MarkPocho ha scritto:
E' quello che la tesse che rende davvero affascinante questo sport!

Spesso si dice che lo specifico calcistico, ciò che lo rende lo sport egemone (quantomeno in Italia), sia l'importanza del singolo gol, che permette un incremento notevole nelle probabilità della squadra più debole di prevalere.
Questo è indubbiamente vero, ma non riesce a spiegare un'annosa questione, secondo me centrale: perchè alle donne, generalmente, non piaccia il calcio.
Se vi è capitato di vedere delle ragazze giocare a pallone, pur nella loro completa incapacità di coordinarsi e muoversi come lo sport in questione richiederebbe (capacità che anche il più incapace dei ragazzi acquista per inerzia ed imitazione), avrete notato che, grosso modo, si divertono un mondo. Non si applicano poichè la possibilità di continuare a giocare con continuità appare remota ed impraticabile, ma mi sembra di ricordare che ben tre mie compagne di classe alle superiori, avendone l'opportunità, si fossero date al calcio a 5, facendone nel campione di riferimento della mia classe lo sport con una maggiore frequenza rilevata tra le donne.
Il problema, quindi, non è a parer mio lo sport in sè.
Ciò che le donne non riescono ad afferrare è l'esistenza di una entità trascendente che regola il corso degli eventi, quello che sul forum siamo ormai abituati a definire come
quello che la tesse.
Gli uomini iniziano a seguire il calcio da bambini per imitare i modelli adulti (parenti in primis) e, da un certo momento in poi, non possono più farne a meno, poichè riescono ad intravedere, tra le maglie del destino, i corsi e ricorsi storici che l'elevatissimo numero di partite e competizioni avalla, se non altro per una questione statistica. Non mi riferisco unicamente ai casi eclatanti ampiamente trattati dalla bibliografia forumistica, ma anche solo alle rivincite individuali conquistate da giocatori di bassa leva dopo una carriera da nomadi, a meteore che si spengono in un brevissimo arco di tempo, a volti, nomi, squadre che salgono e scendono e scompaiono e risputano facendoti irrimediabilmente affezionare.
La partita in sè non conta nulla. Anzi, diciamocelo, nove su dieci la partita è, per lunghissimi tratti, una palla.
I novanta minuti sono insignificanti di fronte alla magia, onirica ed innocente, che gli eventi pregressi conferiscono alla 37esima giornata della stagione 2007/08.
L'essenza del calcio non può essere percepita tramite un'osservazione episodica.