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Coppa Italia: il programma

Giovedì 19
Ore 18.00: Tercas Teramo-Air Avellino
Ore 20.30: Lottomatica Roma-La Fortezza Bologna

Venerdì 20
Ore 18.00: Benetton Treviso-Premiata Montegranaro
Ore 20.30: Montepaschi Siena-Ngc Cantù

Sabato 21
Ore 18.00: Semifinale A tra le vincenti di giovedì
Ore 20.30: Semifinale B tra le vincenti di venerdì

Domenica 22
Ore 17.15: Finale


Ultima modifica di giova84 il mer 25 feb 2009, 17:37, modificato 2 volte in totale.

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Gentile sogna la Coppa
"A Bologna per vincere"

Il tecnico della Lottomatica vivrà la sua prima Final Eight da allenatore: "Non sarà facile, ma vogliamo fare molto bene. Anche lo scorso anno vinse Avellino che nessuno si aspettava"

ROMA, 18 febbraio 2009 - Per lui sarà la prima volta da allenatore. E come tutte le prime volte, sarà difficile dimenticarla. Anche perché Nando Gentile, coach della Lottomatica, viene da due brutti scivoloni con Panathinaikos e Teramo e a Casalecchio di Reno, domani sera, vuole lasciare il segno. "Noi giochiamo questa Final Eight per provare a vincerla, vogliamo portarci a casa la Coppa - dice il tecnico di Roma -. Sappiamo che non sarà facile, ma è chiaro che a Bologna ci andiamo per far bene, molto bene".

Già, ma il sorteggio non vi ha aiutato, riservandovi subito la La Fortezza, squadra di casa.
"Vero, l’urna non ci ha dato una mano. È una squadra pericolosa, con talento. Hanno passato un brutto periodo, ma ora si sono ripresi e hanno ritrovato la fiducia di quando era arrivato Boniciolli".

Cosa fare per vincere la sfida di domani?
"Qui conta molto l’aspetto mentale e fisico. Dovremo essere aggressivi subito e difendere forte. E sfruttare quelle cose in cui siamo in vantaggio. Sotto canestro siamo più forti e quando giochiamo con Jaaber e Jennings insieme, abbiamo più velocità e atletismo. E poi l’esperienza di Becirovic".

Sani, però, non sta attraversando un buon momento.
"È vero, ma un calo è fisiologico, come per Hutson. Forse Becirovic sente anche troppo il peso delle responsabilità e questo lo rende nervoso, perché vede che in questo momento non riesce a dare quel che può".

L’arrivo di Douglas che cosa può aggiungervi?
"Ci allunga le rotazioni e può portarci quell’energia che un po’ ci manca in questo periodo. Ultimamente siamo stanchi. Ruben è un grandissimo tiratore e si è presentato anche in ottima forma. Ci darà punti, freschezza e difesa".

Il problema della stanchezza non la preoccupa per domani?
"No, perché quando arrivano appuntamenti importanti come questi, la stanchezza sparisce quasi da sola, d’incanto".

Preoccupato per le ultime due sconfitte?
"Abbiamo fatto molto errori, è vero, ma siamo ancora secondi in campionato. Non possiamo preoccuparci ora".

A Teramo, però, siete crollati nel secondo tempo.
"È vero, dal terzo quarto in poi ci sono mancate forze ed energie. E quando le gambe non vanno più, alla fine ti si offuscano anche le idee. Ma io mi sono arrabbiato per un altro motivo".

Cioè? Ci dica.
"Il problema secondo me non lo abbiamo avuto in attacco, perché lì abbiamo costruito anche tiri puliti, aperti. Il problema lo abbiamo avuto in difesa, dove abbiamo smesso di lottare e soffrire. E questo non mi può stare bene".

Da qualche giorno è arrivato anche il nuovo assistente, Nenad Trajkovic.
"Lui ha un’esperienza molto grande, in passato è stato assistente di grandi allenatori (Obradovic, Maljkovic e Ivkovic, ndr), può fare bene i lavori individuali con i giocatori. È una persona di livello".

Questa Final Eight è destinata ad essere dominata da Siena?
"Ma, non è detto. Quando si giocano partite da dentro o fuori, può succedere di tutto. È chiaro che Siena è la favorita numero uno, ma non è detto che vinca lei".

E allora Roma punta a vincere?
"Sicuramente sì. Se lo scorso anno Siena è uscita al primo turno e alla fine ha vinto Avellino, che nessuno si aspettava, non vedo perché quest’anno non potremmo provarci noi".


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Pianigiani e il suo tabù
"La Coppa fa storia a sé"

L'allenatore che sta guidando Siena a una lunga serie di record non ha mai vinto le Final Eight: "Cantù è da temere, sarà diversa da quella del campionato. Comunque vada, non cambierà il giudizio sulla nostra stagione"

SIENA, 18 febbraio 2009 - Il record di 19 vittorie su 19 in campionato, il rientro di Finley, la vittoria sul Cska Mosca. La Montepaschi campione in Italia negli ultimi due anni, ma sempre delusa in Coppa Italia, arriva alla Final Eight in uno dei momenti migliori della propria stagione anche per morale e fiducia. "Ci arriviamo con voglia di far bene e serenità - dice il coach senese Simone Pianigiani –. Il nostro è un gruppo di giocatori esperti del campionato e che conoscono bene questa competizione, in cui bisogna vincere tre partite in tre giorni. Dovremmo ridistribuire le energie e cambiare stile di gioco, visto che il nostro è particolarmente dispendioso. Ci proveremo, ma la Final Eight sfugge a ogni pronostico".

