Marcello Lippi ha detto che Cannavaro e Nesta sono stati gli ultimi grandi difensori italiani perche' ebbero la fortuna di nascere in un'epoca in cui nel settore giovanile impararono la marcatura a uomo , dopo di loro infatti c'e il vuoto e ci sono i Bonucci e i Ranocchia. Questo lo disse in un'intervista che vidi.
Qui poi Lippi parla di Santacroce cosi : Fabiano Santacroce è sicuramente il migliore prospetto di questa nuova generazione di difensori. L'unico, a detta dello stesso Lippi, a ricordare la capacità di marcare "a uomo" propria di Cannavaro, in un momento in cui il dilagare della "zona" ha ucciso la bravura nel seguire da vicino l'attaccante.
http://www.fastweb.it/portale/canali/sp ... id=2798238
Ancora Lippi recentemente si e' cosi espresso : Allarme Cannavaro aveva detto: «Non ci sono più grandi difensori» Lippi . <<
Saltano le marcature >>
Lippi: «Si pensa solo alla zona rivalutiamo il gioco a uomo Questa è la nostra tradizione»
Che l'Italia, patria di santi, navigatori e difensori, ora abbia smarrito le sue radici, è cosa risaputa. Ormai soltanto gli inglesi e pochi altri sono ancora convinti che da noi si giochi con il catenaccio. Che però a denunciare ufficialmente la crisi di vocazioni sia soprattutto Fabio Cannavaro («La mia generazione è stata fortunata, oggi i grandi difensori non ci sono più») non può non indurre a riflessioni supplementari. Il capitano azzurro invita a dare un'occhiata ai settori giovanili delle grandi squadre: dice che ci troveremo poco o nulla.
E in effetti la difesa, trasformata in una Maginot al Mondiale tedesco di due anni fa, è il cruccio più evidente di Marcello Lippi. «Nei vivai si insegna la zona e si perde l'abitudine alla marcatura, che invece è sempre stata una delle nostre caratteristiche — sottolinea il c.t. —. Un giocatore cresciuto marcando a uomo non ha problemi ad adattarsi alla zona: è molto più difficile il contrario».
Il rimedio? Elementare, Watson: «Allenare i giovani anche nella marcatura a uomo. Altrimenti avremo difensori bravi se inseriti nel reparto ma non in marcatura.>>
Nella sua qualità di responsabile e coordinatore dell'intero movimento azzurro, il c.t. campione del mondo non può sottrarsi a un ruolo propulsivo, funzionale a una correzione di rotta: «Ma io mi ero già mosso nella mia precedente gestione, affrontando il problema con i vari c.t. Ora ne riparlerò e farò presente che se vogliamo tornare ad avere difensori capaci di marcare non dovremo trascurare le esercitazioni per il controllo a uomo». Carlo Ancelotti concorda sul fatto che si sia «perduta la specializzazione della marcatura che era legata alla scuola italiana. Nelle squadre prevale un indirizzo diverso e la zona ha favorito la perdita di queste qualità. Bisogna tornare a fare addestramento specifico sulla marcatura a uomo, se è questo che si vuole. Però se sul mercato c'è poca richiesta, la borsa dei marcatori puri va giù. anche se nella difesa a zona a un certo punto bisognerebbe controllare l'avversario a uomo».
Il futuro del nostro calcio passa in gran parte da Pierluigi Casiraghi e da Francesco Rocca, responsabili rispettivamente delle rappresentative Under 21 e Under 20. Sono loro ad avere il termometro della situazione. «Il problema dei difensori non è una novità — sottolinea il primo —. La zona ha modificato le caratteristiche di chi gioca in difesa e ha livellato tutto. In realtà è cambiato il calcio e gente come Cannavaro oppure come Ciro Ferrara non c'è più, inutile cercarla. Così è anche cambiata la valutazione del difensore: è più facile trovare chi sappia giocare a zona e in più ruoli. Paradossalmente in questo momento io sono abbastanza coperto in difesa mentre ho qualche problema a centrocampo. Buoni difensori in un'ottica futuribile? Andreolli, Criscito e Bocchetti: hanno grandi qualità e ottime prospettive».
http://www.corriere.it/sport/08_ottobre ... aabc.shtml
Il commissario tecnico dell'Italia, ovvero Marcello Lippi, ha espresso un pensiero molto condivisibile negli ultimi tempi: la penuria in Italia di difensori centrali in grado di marcare a uomo. Effettivamente questa considerazione è sacrosanta, per avvalorarla basta compiere un piccolo excursus sturico sulla nazionale italiana: se per tutti gli anni 90 la retroguardia azzurra ha potuto contare sui vari Costacurta, Maldini, Baresi, Tassotti, Ciro Ferrara, Beppe Bergomi, Minotti, Annoni, Nesta, Cannavaro, Apolloni, Lanna (Marco) e via discorrendo, ed ora i titolari sono gli ultratrentenni Cannavaro, Materazzi e Legrottaglie...con alle spalle un ex terzino a destreggiarsi da centrale (Chiellini), vuol dire che qualche problema c'è.
Ricordo qualche anno fa, quando assieme ad un amico mi trovai ad assistere ad un allenamento di una squadra di "esordienti" della provincia di Benevento...feci notare al mio amico, con un certo rammarico, che il mister chiedeva ai suoi piccoli difensori molta più attenzione alla zona che all'uomo da marcare. Il risultato è quello che esponeva Marcello Lippi: gli stopper alla Cannavaro, ma non per capacità, figuriamoci, ma per la marcatura dell'uomo, sono ormai scomparsi. Per questi motivi abbiamo potuto vedere in tutti questi anni difensori che di difensivo avevano solo il ruolo nel fantacalcio...per altro sopravvalutati e venduti a prezzi esorbitanti.
Dare ragione al commissario tecnico azzurro perciò appare d'obbligo...sebbene, noi napoletani, almeno in parte possiamo smentirlo. Da circa un anno, nella nostra retroguardia fa bella mostra di sè Fabiano Santacroce...entrato nel cuore dei napoletani proprio per le sue capacità di stopperaccio vecchio stile: anticipo, malizia, capacità di marcatura. Fabiano Santacroce, senza eccedere in complimenti o considerazioni prettamente da tifoso, è un fenomeno, nonostante la giovane età, nonostante l'esigenza di limare alcune brutture caratteriali, rappresenta a tutti gli effetti un raggio di sole sulla categoria dei difensori italiani...e, fortunatamente, anche su quella del Napoli. Il ragazzo cresciuto tra Bahia e la Brianza è andato in difficoltà le poche volte in cui è stato chiamato a doversi cimentare nei sofisticati meccanismi tattici a cui devono attenersi i difensori di oggi. Quando però, si è scelto di tenerlo in marcatura ferrea su un uomo dell'attacco avversario...basta ricordare la frustrazione dei vari Mutu, Trezeguet, Suazo, Di Natale...mica gente di serie B. Per queste ragioni, il commissario tecnico Lippi fa benissimo a lamentarsi, lanciando un incipit agli allenatori delle giovanili di far crescere i giovani difensori attaccati alle caviglie degli attaccanti...ma farebbe ancora meglio ad alzare lo sguardo...in tanto grigiore, a Napoli c'è un raggio di sole...bello luccicante.
http://www.noitifiamonapoli.net/rubrich ... bagli.html
MA COSA NE DITE NE SAPRA' DI PIU' IL NOSTRO JC DI MARCELLO LIPPI TECNICO CAMPIONE DI TUTTO CON LA NAZIONALE E CON I CLUB ?