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MessaggioInviato: mar 17 gen 2012, 17:21 
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Volevo comunicare a tutti che per quanto mi riguarda non postero piu’ nell’argomento Maradona vs Messi ( il paragone) , e il motivo e’ che e’ un offesa al calcio, a Diego e a me. Continuero a parlare di Maradona e di Messi ma separatamente come e’ giusto che sia visto il livello superiore di Diego e non postero’ neanche nei confronti Messi vs Pele , Messi vs DiStefano , Messi vs Crujff. , l’offesa che continua. Ho deciso che per quanto mi riguarda il mio confronto se ci sara’ e’ da Zidane e Ronaldo in giu’ , giocatori che forse raggiungera’. Chiedo di essere bannato se capita che non rispetti questa cosa , perche’ se dovesse succedere e’ giusto che non posti piu’ niente in un forum di calcio. Invito anche chi la pensa come me a fare lo stesso Lo so che qualcuno sara’ contento di questo ma sono piu contento io, credetemi. Saluti .


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MessaggioInviato: mar 17 gen 2012, 17:45 
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Bravo Flavio , basta paragonare certi giocatori a Diego.


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MessaggioInviato: mar 17 gen 2012, 17:48 
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El Diez ha scritto:
epico ha scritto:
Video estremamente interessante.
Cosa dicono di lui i seguenti personaggi :

Eric Cantona
Eric Gerets
Claudio Caniggia
Salvatore Carmando
Vittorio Dini
Francis Cornejo
Ottavio Bianchi
Bruno Giordano
Salvatore Bagni
Albertino Bigon
Beppe Bruscolotti
Massimo Troisi e Lello Arena
Vittorio Sgarbi
Professor Antonio Dal Monte
Andrea Carnevale
Careca
Avvocato Gianni Agnelli
Massimo Mauro
Emir Kusturica

Molto interessanti le parole del professor Dal Monte e dell'avvocato Agnelli ( Bode oda bene ) e di Vittorio Sgarbi durante una leggendaria puntata di pressing condotta da Marino Bartoletti Con litigata furibonda tra Maurizio Mosca ( che lo accusa di essere cocainomane e puttaniere ) e Maradona presente in studio con succesiva entrata eclatante di Sgarbi che difende Diego urlando che droga e mignotte vanno bene :rofl :rofl ( purtroppo sto ben Di Dio non lo trovo in rete ).

http://www.youtube.com/watch?v=CfjKbofT ... re=related

MASSIMO TROISI... IL DIEGO DEL CINEMA :8)


Adesso non esageriamo.


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epico ha scritto:
Maradona al Mondiale 82 forniva queste prestazioni straordinarie a 21 anni , qui quello che fece in Argentina Ungheria meravigliando il mondo e non facendo dormire Gentile per notti .

Prego visionare :

http://www.youtube.com/watch?v=64pLXRN_XCM



:O_O :O_O :O_O :O_O :O_O :O_O :O_O :O_O


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MessaggioInviato: mar 17 gen 2012, 18:44 
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Articolo della Stampa originale. Leggete


