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Massa: "Che belle le slick!
Il Brasile? Già dimenticato"

Ultimo giorno di test a Jerez con Buemi davanti a tutti. Il ferrarista è tornato al lavoro: "È divertente guidare con le gomme lisce. Interlagos? Penso abbiano sofferto di più i miei, io guidavo... La crisi? Bisogna restare uniti, spero che la Honda resti"

JEREZ (Spagna), 11 dicembre 2008 - Sebastien Buemi su Toro Rosso anche oggi è stato il più veloce nella terza e ultima giornata di test della F.1 a Jerez. Lo svizzero ha girato in 1'17"258. Alle sue spalle il compagno di squadra Takuma Sato. Per la Ferrari invece sono scesi in pista Kimi Raikkonen (quarto) e Felipe Massa (quinto) che hanno proseguito il lavoro di ricerca del miglior assetto della F2008 dotata delle gomme slick e di sperimentazione di nuove soluzioni in vista della prossima stagione. Inoltre, Raikkonen ha continuato la prova di durata del motore 056. Il finlandese ha percorso 82 giri con un miglior tempo di 1'18"782; per Massa invece 72 giri e miglior tempo di 1'19"050.
GOMME SLICK - Il brasiliano nel pomeriggio si è fermato a parlare con la stampa: "Sono contento di essere tornato in pista - ha detto il brasiliano - in vacanza si sta bene, ma dopo un po' ci si annoia e avevo voglia di vedere come erano le macchine con queste gomme. Devo dire che c'è una bella differenza, soprattutto quando gli pneumatici sono usati: allora diventano piuttosto difficili da guidare, soprattutto per il sovrasterzo e per il minor carico aerodinamico. Va sottolineato peraltro che queste sono macchine ancora ibride, quindi con un bilanciamento non certo ottimale: sono sicuro che con la vettura del prossimo anno la situazione sarà diversa. Comunque è piuttosto divertente guidare con le slick, anche se ho ancora molto da imparare su come usarle al meglio. Abbiamo dovuto cambiare il nostro stile di guida, ora con le gomme usate è più difficile controllare la macchina. Le monoposto saranno più brutte? Direi di sì, per quello che abbiamo visto l'anno prossimo sembrerà di essere tornati indietro di più di dieci anni ma poi alla fine non è la bellezza che conta".
DELUSIONE BRASILE - Massa è anche tornato sull'ultima gara del 2007 in Brasile: "Ho rivisto le immagini della gara, in particolare quelle degli ultimi giri. Credo che sia stato più difficile per chi, come i miei genitori e i miei amici, era fuori passare dalla gioia alla delusione nello spazio di pochi secondi. Io ero in macchina ed ero concentrato sulla guida e sapevo che, con quella pioggia, tutto poteva ancora accadere. Non ci ho messo molto per archiviare quanto era accaduto: non sono uno che rimugina sul passato, preferisco guardare sempre avanti imparando da quello che mi succede. In fondo, avevamo fatto il massimo, vincendo la gara. Quando si perde per un punto c'è poco da recriminare: sono tante le cose che sarebbe stato meglio fare in maniera diversa o che sarebbero potute andare in un altro modo".
HONDA BRASILIANA? - Poi un commento all'attuale crisi economica mondiale che sta avendo risvolti anche in F.1. "La crisi c'è per tutti, non solo per il nostro sport. Il ritiro della Honda è stata una brutta sorpresa, ma ora è importante continuare a sforzarci tutti insieme per trovare le giuste soluzioni. La F.1 deve comunque restare una competizione fra le squadre, tenendosi comunque ancora alla realtà. Spero che qualcuno compri la Honda, in modo da aver 20 macchine in griglia l'anno prossimo. Magari un'azienda brasiliana potrebbe acquistare la Honda e correre con un altro nome. Sarebbe interessante". Domani sia Raikkonen che Massa saranno a Montecarlo per la cerimonia di premiazione delle competizioni Fia. I test della F1 riprenderanno la prossima settimana. Alcune squadre gireranno ancora a Jerez (15-17), mentre Ferrari e McLaren si trasferiranno in Portogallo, sul circuito di Algarve, dal 15 al 17.




