Le considera sul doping che leggo ora sono ridicole, Simosky tu non ami il calcio, è evidente, e non aspettavi che di poterti sfogare contro giocatori che probabilmente ti hanno fregato la ragazza o qualcosa del genere.
Fai un po' tristezza, lasciamelo dire, non puoi limitarti a tifare contro senza dire cose ridicole? Questi hanno cambiato la storia del calcio come pochi altri, hanno espresso un calcio quasi mai visto; al contrario, il Tuo Real ha speso il quintuplo per vincere una Liga, ad oggi, e anche se vincesse la Champions la sostanza non cambierebbe.
Oggi sono più scarsi, hanno perso in dinamismo e ci sono pochi giocatori in grado di fare la differenza, l'abbiamo capito, è assodato, ma le tue considerazioni ridicole vanno oltre tutto.
Poi Ajex mi fa recapitare PM dove mi dice che rosico, ma non leggi gli interventi deliranti dei tuoi amici?
La verità è semplice: quasi nessuno è mai riuscito ad accettare che si potesse vincere con le armi del Barcellona. Cioè puoi perdonare ai fighetti bravi tecnicamente di essere bravi e "belli" e ariosi finché non vincono, perché sotto sotto sono tutti convinti che per vincere servano soprattutto difesa, agonismo, grande forza fisica...Loro saranno sempre perdenti di lusso, come è sempre accaduto nella storia. Il talento tecnico va bene per i fighetti estetizzanti ma non porta quasi mai alla vittoria, e questo ci consente di replicare alla loro (vera) presunzione, al loro narcisismo, al fatto che questi siano ossessionati dal giocare a calcio con i piedi, che per prima cosa ritengono importante saper usare i piedi.
Per noi è tutta fuffa: conta solo vincere, come diceva Boniperti, con ogni mezzo, e siamo abituati a pensare che un calcio pragmatico, dove valorizzi la stazza, la capacità di chiudere gli spazi e ripartire etc.. sia il meglio.
Poi arrivano questi e in pochi anni fanno razzia di tutto ciò che esiste, a livello di club e di nazionale.
Per moltissimi tifosi è inaccettabile: pensiamo anche al libro di Dalai che dice "Chi ama il calcio odia il Barcellona". Non è possibile che questa concezione un po' radical chic, figlia della rivoluzione olandese anni '70 e caratterizzata in senso narciso-spagnolo possa anche ottenere risultati importanti, tantomeno se mette in campo piccoletti tecnici, cosa per noi insopportabile, visto che i nostri osservatori scartano i Giuseppe Rossi perché non arrivano al metro e ottanta, o selezionano i giovani solo in base alle doti atletiche.
Ora che questo ciclo, inevitabilmente già in fase calante da un paio d'anni, è giunto al termine, tutti i Simosky del mondo possono liberarsi, sfogare la bile repressa per tanto tempo, fino a parlare di doping, di squadra senza talento etc....
Non è un caso se una squadra come il Bayern, di fatto non meno forte del miglior Barcellona o comunque molto vicina, raccolga molti più consensi: è che gioca un calcio che a noi garba, mette in campo giocatori di stazza, segue una logica più ordinata e tradizionale, punta al sodo e non si perde in fighettismi di sorta. Quindi va beh possiamo anche trovarli antipatici ma non diventeranno mai il bersaglio di un odio generalizzato e di stampo non dico razziale ma certamente culturale come i giocatori del Barcellona, perché per noi rappresentano un modello accettabile, non troppo distante dal nostro.
Ora invece che il particolare calcio del Barcellona vince e convince molto meno ci si sente tutti liberi di sfogarsi, i milioni di Dalai d'Italia (uno che diceva: ho gioito come un porco quando il Chelsea dei ricchi brutti e cattivi superava i fighetti artistici e il loro collettivismo da strapazzo), cioè la stragrande maggioranza dei tifosi e degli appassionati, possono giubilare. Simosky domina le fila, è un po' il Generale Dalai.
E a ma va benissimo, solo che si potrebbe usare più equilibrio e limitarsi a essere felici perché la squadra che si odia sta finalmente calando, senza addirittura fingersi suoi tifosi in modo un po' penoso.