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Mourinho: "Orgoglioso di allenare Luis Figo" (Inter.it)
APPIANO GENTILE - Questa la seconda sintesi della conferenza stampa di José Mourinho alla vigilia di Napoli-Inter, gara valida per il posticipo della 33^ giornata della Serie A Tim 2008-'09, in programma domani allo stadio "San Paolo" di Napoli (ore 20.30).
Mourinho: dobbiamo aspettarci che l'Inter vada a Napoli con una carica particolare per chiudere il campionato il prima possibile? 'La partita con la Sampdoria, come avevo detto ai miei giocatori prima del match, doveva essere come minimo una gara divertente per noi: divertente nel senso che avremmo dovuto provarci fino alla fine, sperando, avendo fiducia, con aggressività mentale e con intensità di gioco, e così è stato divertente. Purtroppo non abbiamo raggiunto il risultato che volevamo, ma abbiamo lasciato il campo dando un'immagine doppiamente positiva.
Con il Napoli sarà una partita diversa, quella contro la Sampdoria era una gara nella quale bisognava rischiare, quella di domani sera sarà tutto il contrario: abbiamo 10 punti di vantaggio o 7 se i nostri avversari diretti dovessero vincere prima di noi. Entrare in campo con 7 punti di vantaggio significa che dovremo gestire il nostro patrimonio, ciò che abbiamo conquistato giocando ogni minuto di ogni partita con il massimo impegno, da agosto fino ad oggi. Dobbiamo giocare questa partita con tranquillità, ma anche con ambizione, l'ambizione di vincere lo scudetto il più presto possibile e conquistare gli 8, 9 punti di cui abbiamo bisogno, pensando che la Juventus e il Milan vincano tutte le partite fino alla fine, senza aspettarci nessun regalo da loro. Non dobbiamo pensare che ci bastino solo 5 o 6 punti, ne abbiamo bisogno di almeno 8. La partita con il Napoli mi affascina. Il 'San Paolo' è uno stadio storico del quale tutti conoscono l'ambiente e l'atmosfera. Sarà la prima volta che ci vado e giocare a Napoli per me sarà una motivazione in più e questa motivazione l'avranno anche i giocatori, anche se per loro non sarà la prima volta'.
Luis Figo ha il contratto in scadenza, crede che l'anno prossimo possa ancora dare il suo contributo come giocatore o pensa più a un ruolo dirigenziale per lui? 'Credo che Figo sia una delle persone più intelligenti che abbia mai incontrato nel calcio. Non ha bisogno che nessuno parli o decida al suo posto. Lui è grande abbastanza, ha esperienza, decide ciò che vuole e non ha bisogno che qualcuno decida per lui. Io sono orgoglioso di poter essere il suo allenatore, sono felicissimo di quello che continua a dare a questa squadra. Il futuro è suo, deciderà lui, io sono qui per appoggiare le sue decisioni future nel modo che riterrà opportuno. Nessuno può decidere per lui se giocherà un altro anno o se farà altro, Figo è un uomo che non ha bisogno di ricevere consigli da nessuno, sa decidere da solo'.
Mourinho sarebbe felice se Figo dovesse continuare a giocare?
'Sarei felice comunque, qualunque decisione lui dovesse prendere. Perche un giocatore come lui, che ha fatto quello che ha fatto fino ad adesso, merita di essere felice e di decidere da solo. Ripeto, non c'è bisogno che nessuno decida per lui'.
Quanto considera determinante Mario Balotelli in questo finale di stagione? Qualcuno, in seguito a quello che è successo a gennaio quando lei l'aveva messo fuori squadra, l'ha ringraziata o le ha chiesto scusa per come ha gestito la situazione del giocatore?
'Nessuno deve chiedermi scusa, il mio lavoro è migliorare i giocatori, e se qualche riesco a farlo, altre volte può anche capitare che sia responsabile se qualche giocatore non rende ai livelli del proprio potenziale. Con Mario abbiamo fatto tutti un buon lavoro, non solo io ma anche lui stesso e i suoi compagni. Ora Balotelli sta lavorando molto bene, però bisogna continuare con tranquillità, bisogna fare di lui un prodotto finito, un giocatore di altissimo livello. È opportuno lasciare andare le cose così, dobbiamo lasciarlo lavorare sia con gli aspetti positivi che negativi, con tranquillità'.
L'ha stupita il fatto che molti giocatori di altre squadre anziché schierarsi in completa opposizione con i cori razzisti, abbiano usato il comportamento di Balotelli in campo come una sorta di attenuante?
'La cosa che mi dispiace di più è quando un calciatore invece di giocare si butta per terra continuamente. Questo non è calcio, non è quello per cui i tifosi pagano il biglietto. Un comportamento del genere diminuisce l'intensità e la qualità di gioco, diminuisce l'emozione e il tempo utile perché i tifosi pagano per 90 minuti di partita e non per 70. E questi atteggiamenti non appartengono a Mario: lui dribbla, palleggia, non ha paura di rischiare, è competitivo, non ha paura di nessuno, è un calciatore di 18 anni e non ha paura di affrontare il Pallone d'Oro, Cristiano Ronaldo, non ha problemi a fronteggiare un Nedved, un Del Piero o un Maldini. Dentro il campo, tra virgolette, non rispetta lo stasus di nessuno. Quello che io gli dico è che, in campo, deve rispettare tutti nello stesso modo, un giovane come lui o un giocatore di 35 anni e magari 100 presenze in nazionale, nel rettangolo di gioco siamo tutti uguali. Nessuno è dottore, nessuno è ingegnere, nessuno è Pallone d'Oro, nessuno è più forte di un altro. Sono tutti uguali. In questo senso Mario fa molto bene.
Se proprio si volesse etichettare qualcuno, lo si dovrebbe fare con chi non vuole giocare a calcio, non con chi gioca in modo spettacolare e penso che è esattamente per questo che lui lo può fare. All'inizio del campionate tutti voi mi chiedevate perché Mario non giocasse, mi dicevate che era un fenomeno, che doveva assolutamente giocare e io vi rispondevo di stare tranquilli perché lui doveva ancora migliorare sotto tanti aspetti. Se per voi lui era un giocatore importante per tutte queste qualità, perché dovrei dirgli di cambiare il suo modo di giocare, magari dicendogli di giocare solo a due tocchi, senza dribblare nessuno? Non posso farlo'.
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