Alonso: "2009 combattuto
e la Renault può spuntarla"

Lo spagnolo ottimista in vista della prossima stagione: "Le nuove regole consentiranno più sorpassi e chi le interpreta meglio sarà avvantaggiato. Mi dispiace per la Honda. Il nostro team non spreca i soldi"

MADRID (Spagna), 11 dicembre 2008 - Renault squadra di ripiego o in crisi? Assolutamente no. Parola di Fernando Alonso. Lo spagnolo nel 2009 correrà ancora col team con cui ha vinto due titoli iridati nel 2005 e nel 2006 e crede che l'anno prossimo sia possibile anche puntare al bersaglio grosso. "Credo che siamo in una buona posizione per poter lottare per il titolo nel prossimo Mondiale" ha detto a Jerez dove sta svolgendo i test in vista della prossima stagione.
VALORI - L'ottimismo è basato anche sulla possibile difficoltà di adattamento alle nuove regole di tutti i team, fattore che potrebbe anche rimescolare i valori in pista: "Con la centralina unica e le gomme della passata stagione abbiamo già avuto un Mondiale molto combattuto - ha detto Alonso - l'anno prossimo lo sarà ancora di più. Non so se sarà più spettacolare, ma almeno mi aspetto più sorpassi perchè ora ti puoi avvicinare di più alla macchina che hai davanti. Il pilota è parte importante del team, ma non è decisivo. La squadra che meglio svilupperà la sua monoposto e si adatterà per prima alle gomme slick, al Kers e alle nuove regole comincerà con qualche vantaggio".
DOMINO - Per quanto riguarda il fattore crisi Alonso non è preoccupato per la Renault: "Non credo che farà la stessa fine della Honda - ha detto - mi dispiace molto per il ritiro della Honda. Per me è stata una sorpresa e immagino che sia lo stesso per la maggior parte della gente. La Honda non era un team piccolo ed era nella F.1 da molti anni. Non credo che sia stata una decisione facile da prendere e mi auguro che non si crei un effetto-domino che coinvolga altri team. La Renault di sicuro non è un team che spreca denaro".


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MessaggioInviato: ven 12 dic 2008, 16:24 
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Fia-squadre, intesa anticrisi
Motori per 4 GP e meno test

Ufficializzato il pacchetto di misure per tagliare i costi: raddoppiata la vita dei propulsori e collaudi proibiti durante l'anno, ma solo durante i fine settimana di gara. Kers non più obbligatorio, motore unico abbandonato

MONACO (Montecarlo), 12 dicembre 2008 - Un pacchetto di misure contro la crisi economica per scongiurare l'addio di altri team e lunga vita alla F.1. La Fia ha ufficializzato oggi a Montecarlo (leggi il comunicato) le importanti scelte tecniche che incideranno sulla F.1 già dal 2009. In un comunicato la Federazione internazionale ha poi spiegato in dettaglio come intende ottenere la riduzione di costi per i team che all'unanimità hanno accettato.
RISPARMIO - La durata dei motori passa da due a 4 GP con un massimo di otto motori impiegabili da ciascun pilota per tutta la stagione. L'altra grande novità è la forte diminuzione dei test di sviluppo: dal 2009 niente più collaudi durante la stagione sportiva a eccezione dei fine settimana di ciascun GP quando saranno invece consentiti durante le sessioni di prova. La Fia ha stimato che per i costruttori dovrebbe esserci un risparmio del 30% del budget.
KERS NON OBBLIGATORIO - Il Kers, il sistema di recupero dell'energia cinetica, molto discusso, resta parte del regolamento tecnico 2009 ma non sarà più obbligatorio. Per il 2010 la Fota valuterà proposte per la realizzazione di un sistema standard. L'altro grande successo dei team è l'abbandono del progetto di motore unico che aveva già fatto minacciare diversi team, Ferrari inclusa, di lasciare la F.1.
2010 - Il progetto ad ampio respiro prevede che nel 2010 si intervenga anche sul weekend di gara. In particolare, verrà messo al bando il rifornimento ai box. La Fia definisce "possibile" la riduzione della lunghezza o della durata dei GP. L'orientamento definitivo, però, terrá conto dei risultati di una ricerca di mercato. Già deciso, invece, lo stop all'uso delle coperte per riscaldare le gomme e l'introduzione di un sistema standard per radio e telemetria. Il programma di Fia e Fota si sviluppa anche a lungo termine. Le parti studieranno per il 2013 la possibilità di adottare un nuovo motore in grado di garantire risparmio energetico. L'obiettivo finale è fornire un contributo reale alla tecnologia da trasferire ai veicoli destinati al trasporto su strada.


