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AGI) - Dubai, 24 mar. - Dal suo Napoli ai problemi col fisco, passando per Juve, Inter, Ibrahimovic e Messi. Lunga intervista concessa alla "Gazzetta dello Sport" da Diego Armando Maradona, ancora amareggiato per l'eliminazione in Champions del 'suo' Napoli. "Ma ora e' importante che arrivi terzo, in modo da replicare subito l'esperienza in Champions - l'auspicio dell'ex Pibe de Oro - se ha gia' fatto bene alla prima partecipazione, mi aspetto che l'anno prossimo vada anche meglio". E con la rosa che Mazzarri ha a disposizione tutto e' possibile. "Il Pocho corre a perdifiato, con o senza palla, squilibra ogn"i schieramento avversario - sottolinea - ma Cavani e' diventato implacabile,e Hamsik continua a piacermi. Sono bravi e giocano con il cuore".

Maradona sogna di tornare al San Paolo per vedere i partenopei dal vivo ma prima c'e' da risolvere la querelle col fisco italiano. "Ci voglio andare io da Befera, e' ora di chiudere una storia che mi ha avvelenato la vita. Che mi ha sottratto non tanto occasioni di lavoro, quelle vanno e vengono ed e' inutile tornarci su, ma 18 anni di amore dei napoletani. Io non sono un evasore fiscale, ho in mano una sentenza del '94 nella quale si dice che non devo nulla, non ho capito chi abbia poi cambiato le carte in tavola e perche'.
Voglio chiudere la questione e tornare a Napoli dalla porta grande. Voglio semplicemente entrare al San Paolo libero di tifare come tutti i napoletani. E poi vorrei tanto bermi un caffe' in piazza Pleibiscito con Giordano, Carnevale, Renica, con tutti i miei vecchi compagni".

Da Dubai, dove allena l'Al Wasl, Maradona segue il calcio italiano. "E' tornata la Vecchia Signora - continua - la rinascita della Juventus mi sembra il dato saliente di questa stagione, e ci aggiungo purtroppo perche' nella prospettiva di lottare presto per lo scudetto il Napoli ha una concorrente terribile in piu'". Nella corsa al tricolore il favorito resta il Milan, "ha un vantaggio piccolo ma pesante e probabilmente e' ancora la squadra migliore", oltre ad aver avuto "il coraggio di investire su un allenatore giovane in un mondo che mi pare imbalsamato". E poi c'e' Ibra.
"Allenarlo non deve essere facile ma e' un purosangue - dice dello svedese - lo metto quasi allo stesso livello di Cristiano Ronaldo, che ovviamente e' secondo solo a Messi. La mia classifica: Messi, Ronaldo e poi Ibra e Rooney a pari merito".


Maradona e' anche un grande estimatore di Balotelli ("e' ancora un ragazzino e, come sappiamo, i suoi problemi non sono in campo ma fuori, ma penso che con il sostegno paterno di Mancini lo stia portando sulla strada giusta"), anche se non e' Supermario la chiave di rendimento della Nazionale di Prandelli. "Non esageriamo, ci sono altri buoni giocatori. Io ne ho in testa soprattutto due: Marchisio, che ha la determinazione a emergere dai campioni, e Pirlo, che pare un ragazzino. Se posso fare un augurio a Prandelli, i recuperi di Cassano e Rossi trasformerebbero la vostra Nazionale". Tornando alla serie A, si e' invece chiuso il ciclo dell'Inter. "Il tempo passa per tutti. E a volte qualcuno lo accelera - il pensiero dell'ex ct dell'Argentina - e' stato Mourinho. Un grande anche per questo, riesce a farsi dare tutto dai suoi giocatori".

Chiusura, inevitabile, su Messi, del quale avrebbe voluto essere compagno di squadra. "C'e' una dote, soprattutto una, che nessuno ha mai avuto come me e Leo: la velocita' di pensiero - commenta Maradona - allenandolo, la cosa di me che rivedevo in lui era la fulminea comprensione di come l'azione si sarebbe sviluppata. E' una qualita' innata, una cosa da computer. Potendo dialogare con uno che pensa alla stessa velocita', entrambi avremmo dato ancora di piu'". (AGI) .


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MessaggioInviato: sab 24 mar 2012, 16:59 
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Maradona continua ad elogiare "tu sai chi" nonostante l eliminazione mondiale..ci sarà un motivo?


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E Quindi ? ho mai detto che i pareri di Maradona contano qualcosa ? prima di parlare informatevi meglio sui pensieri del maestro.


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MessaggioInviato: sab 24 mar 2012, 18:20 
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ho mai detto che i pareri di Maradona contano qualcosa ?

Vero, Maradona è sempre stato catalogato come "inattendibiile" da epico.
Risulta oscuro il motivo per cui i pareri di Maradona non contano e quelli di Bergomi sì, ma fa niente.


