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Autore Messaggio
MessaggioInviato: dom 14 set 2014, 9:31 
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Nordahl ha una media gol spaventosa, se pensiamo che questo qui è arrivato in Italia alla soglia dei trent'anni (come Gren e Liedholm), pensate quanti avrebbe potuto farne se fosse venuto un paio di anni prima.

Lo svedese ha anche un record che molto probabilmente deterrà per tanto tempo: è l'unico ad aver vinto cinque volte il titolo di capocannoniere.


Ultima modifica di accursio il dom 14 set 2014, 9:33, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: dom 14 set 2014, 9:32 
Si beh erano tre fenomeni che sottostimiamo molto, penalizzati peraltro dalle regole idiote del loro paese. Perché nel 1958, vicini ai 40, sono arrivati in finale ai mondiali, e 10 anni prima avevano incantato il mondo nel torneo olimpico che pesava più o meno come un mondiale.


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MessaggioInviato: dom 14 set 2014, 15:22 
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Francesco82 ha scritto:
Ciccio, comunque quoto le tue considerazioni sulla media gol.
Una volta ho letto che sarebbero stati gli olandesi e la preparazione atletica degli anni '70 ad abbassare le medie, quando è noto che l'Ajax e l'Olanda era maestri nel gioco d'attacco.

La verità secondo me è diversa: le medie sono crollate negli anni '60 per l'abbandono del sistema puro, che metteva sempre tre attaccanti contro tre difensori, e così i fenomeni come Nordahl, Kocsis, Puskas e prima Ademir segnavano di fatto un gol a partita, le medie in nazionale dei due ungheresi per dire oggi sono del tutto inimmaginabili.

Con il passaggio alla difesa a 4 e, in Italia, con l'affermazione del catenaccio, le goleade si sono ridimensionate: per dire, il campionato italiano 66/67 ha una media infinitamente più bassa di quelli di 10/15 anni prima. Il segreto sta tutto nell'abbandono del sistema, il progressivo miglioramento della preparazione atletica ha poi limitato gli spazi riservati ai giocatori di pura tecnica e ha fatto il resto, ma è iniziato già negli anni '60. I mondiali inglesi per molti storici sono i primi in cui la dimensione atletica prevale su quella tecnica.

In tal senso, anche se vado fuori dal tracciato, dico che il ruolo del calcio olandese è sovrastimato, o forse molto stimato per ragioni in parte sbagliate. Ma nel caso possiamo aprire un thread a parte.


Sono d'accordo con te, l'abbandono della difesa a tre pura sistemista ha abbassato molto la media gol. Per fare degli esempi il Grande Torino nel 1946/47 subì 35 gol, il Modena mezzosistemista ben 10 reti in meno... c'è da dire che la Rivoluzione Olandese in Italia ebbe un effetto opposto: invece che virare su un calcio più aperto la nostra Serie A andò incontro ad un calcio ancora più arcigno, tattico e duro. Questo fatto però alla lunga fu la nostra salvezza perchè con gli anni '80, la fine del ciclo del "calcio totale", il ritorno al fantasista e alla tecnica, grazie a queste peculiarità tattiche (e l'arrivo degli stranieri) il nostro campionato divenne "il più bello del mondo" ed il più competitivo (soprattutto dal 1988 fino al 2001)


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MessaggioInviato: lun 15 set 2014, 9:35 
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JNC ha scritto:
1) van Basten
2) Nordahl
3) Ševčenko
4) Altafini


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Sull'Arcimatto 1960-1966 Gianni Brera scrisse che secondo lui José Altafini era superiore a Gunnar Nordahl. Entrambi tarellavano con entrambi i piedi, ma il brasiliano era più scattante e in più aveva doti acrobatiche superiori rispetto allo svedese.
Inoltre Nordahl ebbe la fortuna, secondo Brera, di giocare in un'epoca in cui le difese erano troppo stolte: solamente le provinciali adottarono il catenaccio, ma erano appunto provinciali e quindi squadre deboli, mentre le grandi utilizzavano il centromediano non coperto da un battitore libero, quindi lo svedese faceva sfracelli soprattutto per questo motivo. Ai tempi di José, invece, la fase difensiva veniva applicata con maggior serietà. Inoltre, sempre secondo "Giôann", al massimo della forma, Altafini valeva di più.


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