In che cosa è diversa questa sua terza edizione della Montepaschi rispetto alle due precedenti?
"Siamo in evoluzione continua. E' cambiato un po' l'assetto, anche per superare quello che le avversarie propongono: se fossimo rimasti alla situazione di due anni fa, non avremmo avuto questa continuità. Oggi siamo più maturi dal punto di vista tattico e mentale, grazie alle esperienze vissute come gruppo. Ma non è garanzia di successo, visto quanto si sono rinforzate le avversarie".

In 19 partite avete battuto tutte le avversarie italiane. Alcune anche due volte e tra queste Cantù, primo ostacolo a Casalecchio.
"Cantù è una squadra da temere perché ha vinto otto delle ultime dieci gare, ormai consolidata al quinto posto: visto il trend degli ultimi due mesi, arriverà alla Coppa al meglio. È preparata tatticamente e allenata benissimo: non ci proporrà le cose viste nei precedenti, dovremo aspettarci una nuova partita da leggere".

Quanto pesa realisticamente la Coppa Italia nell'economia della stagione senese?
"Metteremo tutto noi stessi, ma la Coppa fa storia a sé: comunque andranno le cose, non cambierà il giudizio sulla stagione e sul lavoro svolto finora".

Che spiegazione si è dato del tabù Coppa Italia?
"Spesso siamo usciti per mezzo canestro o comunque per dettagli o episodi. Vista la specificità della competizione quasi tutte le gare terminano con poco scarto: è inutile cercare denominatori comuni".

Da allenatore o da assistente, ha partecipato a tante Final Eight: quali caratteristiche avevano le squadre che ha visto vincere?
"Caratteristiche diverse, ma in tutte c'era la fiducia, la convinzione e la capacità di risolvere finali punto a punto, frequenti in manifestazioni come questa".

Dietro Pianigiani, è l'anno dei nomi nuovi di Capobianco e Gentile.
"Li conosco bene, non sono nomi nuovi. Gentile ha un passato da grande giocatore, ha la personalità e il carisma per porsi di fronte all'ambiente e ai giocatori senza troppi problemi. Capobianco ha un percorso differente: istruttore, ha fatto esperienza nelle giovanili e nelle altre serie facendo sempre bene e tra gli addetti ai lavori nessuno ha mai avuto dubbi sulle sue qualità".

Un pronostico dall'altra parte del tabellone?
"Fare pronostici è impossibile, ma la possibilità della Virtus Bologna di giocare in casa, davanti al proprio pubblico e con meno stress logistici, può rappresentare indiscutibilmente un vantaggio".

Cosa le dà la fiducia che possa essere l'anno buono?
"Ho fiducia della mia squadra, perchè vedo come si allena ogni giorno".


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Una corona per otto
La Final Eight in cifre

Per la decima volta la Coppa Italia si disputa in sede unica a partite dai quarti di finale. L'analisi statistica delle otto squadre e dei protagonisti. Se andasse come in campionato le semifinali sarebbero Avellino-Bologna e Treviso-Siena

CASALECCHIO DI RENO (Bologna), 19 febbraio 2009 - Otto squadre per una sola corona. Le Final Eight di Coppa Italia, giunte alla decima edizione, sono tradizionalmente terra di conquista per le outsider e per questo motivo Siena - che non ha mai conquistato il trofeo - tocca ferro, seppure dall'alto della sua stagione fin qui pressoché perfetta. In lizza anche i padroni di casa (Virtus Bologna), i campioni uscenti (Avellino), la rivale designata (Roma), la mina vagante (Teramo), l'outisder (Treviso) e due formazioni sulla carta meno quotate, ma reduci da successi volata in campionato (Montegranaro e Cantù).


Giovedì ore 18: Tercas Teramo-Air Avellino
Teramo. Dodici vinte e sette perse in campionato, al debutto assoluto nella manifestazione. La grande novità di questa stagione: è l'unica squadra ad avere fatto soffrire Siena e l'unica ad avere battuto Roma allenata da Gentile. Top punti: Carroll 16.5. Top rimbalzi: Moss 6.3. Top assist: Poeta 4.3. Top valutazione: Moss 16.5.
Avellino. Nove vinte e dieci perse in campionato, seconda volta alle finali e vincitrice nel 2008. Ha alternato ottime prestazioni, specie in trasferta, a sconfitte inaccettabili in casa. Markovski, che con la Virtus, è arrivato alla finale scudetto 2007, ha vinto entrambe le volte che ha giocato a Bologna in questa stagione. Top punti: Warren 15.7. Top rimbalzi: Diener 5.0. Top assist: Best 3.5. Top valutazione: Warren 14.8
Così in campionato: Tercas Teramo-Air Avellino 78-91


