Andrea Gilli
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https://www.facebook.com/andrea.gilli/p ... ePyAnRZTZlDall’inizio della guerra, tutti gli esperti sottolineano come lo sforzo bellico russo sia condizionato dalla dipendenza dalla tecnologia occidentale, in particolare i semiconduttori. Le sanzioni non permettono alla Russia di accedere ai semiconduttori occidentali, di fatto impedendo alla Russia di continuare a combattere oltre gli stock attuali. L’obiezione finora è stata che la Russia poteva avvalersi dei rifornimenti cinesi.
Con quella che è la più drastica politica di controllo della tecnologia mai vista fin dalla Guerra fredda, e forse oltre, l’amministrazione Biden ha adottato pochi giorni fa delle misure rigidissime contro l’industria dei semiconduttori cinesi. Le politiche di Trump, a confronto, non erano nulla. Greg Allen, prima al Pentagono e ora al CSIS, afferma senza mezzi termini che l’obiettivo è far andare in bancarotta l’intero settore dei semiconduttori cinese.
Qualche considerazione sparsa: se per la Cina sarà d’ora in poi più difficile produrre e avere accesso a semiconduttori, pensate quanti ne possa fornire alla Russia. La Cina si vede così drammaticamente fustigata bella su espansione tecnologica e militare. Finora, infatti, gli impressionanti sviluppi tecnologici cinesi dipendevano dalla cooperazione occidentale. D’ora in poi non sarà più così. Ciò renderà ancora più difficile alla Cina raggiungere l’Occidente.
Nello sfondo la questione di Taiwan: come cambia il calcolo cinese? Devo ragionarci, non ho una risposta adesso, ma dubito che alla Casa Bianca non ci abbiano riflettuto. Ricordiamoci però che Taiwan produce, non disegna, semiconduttori. Cosa vuole dire? Che se anche conquisti Taiwan (auguri), i siti di TSMC rimangono intaccati (auguri2) e obblighi I taiwanesi a produrre semiconduttori (auguri3), non hai presto i disegni e i software per procedere. Un po’ come uno che ha un forno ma non ha l’elettricità o le ricette.