Francesco82 ha scritto:
Per me invece il confronto ci sta se consideriamo Casillas, Roberto Carlos, Redondo, Helguera, Hierro, Figo, Zidane, Raul e poi ci aggiungiamo un Ronaldo comunque ancora fortissimo. Quale Juve di Lippi supera la rosa del Real del 2002?
Ma anche il Real delle ultime stagioni: ha pagato il suo essere poco squadra, un'accolita di stelle e campioni che non sempre giocano insieme. Ma la rosa era e rimane di prim'ordine: Casillas, Ramos, Marcelo, Xabi Alonso, Modric, Kakà, Ronaldo, Higuain, Benzema, Di Maria, oggi anche Isco etc... E' davvero tanto inferiore alla Juve di Lippi, come nomi?
parliamo di squadre che giocano a pallone please, non di squadre di figurine
Il Real attuale fa fatica a battere la Juve di Conte, che mi pare essere decisamente inferiore a quella di Lippi
dai su, non facciamo revisionismo storico adesso
il Real ha messo su bei nomi ma come squadra non è stata mai niente di trascendentale dopo i 60 specie come importanza storica
i galacticos (ma de che) hanno vinto 1 Champions rubandola alla juve di Lippi con il goal in offside di Mijatovic ma non verranno mai e poi mai ricordati come la squadra del tecnico viareggino
Gli stessi Galacticos battuti poi sia dal Lippi bis che, addirittura, dalla Juve capelliana del 2005
La Uefa, non io, due o tre anni fa accostava la Juve di Lippi al Barca di Guardiola e al Milan di Sacchi......altro che quelle figurine appiccicate male
Cita:
LA CURIOSITA’
I numeri mentono: è la Juve di Lippi la più forte al mondo
L’Uefa: «I bianconeri hanno vinto solo una Champions, però hanno cambiato il calcio»
LA JUVENTUS di Lippi è la più forte del mondo. Questa volta lo sostiene l’Uefa, non un tifoso bianconero. In realtà “ Champions”, uno dei principali magazine del massimo organismo europeo, va pure oltre. Nell’ultimo numero ha dedicato ampio spazio alla Juventus lippiana, rafforzando una tesi diffusa da tempo negli ambienti bianconeri: “ le statistiche non rendono giustizia al club juventino”. Già, quell’unica ( e per ora ultima) Champions League alzata al cielo nel 1996 è troppo poco rispetto a quanto mostrato dai ragazzi di Lippi negli Anni Novanta. Rivoluzionari in tutto e per tutto. Nelle scelte societarie, nei bilanci, nella mentalità e nel gioco. Un mix di innovazioni che ha fatto scuola in Italia, in Europa, nel mondo. E che resta tuttora attuale. Non sarà un caso, infatti, se con gli stessi principi nel 2006 il tecnico viareggino ha conquistato il Mondiale con la Nazionale italiana. La Juventus di Lippi, sia nel primo sia nel secondo ciclo, ha vinto tanto soprattutto in ambito interno. In Europa ha dominato in lungo e in largo, scivolando però spesso all’ultimo ostacolo. Immaginate, insomma, se i bianconeri avessero vinto anche le finali di Champions contro Borussia Dortmund ( 1997) e Real Madrid ( 1998). In realtà, per l’Uefa, la sostanza cambia poco. La Juventus di Lippi ha perso due delle tre finali consecutive, ma ha avuto un impatto devastante su tutto il pianeta calcio. Juve camaleontica. Campioni e collettivo. Ma prima di tutto l’esigenza di forgiare il sistema di gioco in base alle caratteristiche dei singoli. Lippi studia, sperimenta e cambia. La sua Juventus non è mai uguale, è sempre in continua evoluzione. Nel 1994, al suo primo anno in bianconero, cerca di non stravolgere troppo l’assetto trapattoniano. Punta sul 1- 3- 3- 3: difesa ermetica, centrocampo dinamico e atletico potenziato dagli inserimenti di Conte e Di Livio e dalla velocità di pensiero di di Paulo Sousa e Deschamps. E in attacco spazio al tridente meraviglia: il senso del gol di Vialli e la potenza di Ravanelli a supporto dell’estro di Roby Baggio o dell’astro nascente Alessandro Del Piero. La formula lippiana funziona, è subito tricolore.
Squadra che vince non si cambia. Il concetto non si abbina alla mentalità di Lippi e della Juventus, maestra di anno in anno a monetizzare con la cessione di alcuni pezzi da novanta. Nel 1995, Roby Baggio viene venduto al Milan. Dalla Sampdoria arriva Jugovic, Lippi passa a un 4- 3- 3 vero e proprio, un compromesso tra la difesa atletica di Trapattoni e l’attacco dinamico di Sacchi. La Juventus gioca a memoria, gli attaccanti segnano e si sacrificano. Arriva la Champions in finale contro l’Ajax. Il rigore decisivo, guarda un po’, lo realizza proprio Jugovic. Vince la forza e la determinazione dei bianconeri. Come sottolineò all’epoca il madridista Valdano: “ L’Ajax di Van Gaal ti fa girare la testa con il suo gioco tutto movimento e tecnica raffinata, ma la Juve di Lippi ti stende con la sua forza fisica”.
Arriva Zinedine Zidane e Lippi cambia ancora. Il 4- 3- 3 va in soffitta, inizia l’era del trequartista. Il francese dietro il duo leggero Del PieroInzaghi. La Juventus conquista la coppa Intercontinenentale contro il River Plate, ma a fine stagione arriva la bruciatura in finale di Champions contro il Borussia Dortmund imbottito di ex juventini. L’allontanamento e l’infelice parentesi interista non intaccano l’accoppiata vincente Lippi- Juventus. Nel 2001 il tecnico toscano è di nuovo a Torino. Obiettivo chiaro: tornare a vincere dopo la delusione del biennio con Ancelotti. Via Zidane, destinazione Real Madrid, e dentro Buffon, Thuram e Nedved. La Juventus cambia pelle, il risultato però resta lo stesso: Lippi conquista due campionati di seguito. E una nuova finale di Champions. Ma la maledizione continua: nel 2003 il Milan batte i bianconeri ai rigori e alza la coppa dalle grandi orecchie. La sostanza non cambia: “ La Juventus di Lippi ha rivoluzionato il calcio europeo e forse Mondiale”.