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Maradona Vs Platini.

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Maradona in finale si e' guadagnato la punizione da dove e' nato il primo gol , ha costruito il secondo e ha fatto l'assist al terzo , in mezzo altre funamboliche giocate e un rigore negatogli dopo un'azione strepitosa , ma fu decisivo anche perche' tolse dalla manovra tedesca la forza motrice : Lothar Matthaus designato a marcarlo a uomo e seguirlo ovunque e quindi privando del suo apporto fin li fondamentale la nazionale teutonica : Alla conferenza stampa che precedette la finale il ct tedesco Kaiser Franz Beckenbauer sconvolge il mondo affermando spavaldo : << ho l'uomo per fermare il mostro >>.

Matthaus? L'avversario più forte, parola di Maradona.

Il tedesco Lothar Matthaus è stato uno dei centrocampisti più forti al mondo tra gli anni Ottanta e Novanta: non a caso Maradona lo ha definito il miglior avversario incontrato in carriera. A caratterizzare Lothar erano il carattere da leader, l’ottima tecnica di base, il grande senso della regia e il tiro, preciso e potente.
Già a 18 anni, nel 1979, Matthaus esordisce nella serie A tedesca con la maglia del Borussia Monchengladbach. Il buon campionato disputato gli vale la convocazione in Nazionale in occasione degli Europei del 1980 disputati in Italia. Seppur giovanissimo, Lothar contribuisce alla conquista del titolo continentale.
Sempre con la Nazionale, nel 1982, porta a casa la medaglia d’argento ai Mondiali di Spagna, inchinandosi all’Italia di Bearzot.
Nel 1984 per Lothar arriva la chiamata del più prestigioso club tedesco: il Bayer Monaco. Nella città bavarese Matthaus rimane quattro anni, vincendo due campionati (1985/86, 1986/87), una Coppa di Germania (1985/86) e una Supercoppa tedesca (1987). A questi successi, si aggiunge la seconda medaglia d’argento consecutiva ai Mondiali disputati in Messico nel 1986, dove a prevalere è l’Argentina del Pibe de Oro.
A Milano Lothar approda nel 1988. È lui il regista dell’Inter dei record: nella stagione 1988/89 la squadra guidata da Trapattoni vince, infatti, il campionato con un punteggio mai più eguagliato. Si prende una rivincita su Maradona: suo, infatti, è il goal al Napoli che spezza le speranze di recupero dei partenopei.
Il duello tra Matthaus e Maradona è anche il momento clou di Italia ‘90: in finale ai Mondiali tornano a fronteggiarsi Germania e Argentina. Stavolta ad avere la meglio è Lothar, che si aggiudicherà anche il Pallone d’Oro.
A livello di club, con l’Inter Matthaus vince anche una Supercoppa Italiana (1989) e una Coppa Uefa (1990/91).
Nell’estate del 1992 firma per il Bayer Monaco: la seconda parentesi in maglia bavarese è ricca di successi. In otto stagioni vince infatti due scudetti e tre Coppe di Lega.
La delusione patita nella finale di Champions League del 1999 (con due goal nel recupero, il Manchester United ribalta l’esito della partita) spinge Matthaus a lasciare l’Europa e a sperimentare il neonato campionato statunitense.
Decide poi di diventare allenatore, tuttavia la sua seconda vita come coach è tutt’altro che indimenticabile. Fa esperienze in Austria, Serbia, Ungheria, Brasile, Israele e Argentina, con risultati poco significativi. Dal settembre 2010 Matthaus è il commissario tecnico della Bulgaria.
http://www.polasesport.it/public/Calcio ... _1919.html


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Vede Varela capire di calcio e' anche saper vedere cose tattiche , un matthaus che deve rinunciare al suo apporto per marcare Maradona ad esempio e non vedere solo come fa lei chi segna il gol.


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epico ha scritto:
Vede Varela capire di calcio e' anche saper vedere cose tattiche , un matthaus che deve rinunciare al suo apporto per marcare Maradona ad esempio e non vedere solo come fa lei chi segna il gol.


Fatto innegabile. Ma lei vuol negare che i compagni di maradona in quella finale abbiano offerto una buona prestazione collettiva?


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Senza contare la carica e la sicurezza di se' che Diego infuse ai compagni , elevando il rendimento di mediocri mestieranti.
Ma queste cose per certa gente non contano , conta solo chi fa il gol. :rofl


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Alla conferenza stampa che precedette la finale il ct tedesco Kaiser Franz Beckenbauer sconvolge il mondo affermando spavaldo : << ho l'uomo per fermare il mostro >>.

:eek
Questi aneddotti ancestrali mi esaltano un sacco :rulez


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