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mi perdoni ciccio, ma stavo per aprire un topic simile già da qualche giorno. Scusate le imprecisioni ma sto traducendo il tutto dalle lingue originali.
I tre giornalisti sono:
João Mário Carvalho (giornalista brasiliano nonché osservatore del santos) Brian Glanville (famoso giornalisti britannico) Lajos Szabó (giornalista sportivo magiaro per metà polacco per un breve periodo è stato anche a capo della federazione calcistica del suo paese)
Didi:
B.G. : un geometra del football. Dai suoi piedi scaturiscono traiettorie semplici ma efficaci, per questo perfetto. E' il motore tecnico del brasile nonché regista di classe cristallina J.M.C.: mio grande amico, in privato mi confessò di ammirare il magiaro bozsik, forse suo unico ispiratore tra i suoi contemporanei. A volte peccava di cattiveria, è vero, ma non ho mai visto uno con i suoi piedi, Dio mi è testimone L.S. Un fenomeno. Rapidità di pensiero al servizio di una visione di gioco fenomenale. Regista avanzato, centrale o basso fu colonna del flmanengo e del botafogo. Da giovane si allenò moltissimo con il piede sinistro che diventò il suo piede quasi naturale...molti compagni lo prendevano in giro per questo
Pelé
B.G. Un atleta e un'artista, il più grande o tra i più grandi, un talento innato, fu precocissimo come pochi altri calciatori. La sfera era un naturale estensione dei suoi arti, ma ciò che mi stupisce di lui é che fa sembrare le cose più difficili naturali. Patrimonio dell'umanità.
J.M.C. Da braziliano non posso che adorarlo. L'ho visto centinaia di volte dal vivo. E' stato un giocatore a 360 gradi: destro, sinistro, di testa, in rovesciata, di tacco, non aveva punti deboli. Alla fisicità tipica dei "prodadoreus (?)" univa la tecnica dei paulisti. Mai nessuno come lui.
L.S. Eccezionale. La prima volta che andai a vederlo giocare fu, mi pare, per un Santos Corinthians del 1960. Era ancora giovane, aveva 20 anni mi pare, ma a vederlo non sembrava. Sapeva dove andava il pallone un attimo prima che gli arrivasse ed aveva una visione di gioco degna di giocatore come Suarez o Liedholm
Matthews
B.G. Quest'ala tutta finte rappresenta una naturale contraddizione della nostra filosofia di giuoco. Basta una sua finta sulla fascia o un suo cross per mandare in visibilio il pubblico. Sì è vero, a volte scompare dalla partita, ma quando riappare segna e fa sognare. Un peccato non averlo mai visto ad un mondiale con una squadra seria alle spalle!
J.M.C. Il più brasiliano tra gli inglesi, come scrissi per un articolo di qualche anno fa. Non ha l'estro di Mané, ma non ho mai visto nessuno dribblare come lui.
L.S. Fantastico. Non ci sono altre parole. Un professionista fuori e dentro dal campo: i suoi numeri parlano per lui. Colpiva il pallone con un effetto molto particolare, imprimendo una traiettoria ad effetto davvero incredibile per quegli anni. Gli attaccanti lo amavano (ride)!
Puskas
B.G. Figlio della scuola magiara di inizio secolo, è stato il condottiero e il comune denominatore di tre tra le squadre più grande di sempre: l'Honved, il Real Madrid e la nazionale Ungherese. Aveva talento, ma soprattutto carisma: poteva giocare mezzala o più avanti, o anche più indietro, ma non importa. Dovunque lo mettevi lui dava sempre il 100%
J.M.C. Dopo Pelé e Garrincha è il giocatore che ammiro di più. Un sinistro magico, tanta grinta e un fiuto del goal come pochi altri giocatori di questo sport. Tutti gli allenatori che lo allenarono gli consigliarono di allenare anche il piede destro per diventare il migliore, allorché lui rispondeva sempre loro "non ne ho bisogno, sono già il migliore!".
L.S. Il mio e osservatore Albert Hoth lo scoprì molto giovane, nel 1942, quando non aveva neanche 15 anni. Già allora era un capo: lo si vedeva dallo sguardo fiero, dal portamento e dalla voce autoritario. " Questo un giorno lo conosceranno in tutto il paese", profetizzò. E così è stato!
