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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione dei generi musicali
MessaggioInviato: ven 29 ago 2014, 15:07 
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Francesco82 ha scritto:
Non riuscirò mai a capire le guerre per chi ce l'ha più lungo, come se la musica fosse una gara di tecnica (quando una larga parte dei grandissimi erano musicisti normali). Davvero, è una fissa distante milioni di anni luce dal mio modo di intendere la musica: io non discuto minimamente le qualità tecniche dei Dream Theater ma discuto eccome la loro musica che trovo tronfia e nella maggior parte dei casi priva di mordente e intensità. E a dire il vero non amo neanche il jazz alla Mclaughin, per quanto sia tecnicamente mostruoso.


infatti nessuno sta facendo gare di tecnica ;) che è stata fin da subito esclusa come parametro valutativo

nella parte sottolineata mi trovi d'accordo nella maggior parte dei casi, anche se c' è qualche pezzo valido


Francesco82 ha scritto:
Fuzz il tuo spunto è molto interessante ma c'è così tanta carne al fuoco che servirebbero due enciclopedie anche solo per definire la storia del jazz, poi della musica pop-rock, della musica elettronica etc...

Ci sono miriadi di cose da citare come svolte cruciali: la rivoluzione free jazz che mi pare ignorata del tutto, la scuola dei cantautori americani ma anche francesi, italiani. Poi dimentichi completamente la lunghissima ed enorme saga di soul e funk: da Sam Cooke ad Aretha Franklin, per arrivare a James Brown e Gil-Scot Heron. E l'hip-hop? La rivoluzione cruciali degli ultimi 35 anni e passa, si è infiltrato ovunque.
Ancora, tutta la musica elettronica, a conti fatti un universo vasto quanto rock e jazz? Dagli esperimenti degli ann '70 in Germania passando per la new-wave, la house che irrompe a chicago a metà anni '80 e poi si infila ovunque, anche dove non sappiamo, così come la techno di Detroit.

Ci sono infiniti sottogeneri metal, c'è il rock alternativo degli anni '80 che germoglia sulle ceneri del punk: l'hard-core punk, il cow-punk, tutta la rivisitazione della musica tradizionale americana in chiave core, e poi l'emo-core, il post-hardcore.

Altra cosa essenziale: il post-rock, ovvero la rivoluzione centrale degli anni '90, prima definitasi in Inghilterra e poi sulla base di parametri diversi in america. Negli ultimi anni ci sono il new-jazz, tantissimo hip-hop alternativo (astratto etc...), l'indie-pop e rock, e poi tanti e tali filoni che anche solo per affrontare una singola linea di sviluppo (il grunge e la rinascita heavy dei primi anni '90? la IDM di Orbital etc...? Il brit-pop di Blur, Pulp e poi Radiohead? etcl...) richiede giorni e giorni.

Insomma, bravo Fuzz ma 'sta cosa è davvero impossibile.


è verissimo, ma infatti io ho inoltrato l'invito ad integrare il tutto

io ho fatto una veloce ricomposizione del puzzle, saltando volontariamente molti passaggi

il topic è sorto inizialmente in risposta ad un'affermazione di Kerzha il quale sosteneva che il Punk sia stato storicamente importante come il rock'n roll dal punto di vista dell'evoluzione, io ho fatto semplicemente notare come ciò non fosse possibile in quanto il Rock'n roll nasceva da zero o quasi, o comunque sconvolgeva totalmente i canoni, il Punk invece era una realtà minimal basata su concetti già diffusi ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione dei generi musicali
MessaggioInviato: ven 29 ago 2014, 17:38 
Entrambi rappresentano una fase di passaggo cruciale, secondo me...
Certo il rock rappresenta l'evento del secolo per la musica popolare: il rhytm'n'blues degli afro-americani accelera, acquisisce una dimensione melodica più complessa e progressivamente articolata, ma soprattutto rompe gli argini. Per la musica popolare è un passaggio epocale, e infatti per tutti la musica popolare come la intendiamo oggi germoglia negli anni '50 quando Elvis muove il chiulo in diretta tv da Ed Sullivan e lancia in prima serata una musica di origine para-africana, ostracizzata per motivi razziali ma anche culturali (rock significava nella sostanza scopata o qualcosa del genere). Per la prima volta il sesso esibito, sfacciato, brutale è entrato nelle case degli americani e poi di tutti gli occidentali. Se ne approprieranno in milioni, all'inizio in Inghilterra (la rivoluzione sessuale degli anni '60, incarnata da Stones e compagnia, è la trasformazione del rock in un mezzo che rompe il perbenismo e i vincoli di un'inghilterra ancora provinciale e bigotta; a maggior ragione, l'impatto fu devastante con l'italia), poi in tutto il resto del mondo. Dal Sudamerica alla Francia al Giappone il rock si è imposto come linguaggio universale, ha sfondato ovunque: per la semplicità dei mezzi e dei fini, un certo "cretinismo" (in senso buono: voglia di spassarsela, una musica essenzialmente giovane e giovanile inconcepibile solo pochi anni prima e chiaramente legata anche alla nascita del ceto sociale dei giovani negli anni '60), e poi perché capace di farsi carico di istanze culturali più complesse e più profonde. Fondamentalmente, il rock e i suoi derivati degli anni '60 e primi anni '70 sono la musica della liberazione, non so se sei d'accordo: rappresentano tempi non dico dirompenti ma felici, carichi di energia e voglia di cambiare le cose, anche nella musica. La psichedelia e il progressive sono l'apoteosi di questa fase "ottimista".