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E' stato fatto un casino d'altri tempi per questo Kers (con le squadre che c'hanno investito/perso (?) una montagna di soldi), visti soprattutto i tanti pericoli che potrebbe causare un guasto del suddetto sistema, e adesso mi vengono a dire che non sarà più obbligatorio ? :asd
Rimango basito :asd

Anche perchè per mettere il Kers con tutti i suoi cavi, batterie e generatori vari hanno dovuto praticamente riprogettare le macchine (vedere le fiancate più alte). La Bmw è la squadra forse più avanti o quantomeno, ha già messo in pista una macchina in configurazione 2009


Macchine pulite senza appendici aereodinamiche varie, alettone anteriore più largo e con profilo modificabile di 6° per 2 volte in un giro dal pilota manualmente (viste le dimensioni, chissà quanti se ne romperanno). Alettone posteriore più alto di 20 cm e più stretto di 25 cm (da 1000 mmm a 750 mmm). E ritorno alle gomme slick, che pare diano 2 secondi al giro rispetto alle precedenti gomme da asciutto scanalate.

A primo impatto rimango perplesso sia sulla linea delle nuove monoposto e su dove si voglia arrivare con questi nuovi regolamenti. Ma siamo solo a metà Dicembre, staremo a vedere...


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Acquirenti per la Honda
Si fa avanti il gruppo PSA?

Indiscrezioni dal Belgio: c'è una proposta dalla Casa che controlla Peugeot e Citroen, i piloti sarebbero Button e Bourdais. In serata però è arrivata la smentita. E intanto Ecclestone insiste con le medaglie per i piloti sul podio

PARIGI, 15 dicembre 2008 - Le voci si susseguono, così come i potenziali acquirenti e le smentite. La Honda, ormai nelle mani del direttore generale Nick Fry e di quello tecnico Ross Brawn, avrebbe ricevuto un'offerta di nome. Almeno a giudicare da quanto scrive la testata belga Autosportnews.
FRANCIA - A farsi avanti sarebbe nientemeno che il costruttore francese PSA, proprietà del gruppo Peugeot che controlla i marchi Peugeot e Citroen. Indiscrezioni, a quanto pare, frutto di fonti non rivelate. Ma nel progetto, per cui il gruppo PSA avrebbe mostrato interesse soprattutto dopo le novità introdotte dal Consiglio mondiale Fia per ridurre i costi in F.1, ci sarebbero già i piloti per il 2009: al confermato Jenson Button si affiancherebbe il francese Sebastien Bourdais, quest'anno alla Toro Rosso. Nei giorni scorsi due altri possibili acquirenti si erano tirati indietro: la ART Grand Prix di Nicolas Todt (il figlio di Jean, ex ad della Ferrari) e la Prodrive di David Richards.
LA SMENTITA - Il gruppo PSA, però, in serata ha seccamente smentito l'ipotesi. "È una cosa completamente falsa - ha detto il portavoce del gruppo Peugeot-Sport, Jean-Claude Lefebvre alla stampa francese - visti anche i problemi per la crisi economica, non esiste la possibilità che il gruppo PSA possa entrare in F.1. Servono soldi e servono prospettive, altrimenti si è costretti a non far lavorare le persone perché le macchine non si vendono più. Abbiamo grandi problemi con le vendite, come tutti i costruttori. Quindi abbiamo altri problemi a cui pensare piuttosto che impegnarci in F.1".
INSISTENZA - Intanto, come se fosse una questione fondamentale, Bernie Ecclestone insiste e rilancia la sua ultima idea per i GP. Ovver sostituire i punti conquistati dai primi otto piloti classificati alla fine della corsa con le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo da assegnare solo ai primi tre in ogni gara, per poi permettere al più vittorioso di laurearsi campione del mondo. "Questa idea renderebbe la F.1 più eccitante e spettacolare - ha fatto sapere Bernie dal sito ufficiale del Mondiale -. Con questo sistema si spingerebbero i piloti a non accontentarsi mai della posizione occupata, invitandoli a cercare sempre la vittoria. Perché noi e gli spettatori vorremmo vedere più sorpassi, vorremmo vedere i piloti prendere dei rischi". Sempre che di piloti in pista ce ne siano a sufficienza...