Giovedì ore 20.30: La Fortezza Bologna-Lottomatica Roma
Bologna. Dodici vinte e sette perse in campionato, nove vinte e cinque perse con Boniciolli in panchina, sesta Final Eight e vincitrice nel 2000 e 2001. Il coach triestino, campione nel 2008, è con Pianigiani il veterano dell'evento con tre partecipazioni. Top punti: Boykins 15.8. Top rimbalzi: Ford 9.2. Top assist: Boykins 3.5. Top valutazione: Ford 17.6.
Roma. Tredici vinte e sei perse in campionato, nove vinte e una persa con Gentile in panchina, nona Final Eight con una finale disputata nel 1996. Il tecnico della Lottomatica ha già vinto la Coppa Italia da giocatore nel 1988 (con Caserta, finale unica) e nel 1996 (con Milano, Final Four). Top punti: Hutson 13.9. Top rimbalzi: Hutson 6.3. Top assist: Becirovic 3.3. Top valutazione: Hutson 16.8
Così in campionato: Lottomatica Roma-La Fortezza Bologna 80-86


Venerdì ore 18: Benetton Treviso-Premiata Montegranaro
Treviso. Dieci vinte e nove perse in campionato, ottava apparizione alle Final Eight con cinque succesi (2000, 2003, 2004, 2005, 2007). Lontano dal Palaverde i biancoverdi hanno vinto una partita su nove in campionato e hanno una striscia aperta di sei sconfitte. Top punti: Neal 15.9. Top rimbalzi: Wallace 7.6. Top assist: Wood 4.0. Top valutazione: Wallace 14.6.
Montegranaro. Nove vinte e dieci perse in campionato, terza apparizione alle Final Eight con un record di 0-2 (peggio solo varese, 0-4). Cavaliero ha vinto l'edizione 2008 con Avellino, Garris è stato finalista nel 2005 con Reggio Emilia. Top punti: Minard 17.4. Top rimbalzi: Hunter 10.4. Top assist: Garris 2.6. Top valutazione: Hunter 19.3.
Così in campionato: Benetton Treviso-Premiata Montegranaro 80-65


Venerdì ore 20.30: Montepaschi Siena-Ngc Cantù
Siena. Diciannove vinte e zero perse in campionato, unica società ad avere disputato tutte le Final Eight con cinque eliminazioni nei quarti, tre in semifinale e una finale persa (2005). Pianigiani ha un record di 99-9 in serie A, ma di 1 vittoria e 2 sconfitte in Coppa Italia. Top punti: Lavrinovic 14.1. Top rimbalzi: Stonerook 6.8. Top assist: McIntyre 5.3. Top valutazione: Lavrinovic 19.2.
Cantù. Undici vinte e otto perse in campionato, presente per la quinta volta alla manifestazione con una finale nel 2005 (ultima apparizione nelle otto). Luca Dalmonte, alla decima stagione in A, è un debuttante nel torneo e in totale i dodici giocatori vantano solo 6 partite complessive in Coppa. Top scorer: Pinkney 14.4. Top rimbalzi: Pinkney 6.8. Top assist: Gaines 2.4. Top valutazione: Pinkney 15.5.
Così in campionato: Ngc Cantù-Montepaschi Siena 61-96; Montepaschi Siena-Ngc Cantù 93-70


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Final Eight, Virtus Bologna
e Teramo prime semifinaliste

Nella prima giornata dei quarti di Coppa Italia La Fortezza doma la Virtus Roma grazie a un Boykins superbo. Amoroso e Poeta trascinano gli abruzzesi al 76-70 su Avellino. Ai detentori del trofeo non basta la gran serata di Warren e Crosariol

CASALECCHIO DI RENO (Bo), 19 febbraio 2009 – Prima giornata di quarti di finale alle Final Eight di Coppa Italia, Teramo e La Fortezza si qualificano per la semifinale. Domani si completa il quadro del primo turno con Treviso-Montegranaro e Siena-Cantù.

