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esser ha scritto:
se è per quello nemmeno il milan era pronosticato vincitore la scorsa stagione eppure alla fine il campionato lo ha vinto lo stesso (grazie anche all'ottimo lavoro di simoncino...) ma questo che cosa ha a che vedere col livello medio del calcio italico che ormai anno dopo anno diventa sempre piu povero qualitativamente ed economicamente?


Ma infatti sto facendo due discorsi diversi. Un conto è il livello del campionato (questione sui cui francamente, magari sbagliando, cerco di interrogarmi con qualche certezza in meno delle tue) un altro invece il fatto che vinca una squadra che non era tra le favorite per la vittoria finale. Sono due discorsi che vanno letti in maniera separata.
E infatti ti sfido a trovare un singolo passaggio in cui io abbia sostenuto che il livello del campionato è in crescita e che lo sarà certamente anche per i prossimi anni a venire.

esser ha scritto:
ma anche no... in oltre 100 anni di storia della nostra massima serie ben 74 scudetti sono stati vinti dalle prime 3 strisciate eppure mi pare di non aver mai notato finora "problemini di interesse e seguito" da parte degli appassionati italiani per questo calcio apparentemente cosi elitario, anzi...


Quindi se per oltre 100 anni di storia è andata bene così vuol dire che per forza di cose dovrà andar bene (se non meglio) per altri 100?
Per come la vedo io, no. Non obbligatoriamente almeno. Poi se tu invece sei convinto di ciò va bene, ci mancherebbe altro.

Il calcio come fatto sociale cambia così come cambia la società (e le persone che la vivono). Il tutto è in divenire.

Poi mi ripeto (lo dissi anche quando ne parlò Harlan qualche settimana fa) non penso che i campionati nazionali europei possano mai avere dei meccanismi simili a quelli del NBA (con squadre che si succedono al vertice in maniera molto fluida) e credo che ogni campionato abbia bisogno delle sue 3 o 4 big storiche. Però quando il dominio delle suddette big diventa troppo marcato si rischiano dinamiche strane e non necessariamente sempre pulite e regolari (e gli esempi in tal senso purtroppo non mancano).

esser ha scritto:
a parte che il trend negativo delle italiane in europa ormai sta andando avanti gia da un bel po quindi i tuoi 5/6 anni a venire potrebbero essere fin troppo ottimisitici IMHO ma resta il principio di base che è vero che suddetto rimescolamento possa di sicuro portare una certa "novita" in ambito nazionale e se adesso lo scudo lo vincono anche altre realta, oltre le solite, allora per noi italiani puo essere una roba interessante ma resta comunque limitata al solo ambito nostrano e basta.

che banalmente il napoli quest'anno stracci tutti vincendo il campionato a mani basse e poi ad esempio la prossima stagione non riesce a superare nemmeno il girone di champions, ti rendi conto pure tu che per il calcio italiano sarebbe l'ennesima riconferma dell'inesorabile calo di valori e di credibilita a livello europeo e mondiale...


Io comunque non sto facendo nessuna previsione ottimistica, mi sto ponendo il dubbio (che è una cosa ben diversa).
Anche perché il movimento calcistico italiano è arrivato sicuramente in una fase che (prendendo in prestito le parole di Redguerrier) che possiamo definire stagnante (per tanti motivi).

Comunque sia per ricollegarmi a quello che dicevo prima nei prossimi 5 o 6 anni quasi certamente ci sarà qualcosa tipo la Superlega che rimescolerà clamorosamente le carte anche a livello europeo (dove comunque, e mi ripeto, il gap tra big e le altre è destinato quasi certamente ad aumentare).

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Di Lazio ci si ammala inguaribilmente.

Giorgio Chinaglia

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termopiliano ha scritto:
esser ha scritto:
ma anche no... in oltre 100 anni di storia della nostra massima serie ben 74 scudetti sono stati vinti dalle prime 3 strisciate eppure mi pare di non aver mai notato finora "problemini di interesse e seguito" da parte degli appassionati italiani per questo calcio apparentemente cosi elitario, anzi...


