Francesco82 ha scritto:
Hai ragione Wop, ma considera che la rosa - per distacco, a mio avviso - più scarsa della storia del calcio italiano ha ottenuto la qualificazione agli ottavi con un turno di anticipo, superando il Belgio numero 2 del ranking e dato da tutti per favoritissimo.
Le qualità tecniche sono mediocri, e come giustamente dice Special si lascia fuori anche i pochi con qualcosa in più (vedi Bernardeschi, che a me piace molto peraltro). Si punta tutto sul contismo, che è un po' come il cholismo quanto a impronta (con le dovute differenze): carattere, corsa, difesa ben organizzata e con ottimi elementi.
Io davvero non mi lamenterei: l'Italia di USA '94 si è qualificata come peggior terza dopo aver subito l'Irlanda, e metteva in campo Maldini, Baresi, Baggio & C. Nessuno fra i giocatori di oggi sarebbe titolare in quella squadra, per dire, eppure l'Italia ha sofferto l'inferno quasi in ogni partita.
Dirò di più: la sofferenza è nel DNA italiano, e quando parti per soffrire - inderogabilmente - paradossalmente soffri meno. Poi ecco per arrivare in fondo o puntare a qualcosa di importante serviranno una condizione assoluta e tanta fortuna, ma io dico che - viste le premesse - i risultati e in parte il gioco sono apprezzabili.
Sul ranking stendiamo pure un velo pietoso, così come su coloro che non si rendono conto dei problemi, delle carenze e degli equivoci tattici presenti nel Belgio in difesa e in mezzo al campo.
Il contismo, come principio, è comprensibile e condivisibile se applicato a Pirlo, Totti, Rossi, Balotelli, Cassano, ecc. cioè a giocatori a fine carriera, problematici, con dei limiti fisici e/o mentali e quindi non affidabili nonostante determinate caratteristiche potenzialmente utili in una competizione come l'Europeo.
Tuttavia questo discorso appare completamente fuoriluogo per quei 3-4 giocatori che hanno quel qualcosina in più, ma che sono stati lasciati in panchina o a casa.
Autoconvincersi che sia normale soffrire, anzi che sia paradossalmente meglio avere una mentalità predisposta alla sofferenza a me pare masochistico, e in ogni caso sia la storia che il DNA (si) possono anche cambiare.
Poi ci sta di soffrire in qualche partita o con degli avversari più forti, ma non sempre e contro chiunque, da Malta fino alla nazionale numero uno del ranking (per quel che può valere).