La Fortezza Bologna-Lottomatica Roma 85-76
La sfida tra le due Virtus premia i padroni di casa dopo una vera battaglia: uno di quei match dove a lungo il talento conta meno degli attributi, una partita in cui vince chi commette meno errori, una partita che alla fine viene decisa dalla classe di un singolo, Boykins, capace di vincerla quasi nel primo tempo e di impacchettarla nel finale. Boniciolli, vincitore del trofeo lo scorso anno con Avellino, mette in quintetto Koponen al fianco di Boykins e il finlandese risponde con convinzione. Ford è strabordante nel suo impatto e Roma prova a tenere botta con la trazione anteriore e provando ad attaccare in velocità appena possibile: quando ci riesce anche con Hutson (e col primo canestro del neo arrivato Douglas) infila un 10-0 che la porta avanti 15-9 dopo 7’.
L’emorragia è frenata da Boykins che mette 6 punti in un minuto e conduce i suoi al sorpasso 22-19 a fine primo quarto. La Lottomatica forza un po’ le situazioni, la Virtus invece è guidata sapientemente da Boykins che va a prendere fiato già in doppia cifra sul 26-19 con il pubblico che gli riserva una bella razione di applausi. Roma sembra alle corde: in attacco fatica a muovere la palla, prende tiri anche buoni ma con pessime percentuali, e in difesa sembra schiacciata dalla superiore vena atletica degli avversari. La sfida degli ex è una sorta di barometro: il fischiatissimo Becirovic non ingrana mentre Righetti è ispirato e infila la tripla del 33-21 al 15’. Jennings prende qualche ripetizione di Nba, a uso futuro, da Boykins (14 punti, 3 rimbalzi e 5 assist a metà gara) mentre Brezec non riesce quasi mai a capitalizzare centimetri e chili per non parlare del suo tiro frontale che ormai è in naftalina da un pezzo. Al riposo la differenza è schiacciante: 48-32 e dalle cifre risaltano la differenza nel tiro da tre (4/8 contro 2/12) e di tiri liberi tentati (19 a 4, a conferma dell’insolita scarsa tendenza ad attaccare il canestro della Lottomatica).
Ripresa e Gentile mischia le carte con un quintetto insolito: Gianchetti, Douglas, Datome, Tonolli e Hutson. La mossa sembra riuscita e in maniera ruspante la Lottomatica accorcia sul 52-40 con il solo Terry a segno nei bianconeri. L’ex fortitudino Douglas è caldissimo e quando le mani delle V nere si raffreddano resta solo Ford a tenere botta: 65-59 a fine terzo periodo il lungo della Fortezza autore di 10 dei 17 punti bolognesi del quarto e con Jennings che sulla torta di un’ottima difesa su Boykins mette due ciliegine da tre in pochi secondi. Come nella prima semifinale la partita diventa più una questione di cuore che tecnica e nel ruolo di eroi recitano Vukcevic e Gabini con 8 punti a testa in pochi minuti per il 75-69 del 36’. Per due volte Roma può avvicinarsi, ma spreca l’occasione. Boykins invece si risveglia con una tripla che vale oro. Ma non è finita, l’abulico Jaaber si desta e punisce la zona voluta da Boniciolli per l’80-76. Il sigillo arriva ancora da Boykins: canestro, palla recuperata e 2/2 ai liberi che chiudono il match. A Santo Stefano il patron Sabatini lo aveva virtualmente licenziato, ora se lo coccola e pensa che il suo stipendio record abbia dato il primo dividendo concreto.
Bologna: Boykins 21, Ford 16, Vukcevic 15
Roma: Hutson 16, Douglas 15, Gabini11

Tercas Teramo-Air Avellino 76-70
Cambio: esce Avellino, rivelazione del 2008, ed entra Teramo. Il primo match alla Futurshow Station è nettamente per gli abruzzesi che, trascinati dalla premiata ditta Amoroso-Poeta, rifila una lezione di basket ai campani che, a parte la gran serata di Warren e Crosariol e qualche buona cosa di Diener (56 punti in tre), hanno offerto davvero poco. La sfida tra i detentori e la mina vagante designata dell’evento ha mille motivi di interesse: dall’anima campana della Tercas (Poeta, Amoroso, Capobianco), alla tradizione vincente di Markovski a Bologna, fino ai tanti confronti diretti. Se Poeta e Best partono col freno a mano tirato, sono Moss e Warren ad animare i primi minuti: il mister utilità degli abruzzesi recupera due palloni, ma è impreciso nelle conclusioni; l’americano degli irpini invece è tutta sostanza e con 9 punti in 8 minuti è decisivo nel vantaggio 17-9. Williams e Crosariol presidiano alla grande il loro canestro e Teramo fatica nel tiro da fuori e a fine primo periodo l’Air conduce 20-15. La Tercas in teoria ha un panchina meno affidabile, ma la rimonta arriva proprio quando allunga le rotazioni con Piazza e Hoover che impattano a quota 24 al 14’. Crosariol gioca con una presenza fisica e mentale da far sgranare gli occhi al c.t. azzurro Recalcati; Poeta è bello a vedersi e abbastanza efficace sia in attacco sia in difesa, Hoover è molto brutto a vedersi ma terribilmente efficace in attacco ed è sua la tripla del 31-31 al riposo. Il primo tempo vola via in 33 minuti con 12 falli fischiati in tutto e un solo time-out chiamato: sarà punteggio basso, frutto anche di percentuali scadenti (39.3% totale), ma è una pallacanestro più che godibile. Ripresa e si sbloccano subito Brown e Tusek, spettatori non paganti della prima frazione. Dopo 21’48” Avellino va per la prima volta in lunetta, un buon promemoria per ricordarsi che attaccare il canestro non è mai una brutta idea. Poeta e Amoroso pescano due giocate da tre d’astuzia, Carroll infila due tiri da fuori e Teramo con un parziale di 11-2 scatta avanti 44-39 al 27’. Avellino in attacco è quasi solo Warren e in difesa Porta arranca su Poeta, anzi è il gioiellino azzurro a impartirgli una vera lezione: il 5/16 al tiro dell’Air spalanca le porta al 52-43 Tercas di fine terzo periodo. Rientra un opaco Best e le cose per l’Air vanno solo “meno peggio”, ma l’approccio di Radulovic è imbarazzante per la gioia di Amoroso che svetta. E’ ancora Crosariol a trasformare in punti quasi tutti i palloni che tocca e a tenere vivo il match: 58-53 al 34’. Jaacks si inventa match winner mettendo tre canestri di alto peso specifico che annullano due invenzioni di Warren per il 68-60. Avellino insiste con Crosariol, ma al massimo arriva a -4 e sul rimbalzo decisivo dorme e permette a Moss di chiudere il match. Il sogno di Coppa della Tercas continua nella maniera più meritata. La sconfitta per l’Air è molto più netta di quanto dica il punteggio: il 3/19 complessivo di Tusek, Porta, Radulovic e Cinciarini è l’ennesimo sintomo che qualche valutazione in precampionato è stata sbagliata e ora i margini di correzione sono relativi.
Teramo: Poeta 18, Jaacks 13, Moss 13
Avellino: Warren 24, Crosariol 17, Diener 15


