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vedo che nessun ha paerto questo thread....

Gaza, raid continui: oltre 340 morti
Israele: «Vogliamo rovesciare Hamas»

L'Onu: 57 vittime tra i civili. L'Anp sospende trattative di pace

■ Jabaliya, una famiglia decimata nella notte: cinque sorelline uccise
■ Abu Mazen: resa dei conti con Hamas ma credibilità pregiudicata
■ Il caporale Shalit rapito da Hamas feriro in raid su Gaza, i dubbi di Israele
■ Israele bombarda tunnel usati dai palestinesi: Egitto schiera 10 mila uomini




GAZA (29 dicembre) - Sale a oltre 340 morti e più di 1.000 i feriti il bilancio degli attacchi israeliani su gaza. Un morto e 15 feriti invece ad Ashqelon colpita insieme a Sderot e Netivot dai razzi lanciati dalla Striscia per rappresaglia contro i raid israeliani. Un sito di intelligence inanto rivela che primi commando israeliani sono entrati nella Striscia.

L'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha nel frattempo sospeso i negoziati con Israele, mentre l'Egitto ha schierato 10 mila uomini alla frontiera. A Beirut invece manifestazione di hezbollah pronti alla mobilitazione. Gli Usa intanto ribadiscono: Hamas si conferma una organizzazione terrorista.

Sono decine nelle ultime ore i raid israeliani su Gaza: colpito anche il ministero degli Interni. Fonti mediche palestinesi hanno diffuso un nuovo e più grave bilancio: 345 vittime e oltre 1.600 feriti. Tra i morti si contano sette palestinesi uccisi in due raid contro un'auto e contro un'edificio nel nord di Gaza e cinque uccisi in un raid contro un'auto a Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia (tra loro ci sono un capo della Jihad islamica, Abu Tir, e suo figlio di nove anni). Si rincorrono, intano, le voci che anche il soldato Shalit, tenuto prigioniero dal 2006,sia stato ferito.

L'Onu: 57 vittime civili. Almeno 57 civili, tra cui 21 bambini e sette donne, sono morti negli attacchi aerei israeliani su Gaza da sabato, secondo una stima fatta dall'agenzia dell'Onu per l'aiuto ai rifugiati palestinesi (Unrwa). «È probabile che siano dati prudenti e sono certamente destinati a salire», ha detto oggi il portavoce dell'Unrwa Christopher Gunness, precisando che sono stati raccolti da funzionari dell'agenzia negli ospedali e centri medici della Striscia.

Anp: stop ai negoziati di pace. L'Autorità nazionale Palestinese ha annunciato la sospensione delle trattative di pace con Israele a causa dell'attacco contro la Striscia di Gaza. «Non vi sono negoziati e non ve ne potrebbero essere mentre è in corso un attacco contro di noi», ha detto il capo della squadra negoziale palestinese, l'ex primo ministro Ahmed Qurei (Abu Ala).

Israele: rovesciare Hamas. Lo scopo dei massicci bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza è quello di rovesciare il regime di Hamas. Lo ha affermato il vicepremier israeliano, Haim Ramon, parlando in collegamento televisivo.

Aiuti umanitari. A Gaza si stanno dirigendo gli aiuti umanitari: Israele ha concesso il passaggio di 80 camion dal valico di Kerem Shalom, nel Sud della Striscia mentre al Cairo è arrivato da Teheran un aereo con alimentari e medicinali.

Distrutta l'Università islamica e bombardato il ministero dell'Interno. Israele ha ripreso i raid aerei sulla Striscia di Gaza poco dopo la mezzanotte colpendo una quarantina di obiettivi. Nella città di Gaza è stata distrutta l'Università islamica ed è stato bombardato il ministero dell'Interno. Colpita anche una casa accanto all'abitazione del primo ministro di Hamas, Ismail Haniyeh, in un campo profughi alla periferia della città. Come gli altri leader del movimento islamico, Haniyeh si è nascosto in una località segreta dopo l'inizio dei raid. A Rafah, nel sud della Striscia, un raid diretto contro un comandante di Hamas ha provocato la morte di un bambino piccolo e dei suoi due fratelli adolescenti, riferiscono fonti palestinesi.

