Mad ha scritto:
Marco Bode ha scritto:
Finney l'ho visto giocare un paio di volte in partite d'archivio anni fa e non mi ha esaltato, Mad. Secondo me, i giocatori inglesi sono stato tanto soprastimati nel corso della storia, forse per il fascino che il calcio inglese ha nel mondo, forse perché hanno inventato il calcio moderno... Ma di calciatori inglesi davvero etichetabili come fuoriclasse ne conto pochi.
Su Finney sono piuttosto convinto Marco. E' indubbio che i giocatori inglesi abbiano un'aura tutta loro, dovuta al fatto che non si siano mai effettivamente confrontati concretamente col calcio Mondiale fino agli anni '50, ma è anche innegabile che l'Europa li abbia dovuti raggiungere negli anni. Non di certo negli anni '50, già ben prima (ho sempre considerato Uruguay, Italia e Argentina superiori alle rispettive formazioni inglesi degli anni '30, e pari o superiori nel caso dell'Uruguay, a quelle degli anni '20), ma partivano sicuramente da un gradino diverso rispetto agli altri.
Wright era un grande giocatore, e non lo è meno per la rumba presa da Puskas, che sarebbe come dire che un calciatore affermato venisse rivalutato per aver sfigurato con Maradona, Ronaldo o Messi. Quando Beckenbauer ha preso quel famoso tunnel da Pelé non si è pensato "ah, allora Beckenbauer è sopravvalutato"

No, ma questo sicuramente Mad: di Wright ho solo scritto che si sarà ricordato di Puskas tutta la carriera dopo l'infarinatura subita a Wembley, non mettevo in dubbio il suo valore, fino ai primi Anni 50 era probabilmente il miglior mediocentro sistemista d'Europa. Le giornate no capitano a tutti, anche ai grandissimi e di conseguenza anche a giocatori forti, ma non grandissimi, come Wright.
Su Finney, io mi sono limitato a dare un mio giudizio dopo averlo visto all'opera un paio di volte... Il mio era comunque un discorso più generale su un'eccessiva mitizzazione del calcio inglese negli anni, pur se importantissimo per alcuni sviluppi tattici (il Chapman System il 4-4-2 di Ramsey, gli accorgimenti tattici e nell'alimentazione degli atleti di Shankly al Liverpool che in parte sono ancora la base del calcio inglese moderno). I risultati però dicono che a livello di nazionale hanno vinto un solo Mondiale (rubacchiato) in casa, per il resto tante figure barbine già a partire dal secondo dopoguerra. Oltretutto, io aggiungerei che, essendo furbi e sapendo i loro limiti, hanno sempre preferito giocare le amichevoli contro le migliori nazionali dell'anteguerra in periodi a loro favorevoli e in casa loro (a quei tempi le differenze climatiche erano più evidenti e i terreni di gioco inglesi erano completamente diversi da quelli europei come manto e struttura, dunque favorevoli a chi sapeva già giocarci...). Gli inglesi sono fatti così, a mio avviso: sono una nazione “intelligente” da questo punto di vista, scaltra. Sono consapevoli dei loro limiti, ma sono anche troppo orgogliosi per ammettere di essere inferiori a qualcuno: per questo, preferiscono affrontare qualcuno anche se superiore sul loro terreno preferito, oppure scelgono di starsene per conto loro, piuttosto che farsi battere, sottomettere o comandare. E' stato così nel calcio dell'anteguerra, quando evitarono di affrontare gli uruguayani, è stato così fino all'immediato dopoguerra, fino a quando non poterono più rifiutarsi di giocare ai Mondiali. E' così oggi - se guardi bene - nel mondo economico-politico: non potranno mai entrare in un'Europa “dominata” dai tedeschi e dalla loro politica di rigore, loro che sono tra i padri fondatori della finanza creativa. Così scelgono di starne fuori, isolati da tutto il resto.