Quindi se per oltre 100 anni di storia è andata bene così vuol dire che per forza di cose dovrà andar bene (se non meglio) per altri 100?
Per come la vedo io, no. Non obbligatoriamente almeno. Poi se tu invece sei convinto di ciò va bene, ci mancherebbe altro.

Il calcio come fatto sociale cambia così come cambia la società (e le persone che la vivono). Il tutto è in divenire.


Il senso è, dal mio punto di vista, che se i tifosi italiani non si sono stufati negli ultimi 100 di veder vincere quasi sempre l'è solite 3, non capisco perche improvvisamente debbano iniziare a farlo proprio adesso...
Chiaro che col passare del tempo possano cambiare i gusti, la societa, le persone etc etc ma che questo cambiamento a dir poco epocale debba essere imprescindibile e per giunta nell'immediato, non mi convince granche...

Semmai quello che potrebbe avvenire nel breve-medio periodo è piu una sorta di vero e proprio calo di interesse nei confronti del mondo del calcio dovuto all'eccesso di offerta tanto che gia in tempi recenti si sta verificando questo andazzo, con tantissimi giovani ormai stufi del quotidiano bombardamento mediatico che li sta facendo disamorare ed indirizzandoli verso altri tipi di passatempo...

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termopiliano ha scritto:
Si ma non sta scritto da nessuna parte che bisogna per forza di cose aprire un ciclo dopo una vittoria. Sta cosa del ciclo mi sembra una delle ridondanze a cui spesso si affidano i giornalisti o gli addetti ai lavori nostrani.
Cioè che il Milan non potesse replicare la striscia di vittorie della Juventus mi pare fosse abbastanza palese. Tra l'altro se non erro anche a livello di pronostici non credo che quest'estate ci fosse un plebiscito in favore del bis dei rossoneri. Erano tra le favorite ma non certamente l'unica o la prima per distacco.

Tra l'altro (ricollegandomi al post di ieri di PP ultra) stiamo entrando in una fase molto particolare del calcio italiano. Con le strisciate che palesano ben più di qualche problemino a livello societario (ed economico finanziario) e con una non strisciata che si appresta ad interrompere la striscia di vittorie delle suddette. Magari avrà ragione chi afferma che si va verso un ulteriore e sostanzioso abbassamento di livello del nostro calcio. Ma potrebbe anche essere che una maggiore incertezza ai fini della vittoria finale possa smuovere qualcosa di positivo o rendere il campionato in generale più interessante.
Anche perché negli ultimi anni di dominio Juventus non mi sembra che i risultati europei delle italiane siano stati strabilianti, magari un ricambio anche a livello di posizioni "dominanti" potrebbe rimescolare le carte anche in Europa (posto che nel calcio moderno il divario tra le super big europee e le altre rischia di aumentare sempre di più).

pochi mesi fa (gli stessi che oggi criticano, tanto per cambiare), parlavano di ciclo additando proprio il fatto che il milan fosse una squadra giovane e piena di "talento"...

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Speedy_gio ha scritto:
pochi mesi fa (gli stessi che oggi criticano, tanto per cambiare), parlavano di ciclo additando proprio il fatto che il milan fosse una squadra giovane e piena di "talento"...


non solo, si esaltavano sostenendo che avevano vinto lo scudo pure grazie a gente come salamekers, diaz, krunic, messias e al loro eccellente mercato che aveva portato in rosa elementi top come ballo-toure, florenzi, gabbia, bakayoko, etc etc...

oggi che non hanno piu come "avversario" simoncino ecco che il vero valore di padre pioli e dei rossoneri è venuto fuori...

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Reg. il: dom 28 lug 2013
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Aspettate, ma parliamo di tifosi o di "opinionisti" vari?
No perché immagino ci sia una bella differenza.

esser ha scritto:
Il senso è, dal mio punto di vista, che se i tifosi italiani non si sono stufati negli ultimi 100 di veder vincere quasi sempre l'è solite 3, non capisco perche improvvisamente debbano iniziare a farlo proprio adesso...
Chiaro che col passare del tempo possano cambiare i gusti, la societa, le persone etc etc ma che questo cambiamento a dir poco epocale debba essere imprescindibile e per giunta nell'immediato, non mi convince granche...

