Mi sembra però esagerato paragonare questo evento con le più recenti guerre USA (o NATO), che hanno provocato tante manifestazioni contro la violenza e l'esportazione della democrazia.
Non penso che ci siano persone che realmente credono che la Russia sia in Ucraina per motivi umanitari ed etici, siamo seri. Però non si può nemmeno dire che manchino le differenze con le altre azioni di guerra precedenti.
Laddove le guerre in Libia, Iraq, Afghanistan (e ci metto dentro anche la Jugoslavia) sono state caratterizzate da azioni fortemente aggressive (bombardamenti, guerriglia, atti di terrorismo), qui siamo di fronte certamente a un'occupazione territoriale poco legittima, ma che di fatto non ha fatto registrare nemmeno un morto, secondo le fonti ufficiali. Insomma, sembra che la popolazione locale stia dalla parte dell'invasore, che allo stesso tempo non sta facendo nulla per farsi odiare. E questa non mi sembra una differenza da poco.
Non so se esista un termine di questo tipo, ma la definirei un'occupazione "passiva", peraltro invocata dal presidente della Crimea (che non è riconosciuto dal governo provvisorio di Kiev).
Vi allego un link da Il Giornale, testata che può piacere o non piacere, ma una delle poche con un inviato davvero in loco (e non a casa a leggere agenzie stampa e a fare collage), che sta lavorando con una persona italiana di mia conoscenza:
http://www.ilgiornale.it/news/esteri/999357.html