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 Oggetto del messaggio: Socratres
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mi accingo a visionare alcune partite di Socrates per una sua eventuale rivalutazione , cio' che infatti ho visto in Brasile Spagna 86 non puo' essere taciuto , ho visto cose inusitate , tipo tacchi al volo all'indietro con lancio incorporato da 40 metri e di spalle con il pallone che arriva fido sul piede di un compagno.
In Italia forse e' svalutato per la sua stagione non positiva alla Fiorentina ma in Brasile e' considerato tra i piu' grandi.

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GULLIT:"Quando vedo Messi penso che è un grande calciatore ma è protetto: dagli arbitri, dalle telecamere, dal regolamento. Messi può limitarsi a dribblare. Diego doveva saltare alto così, non per fare dribbling ma perché volevano spezzargli le gambe".


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« È stato il giocatore più intelligente della storia del calcio brasiliano. »
(Pelè)

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La storia di Socrates, “Dottore” della democrazia in campo e fuori

15/12/2011 – Una vita fatta di battaglie, in campo come in politica per un sogno chiamato “democrazia”. Davanti all’ultima, quella contro la grave infezione intestinale dovuta ad anni di sregolatezze ed alcol, si è dovuto arrendere: Socrates Brasileiro Sampaio de Sousa Vieira de Oliveira, noto semplicemente come Socrates non ce l’ha fatta, è morto il 4 dicembre scorso nell’ospedale Albert Einstein di San Paolo, dove era ricoverato in terapia intensiva già da alcuni giorni.

A 57 anni l’ex capitano del Brasile degli anni ‘80 lascia in lutto un intero paese che lo aveva amato per le sue qualità di calciatore, ma anche per il suo carisma che lo aveva reso un personaggio quasi fuori dal tempo.

Nato a Belem il 19 febbraio 1954, Socrates apparteneva a quella generazione di grandi giocatori brasiliani (come Zico) che non riuscirono a conquistare la Coppa del mondo: lui era capitano della Selecao che al “mundial” spagnolo dell’82 fu eliminata da quell’Italia di Bearzot che poi avrebbe vinto il titolo iridato.

Memorabile la sfida con gli azzurri in cui il gol di Socrates a Zoff non bastò a fermare il “ciclone Italia”, trascinato dalla tripletta di “Pablito” Rossi. Quattro anni più tardi ci pensò la Francia di Platini a stoppare ancora una volta il sogno mondiale di quel Brasile.

Un esempio di “democrazia”

Nato in una famiglia di origini piuttosto umili, ma in cui non mancavano i libri, Socrates si appassionò al pallone e giocò come centrocampista offensivo: veniva chiamato il ‘Dottore’ e lui medico lo era sul serio, perché si era laureato in medicina senza però mai esercitare la professione. Iniziò la sua carriera sportiva nel Botafogo di Ribeirao Preto nel 1974. Dal 1978 all’84 vestì la maglia del Corinthians di cui diventò subito un idolo, e non solo per le doti con la palla al piede.

La politica scorreva nelle sue vene al pari della passione per il calcio, e proprio nel club paulista si rese protagonista e trascinatore di un’iniziativa che passò alla storia, almeno del pallone: la squadra si rifiutò di riconoscere l’autorità dell’allenatore e per tre anni mise in piedi una sorta di “autogestione” che venne definita “democrazia corinthiana”. Nell’82 arrivò la celebrazione di quegli ideali ribelli in campo, perché il Corinthians vinse il titolo e la squadra si presentò con la parola ‘Democrazia’ ben impressa sulle maglie.

Tra un colpo di tacco - erano la sua specialità - e la medicina, Socrates non perse infatti mai di vista la passione politica: militante di sinistra, con il mito di Che Guevara, non fece mancare la sua voce nelle battaglie contro i sistemi dittatoriali del Sudamerica.

Genio e sregolatezza, approdò in Italia nel 1984 vestendo la maglia della Fiorentina: ma la parentesi in serie A fu calcisticamente poco entusiasmante. Dopo una deludente stagione tornò in Brasile, prima al Flamengo e poi al Santos, dove chiuse la carriera nel 1988. Poi un ritorno nel 2004, questa volta come allenatore del club inglese di dilettanti Garforth Town.

Ma la sua vita fu segnata anche dalla passione per fumo e alcol, che hanno compromesso gravemente la sua salute: negli ultimissimi anni si erano infatti ripetuti i ricoveri in ospedale. Fino all’ultimo, qualche giorno fa a causa di un’infezione intestinale con conseguente emorragia: le sue condizioni erano apparse subito gravissime. L’ex centrocampista brasiliano era entrato in coma e dopo qualche ora se n’è andato. Con lui un pezzo di storia di calcio e di vita del Brasile.

Le reazioni del mondo del calcio

A regalare un pensiero sull’ex giocatore della Fiorentina, sia sul piano calcistico sia su quello politico, sono stati tanti in Brasile: soprattutto a San Paolo, tra i tifosi del suo Corinthians. Uno dei più illustri membri della ‘torcida’ del Corinthians, l’ex Presidente Lula, è stato tra i primi a salutare Socrates, del quale era amico. Entrambi incarnavano alla perfezione la figura del sindacalista, Lula da operaio e Socrates da lavoratore del pallone.