Semmai quello che potrebbe avvenire nel breve-medio periodo è piu una sorta di vero e proprio calo di interesse nei confronti del mondo del calcio dovuto all'eccesso di offerta tanto che gia in tempi recenti si sta verificando questo andazzo, con tantissimi giovani ormai stufi del quotidiano bombardamento mediatico che li sta facendo disamorare ed indirizzandoli verso altri tipi di passatempo...


E' chiaro che il grosso dei tifosi si "accalca" sulle squadre che vincono. Da che mondo è mondo penso sia così. Però, credo almeno, alla lunga una polarizzazione su (sempre) le stesse tende a creare dinamiche poco positive. Le big servono in tutti i campionati, ma quando vincono solo e sempre loro temo che la cosa non faccia bene a nessuno.

Sul fatto che il calo di interesse dipenda anche (se non soprattutto) da questi fattori da te elencati concordo in pieno. Ma credo appunto che vada messo bene o male tutto nel calderone. Il fatto che i campionati nazionali stiano diventando sempre più polarizzati ed "elitari" credo abbia il suo peso nel incentivare il disinteresse verso questo sport. Poi magari arriverà la Superlega (per me negativa, mi ripeto) e di colpo aumenterà l'interesse. Chissà.

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Reg. il: lun 4 giu 2012,
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termopiliano ha scritto:
Aspettate, ma parliamo di tifosi o di "opinionisti" vari?
No perché immagino ci sia una bella differenza.


mah, insomma... nei mesi post scudo del milan ne ho sentite di ogni da parte di opinionisti, giornalisti, tifosi etc etc che hanno esaltato ben oltre misura il club rossonero, lodandone sperticatamente il lavoro di societa, dirigenza, allenatore, giocatori, magazzinieri, giardinieri e compagnia cantante descrivendo appunto l'impresa dei cugini di campagna come solo l'inizio di un ciclo vincente che avrebbe riportato la squadra ai vertici del calcio non solo in italia ma anche in europa...

e guarda caso poi sono piu o meno gli stessi opinionisti, giornalisti, tifosi etc etc che invece adesso accusano di palese incompetenza societa, dirigenza, allenatore, giocatori, magazzinieri, giardinieri e compagnia cantante... insomma niente di nuovo sul fronte occidentale...

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MessaggioInviato: gio 2 feb 2023, 11:56 
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Reg. il: dom 28 lug 2013
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esser ha scritto:
termopiliano ha scritto:
Aspettate, ma parliamo di tifosi o di "opinionisti" vari?
No perché immagino ci sia una bella differenza.


mah, insomma... nei mesi post scudo del milan ne ho sentite di ogni da parte di opinionisti, giornalisti, tifosi etc etc che hanno esaltato ben oltre misura il club rossonero, lodandone sperticatamente il lavoro di societa, dirigenza, allenatore, giocatori, magazzinieri, giardinieri e compagnia cantante descrivendo appunto l'impresa dei cugini di campagna come solo l'inizio di un ciclo vincente che avrebbe riportato la squadra ai vertici del calcio non solo in italia ma anche in europa...

e guarda caso poi sono piu o meno gli stessi opinionisti, giornalisti, tifosi etc etc che invece adesso accusano di palese incompetenza societa, dirigenza, allenatore, giocatori, magazzinieri, giardinieri e compagnia cantante... insomma niente di nuovo sul fronte occidentale...


Beh diciamo anzitutto che la platea di tifosi delle strisciate (e del Milan in particolare) è molto ampia e quindi immagino ci siano tanti modi diversi di vedere le cose. Poi per carità ci sarà una maggioranza che la pensa in un modo e minoranze varie. Io francamente conosco pochi tifosi milanisti e quindi non ho grossi elementi per dire quale sia il partito maggioritario. Il mondo social e web vario da sicuramente un riferimento ma anche lì si può leggere di tutto e di più. Il campione dei milanisti del forum non è rappresentativo ma non mi è sembrato di leggere grosse spacconate.
Per quanto riguarda gli opinionisti medi di radio e TV sappiamo tutti quanto vada di moda il salto sul carro del vincitore e quindi ahinoi vale tutto e il contrario di tutto.

