www.romanews.euRASSEGNA STAMPA - L'ex tecnico della Roma Luis Enrique ha imposto uno stile molto personale al Celta e le sue decisioni cominciano a suscitare più di un dubbio nel club. Per questo motivo oggi il quotidiano spagnolo Marca gli dedica un articolo intitolato "The Special Luis". L'asturiano viene descritto come un allenatore atipico, diverso dalla maggior parte dei colleghi che ogni fine settimana siedono in panchina. La sua filosofia calcistica comprende, tra le altre cose, che la normalità per le sue squadre sia iniziare il campionato senza ottenere buoni risultati. E sembra che la sua profezia si sia avverata visto che il Celta Vigo non vince dalla seconda giornata.
Tra le critiche che gli vengono opposte c'è quella di un'eccessiva ossessione per la sicurezza: ogni settimana fa disputare diversi allenamenti a porte chiuse, precauzione che va oltre il desiderio di voler impedire l'ingresso di tifosi e giornalisti. Sembra, infatti, che tutti coloro che non fanno parte della squadra o dello staff tecnico, anche se sono parte della società, non possano assistere alle sedute. Seguendo le indicazioni di Luis Enrique, è stata installata una piattaforma elevata sul campo di allenamento, affinché possa godere di una migliore visuale e seguire il lavoro dei suoi uomini dall'alto, mentre i suoi collaboratori fanno allenare i giocatori sul prato.
Il punto principale di frizione con l'ambiente del Celta si è avuto però in occasione della gara con il Getafe della settimana scorsa, quando l'ex romanista ha mandato in campo quela che i spagnoli definiscono l'Equipo B. Per giustificare la ua scelta, Luis Enrique ha lamentato il fatto che non si possono giocare tre partite in sette giorni. Infine, quel che non va giù agli spagnoli, è che i suoi contatti con i mezzi di comunicazione si limitino alle conferenze stampa alla vigilia della partita e dopo la partita stessa: non accetta interviste personali e nemmeno i suoi numerosi collaboratori possono essere intervistati. Un comportamento che viene definito corretto sì, ma quantomeno ‘distante' e in alcune occasioni ‘arrogante'.