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La ricetta anti-crisi
Tre vetture per team


Secondo Motorsport Aktuell 18 auto al via sono troppo poche, soprattutto per i contratti tv. L'ipotesi: Ferrari con Genè (o Badoer), McLaren con De la Rosa e in qualche team spazio anche per Button

MONACO DI BAVIERA, 16 dicembre 2008 - Già nel 1958 il campionato mondiale costruttori di F.1 si decise tra due team che schieravano tre monoposto ciascuna: la Ferrari partecipò con Mike Hawtorn (che vinse il titolo piloti, ndr), Peter Collins e Luigi Musso, l'inglese Wanwall (campione costruttori, ndr) con Stirling Moss, Tony Brooks e Stuart Lewis Evans. Lo scenario - come ipotizza il settimanale specializzato svizzero Motorsport Aktuell - potrebbe ripetersi l'anno prossimo.
PILOTI - La F.1 si sta infatti preparando a scendere in pista senza la Honda. Sole 18 auto alla partenza sarebbero però troppo poche: per lo spettacolo, ma anche e soprattutto per i contratti televisivi. Non ci sono ancora indicazioni concrete da parte delle scuderie e soprattutto dei costruttori, men che meno da parte di Ecclestone. Il settimanale ipotizza, però, che ai team potrebbe nuovamente essere concessa libertà di scegliere la partecipazione con una terza vettura. La Ferrari potrebbe affidarla al collaudatore Marc Gené (e perchè no a Badoer, aggiungiamo noi), mentre la McLaren avrebbe già pronto Pedro de la Rosa. Anche la BMW ha in Christian Klien un pilota dotato dell'esperienza necessaria.
PICCOLI - Per quanto riguarda i team più piccoli, Adam Parr, direttore generale della Williams si è già detto favorevole alla terza vettura. L'inglese, anzi, ha sottolineato che vedrebbe più volentieri sei o sette squadre con tre monoposto che altre scuderie con motori acquistati dalle grandi. A questo proposito anche Force India, che dal prossimo anno correrà con motori Mercedes ed ha confermato Fisichella e Sutil, potrebbe accontentare la McLaren (che comunque garantirebbe un appoggio tecnico e prevedibilmente anche finanziario completo) anche sul piano dei piloti, facendo correre un altro pupillo di Ron Dennis, l'inglese Gary Paffet.
RIPESCATI - Ma una soluzione del genere potrebbe anche far rientrare in gioco un pilota come Jenson Button, vittima più illustre - insieme con Rubens Barrichello che, invece, non gode più di grandi simpatie nel circus - del ritiro Honda, potrebbe trovare un volante se la Red Bull o la sorella minore Toro Rosso decidessero di schierare una terza vettura. Le prossime settimane chiariranno meglio se questa resterà solo un'ipotesi di accademia. Anche se è difficile vedere adesso come potrà essere finanziata, alla luce dei risparmi da tutti invocati e dei tagli alle spese già decise.
Marco Degl'Innocenti


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MessaggioInviato: gio 18 dic 2008, 21:34 
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Reg. il: ven 7 ott 2005,
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David 90 ha scritto:
E' stato fatto un casino d'altri tempi per questo Kers (con le squadre che c'hanno investito/perso (?) una montagna di soldi), visti soprattutto i tanti pericoli che potrebbe causare un guasto del suddetto sistema, e adesso mi vengono a dire che non sarà più obbligatorio ? :asd
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Anche perchè per mettere il Kers con tutti i suoi cavi, batterie e generatori vari hanno dovuto praticamente riprogettare le macchine (vedere le fiancate più alte). La Bmw è la squadra forse più avanti o quantomeno, ha già messo in pista una macchina in configurazione 2009


Macchine pulite senza appendici aereodinamiche varie, alettone anteriore più largo e con profilo modificabile di 6° per 2 volte in un giro dal pilota manualmente (viste le dimensioni, chissà quanti se ne romperanno). Alettone posteriore più alto di 20 cm e più stretto di 25 cm (da 1000 mmm a 750 mmm). E ritorno alle gomme slick, che pare diano 2 secondi al giro rispetto alle precedenti gomme da asciutto scanalate.

A primo impatto rimango perplesso sia sulla linea delle nuove monoposto e su dove si voglia arrivare con questi nuovi regolamenti. Ma siamo solo a metà Dicembre, staremo a vedere...