Morti capo militare Jihad e figlio. Due responsabili di gruppi radicali della Jihad islamica, tra i quali un capo militare, il figlio di uno dei due e due guardie del corpo, sono rimasti uccisi durante un attacco aereo israeliano nella striscia di Gaza. Ziyad Abu Teir, 35enne capo militare, suo figlio e due guardie del corpo sono morti nel corso del raid, colpiti davanti alla residenza dello stesso Teir, vicino a Khan Younes, nel sud della striscia di Gaza.

Razzo su Ashkelon: una vittima. Un israeliano è stato ucciso e altri sette sono rimasti feriti da un missile Grad lanciato dalla Striscia di Gaza. Il razzo ha colpito un edificio in costruzione nella città costiera di Ashkelon, ha riferito il sindaco, Benny Vaknin. L'israeliano rimasto ucciso nel primo attacco palestinese ad Ashqelon è un manovale beduino, originario del Neghev. Due giorni fa un altro israeliano era stato ucciso dalla esplosione di un razzo a Netivot, nel Neghev. Proseguono le esplosioni di razzi anche a Sderot.

L'operazione «piombo fuso» è ormai entrata al terzo giorno, con oltre 300 morti palestinesi. Mark Regev portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert, ha dichiarato che l'attacco proseguirà fino a quando la popolazione del sud d'Israele «non vivrà più nel terrore e la paura di costanti lanci di missili» da parte di militanti palestinesi della Striscia di Gaza.

Barak: operazione estesa secondo le necessità. L'operazione Piombo Fuso in corso sulla Striscia di Gaza «sarà estesa e approfondita, secondo le necessità», ha detto alla Knesset il ministro della difesa israeliano, Ehud Barak. Nel suo intervento Barak ha ribadito che Israele si prefigge di «assestare un duro colpo a Hamas» mentre cerca di non colpire gli abitanti di Gaza, che, ha detto, «non rappresentano un obiettivo di alcun tipo».

Netanyahu: abbattere il regime di Hamas. Israele sarà costretto ad abbattere il regime di Hamas a Gaza. Lo ha affermato oggi alla Knesset il leader del Likud (opposizione nazionalista) Benyamin Netanyahu. Aprendo un dibattito sull'operazione in corso a Gaza, Netanyahu ha sostenuto che Israele deve tentare di mettere fine ai lanci di razzi palestinesi sul Neghev e di privare Hamas della capacità di minacciare le città israeliane con i suoi razzi. In definitiva, per raggiungere questi obiettivi, sarà necessario - a suo parere - «abbattere il regime di Hamas, che rappresenta una base avanzata dell'Iran» nella Regione.

Debka: commando di Israele dietro le linee nemiche. Piccole unità di commando israeliane hanno cominciato a operare dentro la striscia di Gaza attuando rapidi raid prima di allontanarsi, secondo il sito internet israeliano di intelligence Debka, che cita fonti militari. I Rambo israeliani sono sbucati in posti di comando di Hamas, colpendo inoltre vie di comunicazione e gruppi di miliziani impegnati a lanciare razzi contro Israele, prima di scomparire di nuovo dietro le dune di sabbia della Striscia. Il compito di queste unità scelte, afferma Debka, è duplice: marcare obiettivi chiave per successivi attacchi aerei e spianare la strada a una prossima vasta incursione di mezzi blindati. Debka riferisce inoltre che nei raid aerei di ieri sull'asse Philadelphi, lungo il confine tra Gaza e l'Egitto, l'aviazione militare ha fatto uso di grandi bombe teleguidate per distruggere i tunnel usati da Hamas per contrabbandare a Gaza armi e merci. Si tratta di bombe speciali che erano state usate nella guerra in Iraq per distruggere posti di comando fortificati situati a grande profondità sottoterra.

Sganciati su Gaza nuovi ordigni di fabbricazione Usa. Durante i raid sulla Striscia di Gaza Israele avrebbe utilizzato un nuovo tipo di ordigno di fabbricazione statunitense adatto per distruggere i bunker. È quanto rivela oggi il quotidiano israeliano "The Jerusalem Post", secondo cui la fornitura di missili Gbu-39 sarebbe arrivata di recente nello Stato ebraico direttamente dagli Stati Uniti. I missili, sviluppati di recente dagli Usa, sono concepiti come un ordigno dal piccolo diametro e di alta precisione. Lo scorso settembre, scrive il giornale, Israele ha ottenuto l'approvazione del Congresso per l'acquisto di un migliaio di Gbu-39 e secondo fonti della Difesa israeliana il primo carico della fornitura sarebbe arrivato nello Stato ebraico all'inizio di dicembre.