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La Benetton vince e passa in semifinale


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La Benetton vince e passa in semifinale

grazie ai 16 punti e al canestro decisivo di Bulleri appena sbolognato da Milano :rofl


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Final Eight: passa Treviso
Siena fatica, ma doma Cantù

La Benetton vola in semifinale di Coppa Italia, ma per battere la Premiata c'è bisogno di una gran rimonta e di un supplementare: finisce 93-90, con Bulleri, alla prima apparizione dopo il ritorno in biancoverde, protagonista assoluto nel finale di partita. Avanti anche i campioni d'Italia, ma la Ngc li impegna a lungo

CASALECCHIO DI RENO (Bo), 20 febbraio 2009 – Dopo i successi di Teramo e Virtus Bologna si completa il quadro dei quarti di finale di Coppa Italia. La seconda semifinale sarà Treviso-Siena.

Montepaschi Siena-Ngc Cantù 77-65
Tutto come pronostico, ma in maniera molto meno agevole del previsto. La Mens Sana fatica oltre 35' per diventare la quarta semifinalista di Coppa, ma almeno di toglie dalla spalle la scimmia delle partite a eliminazione diretta che nelle ultime stagioni l’hanno vista sbandare come di solito non accade ai caterpillar. La rivalità tra le due squadre è di quelle veraci, innumerevoli volte le due formazioni si sono incrociate nelle ultime stagioni e i toscani hanno in squadra gli ex Stonerook e Kaukenas. Si gioca subito a livelli di agonismo superiori alla media, nessuno arretra di un passo e l’unico a sguazzarci è il più grosso di tutti: Benjamin Eze. Cantù muove bene la palla (10-9 al 7’) e regge l’urto, ma contro una corazzata bastano un paio di episodi che girano male per subire un 7-0. Pinkney non ne azzecca una, contro il gigante nigeriano un po’meglio va a Lydeka (12 a -6 il totale di valutazione dei centri a fine primo quarto) e con l’aiuto di un frizzante Mazzarino i brianzoli limitano i danni sul 19-16 dopo 10’. L’impatto di Lavrinovic dalla panchina è meno devastante del solito anche perché Cantù è ottima nelle scelte anche se non impeccabile nelle esecuzioni. La Ngc sbaglia il tiro del sorpasso e incassa un 7-0 che vale il 31-23 senese, ma i tricolori non dilagano anche per la generosità di Rich che trova il canestro con continuità e, soprattutto, quando accoppiato a Kaukenas ne contiene il talento. A metà gara la Montepaschi conduce 38-31 con ben 17 punti dalla panchina che bilanciano l’atroce 0/10 dal campo della coppia McIntyre-Domercant; a percentuali di tiro simili, e leggermente sotto a rimbalzo, Siena sopperisce con un incredibile bilancio tra palle perse e recuperate (1 a 9). Cantù gioca con disinvoltura imprevedibile e pesca quattro triple in cento secondi, di cui due del centro Pinkney, per il 43-43. Nessuno immaginava la parità dopo 25’, solo Pianigiani aveva predicato calma alla faccia del +58 complessivo delle due sfide di campionato. Come in avvio di partita è Eze a togliere qualche castagna dal fuoco, poi arriva il primo canestro di Mcintyre dopo otto errori. Stonerook alza la saracinesca, la Ngc resta a secco per tre minuti e all’ultimo intermedio il gap sale a 9 lunghezze (58-49) con Cantù che nel quarto combina per 0/5 al tiro da 2. Finita? Solo sulla carta. Finley non gira un granché e siamo 60-56 con Lavrinovic che capitalizza un rimbalzo d’attacco di Kaukenas per una tripla più pesante di quanto non dica l’aritmetica. I brianzoli insistono, più col cuore che con la testa talvolta, ma i campioni non posso avere troppe chance. E tocca, nell’ordine, a McIntyre da tre, a Stonerook dalla lunetta, a Lavrinovic da due e ancora a McIntyre da tre firmare il 10-0 che chiude la contesa.
Siena: Kaukenas 17, Eze 14, Lavrinovic 11
Cantù: Rich 16, Pinkney 11, Touré 11

