L'esultanza di Mourinho divide la Premier. Il Chelsea lo ama, Pellegrini s'arrabbiaMilano, 28 ottobre 2013
La reazione dello Special One al gol del 2-1 sul Manchester City non è piaciuta all'allenatore avversario. "Volevo festeggiare con mio figlio", ribatte il portogheseGazzetta TV
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"Non ho stretto la mano a Mourinho al termine della partita. Perché non l'ho fatto? Perché non mi andava". Queste le parole di Manuel Pellegrini al fischio finale di Chelsea-Manchester City, pochi istanti dopo aver assistito all'esultanza sfrenata dello Special One per la rete decisiva di Torres al 90'. Gelido, il cileno: l'immagine del collega che schizza via dal seggiolino con gli occhi sbarrati, si getta nel "dugout" dietro la panchina del City e improvvisa una sequenza di baci e abbracci col popolo Blues di Stamford Bridge non gli è andata proprio giù.
l'antefatto — E non è difficile capirne i motivi. Mourinho è lo stesso personaggio che, succedendogli alla Casa Blanca, aveva definito "primo dei perdenti" il Pellegrini allenatore del Real Madrid, secondo (con l'allora record di punti dei Blancos nella Liga, 96) dietro al Barça nel campionato 2009-10. Tanto per farsi amare ancora un po' di più, Mou aveva anche ironizzato sulla decisione del cileno di continuare la carriera ripartendo dal Malaga, invece che allargare gli orizzonti al resto d'Europa. Pellegrini, alla vigilia del big match della 9ª giornata di Premier League, era stato un signore, dribblando tutte le domande scomode della stampa su rivincite o conti da regolare. Vedersi ripagato con questo siparietto potrebbe averlo fatto pentire di tanta eleganza.
la spiegazione — Il caso, in realtà, si è sgonfiato subito, dopo le scuse di Mourinho arrivate già durante le interviste all'interno del "Bridge": "Spero che il Manchester City non abbia equivocato, non intendevo mancare di rispetto - è stata la spiegazione -. Volevo soltanto andare a far festa con mio figlio. Gli ho comprato un abbonamento stagionale, ma i posti riservati alla mia famiglia sono dietro la panchina avversaria. Se il City crede alla mia versione non c'è problema, altrimenti mi scuso".
invictus — Episodio chiarito, ma l'atteggiamento da ultrà del portoghese non cessa di far discutere. Perché Mou divide, qualunque cosa faccia. Né fa nulla per tenere i riflettori lontani da sé. La critica principale che gli viene rivolta, a proposito del momento di "madness" al gol del Niño, è quella di aver esagerato la gioia per una rete regalata dal City, che si è suicidato sportivamente con un'incomprensione tra Hart e Nastasic. Anche su questo, lo Special One ha da ridire: "Non è stata una 'lucky situation', bensì una 'believe situation'. Torres non è stato fortunato, ci ha creduto fino in fondo. E ci ha permesso di battere la squadra più forte della Premier, almeno secondo me". Sarà. Ma intanto, più che parlare delle 65 partite casalinghe di Mou senza sconfitte in campionato (51 vittorie e 14 e pareggi da tecnico del Chelsea), si dibatte ancora sul "Mourinho-style". "Esultanza eccessiva, irrispettosa e fuori luogo", ringhiano i detrattori. "Macché, gesti come questo sono il bello del calcio", ribattono i difensori. Comunque sia, non c'è troppo tempo per pensarci, domani sera il Chelsea va a casa dell'Arsenal per la Coppa di Lega. Chissà dove si siederà il figlio di Mou all'Emirates.
il videohttp://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Pr ... 0011.shtmlbella roba