Poi è arrivato - tramite un comunicato ufficiale sul sito web della presidenza della Repubblica - l’addio del Capo dello Stato, Dilma Rousseff. Oltre a Lula e alla Rousseff, sono stati tanti i giocatori noti del presente e del passato a ricordarlo: per esempio, Zico - suo compagno nella ‘Selecao’ dei mondiali 1982 e 1986 - secondo il quale “Socrates era geniale, con un’intelligenza fuori dal comune”.

“Era uno straordinario personaggio del mondo del calcio – ha detto Arrigo Sacchi, ex ct della Nazionale italiana – un uomo di cultura e un grandissimo giocatore, che purtroppo in Italia non è riuscito ad esprimersi”. “Da capitano a capitano – ha ricordato Dino Zoff, avversario della sfida al Mondiale dell’82 – a Socrates dico che rimarrà nella storia”. L’ultimo omaggio è di Paolo Rossi, autore della storica tripletta al Brasile: “Dispiace per l’uomo. Anche per la giovane età. È stato un giocatore grandissimo, un pezzo della nostra storia che si stacca e va via”.

Per approfondire i temi trattati, leggi le voci enciclopediche qui a fianco e i link alle risorse, nazionali e internazionali, presenti in Rete.

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<< oltre che essere stato un giocatore di primissimo livello , ha combattuto molto per i diritti dei giocatori , come me . Per protestare contro gli orari assurdi delle partite al Mondiale 86 indossava in testa una bandana , vietata dalla Fifa >>.

Diego Armando Maradona.


Immagine

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Sicuramente in Italia è molto sottovalutato per la stagione non entusiasmante alla Fiorentina. Era un giocatore particolare, che necessita di un po di tempo prima di essere apprezzato del tutto, alla prima apparenza risulta piuttosto compassato nei movimenti, complice il fisico longilineo e si tende a etichettarlo come lento, inizialmente anche io rimasi con l amaro in bocca vedendolo giocare, poi ho imparato ad apprezzare la sua unicità. Uno dei centrocampisti più eleganti della storia del calcio, dotato tecnicamente come pochi, grandissima visione di gioco, uno di quelli che la palla la sapevano mettere esattamente dove volevano sia coi passaggi sia col suo grande tiro da fuori area, si dice fosse più bravo quando giocava spalle al pallone tant è che stato il miglior colpitore di tacco di sempre probabilmente,
Aveva una pecca: il suo stile di vita non gli permetteva di essere un atleta, fumava un pacchetto di sigarette al giorno e gli piaceva concedersi qualche bicchiere, di conseguenza non aveva una grande resistenza e in fase difensiva era quasi nullo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Socratres
MessaggioInviato: dom 4 nov 2012, 2:19 
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epico ha scritto:
mi accingo a visionare alcune partite di Socrates per una sua eventuale rivalutazione , cio' che infatti ho visto in Brasile Spagna 86 non puo' essere taciuto , ho visto cose inusitate , tipo tacchi al volo all'indietro con lancio incorporato da 40 metri e di spalle con il pallone che arriva fido sul piede di un compagno.
In Italia forse e' svalutato per la sua stagione non positiva alla Fiorentina ma in Brasile e' considerato tra i piu' grandi.


Sono un grandissimo ammiratore di Socrates, e poche notizie mi hanno addolorato come quella della sua morte.

Per me era un simbolo del calcio migliore, e solo i filmati di Maradona mi emozionano come i suoi.

Oltre alla sua innata eleganza calcistica, era anche straordinario sul piano umano: insomma era un calciatore per molti versi atipico.

(A Spagna '82 fu uno dei migliori: suo un gol decisivo nel 2-1 contro l'URSS. Fece poi una rete contro l'Italia nella leggendaria partita del Sarrià.)

Grazie, epico, per averlo ricordato!


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27DONI72 ha scritto:
Sicuramente in Italia è molto sottovalutato per la stagione non entusiasmante alla Fiorentina.
Uno dei centrocampisti più eleganti della storia del calcio, dotato tecnicamente come pochi, grandissima visione di gioco, uno di quelli che la palla la sapevano mettere esattamente dove volevano sia coi passaggi sia col suo grande tiro da fuori area, si dice fosse più bravo quando giocava spalle al pallone tant è che stato il miglior colpitore di tacco di sempre probabilmente,


Condivido tutto: ricordo molta ironia fuori luogo, su di lui e sui suoi colpi di tacco.

Ma forse molti dimenticano che si tratta del capitano di quel Brasile da favola: una squadra con Zico, Falcao e Junior...
Il capitano della nazionale forse più "bella" degli ultimi 40 anni, insieme all'Olanda di Cruijff...

Una squadra che non ha vinto, ma che ha segnato un'epoca ed è ricordata con grande nostalgia, non solo in Brasile.

Se il calcio di oggi somigliasse di più a Socrates, e al suo modo di giocare e di vivere, sarebbe bello e affascinante come era un tempo.


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Tributo al Brasile 82 , il leggendario futbol arte :


http://www.youtube.com/watch?v=jnoz4NuY ... re=related

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ma perche' oggi non ci sono piu' questi personaggi ancestrali ?, perche' oggi il calcio e' diventato cosi brutto ?

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Maestro, ma perché continua a guardarlo se le fa schifo ?.

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Cita:
ai miei tempi negli anni 80 mi aberravo in strada


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