I Queen anni '80, pur avendo confezionato qualche buon singolo, a livello di album sono tremendi, lo riconoscono anche i loro fans. Che poi siano entrati nella memoria collettiva del decennio grazie a eventi come il Live Aid è un altro discorso... Ma da qui a indicarli come la band simbolo ce ne passa.
Francesco82 ha scritto:
Non concordo anche sulla presunta pochezza degli anni '90, preferisco altri periodi ma ci sono state innovazioni profonde e radicali in mille settori. Il vero problema post anni '80 (vale ancora oggi) è che la musica migliore non passava più in radio né era nota al grande pubblico, nei '60 (soprattutto) e nel decennio precedente invece si è vista questa magica sintonia.
Beh oddio, negli anni '90 tutta la musica che fino a poco tempo prima era considerata alternativa, poco appetibile, di nicchia, etc diventò d'un colpo di massa. Gruppi da te amati come gli Hüsker Dü o i Replacements nei
nineties avrebbero verosimilmente venduto milioni di copie. L'incontro-scontro fra mondo alternativo e mainstream fu un evento epocale. E negli anni '70 col cavolo che passavano un gruppo punk nelle radio americane, per fare un esempio... Quindi ciò che dici non è proprio vero, mi sembra una visione un po' troppo mitizzata.
Riguardo al confronto in sé, si tratta di gusti... Personalmente - e parlo da appassionato a 360° di musica rock - amo quasi tutto ciò che è stato composto dal 1960 al 2000. Ritengo quindi che gli anni Duemila siano stati il decennio più povero, o quantomeno quello che mi ha appassionato di meno. Sono cresciuto ascoltando prevalentemente cose anni '90, quello quindi è un periodo al quale rimango molto affezionato, e che sento un po' "mio". Ma, nel complesso, non ho problemi a riconoscere che la varietà degli anni '70 non ha probabilmente eguali. Quello è stato il decennio d'oro dell'hard rock, del prog rock, dello space rock, del kraut rock, dell'art rock, del glam rock, del punk, secondo me pure della new wave (immagino che Francesco e DeLorenzo non siano d'accordo), ma anche del funk, del soul, della disco, del reggae... Senza contare poi i passi in avanti fatti dall'elettronica. Gli anni '60 hanno aperto la mente, hanno allargato gli orizzonti, fornendo un numero di capolavori quantitativamente minore rispetto al decennio successivo, ma almeno di pari valore. Ritengo i
sixties quindi come il periodo più importante per lo sviluppo e la crescita della musica pop-rock. Con gli anni '80, pur inserendo nel listone dei miei preferiti molti gruppi affermatisi in quel periodo, ho avuto un rapporto più complicato, soprattutto perché - come ha giustamente scritto Francesco - sono un decennio molto stereotipato, del quale viene spesso ricordato il peggio, musicalmente (e non solo) parlando.