Bomberaqua ha scritto:
Denilson ha scritto:
Genna1908 ha scritto:
Denilson ha scritto:
esser ha scritto:
Uscita l'italia preferisco vedere sempre una europea andare avanti nella competizione ma obiettivamente questa grecia é troppo ignobile per meritare il passaggio del turno...
Il calcio non si divide in calcio europeo e calcio sudamericano, ma in calcio latino, calcio nord-europeo, calcio slavo, ecc. La Spagna e il Portogallo, per esempio, sono squadre latine molto più simili al Brasile e alla Colombia che alla Germania o all'Inghilterra. L'Italia è una squadra latina ma di un altro tipo rispetto a Spagna e Brasile, è simile all'Uruguay. L'Argentina è a metà fra Italia e Brasile. In ogni caso, il calcio latino, pur con le sue enormi differenze, è basato più sulla tecnica e sull'estro, mentre quello nord-europeo (il quale ha anch'esso enormi differenze al suo interno: Olanda, Inghilterra e Germania sono molto diverse fra loro) più sull'atletismo e sulla componente fisica. Poi ognuno tifa chi vuole, ma non capisco cosa c'entri mettere in mezzo l'Italia nel giustificare la preferenza per le squadre europee. Anzi, visto che Argentini e Uruguaiani sono per metà Italiani, se l'Italia è il motivo a cui ricondurre una scelta di tifo, bisognerebbe tifare per l'Argentina.
L'Italia è l'Italia, con i suoi pro e i suoi tanti difetti...
Ma non mettere la scuola Italiana accostata a quella argentina o uruguayana che il dio Pallone potrebbe fulminarti attraverso il pc...
E poi mi sembri troppo saccente in quale università pallonara hai studiato?

Scusa perché saccente? Esprimo la mia opinione, mica posso aggiungere "secondo me" all'inizio di ogni frase? Mi sembra scontato il "secondo me". Non devo esprimere la mia opinione per non sembrare saccente? Che razza di ragionamento è? Siccome non va di moda l'Uruguay non devo dire che la scuola uruguayana è simile a quella italiana? L'Uruguay è l'Italia del Sudamerica: marcature strette, attesa, contropiedi. Gioco basato su furbizia, grinta (garra charrua) e abilità tecnica in attacco. E infatti mezza Montevideo è di origine italiana (non credo che sia da saccenti dire questo, lo sanno tutti). Così come mezza Buenos Aires è di origine italiana (guarda i cognomi: Messi, Di Maria, Lavezzi, Batistuta, Balbo, Ruggeri, Campagnaro, Cuciuffo, De Michelis, Dezotti e altri diecimila giocatori); solo che, avendo l'Argentina più talenti dell'Uruguay (non sono tre milioni di abitanti ma molti di più) ha sviluppato un gioco più tecnico e offensivo, ma comunque lontano da quello del Brasile o della Colombia, perché anche più basato sulla grinta e sull'accortezza rispetto ai sudamericani più creativi. L'Italia è più vicina alla scuola uruguagia che non a quella argentina, sicuramente non c'entra un fico secco con quella olandese o inglese. Le uniche scuole nordeuropee che hanno qualcosa in comune con quella italiana sono quella tedesca e quella belga: quella tedesca ha in comune con noi l'accortezza tattica, ma differisce nel modo di interpretarla, noi basandoci sulla scaltrezza difensiva e sulla tecnica nel ribaltare l'azione, loro sulla robustezza fisica difensiva e sulla potenza nel ribaltare l'azione; quella belga è difensiva, più basata sull'ordine tattico rispetto a noi (comunque i Valloni sono latini, anche se sui generis).
Non ho studiato da nessuna parte, guardo le partite da sempre, e ho visto pure le partite importanti del passato (registrate), degli anni '50 e '60. Non ci vuole mica chissà quale cultura per vedere che noi siamo simili agli Uruguaiani e opposti agli Olandesi, mi sembra evidente, basta aver visto un numero considerevole di partite per notarlo.
E' un discorso interessante che meriterebbe sicuramente di essere maggiormente approfondito .
Condivido appieno l'equiparazione che hai fatto tra scuola uruguagia e scuola italiana.
