Enri ha scritto:
Ho trovato questo bell'articolo su polis.it:
Retrospettiva Annozero. Travaglio, Schifani, Di Pietro e Contrada
pubblicato da Luca Landoni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Annozero
La puntata di ieri di Annozero è stata condotta con la solita maestria da Michele Santoro nei più oscuri meandri della politica italiana, non disdegnando le consuete incursioni nelle aree grigie del sospetto e della dietrologia . D’altronde è questo l’ingrediente che ne ha fatto un programma di successo e il presentatore lo sa, dunque perché cambiare? Le cosiddette inchieste o servizi esterni sono tutti iperfaziosi e privi di significato politico. Se voglio vedere un’inchiesta fatta bene mi guardo Report o Presa Diretta, non certo le funamboliche evoluzioni di Sandro Ruotolo in mezzo a qualche folla vociante.
Alfiere di questa ricetta vincente, si sa, è “l’indipendente” Marco Travaglio. L’uomo che ha fatto del cosiddetto giornalismo scomodo una bandiera e che non guarda in faccia a nessuno. Nessuno tranne i suoi padrini politici, chiaramente, i quali sono bravi bravissimi e intoccabili. E se qualcuno li tocca, come ha fatto il Corriere nel caso della foto di Di Pietro in compagnia dell’agente dei servizi Bruno Contrada, si tratta solo di un complotto.
Come poteva sapere Tonino nostro che al suo fianco (sì, proprio alla sua destra) sedeva uno degli uomini più potenti d’Italia, almeno fino alla condanna avvenuta pochissimo tempo dopo. L’uomo dei misteri irrisolti della Prima repubblica, l’uomo del quale si mormorava “chi lo tocca muore”. Non lo conosceva - dice - e non si può fargliene una colpa, anche se era considerato il più grande segugio della Procura, un uomo di celebre scaltrezza cui non sfuggiva nulla di nulla.
Ma torniamo a Travaglio. Da uno come lui, famoso per scavare nelle questioni più calde senza guardare in faccia a nessuno (qualcuno dice) ci si sarebbe aspettati un monologo monotematico su Di Pietro e Contrada, magari anche con le prove che scagionino il leader Idv. E ripeto “scagionino” perché è proprio la cultura del sospetto alle radici dell’Idv che afferma la presunzione di colpevolezza.
E invece niente. Di Pietro è stato solo ingenuo o disinformato. Schifani invece è mafioso. Sì, perché conosceva un tale Nino Mandalà che di lì a 9 giorni sarebbe stato indagato per mafia. Questo l’argomento principale di Travaglio.
Si badi bene. Lungi da me difendere Berlusconi, Dell’Utri e lo stesso Schifani dalle gravi accuse rivolte loro in relazione alle frequentazioni “sicule”. Chissà come sono andate veramente le cose, e comunque esiste una magistratura che ha maggior titolo ad occuparsene. Così come di Di Pietro, la cui foto con Contrada è stata occultata con ogni mezzo per 20 anni (come mai, se non c’era nulla da nascondere?) e salta fuori soltanto ora.
Il giornalismo vero, caro Travaglio, è un’altra cosa, anche se tutti teniamo famiglia
Enri, questi giornalisti sono stipendiati per scrivere 'sti articoli così fresconi (hanno famiglia anche loro) tu invece devi farti un'idea tua, ragionando con la tua testa.... e cambia fonti di informazione anche perchè dando solo un'occhiata superficiale questo articolo è meglio che il (pseudo) giornalista torni a scuola di coerenza e di impostazione dell'articolo!
Dunque accusa Santoro di fare dietrologia mentre invece lui sulla foto di DiPietro cosa fa? cronaca? ma mi faccia il piacere!!
..e poi tra le tante puntualizzazioni da fare mi domando perchè Travaglio avrebbe dovuto parlare e prendere le difese di Di Dipietro (non è il suo avvocato e poi qual'è il reato nella foto??

), la foto nopn è stata occultata ma è sempre stata in possesso di un suo ex-amico e adesso nemico, mentre Schifani non solo li conosceva ma era l'avvocato di boss mafiosi ed anche socio!!
Come chiudeva il tipo? ah, si!
Il giornalismo vero, caro Luca Landoni, è un’altra cosa, anche se tutti teniamo famiglia