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Tratto da un Viaggio in Argentina di Paolo Paoletti alla fine del 1987 con Maradona.
Arrivammo in un posto degradato , abbandonato dal mondo , fatto di catapecchie , Maradona voleva presentarmi un suo amico : Soldadito.
Soldadito.... , chiudo gli occhi e rivedo il suo volto da indio , la sua faccia dura che sembrava tagliata con l'ascia , e le sue mani mozze , senza alcune falangi , come se Dio alla nascita gliele avesse troncate come monito preventivo.
Era nato a Villa Fiorito , Soldadito , nelle stesse catapecchie che erano state il paesaggio dell'infanzia di Diego . Parlava un castigliano incomprensibile e si trascinava dietro la paura.
Le palpebre dei suoi occhi non conoscevano pace , come anche le sue mani , beveva Whisky come se bevesse acqua.
Ho sempre pensato che fosse una faccia nascosta di Diego , o forse una delle sue voci interiori , una specie di monito , di imperativo incomprensibile.
Soldadito sopravviveva con un sussidio di Maradona , 500 dollari al mese che ritirava al sesto piano di un palazzo in via Monte a Buenos aires. Come una meteora compariva di tanto in tanto a Napoli.
Lo ricordo ancora in quell'albergo di Nantes , in cui comincio' ad impazzire all'improvviso e a minacciare di spaccare e distruggere tutto.
Eravamo li perche' Diego doveva partecipare all'addio al calcio di Platini , e nell'attesa dell'auto che ci avrebbe portato allo stadio , dinanzi a me , a Diego , e alla ragazza timida e bruttina che Diego si era portato con se' da Napoli , Soldadito ebbe uno dei suoi soliti , misteriosi attacchi d'ira.
Quella sera pero' , ricordando , dinanzi alla macchia scura del mare , lo rividi nella sua misera casa di Baires , quando Diego , durante il suo viaggio in Argentina , volle , per farmi forse conoscere la sua faccia nascosta , portarmi da lui.
Ci apri' la porta delle sue due anguste stanze con aria mesta. Poi , non appena vide Diego , cambio' d'improvviso d'umore.
Allora mi stupii di questo , poi divenne normale per me vedere che tutti gli amici di Diego diventavano al suo cospetto allegri.
In realta' si imponevano una parte , la parte dell'allegro giullare che compiace il suo re in cambio di doni.
I doni per Soldadito erano uguali a quelli che Diego elargiva a Galindes , Osvaldo ,Gabriel .
Quando Maradona mi presento' il suo amico Soldadito , il suo volto era eloquente . Diego lasciava trasparire una profonda comunanza con l'amico , che se ne stava li , in piedi , saltellando stranamente , le mani mozze in perenne agitazione , la voce stridula che articolava frasi incomprensibili (<< sono gia' in forma , maestro....si esce , vero ?...ci divertiamo stasera ...si , si , si ci divertiamo >> ). Era come se il volto di Diego dicesse : vedi , tra me e Soldadito c'e un patto di fedelta' , una dedizione assoluta.
Ricordo che in quella occassione mi chiesi : e se questo strano personaggio smette di fare il giullare e da' fondo alla sua tristezza , e dice la verita' , dice che non ha un soldo , che vive in una casa di #@*§ , e non sa che fare della sua vita , che fine fa allora la sua fedelta' ? e la dedizione ?.
<< Sei stato grande , maestro >> disse Soldadito alla fine della partita di addio di Platini.
Dando spago ad uno dei suoi improvvisi capricci , pochi attimi prima di quella partita , Diego aveva deciso di non giocare piu'. Gettando nella disperazione me , Coppola e gli organizzatori , si era portato ai bordi del campo vestito in borghese , a osservare con aria ironica gli altri che palleggiavano e facevano esercizi di riscaldamento.
Con delicatezza tutta francese , Michel Platini aveva finto di far finire il pallone vicino a lui e andando a riprenderlo s'era avvicinato e palleggiando gli aveva sussurato : << Allora , che fai li ancora vestito ? >> solo allora Diego s'era portato negli spogliatoi ed era poi entrato in campo.
Soldadito cantava tutte le gesta di Diego ; e canto' anche quella che gli sembrava un atto di sottomissione dovuto al suo re.
Ma chi avrebbe cantato le sue gesta di soldato del Whisky ?.
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