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MessaggioInviato: sab 27 dic 2008, 3:50 
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Vettel: "La Ferrari?
Ne ho parlato con Schumi"

Intervista col giovane pilota della Red Bull, diventato a Monza il più giovane vincitore di un GP: "Non mi ha cambiato. Però non dite che sono il nuovo Michael, sono il nuovo Vettel. Invidia per Hamilton? No, ha meritato. Ma voglio vincere come lui"

MILANO, 26 dicembre 2008 - Fa impressione dirlo ma nei fatti è così: nell'anno in cui Lewis Hamilton a 23 anni è diventato il più giovane iridato della F.1, è esploso un pilota ancora più giovane che sembra un astro altrettanto brillante, Sebastian Vettel. Il tedeschino della Toro Rosso, l'anno prossimo alla Red Bull, non è ancora un campione del mondo ma nel suo piccolo quest'anno è diventato a Monza il più giovane vincitore di un GP a 21 anni, 2 mesi e 12 giorni. Niente male davvero, a prescindere dalle pazze condizioni meteo dell'intero fine settimana di quel GP, sicuramente determinanti. Gli abbiamo rivolto alcune domande per conoscerlo un po' meglio e parlare del 2009.

- Sebastian, il suo 2008 è stato incredibile, se l'aspettava?
"Non lo definirei incredibile ma certamente molto buono. Se me l'aspettavo? Non molto in verità, specie perché abbiamo iniziato la stagione con una vettura che era una versione modificata della 2007. Il team però è cresciuto tutto insieme e la vittoria di Monza è stata una spinta in avanti per tutti, continuata poi fino alla fine della stagione".

- Nel 2009 ha un obiettivo particolare o pensa solo a migliorare giorno per giorno?
"Sarà un anno interessante per i cambiamenti tecnici e al regolamento, e per me in particolare che vado in un nuovo team (la Red Bull; n.d.r.). Quindi l'obiettivo è fare del mio meglio. E molto dipenderà ovviamente dalla bontà della macchina e dal lavoro del team".

- C'è un aspetto della guida in cui pensa di essere più forte e uno in cui pensa di dover migliorare?
"Bisogna sempre migliorare, si può sempre imparare qualcosa, ma non credo di avere qualcosa in cui possa dire di essere particolarmente forte o debole".

- Che rapporto ha con Michael Schumacher? Le ha dato qualche consiglio o le ha parlato della Ferrari?
"Ci ho parlato poche volte. Ovviamente i media ci speculano perché siamo entrambi tedeschi ma non mi piace sentirmi dire che sono "Il nuovo Schumacher". Io sono il nuovo Vettel! Abbiamo parlato di tutto dei motori, dal kart alla Ferrari".

- Se dovesse scegliere tra Ferrari e le tedesche Mercedes e Bmw che farebbe?
"Ovviamente sceglierei la Red Bull! Scherzi a parte guiderò per questo team e non mi va di pensare ad altro in questo momento".

- È amico di qualche pilota in particolare?
"C'è feeling con Kimi (Raikkonen; n.d.r.), alle volte ci vediamo e passiamo del tempo insieme visto che abitiamo entrambi in Svizzera".

- Quali sono i suoi hobbies?
"Mi piacciono un po' tutti e il mio allenamento in particolare. Ho particolarmente apprezzato la scalata del monte Fuji in Giappone dopo il GP di quest'anno".

- Parla mai degli aspetti di guida in famiglia?
"Non molto".

- Prega prima di un GP?
"No"

- Com'è cambiata la sua vita dopo la vittoria di Monza?
"Non è cambiata. Sono sempre lo stesso e vivo alla stessa maniera. Certamente vincere un GP è una grande carica di fiducia, per vincerne altri e vincere il titolo, l'obiettivo di ogni pilota".

- Ha un po' invidiato Hamilton Interlagos? Magari pensando: "Un giorno sarò io a fare questa festa"?
“No, nessuna invidia. Lewis ha fatto un grande lavoro, ha fatto più punti degli altri e ha meritato il Mondiale. A Interlagos non ho pensato al titolo più di altre volte, semplicemente perché questo è il mio obiettivo sempre".