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MessaggioInviato: lun 29 dic 2008, 21:53 
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Martedì vertice dell'Ue a Parigi
Frattini: Lega Araba fermi razzi Hamas



Tzipi Livni ed Ehud Olmert (foto Tara Todras-Whitehill - Ap)
Approfondimenti
■ Hamas, non solo armi ma attività assistenziale
■ Unifil: restiamo focalizzati sulla risoluzione 1710 dell'Onu
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ROMA (29 dicembre) - La presidenza francese di turno della Ue ha convocato per domani pomeriggio a Parigi una riunione straordinaria dei ministri degli esteri della Ue per discutere la situazione in Medio Oriente e in particolare a Gaza. Lo ha annunciato la presidenza francese con una nota diffusa a Bruxelles.

Intanto, mentre l'operazione israeliana "Piombo fuso", giunta ormai al terzo giorno ha causato oltre 300 morti fra cui 57 vittime civili e gli Usa tornano a condannare Hamas dicendo che l'organizzazione si conferma terrorista, il ministro degli Esteri Franco Frattini afferma di comprendere le «motivazioni» che hanno portato Israele, dopo la rottura della tregua da parte di Hamas con il lancio di razzi Qassam, ad esercitare «il diritto all'autodifesa». Ma chiede anche «moderazione» per evitare vittime civili nella striscia di Gaza.

Su questi due binari si muove la linea dell'Italia in queste difficili ore nelle quali il conflitto mediorientale è tornato nuovamente ad infiammarsi. Frattini, in «costante contatto» con il premier Silvio Berlusconi con cui sta concordando la strategia diplomatica italiana, ieri pomeriggio parlato direttamente prima con il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, quindi con il primo ministro libanese Fuad Siniora.

Appello a Lega Araba. In serata al Tg1 il ministro ha lanciato un «appello alla Lega Araba affinché finisca il lancio di missili da parte di Hamas». «Quello che accade a Gaza - ha aggiunto il ministro - è una tragedia per tutti» e soprattutto «per i palestinesi civili che soffrono per la violazione della tregua da parte di Hamas». L'Italia - ha concluso Frattini - è comunque costantemente «in contatto con la Lega Araba». Oggi il capo della diplomazia italiana ha avuto un colloquio con il segretario generale della Lega Araba, Amre Moussa.

Frattini: sì all'autodifesa, no alla strage di civili. A Israele Frattini oggiaveva già confermato ancora una volta «la più ferma e decisa condanna del lancio di razzi Qassam da parte di Hamas, che ha rotto unilateralmente la tregua in corso». Ma aveva anche chiesto moderazione e prudenza nella gestione delle risposte militari: infatti il titolare della Farnesina, nella telefonata, ha parallelamente «invitato Israele, pur comprendendo le sue motivazioni inerenti all'esercizio del diritto all'autodifesa, a fare tutto quanto in suo potere per evitare ulteriori tragiche perdite di vite umane tra la popolazione civile innocente, che nulla ha che fare con le operazioni ed installazioni terroristiche di Hamas». Martedì alle 15.30 il ministro degli Esteri riferirà alle Commissioni Esteri di Senato e Camera sugli ultimi sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Berlusconi intanto in vista dell'assunzione della presidenza italiana del G8, a partire dal 1 gennaio prossimo, e alla luce della nuova e preoccupante situazione di crisi in Medio Oriente ha sentito oggi il presidente di turno della Unione, Nicolas Sarkozy e il primo ministro russo Vladimir Putin.

Livni: Hamas non è pronta alla pace. Per il ministro israeliano degli Esteri Tzipi Livni Hamas non è pronta a vivere in pace con gli israeliani: «Abbiamo attaccato per riportare la pace nel sud di Israele, oggetto dei loro continui attacchi», ha detto Livni intervistata da Al Jazeera, specificando che la diplomazia del suo paese «ha usato tutti i mezzi per vivere in pace lanciando diversi messaggi ad Hamas».

