carpi, Frosinone o Latina, aggiungendo «Ho detto ad Abodi: se me porti su il Carpi... se me porti squadre che non valgono un c... noi tra due o tre anni non c’abbiamo più una lira. Se c’abbiamo Frosinone, Latina, chi li compra i diritti?» e «Con la mia bravura ho portato i diritti tv a 1,2 miliardi: se ci portano Latina, Frosinone, chi li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, il Frosinone, il Carpi... e questi non se lo pongono il problema».

Apriti cielo. La facilità di stroncatura e appoggio offerta dai social media - cosa ci vuole a battere un #IoStoCon (o #IoStoContro) seguito da nome di persona? Niente, e fa oltretutto sentire molto nobili - ha immediatamente fatto precipitare il livello del dibattito, sempre che ce ne fosse uno. Dirigente antipatico a mezzo mondo critica squadrina che sta costruendo la cosiddetta 'favola' (cosa sarebbe di questa parola senza il suo abuso da parte dei nostri media)? Come osa? Giù con gli insulti, alla larga riflessioni e analisi.

Eppure è troppo facile così, troppo davvero. Le parole di Lotito non possono piacere, è ovvio. Ma non sono altro che il frutto di una contraddizione pluridecennale che in momenti come questi trova uno sfogo dialetticamente controverso. Non sono passati molti anni, infatti, da quando alcuni dei dirigenti più smaliziati del calcio italiano sventolavano come esempio, come ambizione programmatica, il cosiddetto modello NBA: sapendo di rivolgersi a media impreparati sull’argomento, trovavano facile e acritica eco alle proprie parole e ai propri concetti. Volutamente imprecisi, tanto nessuno se ne sarebbe accorto.

In realtà, questi propagandisti dalla maglia a strisce verticali volevano un compromesso, ma non volevano farlo sapere. Del cosiddetto/presunto modello NBA volevano infatti gli introiti sul fronte televisivo e le opportunità di marketing (per club che consentono la vendita di maglie taroccate al di fuori dei propri stadi?), ma glissavano sul fatto che le leghe professionistiche americane si basano su un concetto che è esattamente opposto rispetto a quelle calcistiche europee, specialmente dell’Europa mediterranea. Ovvero, ricavi di alto livello ma uguali per tutti, e soprattutto ridistribuzione delle ricchezze, senza privilegi per i club più forti o dal bacino di utenza maggiore. Anche perché il sistema americano prevede l’ingresso solo di chi dimostri a priori di avere solidità economica, potenziale media presenze, area di “cattura” di nuovi spettatori, impianti e progettualità a lungo termine. Un Carpi, ma anche un Chievo, non potrebbe mai far parte di una lega professionistica all’americana in senso compiuto, difettando in quasi tutte le caratteristiche sopraelencate.

Ma nelle leghe italiane si entra per merito sportivo, non per parametri, applicati semmai solo post-factum, a capienze e logistica degli stadi.

Per cui ecco la contraddizione di lungo corso cui accennavamo: una lega calcistica moderna non può prescindere da meccanismi e regolamentazioni che portino a innalzarne il livello sui fronti che non vengano messi in discussione da una promozione o di una retrocessione, ma al tempo stesso accoglie una parte dei propri iscritti proprio grazie al sistema medesimo di salita e discesa nate dai risultati sul campo.

Lotito ha dunque parlato come se fosse un dirigente di una lega di modello americano - in cui Carpi, Frosinone, Latina non proverebbero nemmeno a entrare - ma applicando concetti («se me porti su il Carpi...») da lega calcistica tradizionale, in cui una parte fondamentale delle sorti di un club nasce dai risultati sul campo (o quasi, vedi Calciopoli, in cui tra l’altro fu coinvolta anche la Lazio). Da qui lo scandalo e le polemiche: su Lotito, reo di avere pronunciato quelle frasi, che rappresentano però il parere, quasi certamente, della stragrande maggioranza dei club di serie A.

Anche qui però c’è una contraddizione, l’ennesima: sul piano sportivo, a Juventus o Roma non può che far piacere incontrare due volte l’anno il Carpi o il Latina, squadre presumibilmente non attrezzate per rubare (?) punti alle grandi, mentre sul piano logistico e commerciale (oltre che televisivo) giocare in stadi piccoli e spesso vuoti porta solo a danni, anche sul fronte dell’immagine.