Giocatore dell'anno? Maradona
Maradona Giocatore dell'anno? Maradona Ultima volta da protagonista, poi il doping DIEGO Armando Maradona. Gli dedichiamo l'anno. Un re senza corona. Ma sempre, e per sempre, un re. Il nostro re. D'accordo, Romario e Stoichkov per quello che hanno vinto, l'uno il mondiale, l'altro il pallone d'oro, Klinsmann e Dumitrescu per quanto hanno segnato (11 gol a testa), meritano un posto in prima fila. Giusto. E nessuno intende sottrarglielo. Ci mancherebbe altro. Del resto i risultati sono sacri. Orientano e scrivono la storia. Però c'è Maradona. E il 1994 lo ricorderemo anche, e soprattutto, per averci distillato le ultime gocce di Diego giocatore. Le ultime? Temiamo di sì, le ultime. Il gol alla Grecia, l'urlo al Foxboro stadium, gli occhi allucinati svenduti alla tv, il delitto (di doping, parte seconda) e il castigo (quindici mesi di squalifica, come la prima volta), l'esecrazione e l'espiazione. Come il Raskolnikov di Dostoievsky, Diego portava dentro di sé il peso del peccato: sapeva, nella speranza, vana, che gli altri tardassero a sapere. Non già la puntata saliente di un romanzo, ma il riassunto di una carriera, l'estratto di una vita. La sua. Dei benpensanti non ce ne può fregare di meno. A Diego dobbiamo i colpi di coda di un'arte che è sempre più mestiere, e di un mestiere che è sempre meno passione. L'Argentina di Maradona avrebbe probabilmente vinto la Coppa del Mondo. L'Argentina senza Maradona l'ha persa, subito. Due partite, con Bulgaria e Ro mania, due sconfitte: sipario, tutti a casa. Averlo scaricato nel modo più facile e codardo: colpa sua, ben gli sta, è un atto non meno deplorevole delle sue bravate sulle quali, per anni, i giornali hanno costruito pagine e tirature. Due gol, per sigillare un'epoca: il primo, informale, al Marocco. Il secondo, ufficiale, alla Grecia. E con la Nigeria, ai Mondiali, le ultime magie, l'ultimissima chiamata. Era il 25 giugno, un sabato, San Guglielmo. Il 3 gennaio, a Parigi, France Football gli consegnerà un pallone d'oro alla carriera. Intanto, a 34 anni, Maradona volta pagina. Le turbolenze sono il suo pane. Se non spara ai cronisti, non è contento. Si è messo a fare l'allenatore, proprio lui che, dal campo, rendeva inutile e ridicola la presenza di qualunque stregone. Dopo un tempestoso tirocinio al Deportivo Mandiyu, ha firmato per il Racing di Buenos Aires. Sempre eccessivo, in tutto e con tutti. Diego Armando in panchina è, per ora, un Pavarotti imbavagliato con la bacchetta in mano. Dovremo farci l'abitudine, non sarà facile. .L'Argentina l'ha usato e rimosso, come da protocollo consolidato. Havelange e Blatter non aspettavano che la sua pipì: guai se il divino reietto avesse ostacolato la marcia del Brasile. Diego non è un martire, ma un po' vittima, sì. Tutti, adesso, dicono che (allora) erano a conoscenza di tutto. Omertà pelosa. Paga, Diego, un diabolico intruglio a base di efedrina, una pozione «obbliga- ta» per smaltire gli effetti di una dieta micidiale. Se volete che torni, se volete, soprattutto, che vi faccia godere come una volta, allora mi dovete accettare per quello che sono, e per quello che prendo. Ragionava così, ai 40 gradi di Boston, il più grande giocatore di tutti i tempi dopo Pelò, o con Pelé, o prima ancora di Pelé, ognuno scelga la sua classifica; per noi, nessun dubbio: prima di Pelé. I regolamenti lo hanno falciato. L'ipocrisia lo ha aiutato a infrangerli. Il 1995 nasce nel peggiore dei modi, senza Maradona, senza Van Basten (a meno di un miracolo, per il quale stiamo facendo un tifo d'infer no), con Romario in crisi postmondiale e Roberto Baggio malinconicamente asserragliato ai box. Ci hanno spiegato, e ce lo spiegheranno ancora, potete scommetterci, che la legge deve essere uguale per tutti. Nulla da obiettare, vostri onori. Resta il fatto che, oggi, Maradona allena, come tanti, mentre sino a ieri ci deliziava, come nessuno. La sua eredità è troppo lontana dai comuni terrestri per poter essere distribuita in parti più o meno uguali. Per Vladimir Nabokov, l'autore di Lolita, esiste solo una scuola: quella del talento. La stessa di Maradona. Dedicargli l'anno è il minimo che possiamo fare, dopo tutto quello che ci ha dato in fantasia, e tolto per dissolutezza. C'eravamo anche noi, quel sabato di Argentina-Nigeria. Non potevamo immaginare un epilogo così squallido, così meschino, così atroce, ma già allora scrivemmo che sarebbe stato il mondiale di Maradona. A modo suo, lo è stato