Sul fatto che sia stato celebrato lo scudetto vinto credo sia anche normale e giusto. Ci sta insomma.
Il fatto che il Milan abbia una rosa con un'età media molto bassa mi sembra sia un dato di fatto oggettivo. Poi è chiaro che non basta per aprire un ciclo. Però al netto degli errori della sessione estiva di calciomercato qualche margine di manovra potrebbero averlo (certo, se già perdi Leao a 0 i suddetti margini si restringono notevolmente).
Molto banalmente è molto più difficile confermersi piuttosto che vincere la prima volta. Ma ecco non è detto che non torneranno ad alzare qualche trofeo nei prossimi anni. Vedremo.

Per come la vedo io vista la situazione attuale per il Milan assume un importanza clamorosa la qualificazione in Champions. Sappiamo quanto conta nel calcio attuale rimanere nel giro europeo che conta (dal punto di vista economico ma non solo).
Chiaro che un 3° o 4° posto dopo aver vinto lo scudetto non è un piazzamento che esalterebbe nessuno, ma quantomeno limiteresti i danni. La non qualificazione in Champions invece sarebbe oltreché fallimentare anche potenzialmente devastante (economicamente anzitutto).

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termopiliano ha scritto:
Aspettate, ma parliamo di tifosi o di "opinionisti" vari?
No perché immagino ci sia una bella differenza.

esser ha scritto:
Il senso è, dal mio punto di vista, che se i tifosi italiani non si sono stufati negli ultimi 100 di veder vincere quasi sempre l'è solite 3, non capisco perche improvvisamente debbano iniziare a farlo proprio adesso...
Chiaro che col passare del tempo possano cambiare i gusti, la societa, le persone etc etc ma che questo cambiamento a dir poco epocale debba essere imprescindibile e per giunta nell'immediato, non mi convince granche...

Semmai quello che potrebbe avvenire nel breve-medio periodo è piu una sorta di vero e proprio calo di interesse nei confronti del mondo del calcio dovuto all'eccesso di offerta tanto che gia in tempi recenti si sta verificando questo andazzo, con tantissimi giovani ormai stufi del quotidiano bombardamento mediatico che li sta facendo disamorare ed indirizzandoli verso altri tipi di passatempo...


E' chiaro che il grosso dei tifosi si "accalca" sulle squadre che vincono. Da che mondo è mondo penso sia così. Però, credo almeno, alla lunga una polarizzazione su (sempre) le stesse tende a creare dinamiche poco positive. Le big servono in tutti i campionati, ma quando vincono solo e sempre loro temo che la cosa non faccia bene a nessuno.

Sul fatto che il calo di interesse dipenda anche (se non soprattutto) da questi fattori da te elencati concordo in pieno. Ma credo appunto che vada messo bene o male tutto nel calderone. Il fatto che i campionati nazionali stiano diventando sempre più polarizzati ed "elitari" credo abbia il suo peso nel incentivare il disinteresse verso questo sport. Poi magari arriverà la Superlega (per me negativa, mi ripeto) e di colpo aumenterà l'interesse. Chissà.

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Crisi Milan, altro che parametri: il silenzio di Maldini e l'assenza di Cardinale

Della partita ha già detto tutto Giancarlo Padovan, con la consueta lucidità e capacità di analisi. A chi interessa, c’è il parere di Arrigo Sacchi, uno dei massimo estimatori di Stefano Pioli: anni di lavoro cancellati in poche settimane. Scellerate le scelte anti-Inter. E poi il derby l’abbiamo visto tutti: primo tempo più modesto, triste, piccolo non riusciamo a ricordarlo. Perché il derby si può perdere anche 3 o 4 a zero, ma bisogna giocarlo e provare a vincerlo. Giocando da piccola, Pioli ha scelto di perderlo a poco, è questa è la sua colpa più grande.