E se per evidenziare la contraddizione che porta a ragionamenti come quelli di Lotito, ispidi ma nati da una logica, non è calzante l’esempio americano, si può ricorrere a quello della Premier League, che è una sorta di via di mezzo. Lassù, ovviamente, si arriva nella massima serie tramite promozione, e se ne esce tramite retrocessione. Ma anche in un campionato dove sono presenti squadre con stadi da 76.000 e altre con impianti da 23.000 una parvenza di equilibrio è data da una ridistribuzione degli introiti televisivi più equa di quella italiana: lo scorso anno il divario tra il club in testa alla classifica dei ricavi e quello all’ultimo posto è stato solo di 1,57, ovvero per 100 sterline ricevute dal 20°, 157 sono finite al 1°. Tanto, ma non tantissimo, e comunque meno che altrove.

Questo permette anche a una classe media di svilupparsi e - posto che le scelte di mercato siano sagge - di mantenersi a galla nel bene o nel male, al di là del forte indebitamento di alcune società dopo scelte edilizie e strategiche rischiose. Ne parleremo presto in una serie di speciali chiamati Lost Souls, ma la forza del calcio di Premier League sta nel consolidamento di realtà altrimenti soggette a troppi pericoli. Queens Park Rangers-Leicester City, quest’anno, ha avuto 18.054 spettatori, in Premier League; lo scorso anno, in Championship ovvero un gradino più in basso, ne aveva avuti 17.713; e se si giocasse ancora in Championship, nel 2015-16, ne avrebbe 16.000 o 17.000. Una differenza irrisoria: con un sistema sufficientemente solido, una promozione o una retrocessione incidono relativamente poco sulla struttura di un club, al di là del minimo di 99 milioni di sterline annui che il nuovo contratto televisivo porterà, ed è il motivo per cui un influente dirigente di Premier League potrà anche sperare di vedere promossi lo Sheffield Wednesday o il Leeds United, cioé squadre di grande seguito, ma non trema al pensiero che al loro posto salgano Burnley o Reading, perché è raro che club del genere importino un basso livello organizzativo o agonistico. Insomma, ad eccezione delle 4-5 grandi, perennemente stabili, il calcio inglese può esprimere a rotazione 20-25 club in grado di militare nella massima serie senza danneggiarne immagine e solidità, ed è questo il più grande risultato esteriore raggiunto lassù.

E attenzione, casomai venisse una certa tentazione: quando parliamo tutti - a ragione - della magia della FA Cup, della bellezza di confronti tra Cambridge United e Manchester United, ricordiamo che si tratta di occasioni saltuarie che proprio in quanto tali costruiscono una narrativa e un epos particolare. Ma nemmeno i più illuminati dirigenti di Premier League vorrebbero misurarsi ogni settimana con la squadrina da 6000 spettatori e con gli spogliatoi da oratorio. E se lo ammettessero, non sarebbe un insulto.
di Roberto Gotta

fonte foxsports


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MessaggioInviato: ven 13 feb 2015, 22:36 
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Quindi il problema sarebbe che è stata divulgata una telefonata privata senza il consenso dell'altro interlocutore e non le cose VERGOGNOSE che questi ha detto?


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Pascal ha scritto:
Però Sylva non ti capisco stavolta.

Lotito finché è criticato dai laziali per questioni interne al mondo Lazio è il nemici pubblico n.1

Se viene anche criticato dagli altri, su questioni che riguardano il calcio nel suo complesso,diventa un eroe antisistema.....

Come dire : stavolta tocca a voi......adesso è il turno di noi laziali vedervi rosicare per Lotito.

