noodles ha scritto:
cioè, tu reputi realistica l'ipotesi di andare all'estero e finire a fare il barbone, e dunque preferiresti andare in Danimarca o in Belgio, dove i barboni vengono accuditi, e non in America, dove vengono lasciati a se stessi?
Veramente i barboni li ha tirati fuori Kherzakov.

Quei discorsi successivi erano per dimostrare come quella sia una società eccessivamente individualista (per i miei gusti). Fine. Chiaramente non è quella l'aspirazione.

Fra un paese dove c'è una certa rete di protezione sociale, ad esempio per chi perde il lavoro, e un paese dove è più scarsa, tendo a preferire il primo. Chiaramente questo è solo uno degli aspetti da considerare: bisogna valutare la facilità di accesso al mercato del lavoro etc.
Comunque il mio discorso era diverso e riguarda principalmente il modo americano di concepire il lavoro. La discussione venuta fuori dopo è un qualcosa in più.
Cita:
non voglio certo fare i conti in tasca a te e alla tua famiglia, ma tendo a credere che, se la tua eventuale esperienza all'estero non fosse fortunata, non saresti abbandonato al tuo triste destino di accattone, ma faresti le valigie e torneresti indietro (in aereo e non come clandestino su un mercantile)

Eeeh... troppo comodo ragionare così...

Se parti per stabilizzarti in un nuovo Paese e poi torni indietro significa che hai fallito e allora quella non era la scelta giusta.
Cita:
e sull'integrazione, mi sa che ti sbagli di grosso: molto più complicato integrarsi nei paesi nordici, in particolar modo la Germania, dove l'italiano è ancora guardato con un certo sospetto, che in America.
Ma io sembro nordico.