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Maradona l'urlo del vecchio campione
Tra tante giovani stelle, il re è sempre lui: con la sua classe ha illuminato Argentina-Brasile Tra tante giovani stelle, il re è sempre lui: con la sua classe ha illuminato Argentina-Brasile Maradona, l'urlo del vecchio campione Secondo il et Basile è «un mostro» Parreira: viene da un altro pianeta BUENOS AIRES DAL NOSTRO INVIATO Tra campioni consunti e finti campioni, il trentaduenne Diego Armando Maradona fa ancora la sua figura. E' sempre il re di un calcio in decadenza ma, se si considera che ha un rodaggio di appena cinque mesi nel Siviglia, è destmato a migliorare forma e rendimento. Purché regga ai sacrifici che il suo nuovo «status» psicofisico gli impone. Non ha più lo scatto fulminante, corre «rotondo», tuttavia il genio gli consente lanci e rifiniture magistrali. E, come regista, con licenza di aggiungersi alle punte, potrebbe essere utile a una squadra italiana, Juventus compresa, senza chiedergli i miracoli di Messico '86 o del suo trionfale ciclo napoletano. «Un mostro», l'ha definito il et argentino Basile. «Un giocatore di un altro pianeta», dice il tecnico brasiliano Parreira. Una traversa su punizione e alcune giocate di gran classe del capitano biancoceleste hanno illuminato una partita mediocre, povera di spettacolo, ma il Maradona-day ha rispettato il copione. Pochi gli applausi, alla fine, e solo per Dieguito. E' il responso del derby amichevole (si fa per dire) tra Argentina e Brasile, terminato in parità. Uno a uno, con un bolide di Mancuso, tradotto in gol da una papera di Taffarel, e un colpo di testa di Luiz Henri caie, Una rete per tempo, due espulsi, Ruggeri e Valdo, e poche emozioni tra le regine del Sud America chiamate a celebrare il centenario dell'Afa ma, soprattutto, il ritorno di Maradona in Nazionale dalla «maledetta» finale di Italia '90 persa con la Germania (da allora la Selección ha collezionato 24 risultati utili consecutivi). Due anni e mezzo in cui Diego è precipitato nell'abisso della droga e poi è risorto. E gli occhi dei 65 mila spettatori, che gremivano lo stadio Monumentai del River Piate, erano tutti per «el pelusa», in un clima che ricordava il Mundial '78 e in un caos organizzativo senza precedenti. L'Afa ha un secolo di vita e denuncia la seni- lità dei suoi dirigenti che non hanno saputo gestire il duplice evento: indisciplina nel dopogara, con giornalisti, fotografi, tv e intrusi assiepati in un caldo asfissiante davanti agli spogliatoi. E Maradona sballottato e impossibilitato a tenere la conferenza-stampa. Vergognoso. «Quando sono entrato in campo ero emozionatissimo e m'è venuta voglia di piangere: in uno stadio così pieno mi sentivo come a Napoli, e questo è solo l'inizio», ha sussurrato in mezzo alla bolgia con i poliziotti e Marcos Franchi, il suo manager, che tentavano, inutilmente, di farlo respirare. Spaventato, è scappato dalla palestra. Poi è tornato, per dire che l'Argentina era stata superiore al Brasile sino all' 1-1 e che gli errori dell'arbitro Filippi (è stato anche ammonito per proteste) avevano negato ai biancocelesti il successo. Maradona ha lasciato lo stadio da una porta secondaria a bordo di un'utilitaria, con la moglie Claudia al volante: è andato a casa a dormire. Lo aspetta una massacrante doppia trasvolata tra Argentina, Spagna e ritorno. Con Simeone vola oggi a Madrid, per giocare domani in campionato a Logrones, ripartire imme¬ diatamente per Buenos Aires e rimettersi a disposizione di Basile per l'amichevole di mercoledì a Mar del Piata con la Danimarca campione d'Europa. «E' assurdo, ingiusto», protesta Maradona ma nulla può. Così vuole Cuervas, intrasigente presidente del Siviglia. E' un altro passo verso il divorzio dopo meno un anno. L'altra notte, Maradona ha dimostrato che può reggere il confronto con le giovani «stelle», o presunte tali, del football sudamericano. Il tanto atteso Rai, fratello di Socrates, ha deluso. Pochi i palloni toccati dal lungo centrocampista del San Paolo, acquistato dal Paris St-Germain. Ha impressionato Cafù, terzino fluidificante del San Paolo che piace alla Juve. Un altro brasiliano seguito dalla società bianconera, e ritenuto troppo lento per le esigenze di Trapattoni, è Mauro Silva de La Coruna, mediano centrale di impostazione e marcatura (ha spesso incrociato Maradona). Non è un fenomeno. E lo stesso vale per Bebeto e Valdo. A sprazzi Careca, sostituito nel finale con Muller. Idem Batistuta, vivo ma inconcludente Caniggia, bravo e fortunato Mancuso. Tra i migliori il «vecchio» Maradona e Simeone, uno scarto del Pisa. Se il livello del calcio latino-americano è questo, sia l'invitta Argentina che il Brasile, in proiezione Usa '94.