Mal comune mezzo gaudio :asd


Ma a me va benissimo che venga criticato dagli altri, magari perde tutti i suoi posti, ma lo si critica perchè è Lotito e non per quello che dice. Si sta facendo una confusione incredibile, per parole (lo ripeto di nuovo) estrapolate in modo illecito ad una persona. Non mi importa che quella persona sia Lotito, perchè ci poteva essere chiunque in quella situazione, anche Pallotta e lo avrei difeso, visto che quì si sta sputando sulla privacy. Tra l'altro l'ha spiegata la cosa, mi sembra infantile far finta di non capire cosa ha detto: «Ho detto ad Abodi: se me porti su il Carpi... se me porti squadre che non valgono un c... noi tra due o tre anni non c’abbiamo più una lira. Se c’abbiamo Frosinone, Latina, chi li compra i diritti?» e dopo ha precisato "ho fatto quei nomi perchè sono le squadre in testa alla classifica di serie b". Poteva fare altri nomi il discorso è chiarissimo, non ce l'ha con il Carpi o il Frosinone. Io vorrei fare un sondaggio tra i dirigenti delle squadre di A, ci scommetto la testa che la penserebbero tutti come lui. Perchè quì si sta dicendo una cosa di questo tipo: "se salgono queste squadre in serie A (e Lotito non ha mai detto di voler ostacolare Frosinone, Carpi o chiccessia) arrivano meno soldi per i diritti tv, ovvero arrivano meno soldi per roma, juve, lazio, della valle, galliani, thohir, de laurentis. Loro non sarebbero e non sono daccordo. E tra l'altro è un sistema già in atto adesso, nel momento in cui diciamo "meglio il napoli o la roma in champions dell'udinese, che in europa non la conosce nessuno".

Ripeto, io vedo complottismo da 4 soldi, manie di protagonismo di sto Iodice e nient'altro. Dichiarazioni che fanno tutto sto clamore perchè dette da quello che per l'opinione pubblica è diventato il nuovo male del calcio italiano.


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MessaggioInviato: ven 13 feb 2015, 22:47 
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Reg. il: mar 3 mag 2011,
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Marcus ha scritto:
Quindi il problema sarebbe che è stata divulgata una telefonata privata senza il consenso dell'altro interlocutore e non le cose VERGOGNOSE che questi ha detto?


Fatemi capire che ha detto di così vergognoso


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Sylvandor ha scritto:
Marcus ha scritto:
Quindi il problema sarebbe che è stata divulgata una telefonata privata senza il consenso dell'altro interlocutore e non le cose VERGOGNOSE che questi ha detto?


Fatemi capire che ha detto di così vergognoso

:omg
Ah giusto, tutto normale. :roll


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MessaggioInviato: ven 13 feb 2015, 22:53 
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Ma io avrei pure criticato Agnelli se avesse detto di non volere il Carpi o Frosinone in Serie A perché ci perderebbe i soldi.
.......avrei detto: caro Agnelli,potenzia il settore commerciale piuttosto che fare le pulci sul bacino d'utenza delle piccole squadre.


Ma Lotito in Lega e Figc non è un uomo qualunque.


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MessaggioInviato: ven 13 feb 2015, 23:23 
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Reg. il: mer 25 set 2013
Alle ore: 23:13
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Scusami, Sylvandor, ma parlare di intercettazione è improprio. Iodice ha registrato una sua conversazione privata con Lotito, cosa legittima . Sulla divulgazione della stessa ci potrebbe essere una violazione della privacy, tranne il caso in cui si vuole tutelare un diritto proprio o altrui, e credo che in questo caso sia così.

Sulla gravità delle affermazioni di Lotito non c'è nemmeno da discutere.


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MessaggioInviato: sab 14 feb 2015, 0:09 
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Reg. il: gio 3 apr 2014,
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Pascal ha scritto:
allora che dovremmo dire del povero cesena,che ha sempre lo stadio quasi pieno?

Meglio loro in Serie B o l'Atalanta o Torino?....media spertatori + alta dei bergamaschi e dei granata....

rispondetemi....

:love quest'anno dovremmo essere tipo decimi come media spettatori :rulez

Non capisco questa difesa strenua di Lotito, seriamente vi sembra roba da poco quello che ha detto? E se anche la registrazione non è consona agli standard del diritto cosa vuol dire? Non siamo in tribunale e la gravità di quanto dice fa passare in secondo piano (ma anche terzo) quel fatto...


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MessaggioInviato: sab 14 feb 2015, 0:32 
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Leggo che qui c'è gente che vuole difendere Lotito. Ma sì, difendiamo l'indifendibile.

A me sembra la dimostrazione lampante di un sistema calcistico totalmente marcio.


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MessaggioInviato: sab 14 feb 2015, 2:52 
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Mamma mia come sta messo Lotito e chi lo difende..


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