Campo Testaccio ha scritto:
Speriamo.
L'offerta c'è perché l'indiscrezione iniziale proviene dal Sole24ore. Unicredit, se riterrà le garanzie dell'offerente solide, accetterà e lo hanno già fatto capire nel comunicato; una squadra di calcio non è redditizia per un gruppo bancario ("l'asset non è strategico").
Sarebbe la nostra speranza per una futura competitività a certi livelli visto che le uniche squadre in Italia che sembrano avere liquidità sono il Napoli, la Juve e dovrebbe averla in futuro anche l'Inter di Thohir.
Pallotta e soci fino ad ora hanno sborsato poco di tasca loro, hanno semplicemente tappato un po' di buchi di bilancio e hanno fatto capire che la loro gestione dipenderà dalle entrate relative ai risultati sportivi (Champions), agli eventuali futuri introiti derivanti dalla possibile costruzione dello stadio di proprietà e alle eventuali cessioni.
Unicredit è stata chiara e ha detto che non parteciperà a nessun futuro aumento di capitale, tradotto niente più denaro.
Questa persona che sembra interessata è la nostra sola speranza per competere ai massimi livelli, bisogna essere realisti.
Speriamo.
Parliamo di una persona che ha un patrimonio netto, stimato da Forbes, di 8,5 Milliardi di dollari, per capirci 7 volte il patrimonio stimato di Thohir.
Pallotta non è neanche preso in considerazione in questa lista della prestigiosa rivista economica.
Ste barzellette che girano a Roma stuccano.
Pallotta e soci hanno speso già più di 80 milioni. Sono sicuramente pochi

Ma non é l'argomento
PLATEROTI: "L'obiettivo è chiudere con i cinesi entro i primi di dicembre, Pallotta è fiducioso"NOTIZIE AS ROMA -
Alessandro Plateroti, vice direttore de Il Sole 24 Ore, è intervenuto ai microfoni di Radio Radio per parlare della notizia riportata quest'oggi dal quotidiano economico, relativa al possibile ingresso nell'As Roma di un socio cinese. Queste le sue parole:
"C’è un forte interesse di Unicredit nel lasciare a Pallotta una compagine che sia proiettata più sull’internazionale che sul nazionale. Un asse verso la Cina per incrementare il valore della società. Dopo l’Inter si è visto che gli investitori asiatici si affacciano qui in Italia. Unicredit vorrebbe chiudere l’accordo entro il 30 novembre. Ma ci potrebbe essere una sorpresa, ci sono altri investitori cinesi interessati. Le proposte arrivate sono due. Tutto ciò per la Roma ed il calcio italiano è importante".
La sua idea al riguardo?
Ritengo che gli americani siano molto fiduciosi che l’affare vada in porto. Vogliono chiuderlo a New York. Preferiscono avere una piazza estera piuttosto che italiana perché non confidano nella burocrazia italiana. Ma UniCredit vuole restare, anche se con una quota molto esigua. L’aumento di capitale porterà ad un rafforzamento della società, e quindi di conseguenza la quota di UniCredit scenderebbe così.
Perchè questo investitore cinese accetta una quota di minoranza?
Perché Pallotta vuole mantenere la quota di maggioranza. I risultati di campionato anche stanno danno loro soddisfazioni. La Roma, rispetto a quando sono entrati, ha guadagnato un 30%.
Che convenienza ha nell’entrare come socio di minoranza?
Normalmente i cinesi non entrano mai in minoranza. In questo caso viene considerata un’operazione di tentare di fare un investimento nel calcio europeo, italiano. L’investitore cinese però può dire di essere all’interno di un grande club d’Europa. I cinesi puntano tutto sul nome. Questo investitore sta costruendo, di tasca sua unicamente, una Hollywood cinese e con l’operazione Roma si aprirebbero lui altre possibilità di investire su Roma intesa come città. Questa quota di minoranza è prudenziale e poi Pallotta voleva mantenere assolutamente una quota di maggioranza.
Sono prospettive sconvolgenti per il calcio italiano o solo episodi?
Tutti ritengono che una volta rotto un diaframma di diffidenza, il calcio italiano è considerato un settore a buon mercato. Ritengo che per loro il calcio inglese è troppo caro e come potenzialità, quello italiano è più praticabile. E si faranno ancora avanti ed il calcio italiano sicuramente ne può beneficiare. Per loro è come mettere una mancia alla fine di un banchetto.
In un ranking della finanza mondiale è più potente Pallotta o i cinesi?
Sono due impostazioni finanziarie diverse. Pallotta è un uomo profondamente integrato nella grande finanza internazionale, il cinese è diverso. Con la finanza sono molto prudenti, al contrario degli arabi per esempio. Ma sono molto presenti dal punto di vista industriale; non vogliono avere capitali, ma beni reali. Perché hanno capitali liquidi.
Un’accoppiata del genere farà della Roma un squadra come Psg o Manchester City?
La Roma sarebbe un caso unico. Non c’è un caso internazionale in cui ci sono due investitori. Sarebbe una novità in tutto e per tutto. Nella stagnazione italiana queste sono operazioni che finiscono sui giornali di tutto il mondo. Diventa una notizia mondiale.
Per gli americani il nuovo stadio è l’obiettivo principale. Con questo socio come si rapporta on Pallotta sulla questione stadio?
Per uno che mette 8 miliardi di dollari per costuire una Hollywood cinese, partecipare con 20 milioni alla costruzione di uno stadio è come comprarsi una casa al mare. Il rischio dunque è bassissimo. La combinazione di due soggetti di questo tipo diventa una garanzia. Se avessero voluto vendere la Roma non ci sarebbe stato l’aumento di capitale. Non è un’opzione di avventura ma un investimento serio ed è ottimo, perchè era da tempo che in Italia non c’erano investimenti esteri. L’importante è che non vengano create ostacoli o barriere emotive che potrebbero ostacolare qualcosa che invece può solo far crescere a livello internazionale questo club.
I tempi?
L’obiettivo è chiudere tutto nei primi giorni di dicembre, entro i primi 4/5 giorni.
FESTA: "PALLOTTA RIMARRA' SOCIO DI RIFERIMENTO ANCHE CON I CINESI"NOTIZIE AS ROMA - "L'investitore cinese entrerà nella Neep tramite aumento di capitale. I soci già presenti se non sottoscrivono l'aumento di capitale si diluiscono nelle quote. Unicredit diluirà al 5%, il cinese al 50%, e Pallotta solo in parte dovrebbe sottoscrivere e resterà il socio di riferimento". Queste le parole ai microfoni di Centro Suono Sport del
giornalista Carlo Festa, autore dell'articolo apparso oggi su Il Sole24ore secondo cui un imprenditore cinese sarebbe pronto ad entrare nella Roma.
romanews