Il punk sta al rock come il decadentismo sta al romanticismo, il tutto in versione semplificata, molto meno "forbita". Il punk musicalmente riprende il rock e ne accentua il carattere para-demenziale (dal punto di vista musicale), scarnificando e semplificando ulteriormente il discorso. Naturalmente, questo è un mezzo per significare una rottura brutale con la cultura precedente, una qualche forma di dissidenza. Il punk è un virus da cui nasceranno (spiritualmente, non musicalmente) movimenti "esistenzialisti" e cupi come la dark-wave, molta new-wave sperimentale americana e non solo. Anche in questo caso l'impatto è stato massiccio, amplissimo e debordante: anche da noi, pensa ai Diaframma e ai Litfiba prima maniera che prendono il posto dei complessi progressivi degli anni '70.
Del punk verranno recuperati ora gli aspetti più demenziali (rock basilare volutamente sciatto e povero da ogni punto di vista), ora le implicazioni più profonde (il teatro della rabbia, il suo modo di coaugulare l'alienazione giovanile, un nuovo modo di sentire della giovetù a cavallo fra anni '70 e anni '80).
Secondo alcuni grandi critici questo mutamento, questo spostamento verso l'oscurità è rappresentato con efficacia dagli Smiths, gli Stones mancati della propria era: Morrissey era miserabilista perché figlio di tempi bui, rancorosi, infelici, disillusi. Negli anni '60 nessuno avrebbe mai pubblicato "How Soon is Now?" o "Still Ill" o "Girfriend in a Coma". Spiritualmente, Morrissey è figlio del punk e del suo impatto brutale. Lo stesso vale per tutti gli artisti undergroun americani degli anni '80 per arrivare fino a Nirvana & C.

In tal senso, paragone le due epoche è difficile: l'impatto del rock resterà ineguagliato perché ha inaugurato un'epoca di mutamenti sconfinati, mentre il punk e la sua depressione rancorosa hanno tramandato ai posteri un negativismo figlio di un'epoca completamente diversa, nonostante fossero passati pochi anni. Musicalmente parlando, entrambi i generi sono figli della medesima tradizione, e certo il rock ha rappresentato per il modo esterno una novità più ampia e significativa.

Dimmi che ne pensi


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione dei generi musicali
MessaggioInviato: ven 29 ago 2014, 18:11 
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dico che quoto tutto il tuo discorso

in Punk per me è, molto prima che fenomeno musicale in senso stretto, una fenomeno principalmente culturale, di costume e di protesta

mi piace molto l'accostamento con le correnti letterarie, rende molto bene l'idea

comunque, oltre ai generi, secondo me bisogna individuare gli uomini chiave dei vari passaggi musicali

personalmente io vedo in Frank Zappa l'uomo che più di tutti ha viaggiato a cavallo tra i vari generi anticipando mode e tendenze e vedo in Miles Davis la sperimentazione armonica

un lavoro simile a quello di Zappa l'ha fatto anche Lucio Battisti, pur con i limiti della "commerciabilità" della lingua

mi piacerebbe sapere che ne pensi di questo suo pezzo dell'84, imho è un capolavoro di sonorità e armonie, con sonorità synth pop associate a strumenti classici



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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione dei generi musicali
MessaggioInviato: sab 30 ago 2014, 10:10 
Beh con Battisti sfondi una porta aperta, è l'artista della mia vita o quasi!
Se ti interessa, ho recensito (fra gli altri) proprio Don Giovanni, lavoro meraviglioso e del tutto fuori dagli schemi dell'epoca in Italia.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione dei generi musicali
MessaggioInviato: sab 30 ago 2014, 13:06 
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Francesco82 ha scritto:
Beh con Battisti sfondi una porta aperta, è l'artista della mia vita o quasi!
Se ti interessa, ho recensito (fra gli altri) proprio Don Giovanni, lavoro meraviglioso e del tutto fuori dagli schemi dell'epoca in Italia.



linka linka, sono curioso :D

comunque, sempre riguardo al discorso che bisogna considerare l'importanza dei singoli artisti oltre che dei generi, vi invito ad ascoltare quest'esecuzione live dei Led del 79.....vale più di 1000 parole

tre fenomeni assoluti come Page, Bonham e Plant (anche se con la voce ormai in declino) ed un poliedrico ed eccellente musicista come John Paul Jones.....per un sound orgasmico


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione dei generi musicali
MessaggioInviato: dom 31 ago 2014, 10:32 
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Non credete che con l'avvento prima del punk e poi del grunge e dell'alternative rock il genere rock si sia definitivamente separato dal blues? Io penso che la crisi del rock dell'ultimo ventennio sia da attribuire proprio a questo fatto. Fino agli anni ottanta il rock era intimamente legato alle sue radici blues, poi i due generi si sono separati sempre di più...