Un pò meno quella con l'Argentina . In primis perchè non ritengo che il calcio argentino abbia mai prodotto una vera e propria ''scuola calcistica '' . Lo stile di gioco argentino è stato sempre particolarmente camaleontico e malleabile alle volontà dell'allenatore e alla quantita di talento disponibile in rosa al momento dell'evento . Và detto che i due mondiali argentini sono stati vinti per circostanze (fattore casa e diego armando maradona)difficilmente ascrivibili ad una grande organizzazione tecnico tattica o ad un modello di interpretazione del gioco . Si può dire che il calcio argentino a livello internazionale ha vissuto di mera estemporaneità .
Condivido l'analisi europeista . Belgio e Germania si avvicinano al nostro sistema di interpretare il calcio soprattuto da un punto di vista tattico . Và comunque precisato che il calcio italiano è stato agevolato nei propri successi da una quantità stratosferica di talento offensivo che le scuole belga e tedesca non hanno mai prodotto .Apprezzo tantissimo la scuola tedesca in quanto è la perfetta esaltazione della grinta e del pragmatismo (in una parola : degli attributi) al di là di meri dogmi tattici e della spontaneità del talento.
Sulla Spagna come ''simile '' al brasile non condivido minimamente invece ..ma purtroppo avendo esaurito il mio bonus pausa studio mi riservo di analizzare la situazione in un successivo momento .
Condivido in parte quello che dici sull'Argentina. E' vero che il suo stile di gioco è stato altalenante nel tempo, ma non ha mai raggiunto i livelli di difensivismo che ha raggiunto l'Uruguay (per non parlare dell'Italia, che è la maestra assoluta in quest'arte); si può dire che mediamente è sempre stato uno stile di gioco a metà fra Brasile e Uruguay: fantasioso ma non circense, duro ma non antiestetico. Il fatto che cercassero sempre difensore centrali che impostassero l'azione (anche se non sempre li trovavano) è sintomo che comunque tendevano alla costruzione del gioco, che poi ci riuscissero è un altro paio di maniche.
La similitudine fra Spagna e Brasile riguarda il possesso di palla e la ricerca dell'estetica, con differenze di vedute sul concetto di estetica, ma comunque sono le Nazioni che hanno messo il bello prima dell'utile, o meglio, il cercare l'utile (il risultato) attraverso il bello. Per il Brasile la bellezza è l'invenzione, il colpo di genio, per la Spagna l'eleganza nel palleggio prolungato (c'è da dire, comunque, che la Spagna ha estremizzato questa sua tendenza negli ultimi dieci anni, quando è stato inventato il tichi-taca), molto elegante ma non fantasioso.
Il mio discorso verteva principalmente sul fatto che il calcio si può dividere in due macroblocchi, che non sono Europa e Sud America, ma Latini e Nord Europei, e all'interno di questi due macroblocchi si possono individuare dei sottoinsiemi. Fra i Latini da una parte ci sono Italiani e Uruguaiani, dall'altra Brasiliani e Spagnoli e gli Argentini nel mezzo. Come dici tu, Italiani e Uruguaiani sono praticamente identici, mentre Brasiliani e Spagnoli no, questo è vero, ma secondo me si possono accomunare per i motivi che ho detto sopra. Poi c'è il calcio nord-europeo, i cui maggiori interpreti sono Olanda, Germania e Inghilterra: moto diversi fra loro, ma hanno in comune la fisicità del gioco.
Volendo si potrebbe adottare anche un altro criterio di suddivisione: Nazionali maschie e Nazionali femmine, in base alla propensione all'attacco o alla difesa: rientrano fra le squadre maschie il Brasile, la Spagna, l'Olanda, l'Inghilterra e possiamo dire anche l'Argentina. Fra le squadre femmine l'Italia, la Germania e l'Uruguay. Anche in questo caso, però, non c'è nessuna distinzione fra Europa e Sud America. Quello che sostengo è che non c'è una suddivisione calcistica fra Europa e Sud America, ma fra Latini e Nord Europei, o fra maschi e femmine, o fra fisici e tecnici: in ciascuna di queste suddivisione, europei e sudamericani si mischiano.