- Crede che nel 2009 le nuove regole cambieranno i valori in pista? Magari che qualcuno si inserisca tra Ferrari e McLaren per il Mondiale?
"Un grosso cambiamento dovrebbe avere effetti evidenti in griglia e sul giro di pista. Poi però le squadre che hanno le maggiori risorse alla fine prevalgono, credo restino sempre le favorite".





Briatore: "Sotto pressione
Alonso è meglio di Schumi"

Il team manager della Renault ha parlato dei due campioni a F1 Racing: "Più mettete Fernando sotto stress più rende al meglio, Michael non era così"

MILANO, 26 dicembre 2008 - "Sono due piloti differenti, di epoche differenti, ma tra Michael Schumacher e Fernando Alonso credo che Fernando commetta meno errori di Michael". A parlare, in un'intervista a F.1 Racing, è Flavio Briatore. Il patron della Renault, che ha vinto due Mondiali alla Benetton con Michael e altrettanti con Fernando alla Renault, è senz'altro uno che conosce bene i due campioni e il suo giudizio è importante. "Più mettete pressione a Fernando - prosegue - più ne ricavate il meglio. Michael non era così quando era sotto stress".
ESPERIENZA - Nessun dubbio, quindi, per Briatore perché "Fernando è Fernando. Ed è tornato con un anno di esperienza in più, trascorso in una scuderia molto competitiva". È appena trascorso il Natale, ma Briatore non dimentica il dicembre del 2005, quando Alonso annunciò il suo passaggio in McLaren. "Non fu una cosa bella - sottolinea - era Natale e non è stato quel che chiamo un bel regalo. I sentimenti e l'umanità contano molto per Fernando, che allora non era contento con noi. Io non ero arrabbiato o dispiaciuto, ero solo triste".
LE PRESENTAZIONI - Intanto la F.1 è in vacanza in attesa di riprendere i lavori a gennaio. Il Mondiale 2009 inizierà il 29 marzo in Australia e prima di allora saranno presentate le nuove monoposto. La Ferrari presenterà la macchina entro il 15 gennaio (a Fiorano), giorno in cui la Toyota svelerà - sul web - la TF1.09. La Bmw presenterà invece la nuova macchina il 20 gennaio a Valencia. Il giorno prima toccherà a Renault e Williams che si troveranno in Portogallo, sul tracciato di Portimao che ospiterà anche una sessione di test. La Williams però girerà con la nuova livrea solo poco prima dell'inizio della stagione. Non sono ancora previste le presentazioni di Force India, Red Bull e Toro Rosso. In casa Honda invece Ross Brawn e il suo gruppo stanno proseguendo il lavoro di sviluppo della nuova macchina in attesa di trovare un acquirente e poter essere presente nella griglia di partenza di Melbourne.


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Alonso, c'è l'accordo
con la Ferrari dal 2011

L'impegno è per quattro stagioni fino al 2014 a cominciare dalla scadenza del contratto di Raikkonen ma se Kimi non si riprende può arrivare prima