Eusebio
B.G. Un mostro di potenza e velocità. Mai visto nessun calciatore con dei quadricipiti simili, bruciava letteralmente il terreno con ogni suo scatto. Per non parlare dei suoi tiri...in quegli anni sono charlton reggeva il confronto con il suo destro. Mi sarebbe piaciuto vederlo in una squadra inglese, lo ammetto (sorride)
J.M.C. -
L.S. Un concentrato straordinario di classe e potenza. Pelé è stato molto più forte, ma Eusebio era sicuramente il numero 1 in europa in quegli anni.
Danilo Alvim
J.M.C. Un vero e proprio somaro. Aveva un ottimo controllo e passaggio lungo ma sempre somaro rimaneva. Borioso, sciocco, credulone, altero e vanaglorioso, incendiò spogliatoio (Traduzione letterale, nota mia) ovunque. Avesse messo da parte la sua S"$"£$aggine sarebbe stato considerato il più forte centrocampista brasiliano di sempre
Giacinto Facchetti
B.G. Questo terzino di spinta sinistro e libero è stata la colonna dell'Inter e della nazionale per oltre un decennio. Professionista esemplare fuori e dentro dal campo, correva palla al piede a testa alta sfruttando geometrie semplici ed essenziali
L.S. Non fu il primo terzino di spinta, ma senz'altro è stato tra i più grandi insieme al brasiliano nìlton (nota= dichiarazione del 1983), che però gli dà la paga in termini di tecnica e visione. L'italiano infiamma le platee con le sue corse e le sue incursioni, è sempre al centro della "battaglia" e non tira mai indietro la gamba. Un guerriero.
Zizinho
B.G. Centrocampista e mezzala completa fu il mito della "Perla Nera", che ammirava la sua completezza tecnico tattica nonché le sue eccelse doti tecniche. Siglò gol bellissimi e spettacolari. Avesse vinto il mondiale del '50, che giocò divinamente, sarebbe considerato il più forte brasiliano di sempre con Pelé
J.M.C. Tomás è stato un campione vero. Si allenava spesso con i ragazzi più giovane del flamengo, convinto che le doti tecniche fossero superiori a quelle tattiche e fisiche. Spesso rimaneva fino a tardi sera per allenarsi, e ogni tanto inventava nuovi colpi. Era un vero e proprio artista del pallone, amava profondamente il calcio, ed era frequento vederlo giocare per strada con ragazzini anche dopo le partite di campionato.
Obdulio Varela
L.S. Prima di essere stato un grande calciatore è stato un grande uomo. Agli inizi era piuttosto grezzo e Antonio (?) lo allenò tantissimo sulla tecnica. Era un allenatore in campo ed emanava una naturale "aura" di comando e leadership...non ho mai visto un giocatore così amato anche dai tifosi avversari. mai
Gianni Rivera
J.M.C. E' il più brasiliano tra gli azzurri. Un italiano dai ritmi brasiliani che interpreta il ruolo come la classica mezzala d'impostazione brasiliana. Non so quanto successo potrà avere in italia (NDD, l'intervista risale al 62 o 63), in un campionato dai ritmi "alti" e improntato più sulla tattica e sul fisico che sulla tecnica individuale. Sono convinto che farà benissimo se l'allenatore gli costruirà una squadra attorno.
B.G. Trovo incomprensibile la staffetta con mazzola. I due possono coesistere, secondo me: l'interista come mezzala d'appoggio/cursore di centrocampo (letteralmente "hole player") mentre Rivera dieci metri più avanti, d'appoggio ad una o due punte. Trovo che sacrificare un giocatore con tale tecnica e visione di gioco sia incredibilmente offensivo nei suoi confronti. DI giocatori così ne nascono uno ogni cinquant'anni!
Gaetano Scirea
L.S. E' un giocatore fantastico, e secondo me è sprecato come libero. Non ha la cattivera del difensore che oggi tutti vogliono, ma possiede tutto il resto: rapidità, tecnica, compostezza, visione, tutte caratteristiche che lo rendono un difensore di tutto rispetto.
B.G. Un fenomeno nel ruolo di libero. Giocatore di innata classe che ama giocare a tutto campo grazie ad ad un inusuale intelligenza tattica. Ammetto di amare più i classici difensori rudi (ride), ma veder giocare scirea è un po' come vedere beckenbauer, ti senti felice
Ultima modifica di Deus84 il gio 11 set 2014, 11:22, modificato 2 volte in totale.
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