noodles ha scritto:
tu tendi a giudicare con due metri diversi situazioni analoghe. Colpevolizzi (giustamente) Galliani per aver scelto un allenatore inesperto come Inzaghi, mentre non dici una parola su Berlusconi che sceglie un allenatore che manco aveva allenato le giovanili come Seedorf. Calchi la mano sui 4 milioni di Mexes, non dici una parola sui 20 milioni che Berlusconi ha fatto bruciare al Milan per la faccenda-Pato.
la "fissazione" Ronaldinho è costata 25 milioni di euro di cartellino più altri 40 lordi di ingaggio per 2 anni e mezzo al giocatore. Con quei 65 milioni ci pagavi Mexes per nove anni, oppure nove Mexes per un anno solo, come preferisci. Ma sai, era un rischio calcolato, io per primo ero felice dell'arrivo di Dinho.
I metri di valutazione sono differenti perchè uno è, tra le altre cose, anche il presidente-proprietario del club ed esercita di tanto in tanto il suo potere decisionale, l'altro invece è l'amministratore delegato dell'A.C. Milan a tempo pieno e sostanzialmente si occupa o si dovrebbe occupare di tutta la gestione corrente sotto il profilo strategico, organizzativo, tecnico-sportivo ed economico-finanziario.
La qualità umane, intellettive e culturali di Seedorf non hanno nulla a che vedere con quelle di Inzaghi, e a mio avviso per poter allenare a certi livelli occorrono quei pre-requisiti che l'olandese possiede, anche se magari non sono sufficienti da soli.
Inoltre il campo e le statistiche, che tanto ti piacciono, sanciscono che Clarence in mezzo campionato ha fatto 35 punti, prendendo una squadra in corsa, mentre Inzaghi, con il vantaggio del ritiro pre-campionato, solo 26.
Calco la mano su Mexes come l'emblema dello sperpero di risorse per uno dei tanti giocatori normali, ma stipendiato come uno che dovrebbe fare la differenza per almeno 40 partite all'anno.
Sui giocatori di grande potenziale o con grandi qualità indiscutibili come Pato o Ronaldinho è più comprensibile rischiare certe cifre, anche perchè in casi analoghi i tifosi milanisti sono stati ben remunerati con trionfi e trofei.
noodles ha scritto:
Ma quanti lo sarebbero stati se gli avessero detto che 4 mesi dopo, per pagare il capriccio senile di Silvio, il Milan avrebbe dovuto cedere Kakà? E dei 65 milioni ricavati da Kakà, quanti ne sono stati messi a disposizione per un progetto futuribile? Zero. Il progetto era Ronaldinho (il "giuramento del tavolino" te lo ricordi?), peccato che nel frattempo il suo pupillo fosse diventato obeso e preferiva far le orge al Principe di Savoia che correre in allenamento. Non solo Fininvest cambia radicalmente politica nel giro di pochi mesi, dalla grandeur del 2008 alla cura del bilancio del 2009, ma lo fa senza alcuna exit strategy. Seriamente non ci vedi nessuna responsabilità?
A posteriori si può solo dire che la cessione di Kakà si è rivelata un ottimo affare per il Milan, così come prendere Dinho sia stata una decisione sbagliata.
Fininvest, a differenza del Milan, viene gestita in maniera molto oculata e sulla base di tutta una serie di modelli predittivi che hanno evidenziato le conseguenze del tracollo del settore editoriale, e da cui Mediaset e Mondadori devono ancora uscire adesso, è stata giustamente cambiata la politica dell'intero gruppo e di conseguenza pure quella riguardante il Milan.
L'exit strategy è talmente ovvia che non richiede di certo chissà quali annunci a reti unificate.
noodles ha scritto:
o andiamo un attimo indietro. Nel 2006 Galliani aveva preso Ibrahimovic dalla Juve per 25 milioni. Silvio disse che avrebbe dato l'okay solo dopo aver passato i playoff di Champions League. Nel frattempo s'intromise l'Inter. convinse Mino il pizzettaro e si portò a casa lo svedese. Un presidente un minimo più lucido avrebbe saputo che il Milan (la miglior squadra d'Europa nei 4 anni precedenti) avrebbe certamente battuto la Stella Rossa, e che sarebbe stato meglio prendersi un piccolo rischio e mettere le mani subito su Ibra. E invece non andò così: lo svedese finì all'Inter e per il Milan iniziò il declino, nonostante la Champions vinta quell'anno stesso. E' irragionevole pensare che, con Ibra in rossonero già nel 2006, il quinquennio successivo non sarebbe stato dominato dall'Inter ma dal Milan? Con tutti gli annessi e connessi economici del caso? Quanti scudetti e quanti Mexes ci è costato lo scherzetto di Fininvest?
o andiamo un attimo avanti. Il "no" alla cessione di Pato per 36 milioni di euro al PSG, e il contemporaneo "no" a Tevez. Oltre a rimetterci 21 milioni di euro in 10 mesi (Pato fu poi ceduto a dicembre per 15 milioni), e 21 milioni equivalgono esattamente a 5,25 Mexes lordi (o 2,625 Mexes netti, come preferisci), il Milan ci ha rimesso uno scudetto. E con Tevez al Milan la Juve avrebbe sicuramente vinto l'anno successivo? Sicuro?
cedi Ibra e Thiago Silva, ricavi 65 milioni di euro e, come con Kakà, non ne investi mezzo?
La storia del calciomercato è piena di mancati acquisti e di mancate vendite, chiaramente sono stati fatti degli errori di valutazione con conseguenze anche non trascurabili con il senno di poi, ma chi è infallibile in questo ambito?
In ogni caso, anche se fossero state azzeccate tutte queste operazioni i problemi del Milan sarebbero stati solamente rimandati di qualche anno, poichè tutto il resto (settore giovanile, scouting, stadio, politica degli ingaggi, ecc.) è obiettivamente da rivedere.
Tra l'altro siamo nel 2015 e l'Inter di quel ciclo vincente iniziato con Ibra è a pari punti di questo disastrato Milan, forse perchè a lungo termine non è sostenibile gestire i club in quel modo.
I soldi ricavati dalle varie vendite sono stati utilizzati per coprire le perdite, ecco perchè non è stato possibile utilizzarli per altri scopi e comunque il Milan in questi anni ha continuato ad avere il primo o il secondo fatturato della serie A ed un monte ingaggi di pari livello, non andrebbe mai dimenticato.
noodles ha scritto:
e senza contare che il suo interventismo sconsiderato è costato la panchina a tre allenatori (Zaccheroni, Leonardo, Allegri) e ha messo spesso in difficoltà persino Ancelotti, uno che arrivava in finale di Champions ad anni alterni. E gli schemi, e non va bene l'albero di Natale, e Pato gioca troppo a destra, e dobbiamo tenere palla negli ultimi minuti, e #@*§!
la verità è che il Milan, negli ultimi anni, ha avuto una proprietà disinteressata, incoerente e spesso dannosa; e una dirigenza inadeguata alle nuove condizioni economiche. Sono vere entrambe le cose e una non esclude l'altra. Non capisco come non si riesca a riconoscerlo.
L'interventismo andrebbe accettato nella buona e nella cattiva sorte, altrimenti sarebbe troppo comodo.

A parte gli scherzi, non disconosco la realtà dei fatti, ma semplicemente attribuisco ai vari protagonisti dei pesi differenti in relazione ai ruoli, alla quantità di decisioni prese e all'andamento complessivo nel corso degli anni.