MILANO, 28 dicembre 2008 - "Per il 2009 ho un obbiettivo chiaro: tornare a essere campione del mondo. Non c’è alcun motivo che la Renault lavori a pieno regime, come sta facendo, se non per puntare al titolo nel 2009". Fernando Alonso ha mire molto chiare per la stagione che comincerà in Australia il 29 marzo. E nel frattempo, aspettando che la Renault mostri la nuova macchina il 19 gennaio a Portimao, in Portogallo, si rilassa e si prepara fisicamente.
COMPLIMENTI - Flavio Briatore continua a magnificarne le doti. "Alonso sbaglia molto meno di quanto facesse Schumacher. Più pressione gli metti, più risponde. Schumacher non era bravo come lui a gestire la pressione". Sicuramente il 19 sentiremo Alonso ripetere che la Renault gli sta dando tutto e che lui intende in futuro rimanere dove si trova, se il materiale sarà competitivo. Ma intanto i suoi contratti vengono rinnovati solamente per 12 mesi. Ed è sin troppo chiaro che il prossimo passo sarà l’approdo alla Ferrari. Quando? Montezemolo, alla cena di Natale con i giornalisti, è stato chiaro: "Abbiamo Massa e Raikkonen sotto contratto per i prossimi due anni. Per il futuro vedremo. Alonso è un grande campione ma la vita è lunga. Lui è giovane...".
VAGO - Dal canto suo il due volte campione del mondo, dinanzi alla stessa domanda su un futuro in rosso ha risposto: "Non voglio pensare ad alcuna possibilità per il 2010 in quanto sono focalizzato sull’obbiettivo del Mondiale nel 2009". Nessuna delle parti smentisce ma è evidente che da tempo tra Ferrari e Alonso c’è un accordo scritto. Che è addirittura di quattro anni. Pieno di distinguo e di opzioni relative (la Ferrari vuol essere certa che nel frattempo Alonso non si perda, lui desidera le stesse garanzie sulla squadra), ma la cui validità comincia nel 2011 per esaurirsi a fine 2014, anche se l’ultimo anno è legato a una opzione.
ANTICIPO - Però, come spiega Fernando tra le righe, i tempi dell’inizio potrebbero essere più brevi. Nel senso che sia Montezemolo sia Domenicali sanno che un Raikkonen opaco come quello del 2008 non sarebbe più sostenibile. Per cui Kimi è chiamato a dare il massimo. Ed il fatto che accanto a lui sia stato messo un ingegnere come Andrea Stella - persona a lui sempre vicina e affine - è la dimostrazione di come il suo recupero stia veramente a cuore a tutti. Ora tocca a Kimi fare la sua parte. Altrimenti si cercherà di rompere il contratto per anticipare sin dal 2010 l’arrivo di Alonso.
COMPAGNI - Al momento, chi dorme tra due guanciali è Felipe Massa il cui 2008, così eccellente, ha spazzato in un colpo perplessità e dubbi. Il brasiliano ha surclassato Raikkonen. E siccome Massa è in continua progressione, nessuno lo mette più in dubbio. Semmai si può giocare a ipotizzare chi - nel caso - potrebbe essere la spalla di Alonso a Maranello dal 2011. La lista è molto lunga, perché si va dai nomi più scontati (Kubica e Vettel) a quelli più improbabili (Bortolotti, Mortara e altri giovanissimi). Solo il tempo dirà chi, al momento giusto, si meriterà una rossa. Augurandoci che, nel frattempo, la competitività della Ferrari non venga meno. E che, al momento opportuno, Alonso possa trovare a Maranello una macchina come quella delle ultime due stagioni. Al resto penserà lui.


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"Alonso sulla Ferrari
batte anche Hamilton"

Dopo l'indiscrezione della Gazzetta sull'accordo tra lo spagnolo e la Rossa dal 2011, l'applauso di Fiorio e Minardi: "E' il migliore che c'è, più costante di Lewis". Tredozi: "Sarà come prendere un altro Schumi". Maranello non commenta