Una settimana e una sconfitta dopo, la quinta del 2023, la quarta consecutiva, a fronte di una sola vittoria, adesso che i “parametri” sono temporaneamente saltati, con la prospettiva di cambiare a breve l’avverbio, trasformandone il tempo, siamo nuovamente tutti a chiederci perché e cosa sia successo dai gol di Ibanez e Abraham in avanti, ma forse è proprio quello il primo errore, il più grande di tutti. non solo nostro, ma del Milan stesso. Perché non guardare allo 0-0 con la Cremonese (37 gol subiti), alla sconfitta di Torino, alle vittorie al fotofinish con Spezia e Fiorentina? E le amichevoli a cavallo di Natale? Tre partite e tre sconfitte, addirittura con l’esperimento di cambiare il portiere. Il primo tempo di Salerno è l’eccezione, il resto è aria fritta.

Il Milan è malato da tempo, vittima di superbia e presunzione. Pensare di poter rinunciare a Leao è un atto di alta presunzione, non un basso modo per difendersi meglio. Palla a Leao, è stato lo schema scudetto. Che non vuole dire che il Milan un anno fa fosse solo Leao, ma sottraendolo a quella squadra, lo scudetto sarebbe stato comodamente dell’Inter. Male Pioli, ma peggio chi accanto a lui non ne condivide le responsabilità. Il disastroso mercato estivo, disconosciuto dal tecnico ogni volta che schiera una formazione, cui si somma lo zero del mercato invernale. Serve dirlo un’altra volta, adesso che è partita la gara dell’io l’avevo detto, anche per chi faceva di CDK una via di mezzo fra Rivera e Kakà? Rivera. Kakà. Ma per favore, su.

Maldini ha parlato una volta in un mese e fra 5 sconfitte, giusto per ricordarci i “parametri” e che tutto o quasi andava bene. Il presidente Scaroni aspetta il giorno giusto per ribadire che se non si abbatte San Siro, il Milan non tornerà più competitivo. Di Giorgio Furlani, che ha preso il posto di Gazidis, non si riconosce ancora il volto. Pare che dovesse parlare dopo il mercato, poi non l’ha fatto (il mercato, ma nemmeno ha parlato). Se più tardi passasse un messaggio più o meno rassicurante attraverso i canali del club, ci sarebbe da attribuirgli il valore che ha, al momento contano solo i risultati.

E poi c’è Gerald Cardinale, il nuovo proprietario. Che del Milan gl’importi solo il business, è chiaro. Proverà ad aumentare il valore del brand e poi venderà anche lui, meglio se con lo stadio, costruito o a progetto. Oppure renderà a Elliott, che è rimasto in società. Ma non è questo il punto, non ora. Quello dei fondi d’investimento è un mondo lontano dal calcio con cui siamo cresciuti, qui tifosi non ce ne sono, nonostante gli sforzi e photoshop.

Cardinale è atteso per il 14 febbraio a San Siro, quando arriverà il Tottenham, speriamo con anche il ristabilito Antonio Conte in panchina. Cardinale pare si sia fatto prestare 600 milioni da Elliott che gli vendeva il Milan. Al 7% sono 42 milioni di interessi l’anno e già solo per questo si capisce perché Elliott abbia preferito RedBird a InvestCorp. Ma il Milan era suo ed era suo diritto cederlo a chi preferiva e nel modo che preferiva.

Non serviva molto al Milan campione d’Italia per aprire un ciclo che invece s’è già chiuso, alla prima vittoria. Adesso ci sono i “parametri” che significano quarto posto e un nuovo gettone per la Champions, che per la proprietà vale quanto o più dello scudetto. E' improbabile che Leao firmi il rinnovo, perché dovrebbe?. E sarà un altro passo indietro. Bene che vada, Maldini riuscirà a venderlo al meglio in estate, e poi non dovrà sbagliare un’altra volta gli acquisti. Obiettivo Champions, ma l’importante ormai è partecipare.

https://www.calciomercato.com/news/cris ... ssen-63753

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Milan, il ruolo di Furlani e il doppio scenario sul mercato: Maldini e Massara non sono una certezza