Benetton Treviso-Premiata Montegranaro 93-90 d.t.s.
C’è qualcosa di magico che lega Treviso e la Coppa Italia. Anche questa volta i veneti trovano risorse incredibili e con una gran rimonta vincono un match che è stato in mani avversarie per gran parte della serata. E la storia insegna che quando si vince uscendo da un ginepraio come quello in cui erano finiti i bianco verdi il morale va alle stelle. Per non parlare di quello del match winner Bulleri, uno che in quattro giorni è tornato a far parlare i fatti come per gran parte della sua carriera. Treviso ha cinque Coppe in bacheca, Montegranaro ha perso le uniche due partite disputate nella storia dell’evento e arriva al match con la leggerezza di non ha nulla da perdere. Minard e Taylor aprono subito la difesa veneta e appena c’è qualche varco in area arrivano tre schiacciate in fila di Hunter e compagni per il 14-4 dopo 4’. La Benetton non si fa prendere dal panico, muove bene la palla in due minuti reagisce con un 9-0 che porta ben quattro firme differenti. Alla distanza Wallace, l’unico contro cui la Premiata non ha contromisure tecniche, fa sentire tutta la sua concretezza e a fine primo quarto Treviso è avanti 21-19. Intanto, dopo 8’17” si è rivisto, dopo 44 mesi, Bulleri in maglia Benetton: al primo giro si è preso una stoppata da Hunter, ma il toscano è tipo che sul campo è abituato ad avere spesso l’ultima parola. Finelli, forse pensando a tre potenziali incontri in tre giorni, gioca diversi minuti con Taylor e quattro cambi senza pagare dazio. Helliwell, in predicato di lasciare Montegranaro se arrivasse in quattro comunitario, mette otto punti con quattro canestri e ispira il 12-3 che vale il 35-27 al 17’. Al riposo i marchigiani conducono 44-36, tirando col 76% (13/17) da 2 e soprattutto mettendo clamorosamente fuorigioco gli esterni di Treviso che ha un terribile 1/8 combinato da Neal e Lorbek. Al ritorno in campo Mahmuti continua a preferire Bulleri a Wood in regia e quando dopo 24’ è sotto 51-37 forse si chiede se valeva proprio la pena liberare Dixon (che intanto è in semifinale di Coppa di Francia con Le Mans). Vasileiadis concede finalmente qualcosa a Neal, ma in attacco è tutta sostanza e il suo ingaggio è la conferma che sul mercato si può anche pescare alla grande senza fare follie. Con Minard perlomeno abulico, la Premiata trova minuti d’oro da quasi tutti gli elementi della panchina e grazie a una tripla di Chiaramello finisce il terzo quarto avanti 60-49. Senza una regia convincente la Benetton trova qualcosa da Nicevic, ma perde per strada Wallace che gioca con delle improponibili meche verdi ai capelli degne di una campagna pubblicitaria di Oliviero Toscani. Wood e Neal riportano Treviso a -6, Taylor esce per falli e Montegranaro sembra in debito d’ossigeno, mostrando minor brillantezza sotto i tabelloni. Sono cinque punti in fila di Bulleri ad accorciare sul 67-68. Sul 72-72 ancora il Bullo prende e segna una tripla con l’incoscienza del campione, Garris mette un libero e Vasileiadis dall’angolo firma il 76-75 con 31”. Bulleri prova a strafare, ci ripensa, Neal è libero e dall’arco segna il 78-76 con 16” sul tabellone. Ancora Garris impatta, Soragna cerca il miracolo e si va all’overtime. La Benetton, dopo avere tentato 14 tiri pesanti nel quarto periodo, cerca di sfondare da sotto e capitalizza un +4 con Soragna in evidenza, poi Neal dalla distanza sigilla l’88-81 che è quasi decisivo. Vasileiadis è immenso e quasi da solo riporta i suoi 90-88. Bulleri segna un libero, Garris due (91-90) e con 29” Bulleri tiene la palla per 24 secondi prima di segnare da 2. Cavaliero sbaglia la chance di ri-allungare il match e in mezzo al campo splende il sorriso di un campione ritrovato. Onore a Montegranaro, ma con Massimo Bulleri da Cecina per un giorno sorride tutto il basket italiano.
Treviso: Neal 22, Bulleri 16, Wallace 16
Montegranaro: Vasileiadis 26, Garris 19, Hunter 13


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La Virtus doma Teramo
In finale sfiderà Siena

La Fortezza Bologna vince la prima semifinale della Coppa Italia grazie al successo (98-90) su una Tercas da applausi. Per Boniciolli è la seconda finale consecutiva. La Montepaschi batte 85-80 la Benetton Treviso nonostante una partenza difficile. Alla fine Eze e Soragna litigano e la Lega li squalifica per una giornata. Il nigeriano sarà comunque in campo

CASALECCHIO DI RENO (Bologna), 21 febbraio 2009 – Terza giornata di gare, semifinali, alle Final Eight di Coppa Italia con il tutto esaurito alla Futurshow Station. Domani alle 17.15 la finale tra Virtus Bologna e Siena.