MILANO, 29 dicembre 2008 - È stata una domenica bestiale per Luis Garcia Abad. L’indiscrezione, rivelata ieri dalla Gazzetta, che Fernando Alonso vestirà probabilmente la tuta della Ferrari dal 2011 (forse già l’anno prima) lo ha colto in vacanza e il suo telefonino è diventato rovente. "Che il mio pilota abbia sempre manifestato un certo interesse per correre con la Ferrari non è un segreto — dice il manager —. Cosa posso dire? Il 2011 è così lontano... La F.1 sta vivendo un momento di grande difficoltà dal punto di vista economico ed è difficile immaginare scenari futuri. E’ presto per parlarne e io so solo che tra meno di un mese sarò a Portimao a fianco di Flavio Briatore per la presentazione della nuova Renault".
VISITA - Prima però Alonso farà tappa in Italia: non a Maranello, ci mancherebbe, ma a Forlì per il consueto check-up di inizio stagione presso il Fisiology Center, la nuova struttura (è stata inaugurata un mese fa) di Fabrizio Borra, il suo preparatore atletico. È un esempio degli intensi legami di Fernando con il nostro Paese: l’esordio in F.1 con la Minardi, il successo con Flavio Briatore, l’amicizia sincera con Stefano Domenicali. In particolare Alonso non ha mai reciso i rapporti con Giancarlo Minardi.
VINCENTE - "Due anni sono lunghi da far trascorrere — attacca divertito l’ex team manager — e siccome Fernando non ha perso il gusto di vincere perché attendere tanto? Scherzi a parte so che ci sono di mezzo contratti e soltanto la Ferrari sa cosa sia capitato a Kimi Raikkonennella scorsa stagione. Alonso non lo vedo dal GP d’Italia a Monza e allora non abbiamo parlato del suo futuro mentre per Natale ci siamo limitati a scambiarci gli auguri ma è indubbio che alla Ferrari un pilota del genere farebbe comodo: in fondo è quello che sinora ha dato più filo da torcere ad Hamilton a parità di materiali e potrebbe batterlo tranquillamente".
ESPERIENZA - Gabriele Tredozi, ex d.t. Minardi e quest’anno opinionista Sky, è convinto che Alonso costituirebbe un valore aggiunto: «Sarebbe come mettersi un altro Schumacher in casa. È veloce, tecnicamente forte, lucido ma soprattutto ha una costanza senza pari. Mai avuto alti e bassi durante le sue stagioni, se non per colpa della scarsa competitività della macchina. E poi è un ragazzo sincero, lo ha dimostrato durante la sua difficile parentesi alla McLaren. Ecco semmai lui ha bisogno di sentire l’appoggio della squadra, senza equivoci". E in cambio è in grado di dare molto: "Sa decidere gli assetti della macchina senza tentennamenti, ha una visione della gara eccezionale e sa gestire bene i pneumatici. È in grado di emergere anche dalle situazioni più difficili: l’ultima stagione ne è l’esempio più lampante. E poi sa fare squadra".
RIVOLUZIONE - In una stagione di grandi cambiamenti regolamentari, secondo Cesare Fiorio, ex d.s. Ferrari e soprattutto l’uomo che tenne a battesimo Alonso in F.1 (in un test dicembrino a Jerez nel ’99), uno come lo spagnolo farebbe comodo subito. "In una situazione simile, può capitare che un team si avvantaggi su un altro perché i suoi tecnici hanno avuto una intuizione che si rivela migliore e allora io non avrei dubbi: preferirei avere in squadra Alonso che resta per me il miglior pilota in circolazione. Più forte anche di Lewis Hamilton: i due si equivalgono a livello velocistico ma Fernando è meno propenso a commettere errori. È costante, ha ritmo ed è intelligente. Lui e la Ferrari rappresenterebbero un binomio eccezionale. Vincendo il titolo costruttori, Maranello ha dimostrato di aver lavorato meglio, in fabbrica come ai box. Ma se poi ti manca il titolo piloti, beh forse la colpa è anche un po’ di chi guida, no?". E la Ferrari? Per ora Maranello non commenta.


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Tratto da gazzetta.it

"Ecclestone e Mosley: via"

L'ex-iridato Jackie Stewart al Times: "E' ora che si facciano da parte. Il potere di Bernie impedisce alternative e una figura come qualel di Max, dopo lo scandalo, sarebbe inimmaginabile a capo di un Comitato olimpico o di una Federazione calcistica"

LONDRA, 5 gennaio 2008 - Non si può dire che non sia coerente. E comunque resta una voce saggia e ascoltata nell'ambiente dei GP. Jackie Stewart, tre volte iridato in F.1, si è fatto vivo con l'inizio dell'anno auspicando che Max Mosley, presidente della Fia (Federazione Internazionale Auto), e Bernie Ecclestone si facciano da parte.
PAROLE - In un'intervista pubblicata dal quotidiano Times, l'ex-pilota scozzese si è mostrato diretto e preciso. "Il potere di Bernie è tale da annichilire ogni voglia di cambiamento", ha spiegato. Tanto che non si immagina nemmeno, all'orizzonte, qualcuno in grado di subentrare a un manager che ha già 78 anni. Mentre per quanto riguarda il 68enne Mosley, dopo quanto successo con lo scandalo a sfondo sessuale nella primavera scorsa, rappresenta "una figura inimmaginabile se fosse a capo di un Comitato Olimpico o di una federazione calcistica".
POTERE - Da anni Bernie Ecclestone detiene i diritti commerciali di tutta la F.1, con una distribuzione delle entrare che i team (da qualche mese riuniti in un'associazione, la Fota) hanno fatto sapere di voler ridiscutere al più presto. Suscitando le sue ire e le sue risposte piccate, soprattutto verso la Ferrari. Mentre Mosley, che nei giorni caldi dello scandalo aveva chiarito di non dimettersi ma solo per chiudere il suo madato, ha fatto sapere giorni fa di volersi ricandidare alla carica. "Uno sport mondiale, così legato alle multinazionali, ha bisogno di un organismo direttivo totalmente trasparente e indipendente", ha concluso Stewart.


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