Egitto e Turchia si stanno impegnando per un immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, e per «impedire alla macchina militare israeliana di uccidere palestinesi». Lo ha affermato il ministro degli esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit, durante una conferenza stampa congiunta con il suo collega turco Ali Babacan ad Ankara. Il passo successivo da compiere, ha detto Abul Gheit, è il ristabilimento della tregua tra palestinesi e israeliani e, quindi, nell'ambito di questa tregua, la riapertura dei passaggi della Striscia di Gaza.

Telefonata Sarkozy-Mubarak. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha telefonato oggi al presidente egiziano Hosni Mubarak per fare il punto sulla situazione a Gaza. Sarkozy - che è presidente in esercizio dell'Ue fino al 31 dicembre - e Mubarak hanno parlato delle «modalità possibili per una uscita dalla crisi» e hanno deciso di «restare in contatto nei prossimi giorni». L'Eliseo ha anche reso noto che Sarkozy riceverà a Parigi all'inizio di gennaio il ministro degli esteri israeliano, Tzipi Livni.

La Germania con Israele. Il governo tedesco ha difeso l'azione militare israeliana contro Gaza, sottolineando che la crisi attuale è dovuta alla decisione del gruppo armato palestinese Hamas di rompere la tregua con Israele, durata sei mesi. «È un diritto legittimo di Israele proteggere la propria popolazione civile ed il proprio territorio», ha detto oggi un portavoce del governo, sottolineando che la cancelliera Angela Merkel ha parlato a lungo della situazione nel corso di una telefonata con il primo ministro israeliano Ehud Olmert. Berlino ha quindi lanciato un appello ad Hamas affinché interrompa qualsiasi azione militare contro i villaggi israeliani, in modo che Israele possa fare lo stesso.

La Casa Bianca ha detto oggi che Hamas «ha mostrato la sua vera natura di organizzazione terrorista». Il portavoce Gordon Johndroe ha detto che Hamas «ha violato per mesi la tregua» lanciando razzi contro Israele.

Viaggio del Papa in Terrasanta. Intanto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, in una intervista alla Radio Vaticana ha affermato che in vista dei prossimi impegni del Papa, tra cui il ventilato viaggio in Terrasanta, «bisognerà essere piuttosto prudenti nel guardare a questo anno che inizia. È evidente che diversi punti sui quali si nutrono delle aspettative sono tuttora problematici».

Il mondo arabo diviso. Gli attacchi a ripetizione dei caccia israeliani in corso da sabato mattina sulla Striscia di Gaza stanno creando divisioni a vari livelli anche nel mondo arabo. I contrasti mettono a confronto i dirigenti dei vari paesi, ma anche popolazioni e dirigenti, con un gap politico che in apparenza va sempre più allargandosi. Nelle ultime ore l'Egitto ha inviato migliaia di soldati e poliziotti al valico di Rafah, unico punto di comunicazione con la Striscia di Rafah, per impedire che i palestinesi sfondino le frontiere, come successe il 23 gennaio scorso, quando 750.000 abitanti di Gaza, esasperati dal prolungarsi del blocco israeliano, sfondarono le barriere, anche con ruspe.

Gheddafi: dirigenti arabi spaccati. Il capo di Hamas in esilio a Damasco, Khaled Meshal, in una telefonata con il leader libico Muammar Gheddafi ha sollecitato l'alt degli attacchi israeliani e l'apertura di tutti i valichi della Striscia «per salvare i bambini palestinesi che rischiano un genocidio». Ed è proprio Gheddafi che mette in evidenza le divisioni in corso tra i dirigenti arabi quando in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stato libica, la Jana, critica i suoi colleghi: «Dovrebbero vergognarsi di se stessi, stanno mercanteggiando in nome della causa palestinese con le loro posizioni codarde, deboli e disfattiste», denuncia con disprezzo il leader di Tripoli.

Il presidente palestinese, Mahmud Abbas (Abu Mazen) e il ministro degli esteri egiziano Ahmed Abul Gheit sono molto risentiti, ma cercano ancora qualche strada per convincere gli integralisti di Hamas a recedere dal loro oltranzismo e ad accettare un accordo per continuare la tregua interrotta, a loro dire senza ragione, il 19 dicembre e fermare così lo spargimento di sangue nella Striscia di Gaza.