Montepaschi Siena-Benetton Treviso 85-80
Altro giro, altra faticaccia. Siena vince la sfida tutta biancoverde con Treviso e raggiunge la prima finale di Coppa della gestione Pianigiani. E’ stato tutt’altro che facile, ma forse alla Montepaschi va meglio così perché la Mens Sana ha fame di partite tirate per imparare a gestire meglio situazioni dove la tensione prevale sulla tecnica. I toscani sbagliano i primi sei tiri dal campo, vanno sotto 7-2, ma non fanno una piega e dopo quattro minuti in folle iniziano a macinare.
Però la Benetton sembra essersi tolta un macigno dallo stomaco con il successo nei quarti su Montegranaro e muove la palla che è una bellezza. Ecco dalla panchina le truppe cammellate con Lavrinovic affiancato a Eze e l’agente speciale Kaukenas: dopo 8’ tutto il quintetto veneto è andato a segno e Treviso conduce 21-11. Tutto a un tratto la Montepaschi sembra una formazione battibile, ma è facile dirlo quando il parziale al tiro senese è di 4/15. Wallace sbaglia la tripla del +15 e a fine periodo siamo 25-17: per la cronaca, nella sfida di campionato del Palaverde il primo quarto finì 23-17 per Treviso e la partita si chiuse 84-67 per Siena. Bulleri e Soragna si intendono che è una meraviglia e allungano 33-18, complice Finley che fatica a trovare il ritmo partita. Il baricentro del gioco si allarga: i canestri arrivano quasi tutti da fuori e sotto sono solo i piccoli ad arrivarci in entrata. Eze fa un gran lavoro dentro l’area e propizia l’accensione dei motori degli esterni. Dopo un libero di Ress ne arrivano due di Domercant, due triple di McIntyre che aggiunge anche quattro tiri dalla lunetta: al pallottoliere fa 13-0, Siena va avanti 44-42 e la Benetton è salvata dalla sirena di fine primo tempo come un pugile dal gong quando è alle corde. La Montepaschi conduce anche quando è sotto in tutte le voci statistiche, eccetto il saldo perse-recuperate, e ha un inedito 0/7 al tiro da Kaukenas, Lavrinovic e Sato che sono primo, secondo e quarto marcatore della squadra in campionato.
A cavallo dei due tempi Treviso resta 6’40” senza segnare quando Neal, in campo insieme Wood e Bulleri, fa 2/2 dalla lunetta: siamo 49-42 con un break di 18-0. Wallace, Renzi e Nicevic vengono respinti sistematicamente con perdite (1/7 in 3 dal 10’ al 30’) , ma Neal e Bulleri sono eccellenti (tutti loro i 14 punti di squadra del quarto) e all’ultimo minibreak, con Finley sempre in rodaggio, è partita aperta: 59-56 Siena. E’ un match da uomini veri, i contatti si sprecano e la maggior parte dei canestri arriva sugli scarichi: la Montepaschi va +9, Treviso rientra a -3, ma Domercant risponde.
Mancano due minuti, Stonerook si getta su una palla vagante e inventa un assist incredibile per McIntyre: 77-70, le Coppe si vincono anche credendo all’impossibile. Ancora Neal e Bulleri per il -3, ma a 15” dalla fine è Domercant a chiudere i conti dalla distanza. Alla fine Eze se la prende con Soragna e prova, frenato dai compagni, a farsi giustizia da solo. Subito dopo il 40' arriva la squalfica di due giornate per Eze e Soragna, poi ridotta ad una dopo il tempestivo ricorso della società toscana. Il nigeriano sarà in campo: la Montepaschi pagherà una multa, ma avrà il suo centro, insostituibile negli schemi di Pianigiani.
Siena: McIntyre 27, Domercant 22, Eze 8
Treviso: Neal 23, Bulleri 12, Soragna 12

La Fortezza Bologna-Tercas Teramo 98-90
La Virtus vendica la sconfitta del campionato e vola in finale di Coppa. Battuta Teramo dopo aver rischiato una nuova rimonta e ora sono solo quaranta i minuti a dividere Boniciolli da un clamoroso bis dopo il successo dello scorso anno con Avellino. Il tecnico triestino conferma Koponen in quintetto per occuparsi di Poeta mentre Boykins è dirottato sulle piste di Carroll. La Virtus mette subito in campo un’aggressività da partita della vita e Terry umilia due-tre volte Brown su entrambi i lati del campo: 9-2 con una penetrazione di Boykins e 9-9 poco dopo con Amoroso e Moss che segnano tutti i punti abruzzesi. Entra Jaacks e si accende Ford che in un paio di minuti infila tre canestri, va a rimbalzo e stoppa che è una bellezza: 20-14 dopo 7’.
Giovannoni è energia pura, Capobianco opta per Amoroso centro e il napoletano risponde con 6 punti in due azioni su Chiacig che torna in panchina con due falli in un amen. A fine primo quarto siamo 26-25 Bologna: le difese non saranno impeccabili nonostante i 14 falli fischiati, ma lo spettacolo è eccellente: è una gioia vedere come a ogni azione si cerchi di creare qualcosa, provando a superare l’avversario senza per forza aspettarne l’errore prima di attaccarlo. La Tercas spadroneggia a rimbalzo, ma litiga col canestro e deve inseguire (36-30 dopo 15’) e quando Moss (egregio anche su Boykins che è 30 centimetri più basso) e Carroll fanno pace coi ferri si riaccende il match con un’altra fiammata: Amoroso mette due triple in fila, Terry segna otto punti interrotti solo da un tiro pesante di Ford e una penetrazione di Piazza manda tutti al riposo sul 47-45 bianconero. Ford e Terry combinano per 29 punti (11/12 da due e 2/2 da tre), 8 rimbalzi e 4 stoppate; Amoroso e Moss rispondono con 26 punti e 7 rimbalzi. Sempre meglio gli attacchi delle difese, ma è sempre un match da battimani.
La Virtus è implacabile da tre (7/10 di squadra) e con l’acciaccato Langford in stato di grazia (12 punti in meno di 5’) dilaga fino a 64-53 anche perché Piazza, prodotto del vivaio Fortitudo, non garantisce la stessa di Poeta che ha problemi di falli. Tocca agli attori non protagonisti, Hoover su tutti, e a fine terzo quarto siamo 77-66 con Boykins che offre il primo sprazzo di classe della sua serata. Giovannoni neutralizza Amoroso e Capobianco paga ogni volta che toglie Poeta pur in serata decisamente storta: 6-0 il totale delle perse del periodo. La Tercas non segna per 195 lunghissimi secondi, va a -14, ma non demorde e con un 7-0 regala speranza ai 700 splendidi tifosi al seguito che non smettono mai di cantare. Ora sono i padroni di casa in panne e Moss riporta i suoi a 80-76, ma è l’ultimo acuto. Nell’ordine Langford, Ford e Boykins chiudono virtualmente i conti sull’-87-76. Prima della fine c’è tempo per l’espulsione (fallo di reazione su Ford) di Brown: alla delusione e alla frustrazione qualche volta non si comanda.
Bologna: Ford 26, Terry 19, Boykins 18
Teramo: Amoroso 23, Moss 18, Hoover 15