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione dei generi musicali
MessaggioInviato: dom 31 ago 2014, 15:28 
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ciccio graziani ha scritto:
Non credete che con l'avvento prima del punk e poi del grunge e dell'alternative rock il genere rock si sia definitivamente separato dal blues? Io penso che la crisi del rock dell'ultimo ventennio sia da attribuire proprio a questo fatto. Fino agli anni ottanta il rock era intimamente legato alle sue radici blues, poi i due generi si sono separati sempre di più...


questo post è interessantissimo

secondo me il rock in quanto tale ha avuto ben prima degli anni 90 diramazioni che tendevano a staccarsi dal blues

che poi dipende anche cosa si intende per distacco dal blues, se si intende distacco dalla struttura armonica o dal sound complessivo

basta pensare la maggior parte dei pezzi dei già citati "In rock" e "Paranoid" per comprendere come la matrice blues non fosse più preponderante, anche se poi riemergeva nelle fasi soliste (ma questo credo sia inevitabile in qualunque genere e stile, anche nei più recenti, non si scappa)

qualche esempio

ad esempio questo pezzo dei Seeds, (imho parliamo di un Punk primordiale) ha poco a che fare con il Blues, giusto qualche inevitabile sonorità soul



ma anche se andiamo su roba più impegnata troviamo brani che di blues hanno poco (se non delle sonorità soliste)




oppure questo pezzo dei Purple del 69 (Rod Evans alla voce) che sembra addirittura anticipare alcuni ostinati della New Wave




oltre che ovviamente nel movimento prog, che per definizione non era ancorato a dettami rigidi



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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione dei generi musicali
MessaggioInviato: dom 31 ago 2014, 15:35 
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Non credo Ciccio...la prima vera separazione dal Blues è avvenuta a fine settanta/inizio ottanta(con la nascita di punk, disco, metal, elettronica, hip hop...) ed è andata in crescendo almeno per ventanni (negli anni novanta la maggioranza dei migliori album rock non ha praticamente nulla a che vedere col blues) ma negli ultimi 10 anni c'è stato un ritorno a certi stilemi anni '50/'60'/'70/'80.

Io personalmente tendo a separare i discorsi, per me la storia del Rock deve essere considerata separatamente da quella dei cantautori, dell'elettronica ecc...Considerando di volta in volta solo i sottogeneri che la facevano da padroni e i migliori "alternativi". Per esempio dal '76 all '80 per me il Rock coincideva con il Punk, il primo Metal e con l'avvento di grandi gruppi come Aerosmith e Queen, quindi è stato il primo allontamente dal Blues.


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 Oggetto del messaggio: Re: L'evoluzione dei generi musicali
MessaggioInviato: dom 31 ago 2014, 15:41 
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Reg. il: dom 6 lug 2014,
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Non sono d'accordo neanche con Fuzz, fino al 1975, escluso certo Prog e una manciata di esperimenti musicali tutte le canzoni Rock avevano una matrice Blues.

La stessa canzone dei Led Zeppelin è molto più blues di quello che sembri, basta ascoltare "l'originale" degli yardbirds per rendersene conto.

Anzi provo a rilanciare, sono pronto a scommettere che non esiste un solo album rock pre '76 che non abbia al suo interno del blues.


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MessaggioInviato: dom 31 ago 2014, 16:08 
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Casca ha scritto:
Non sono d'accordo neanche con Fuzz, fino al 1975, escluso certo Prog e una manciata di esperimenti musicali tutte le canzoni Rock avevano una matrice Blues.

La stessa canzone dei Led Zeppelin è molto più blues di quello che sembri, basta ascoltare "l'originale" degli yardbirds per rendersene conto.

Anzi provo a rilanciare, sono pronto a scommettere che non esiste un solo album rock pre '76 che non abbia al suo interno del blues.


dipende da cosa intendi per matrice blues

se intendi la struttura complessiva oppure le sonorità

"dazed & confused" non ha una struttura blues, alcune sonorità magari si riallacciano ma è più psychedelic che altro

ma anche gli altri pezzi che ho postato si allontanano dal blues in modo abbastanza netto

comunque, anche a giorno d'oggi le fasi soliste richiamano inevitabilmente il blues

ovvio che i Talking Heads siano meno blues dei Deep Purple, ma è dovuto in larga parte al fatto che la fase improvvisativa e solista fosse assai meno sentita (anzi a dirla tutta non c'è quasi per nulla)

Prendi il Pearl Jam ed ecco che appena parte il primo solo il Grunge va a farsi benedire, con lo zio Blues che sale di nuovo cattedra

nel prog poi il blues si sente meno, essendo ingoiato dalle atmosfere e dalle sonorità jazz e classiche


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