Popolazioni arabe e governi. Ma la divisione di maggior rilievo è quella tra popolazioni arabe ed i loro governi: oggi in Egitto hanno manifestato decine di migliaia di studenti, soprattutto di gruppi islamici, e persone legate alle opposizioni, accusando i governanti di «complicità» con Israele. Proteste dello stesso tipo si sono avute anche in numerosi altri paesi (dall'Iraq, alla Siria, al Libano, allo Yemen) ed anche in Iran.

Olp chiede l'invio di una forza internazionale. Oggi il comitato esecutivo dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) ha chiesto l'invio di una forza internazionale nella Striscia di Gaza, per proteggere la popolazione locale dai «crimini» israeliani.

Beirut. Decine di migliaia di persone, seguaci del movimento sciita libanese Hezbollah, si sono riunite oggi nella periferia sud di Beirut per esprimere «solidarietà» nei confronti della popolazione palestinese di Gaza e per condannare «l'atteggiamento di alcuni regimi arabi». Il raduno era stato annunciato ieri sera dal leader del Partito di Dio, il sayyed Hasan Nasrallah che ha iniziato ad arringare la folla parlando in collegamento video.

Yemen: donne invocano la Jihad contro Israele. Protesta al femminile quella che si è registrata oggi per le vie della capitale yemenita di Sanàa contro l'offensiva militare israeliana lanciata sabato sulla Striscia di Gaza. Circa novemila donne hanno chiesto ai leader arabi di «aprire le porte al Jihad», ovvero alla guerra santa contro lo Stato ebraico.

Le autorità del Bangladesh hanno esortato oggi Israele a bloccare le operazioni militari nella Striscia di Gaza. Esprimendo le proprie preoccupazioni per la situazione nel Territorio controllato dal movimento di resistenza islamico Hamas, Iftekhar Ahmed Chowdhury, consigliere per gli Affari esteri del governo ad interim di Dacca, ha invitato lo Stato ebraico a risolvere attraverso i negoziati il conflitto israelo-palestinese.

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Quante risoluzioni ONU ha violato Israele negli ultimi 20 anni ?

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Dragone67 ha scritto:
Quante risoluzioni ONU ha violato Israele negli ultimi 20 anni ?


appunto per questo dobbiamo fare come i romani ^^


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MessaggioInviato: mar 30 dic 2008, 2:35 
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ma è così difficile per i musulmani riconoscere lo stato di israele?

edit : bisognerebbe aprire anche un topic su mugabe,che sta massacrando il suo paese,ma stranamente non si parla di lui :roll


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effino ha scritto:
ma è così difficile per i musulmani riconoscere lo stato di israele?

edit : bisognerebbe aprire anche un topic su mugabe,che sta massacrando il suo paese,ma stranamente non si parla di lui :roll


Effino che c'azzecca il riconoscimento con la strage che ha compiuto l'altro giorno Israele a Gaza.

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si pero é anche vero che sono gli islamisti di hamas che hanno rotto la tregua lanciando missili nel sud d'israele. ;)


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Dragone67 ha scritto:
effino ha scritto:
ma è così difficile per i musulmani riconoscere lo stato di israele?

edit : bisognerebbe aprire anche un topic su mugabe,che sta massacrando il suo paese,ma stranamente non si parla di lui :roll


Effino che c'azzecca il riconoscimento con la strage che ha compiuto l'altro giorno Israele a Gaza.

Byez


dal mio punto di vista israele cerca solo di difendere la sua esistenza dai continui attacchi di hamas,che sappiamo tutti da chi è finanziata...non capisco perchè sia cos' difficile riconoscere israele per i paesi mediorientali e creare due stati che possano coesistere....


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Premettendo che hamas mi sta letteralmente sulle balle,obiettivamente israele sta occupando una terra che i palestinesi abitavano già da svariati millenni e sinceramente non vedo perchè per risarcirli dei crimini di guerra abbiano dovuto farci rimettere loro.Un po'come se uno sfrattato di casa ti costringesse a dargli la tua come risracimento...
Cita:
edit : bisognerebbe aprire anche un topic su mugabe,che sta massacrando il suo paese,ma stranamente non si parla di lui Rolling Eyes

:quoto
Ma in africa non è il solo,ci sono decine di situazioni analoghe


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perché non lo aprite voi? vé pesa er cùlo? :asd


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