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Storica coppa Italia a Siena

La Mens Sana supera la Virtus Bologna 70-69 e si aggiudica il trofeo per la prima volta: il Montepaschi, imbattuto in campionato e Coppa, deve però soffrire contro un'avversaria irriducibile. Stonerook mvp della finale

CASALECCHIO DI RENO (Bologna), 22 febbraio 2009 - La Coppa Italia va a Siena: 70-69 il finale per la Montepaschi sulla Virtus Bologna. Non è una sorpresa visto che i toscani in Italia hanno vinto tutte e 23 le partite disputate tra serie A, Supercoppa e Final Eight, ma è una novità. Per Siena è infatti la prima vittoria nella manifestazione ed è l’ottavo trofeo nella storia del club dopo tre scudetti (2004, 2007, 2008), una Coppa Saporta (2002) e tre Supercoppe (2004, 2007, 2008). Questa volta la Mens Sana non si è fatta battere dalle ombre del passato che l’avevano sempre vista uscire sconfitta da finali a quattro o a otto e che nel 2002 a Forlì l’aveva vista protagonista di un clamoroso harakiri quando l’allora formazione di Ginobili risalì dal -15 per poi imporsi al supplementare.
UNA NOVITA' PER PARTE - Due novità nelle squadre che iniziano il match: Pianigiani preferisce Kaukenas a Domercant, Boniciolli propone Blizzard in quintetto. La Montepaschi parte con due triple targate Sato e Stonerook, ma la Virtus non si scompone e assecondando i ritmi furiosi imposti da Boykins è avanti 9-6 al 5’. Siena è maestra delle spaziature offensive e quando, con il tiro da fuori, riesce ad allargare la difesa emiliana allora ecco che riesce a sfruttare la forza d’urto dentro l’area di Eze. Sale in cattedra Stonerook, eletto mvp della finale, uno che di solito si sente più che vedersi: per cinque azioni difensive è decisivo tra rimbalzi, recuperi e magate difensive su Terry; in un paio d’attacchi va pure a segnare e un suo tap-in rilancia i toscani sul 17-11.
LA PARTITA - A fine primo quarto siamo 22-18 con Bologna che ha buone cose dalla panchina con Langford e Chiacig. Per qualche azione sono Terry e Giovannoni a presidiare il canestro bolognese e Lavrinovic ne approfitta per due canestri comodi a cui Sato fa seguire la tripla del 29-21. Boykins chiude 8 minuti delle V nere senza canestri da due, Stonerook rientra in campo e torna a fare legna, si sbaglia molto nel tentativo di intimidire più con il fisico che con la tecnica, e all’intervallo la Montepaschi, che era arrivata a +11 (40-29), conduce 42-36. Siena, padrona sotto i tabelloni, gioca in maniera più interna, Bologna approfitta di un gran Langford ed è più perimetrale anche perché le percentuali sono eloquenti: 5/21 da 2 e 6/9 da 3. Alla ripresa, mentre Langford – alla faccia dei problemi fisici lamentati dal suo allenatore – continua a fare meraviglie, chi continua a stentare è Kaukenas che, dopo aver steccato contro Treviso, non riesce a trovare il feeling con il canestro. La tensione sale, i contatti diventano più duri e gli arbitri fischiano tutto: la Montepaschi è in difficoltà (3/19 dal campo in 6’40”), ma resta attenta in difesa e tiene sempre la testa avanti: 48-46 dopo 27’. A fine terzo quarto Siena conduce 58-53 con 10 punti targati Finley e Lavrinovic: il primo oggetto misterioso, il secondo appannato al tiro da fuori eppure su entrambi compagni e staff tecnico hanno posto fiducia alla cieca anche nel momento più delicato. I ritmi si alzano e aumentano gli errori con le squadre che forzano spesso da fuori (0/11 totale in due in 5’). Bologna prova le vie interne e la scelta paga: 62-60 Montepaschi al 36’. Righetti infila cinque punti in fila per il 65-65 e in prima fila sorride il c.t. azzurro Recalcati, intanto la Mens Sana non si fa ripetutamente del male contro la difesa a zona. A 1’09 Langford ruba palla a in inguardabile Kaukenas e in contropiede firma il sorpasso: 69-68. Domercant sorpassa a 51” (70-69), Vukcevic perde malamente palla e Siena commette infrazione di 24 secondi. La Virtus Bologna ha 4”73 per il match point: palla a centro area per Langford, Carraretto gliela soffia e la Coppa è di Siena. La forza di avere un nazionale come nono uomo non ha prezzo.
Bologna: Langford 20, Boykins 16, Righetti 10
Siena: Eze 11, Domercant 12, Lavrinovic 11


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