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Tratti da gazzetta.it
Vettel: "La Ferrari?
Ne ho parlato con Schumi"
Intervista col giovane pilota della Red Bull, diventato a Monza il più giovane vincitore di un GP: "Non mi ha cambiato. Però non dite che sono il nuovo Michael, sono il nuovo Vettel. Invidia per Hamilton? No, ha meritato. Ma voglio vincere come lui"
MILANO, 26 dicembre 2008 - Fa impressione dirlo ma nei fatti è così: nell'anno in cui Lewis Hamilton a 23 anni è diventato il più giovane iridato della F.1, è esploso un pilota ancora più giovane che sembra un astro altrettanto brillante, Sebastian Vettel. Il tedeschino della Toro Rosso, l'anno prossimo alla Red Bull, non è ancora un campione del mondo ma nel suo piccolo quest'anno è diventato a Monza il più giovane vincitore di un GP a 21 anni, 2 mesi e 12 giorni. Niente male davvero, a prescindere dalle pazze condizioni meteo dell'intero fine settimana di quel GP, sicuramente determinanti. Gli abbiamo rivolto alcune domande per conoscerlo un po' meglio e parlare del 2009.
- Sebastian, il suo 2008 è stato incredibile, se l'aspettava?
"Non lo definirei incredibile ma certamente molto buono. Se me l'aspettavo? Non molto in verità, specie perché abbiamo iniziato la stagione con una vettura che era una versione modificata della 2007. Il team però è cresciuto tutto insieme e la vittoria di Monza è stata una spinta in avanti per tutti, continuata poi fino alla fine della stagione".
- Nel 2009 ha un obiettivo particolare o pensa solo a migliorare giorno per giorno?
"Sarà un anno interessante per i cambiamenti tecnici e al regolamento, e per me in particolare che vado in un nuovo team (la Red Bull; n.d.r.). Quindi l'obiettivo è fare del mio meglio. E molto dipenderà ovviamente dalla bontà della macchina e dal lavoro del team".
- C'è un aspetto della guida in cui pensa di essere più forte e uno in cui pensa di dover migliorare?
"Bisogna sempre migliorare, si può sempre imparare qualcosa, ma non credo di avere qualcosa in cui possa dire di essere particolarmente forte o debole".
- Che rapporto ha con Michael Schumacher? Le ha dato qualche consiglio o le ha parlato della Ferrari?
"Ci ho parlato poche volte. Ovviamente i media ci speculano perché siamo entrambi tedeschi ma non mi piace sentirmi dire che sono "Il nuovo Schumacher". Io sono il nuovo Vettel! Abbiamo parlato di tutto dei motori, dal kart alla Ferrari".
- Se dovesse scegliere tra Ferrari e le tedesche Mercedes e Bmw che farebbe?
"Ovviamente sceglierei la Red Bull! Scherzi a parte guiderò per questo team e non mi va di pensare ad altro in questo momento".
- È amico di qualche pilota in particolare?
"C'è feeling con Kimi (Raikkonen; n.d.r.), alle volte ci vediamo e passiamo del tempo insieme visto che abitiamo entrambi in Svizzera".
- Quali sono i suoi hobbies?
"Mi piacciono un po' tutti e il mio allenamento in particolare. Ho particolarmente apprezzato la scalata del monte Fuji in Giappone dopo il GP di quest'anno".
- Parla mai degli aspetti di guida in famiglia?
"Non molto".
- Prega prima di un GP?
"No"
- Com'è cambiata la sua vita dopo la vittoria di Monza?
"Non è cambiata. Sono sempre lo stesso e vivo alla stessa maniera. Certamente vincere un GP è una grande carica di fiducia, per vincerne altri e vincere il titolo, l'obiettivo di ogni pilota".
- Ha un po' invidiato Hamilton Interlagos? Magari pensando: "Un giorno sarò io a fare questa festa"?
“No, nessuna invidia. Lewis ha fatto un grande lavoro, ha fatto più punti degli altri e ha meritato il Mondiale. A Interlagos non ho pensato al titolo più di altre volte, semplicemente perché questo è il mio obiettivo sempre".
- Crede che nel 2009 le nuove regole cambieranno i valori in pista? Magari che qualcuno si inserisca tra Ferrari e McLaren per il Mondiale?
"Un grosso cambiamento dovrebbe avere effetti evidenti in griglia e sul giro di pista. Poi però le squadre che hanno le maggiori risorse alla fine prevalgono, credo restino sempre le favorite".
Briatore: "Sotto pressione
Alonso è meglio di Schumi"
Il team manager della Renault ha parlato dei due campioni a F1 Racing: "Più mettete Fernando sotto stress più rende al meglio, Michael non era così"
MILANO, 26 dicembre 2008 - "Sono due piloti differenti, di epoche differenti, ma tra Michael Schumacher e Fernando Alonso credo che Fernando commetta meno errori di Michael". A parlare, in un'intervista a F.1 Racing, è Flavio Briatore. Il patron della Renault, che ha vinto due Mondiali alla Benetton con Michael e altrettanti con Fernando alla Renault, è senz'altro uno che conosce bene i due campioni e il suo giudizio è importante. "Più mettete pressione a Fernando - prosegue - più ne ricavate il meglio. Michael non era così quando era sotto stress".
ESPERIENZA - Nessun dubbio, quindi, per Briatore perché "Fernando è Fernando. Ed è tornato con un anno di esperienza in più, trascorso in una scuderia molto competitiva". È appena trascorso il Natale, ma Briatore non dimentica il dicembre del 2005, quando Alonso annunciò il suo passaggio in McLaren. "Non fu una cosa bella - sottolinea - era Natale e non è stato quel che chiamo un bel regalo. I sentimenti e l'umanità contano molto per Fernando, che allora non era contento con noi. Io non ero arrabbiato o dispiaciuto, ero solo triste".
LE PRESENTAZIONI - Intanto la F.1 è in vacanza in attesa di riprendere i lavori a gennaio. Il Mondiale 2009 inizierà il 29 marzo in Australia e prima di allora saranno presentate le nuove monoposto. La Ferrari presenterà la macchina entro il 15 gennaio (a Fiorano), giorno in cui la Toyota svelerà - sul web - la TF1.09. La Bmw presenterà invece la nuova macchina il 20 gennaio a Valencia. Il giorno prima toccherà a Renault e Williams che si troveranno in Portogallo, sul tracciato di Portimao che ospiterà anche una sessione di test. La Williams però girerà con la nuova livrea solo poco prima dell'inizio della stagione. Non sono ancora previste le presentazioni di Force India, Red Bull e Toro Rosso. In casa Honda invece Ross Brawn e il suo gruppo stanno proseguendo il lavoro di sviluppo della nuova macchina in attesa di trovare un acquirente e poter essere presente nella griglia di partenza di Melbourne.
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