Socrate ha scritto:
C'è poco da non credere alle truppe russe in Ucraina, l'ha detto lo stesso generale delle milizie ucraino circa il mese scorso nello stesso giorno in cui Poroshenko ricominciava col suo solito mantra, questo tanto per capire quanto potrà essere stato credibile le altre volte che l'ha detto.
Muzhenko ha dichiarato che non stanno combattento contro truppe russe, e mi sembra compatibile con ciò che ho detto. Non ci sono truppe regolari, ma volontari e probabilmente "consiglieri": non ne posso certamente avere le prove, ma è difficile creare un esercito civile con una certa coordinazione ed efficacia.
Socrate ha scritto:
Invece non sono affatto d'accordo con la propaganda, che tu giudichi analoga in Russia e in Ucraina, ed è un discorso che non sta né in cielo né in terra considerando anche pure il resto del tuo messaggio: in Ucraina ci saranno una ventina di televisori controllati dai politici e dai magnati che finanziano i battaglioni armati, quando parli di propaganda martellante da ambo i lati spero intendi pure noi, perché noi e tutto l'Occidente la subiamo pure la propaganda martellante; mentre sinceramente non capisco in che misura intendi propaganda russa, che è anche stata abbastanza in silenzio rispetto alle violazioni sui diritti umani perpetrate nei confronti delle loro minoranze. L'unica propaganda russa è quella che invita a non diffondere il panico e non chiedere a Putin d'intervenire.
Per la propaganda il discorso è ampio. Ho vissuto sia in Russia che negli USA, e cerco di farmi un'idea leggendo informazioni da entrambe le parti. Ti assicuro che l'informazione russa è fortemente controllata dal governo (anche indirettamente, tramite oligarchi amici), sono pochi gli esempi di informazione indipendente. Una è la Novaya Gazeta (fortemente anti-russa, ma sostanzialmente intoccabile dopo l'omicidio della Politkovskaya), un canale TV è Dozhd, che però adesso stanno per chiudere. Questo non significa che tutto ciò che resta sia propaganda, ci sono anche giornalisti seri che riescono a raccontare la verità anche senza incorrere in censura.
Se parliamo degli USA (con discorso estendibile all'Europa), mi sembra che la stampa sia considerata libera, ma non lo sia a tutti gli effetti. La propaganda è enorme anche qui, anche se forse sarebbe corretto chiamarla disinformazione. Ci sono miriadi di esempi. Il problema è che non si possono perdere ore a cercare fonti alternative per ogni articolo, quindi si sceglie un giornale e gli si dà fiducia. (Con fonti alternative non intendo blog di dubbia provenienza, ma altre testate, magari internazionali).
Cita:
Molti si arruolano volontariamente in Novorossya perché quando calpestano ripetutamente i tuoi diritti e minacciano seriamente la salute tua e dei tuoi cari, arrivi pure a questo, non è questione di propaganda, è Kiev che ha reso insanabile la spaccatura con l'est.
Purtroppo non è proprio così, ossia ci sono certamente persone arruolate per disperazione, per ideali o per difendere la propria terra, ma ce ne sono altre pagate da organizzazioni estere che vanno lì solo per una data missione, poi se ne fregano della popolazione o delle conseguenze future. E questo discorso vale per entrambe le parti: fatico a vedere i soldati di Kiev come sanguinari assassini (ce ne sono, e sono in alcuni battaglioni volontari), spesso sono persone che sono state obbligate ad andare, oppure persone che sono state così influenzate dalla propaganda da ritenere di dover liberare la propria patria. E in questo non posso biasimarli, ma certo mi fa pena vedere la vita di un ragazzo essere rovinata o bruciata in un conflitto di cui conosce solo ciò che gli si vuole far conoscere.
Hai assolutamente ragione su un fatto: il conflitto tra est e ovest del paese è ormai insanabile, l'Ucraina come la conoscevamo prima non esiste più.
Cita:
Per il resto i problemi per la Russia sono molteplici, perché i rapporti si stanno velocemente inasprendo pure coi paesi baltici, fra menzogne, demonizzazione e panico diffuso. Ieri in Estonia l'esercito estone ha fatto una parata a pochi chilometri dal confine con la Russia, e sappiamo bene che questo è sempre stato significativo nelle politiche militari. I paesi baltici hanno tutti chiesto alla Nato una difesa preventiva dalla minaccia russa (inesistente, ma vabbé prevenire meglio che curare), e la Nato non ha esitato a stanziare aiuti militari in questi paesi.
Di recente dei militari americani si sono stanziati in una provincia lettone al confine, ufficialmente lì per studiare il russo, e l'America ha stanziato fondi per creare tre tv russofone americane per parlare nel baltico.
La minoranza russa è fortemente presente pure da quelle parti, ed io lo dico qui a futura memoria, temo che pure per loro come per gli analoghi ucraini si prospettano tempi difficili. C'è un forte rischio che si apra un nuovo fronte di forte tensione pure dei paesi baltici. E semmai succederà, sarà colpa della Russia, vi diranno, ma ovviamente invece non sarà affatto colpa della Russia, come non è stato colpa della Russia in Ucraina.
Vero che i paesi baltici (ma soprattutto la Polonia) strillano ogni giorno per una possibile invasione russa, qualche settimana fa il governo lituano ha anche pubblicato un vademecum di sopravvivenza in caso di attacco. Ma sono più un modo di attirare l'attenzione su di sè, non ci credono veramente nemmeno loro, a parte qualche sbandato. È più un discorso di NATO, che sfida la Russia sui suoi confini. Per quanto riguarda le minoranze, ce ne sono eccome. Per restare in Estonia, mi viene in mente Narva, città a schiacciante maggioranza russa (etnicamente e linguisticamente). Ci sono certamente discriminazioni, ma non angherie evidenti, a meno che non vogliano essere strumentalizzate.
Non credo si possa aprire un confronto anche là. Alla Russia non interessano minimamente gli stati baltici, che basano il proprio benessere sugli aiuti UE e i cui abitanti stanno lasciando il paese senza troppi rimpianti dopo l'apertura delle frontiere (Estonia -17% dall'89, Lettonia -13% dal 2000, Lituania -7% dal 2000).
Cita:
Comunque quando parliamo dei ribelli filorussi che non possono resistere senza l'aiuto della Russia, quando però da un punto di vista logistico fanno oggettivamente abbastanza la fame, chiediamoci pure, a questo punto, come fa l'ISIS, che non vedo perché teoricamente dovrebbe essere meglio, a diffondersi (okay, aeree desertiche ed anarchiche grazie a noi occidentali, però...) con tanta facilità, e soprattutto come fa ad avere miriadi di certe jeep nuove fiammanti, e armi di nuova generazione, non solo i soliti kalashnikov. I ribelli dell'ISIS sono stati sostenuti da potenze nazionali certamente molto più di quanto siano stati sostenuti i ribelli filorussi. E non so fino a che punto certi finanziamenti siano proseguiti.
Beh l'ISIS occupa territori ricchi di petrolio, quindi suppongo ne controlli l'estrazione e il commercio, oltre a ricevere finanziamenti coperti da stati esteri (mica solo gli USA, nell'area del golfo non mancano i potenziali finanziatori.
Giusto quello che dice arres, in questa lotta tra potenze a nessuno sta a cuore il destino del popolo ucraino. Anzi, se dovessi metterci 2 euro, penso che starebbe più a cuore ai russi, che hanno un fortissimo legame con l'area (tanto da avergli regalato territori e finanziamenti a fondo perduto) piuttosto che a un europeo che sa dov'è Lviv solo perchè ci hanno fatto gli europei.