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Reg. il: sab 7 gen 2012,
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Video estremamente interessante.
Cosa dicono di lui i seguenti personaggi :

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http://www.youtube.com/watch?v=CfjKbofT ... re=related

MASSIMO TROISI... IL DIEGO DEL CINEMA :8)


Adesso non esageriamo.

Nel suo genere è considerato dai critici come Totò e chaplin.. ha ribadito tale tesi anche il sommo Dario fò... uno che a 41 anni .. arriva all' oscar da non americano è un genio assoluto non scherzare epico..


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PUNTATA DI ICONE SU RAI 5 PER DIEGO


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Maradona dall'ospedale alla Cina
"State tutti tranquilli, sto bene"
SHANGHAI (Cina), 17 gennaio 2012
Dieguito a due giorni dall'intervento ai reni è a Shanghai: "Ho Napoli e l'Argentina nel cuore - ha detto a un evento benefico in suo onore in cui ha palleggiato pure con i bambini -, i napoletani meritano una grande squadra come questa, che forse deve rafforzarsi solo un po' in difesa". Giovedì tornerà ad allenare negli Emirati


"Ieri ero a letto dopo l'operazione, oggi dovevo essere qui a Shanghai. Lo ripeto a tutti: sto bene". Diego Armando Maradona, dimesso dall'ospedale di Dubai dove domenica notte gli erano stati rimossi d'urgenza dei calcoli renali, è volato in Cina per un'iniziativa di beneficienza alla quale non poteva mancare. Dopo le dimissioni, invece di dedicarsi a una breve convalescenza, è andato in aeroporto per il viaggio. Giovedì Maradona tornerà negli Emirati Arabi per dirigere l'allenamento della sua squadra, l'Al-Wasl, in vista del prossimo impegno in campionato, per lunedì.

napoli nel cuore — "Nel mio cuore ci sono principalmente l'Argentina e il Napoli - ha detto Diego in conferenza stampa a dei giornalisti cinesi -. Il Napoli sta facendo bene, il popolo napoletano merita una grande squadra come questa. Forse bisogna agire sul mercato per la difesa. Napoli e i napoletani, che sono sempre nel mio cuore, meritano una grande squadra. Io non li dimentico mai. Mi piacerebbe fare una manifestazione del genere anche a Napoli".

show e beneficenza — Al suo arrivo, Maradona è stato accolto non solo da giornalisti e fotografi cinesi, ma anche da un gruppo di tifosi napoletani, del Club Napoli Cina Azzurro Impero (da oggi ribattezzato Diego Armando Maradona): nel corso dell'evento promozionale,

organizzato dalla casa svizzera di orologi, Hublot, che gli ha dedicato un nuovo modello, ha firmato autografi, palleggiato con i bambini e, calciando con precisione millimetrica il pallone in alcuni obiettivi, ha permesso che l'azienda elvetica donasse un milione di yuan, oltre cento mila euro, in beneficenza ai bambini poveri cinesi. Maradona ha detto di essere venuto in Cina perchè non poteva mancare di aiutare i bambini "che sono il futuro del mondo". Ai giornalisti cinesi ha parlato della sua esperienza in coppa del Mondo, negli Emirati e ha parlato di Messi, ribadendo di aver comunque lasciato il cuore sotto il Vesuvio.

Gasport


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All'addio di Palermo ci sarà Maradona

prossimo 4 febbraio Martin Palermo darà il suo addio al calcio. Il miglior goleador di sempre nella storia del Boca Juniors, e non poteva essere altrimenti, ha scelto la "Bombonera" per la partita d'addio e sta facendo le cose in grande. Lo stesso Palermo ha annunciato che ci sarà Diego Armando Maradona, ma che non potrà esserci Lionel Messi.

"Ho parlato con Diego - ha spiegato Palermo - e mi ha confermato che verrà e mi ha emozionato dicendomi che è felice di dividere con me questo momento. Messi, invece, non ci sarà a causa dei suoi impegni con il Barcellona". Non ci sarà Riquelme, un altro giocatore che ha fatto la storia del Boca. "Ho dato la priorità ai veri amici - ha spiegato Martin Palermo - e Riquelme non è tra questi".

Palermo, che ha ricevuto le adesioni tra gli altri di Veron, Ayala e Ortega, ha annunciato che gli allenatori delle due squadre saranno Alfio Basile e Carlitos Bianchi.


Maradona 4 febbraio....Finalmente si vede il Calcio, quello vero..


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