Una bella partita, vinta con merito, non basta per qualificarsi ai quarti di Champions, né tanto meno per garantirsi il quarto posto finale in campionato. Ripensando, però, al valore del Tottenham e al difficile periodo del Milan il successo dei rossoneri, che avrebbero meritato di segnare almeno un altro gol, alla legittima soddisfazione aggiunge paradossalmente anche una spruzzata di rimpianto. A prescindere da ciò che accadrà nella gara di ritorno è infatti legittimo chiedersi dove potrebbe arrivare questo Milan se fosse stato adeguatamente rinforzato l’estate scorsa, o almeno ritoccato nel mercato di gennaio. Perché se sono bastati gli stessi uomini dello scudetto, con il piacevole inserimento in difesa dell’emergente Thiaw, per battere il Tottenham considerato da tutti superiore, dove potrebbe arrivare il Milan in questa Champions con un sostituto di Kessie e un altro attaccante in perfette condizioni e non reduce da un infortunio come Origi?

In fondo sarebbero bastati due rinforzi veri per non rimanere con il forte sospetto di avere perso un’occasione per il definitivo salto di qualità, soprattutto a livello internazionale, che guarda caso sognava Maldini l’estate scorsa. Invece se soltanto adesso, dopo sei mesi e mezzo, si scopre Thiaw, mentre il tanto atteso De Ketelaere parte sempre dalla panchina e quando entra sbaglia tutto o quasi, vuol dire che sono stati commessi molti errori. E qui veniamo al dolente capitolo delle responsabilità che riguardano la proprietà, visto che il nuovo patron Cardinale non ha voluto alzare il budget, e ancora di più l’area tecnica visto che Maldini ha speso male quanto gli è stato messo a disposizione.

Ricordare, per credere, le differenti scelte dell’Atalanta che ha trovato due grandi attaccanti, come il venticinquenne Lookman pagato 15 milioni e il ventenne Hojlund pagato 17 milioni, per non parlare del Napoli che ha preso il ventiduenne Kvaratskhelia, pagandolo soltanto 10 milioni, un terzo di quanto è costato il suo coetaneo De Ketelaere. Con l’aggiunta che nessuno dei tre ha avuto alcun problema di ambientamento, al contrario del belga. Proprio questi confronti, ai quali va aggiunta la rinuncia a Enzo Fernandez o al secondo portiere Ochoa, finito invece alla Salernitana, potrebbero indurre la nuova proprietà a cambiare l’area tecnica, se il Milan non si qualificherà per la prossima Champions. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, infatti, i rapporti tra Maldini e la nuova proprietà sono di reciproco rispetto e poco più. E non a caso il ruolo di Ivan Gazidis, milanista d’importazione per motivi aziendali, dall’inizio di dicembre è stato occupato da Giorgio Furlani, milanese e milanista da tempi non sospetti, che non deve imparare l’italiano per parlare con Maldini prima di riferire a Cardinale. Rimasto comprensibilmente in silenzio fin qui, perché quando le cose non vanno bene è giusto tacere, il nuovo amministratore delegato rossonero, sembra l’uomo giusto per evitare di ripetere gli errori del passato, facendo da tramite tra la proprietà che deve capire l’importanza degli investimenti e l’area tecnica che poi deve spendere bene. Per il futuro, quindi, le ipotesi sono due: le prossime scelte di “mercato” spetteranno ancora a Maldini e Massara se il Milan centrerà la qualificazione per la Champions, o in caso contrario ad altri dirigenti con un grande curriculum come Giovanni Sartori, centravanti di scorta nel Milan che vinse la “stella” nel 1979 con Liedholm in panchina, già capace di trovare i giocatori giusti per il Chievo, l’Atalanta e ora al Bologna.

Nell’attesa di sapere che cosa accadrà, l’unica certezza per il futuro è rappresentata da Stefano Pioli, artefice di un inaspettato scudetto e del rilancio del Milan nella partita più difficile contro il Tottenham. E così, dopo aver dato addio alla scudetto, alla coppa Italia e alla Supercoppa, rimane almeno il sogno Champions. Poi, nel bene o nel male, si faranno i bilanci, a livello tecnico e di conseguenza economico. Perché mai come stavolta saranno i risultati a decidere se, ed eventualmente quanto, si dovrà cambiare per costruire un Milan davvero competitivo su tutti i fronti e non soltanto a parole. Per evitare di ritrovarsi con altri ripianti tra un anno.

https://www.calciomercato.com/news/mila ... aldi-57982

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